
L’on. Angelo Tofalo è alla sua seconda legislatura, eletto sempre con il Movimento 5 Stelle. Nella prima aveva fatto parte del Copasir e in questa veste era già stato invitato a Soveria Mannelli e aveva partecipato all’Università d’Estate sull’Intelligence, un’invenzione di Mario Caligiuri, direttore del Master in Intelligence dell’Unical, che da quest’anno, prima Università in Italia, avrà anche un corso di laurea magistrale dedicato alla disciplina.
L’incontro è iniziato con il saluto del sindaco Leonardo Sirianni ed è proseguito con una presentazione di Mario Caligiuri dell’ospite e dei principali temi oggetto della lezione.
Internet, secondo Caligiuri, produce trasformazioni sociali, ma anche biologiche, nel nostro cervello. Pertanto gli Stati devono essere in grado di predisporre due diverse politiche: per i cittadini fisici e per quelli virtuali, non meno importanti se si tiene conto che “la prima popolazione mondiale non è quella cinese, bensì quella di Facebook”.
Affrontando il problema della cyber security, ha constatato che “la minaccia cyber esiste da quando esiste il primo computer; è una minaccia che non ha confini nazionali e che riduce i tempi in cui può manifestarsi un attacco rispetto a quello di un esercito tradizionale”. È per questo motivo che bisognerebbe arrivare a “una prima forza armata dello spazio cyber, a difesa di un potenziale attacco cibernetico”.
Poi ha focalizzato l’attenzione sull’esigenza di una formazione e informazione che parta dalle scuole: “Penso che il metodo logico-scientifico dell’Intelligence vada insegnato a scuola; i giovani devono essere in grado di distinguere le fonti di una notizia per capire quali sono le fake news, che comunque sono presenti non solo nella rete, ma anche sui giornali, alla radio e alla Tv”.
L’Intelligenza Artificiale è un altro dei temi trattati. “Siamo tutti profilati” e l’automazione dei processi decisionali è sempre più affidata a macchine intelligenti. Ma non possiamo permettere che un algoritmo decida per noi.
L’on. Tofalo ha infatti concluso dicendo che, pur avendo a disposizione una tecnologia sempre più sofisticata, non si potrà mai fare a meno della “humint”, l’attività di intelligence basata sui rapporti interpersonali, e quindi il fattore umano sarà sempre importantissimo.
di Raffaele Cardamone
