Caro Raffaele,
1 – IL RAZZISMO PUÒ NASCERE SEMPRE COME GRAMIGNA
Lunedì 29 giugno alle ore 10 circa, il giorno dopo che hai pubblicato la mia prima Lettera della serie “Il razzismo è una gramigna”, in internet ho trovato (a questo link https://www.vitavarese.org/razzismo-puo-rinascere-sempre-come-gramigna/) un articolo non firmato ma quasi della medesima intitolazione e dello stesso concetto, risalente a quasi undici mesi fa (precisamente al 17 agosto 2019). Così immediatamente dopo (inviando l’articolo originale evidenziato da www.ilReventino.it) con email delle ore 10,46 ho chiesto ai responsabili del sito www.vitavarese.org di farmi sapere, per piacere, chi avesse scritto quel bell’articolo “Il razzismo può nascere sempre come gramigna”.
2 – L’EGOCENTRISMO
Finora mi pare di aver capito che tra le prime basi del razzismo ci sia l’egocentrismo (inteso in senso lato per individui e comunità). Attenersi al significato delle parole è essenziale nel nostro discorso. Quindi cerchiamo di capire cosa indica precisamente tale termine e come può portare al razzismo. Ci affidiamo, preferibilmente, a quanto riportato dal Vocabolario della lingua italiana “Treccani”. Secondo cui, in psicanalisi, l’egocentrismo è l’atteggiamento di chi tende a porre sé stesso al centro di ogni evento, per cui la propria percezione delle cose e i propri giudizi assumono un valore pressoché assoluto, rendendo difficile l’accettazione del punto di vista degli altri e quindi la comunicazione sociale.
Il più pericoloso egocentrismo è quello ideologico che porta dritti dritti alle dittature, le quali – come ci dimostra la Storia – sfociano quasi sempre in manifestazioni sanguinose, dalle repressioni fino a giungere a veri e propri genocidi. La figura che rappresenta tale egocentrismo dittatoriale è il tiranno (singolo o collettivo) con cui i popoli devono fare i conti, in un modo o nell’altro, poiché chiunque va al comando cerca quasi automaticamente di occupare tutti gli spazi leciti ed illeciti della società. Studiare l’evoluzione del “tiranno” ci può aiutare a capire meglio il tutto. Conoscere ci predispone alla migliore prevenzione e difesa.
3 – L’OMBELICO DEL MONDO
Storicamente, “l’ombelico del mondo” (come puoi meglio approfondire in Wikipedia o in altra più corposa enciclopedia o studio specialistico) è essenzialmente legato a fattori prevalentemente religiosi (che però hanno sempre nascosto valenze imperialistiche politico-economiche sostenute militarmente, come si può ben intuire). La Gerusalemme terrena e celeste, ad esempio, è ancora adesso ritenuta l’ombelico del mondo, ovvero il centro del mondo, almeno per le tre maggiori religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo e islamismo). Gli artisti si sono sbizzarriti nell’immaginarla, creando, comunque autentici capolavori.
Ma, è evidente che, cambiando la Storia, cambia l’ombelico del mondo e viceversa. Il baricentro. E ormai appare chiaro che sono numerosi i centri gravitazionali del nostro mondo, dal momento che ognuno tende ad autodefinirsi o a ritenersi “ombelico del mondo” o capitale universale di qualcosa o di qualcuno. Londra, Parigi, Tokyo, New York ed anche Roma per via del suo passato imperiale e per essere da 2 mila anni il centro della cristianità o, pardon, del “cattolicesimo” la cui parola (in greco antico) significa appunto “universale” … quindi Chiesa Cattolica o Chiesa Universale. Vale a dire “Unica”! Una pretesa?…
Intendendo con “unica”, tale fatto dovrebbe valere per tutti e, quindi, le altre religioni sono “false” o non autentiche e vanno, in un modo o in un altro, ridimensionate o addirittura eliminate … salvo che il recente dialogo interreligioso tenda al faticoso ma reciproco riconoscimento di esistenza al mondo. Di legittimità. In quanto alla “Verità” si tende ad averne una il più possibile “condivisa” almeno nelle basi fondative di ogni religione. Ma una religione è nata soltanto per il culto del sacro e per amare l’Umanità oppure per ben altro, per occupare e divenire il centro dell’universo-mondo, ipotecando persino l’aldilà?…
4 – IL NOSTRO OMBELICO DEL MONDO
Non ci dobbiamo, quindi, scandalizzare che ci sia una corsa ad occupare il centro del mondo. Nel nostro piccolo non siamo da meno. Ricordo che nei nostri minuscoli paesi, persino il rione era il centro del mondo e ci bisticciavamo, persino a guerra di bande, con i bambini di altri rioni. Addirittura, nel nuovo paese di Badolato Marina, nato il 24 marzo 1952, c’era una acerrima rivalità, che spesso finiva in zuffa, tra noi del rione Maiolina e quelli del rione Stazione!
Passato in gran parte l’Eurocentrismo, attualmente bisogna fare i conti con altri poli gravitazionali (come la Cina) dopo che la “guerra fredda” tra Stati Uniti (e alleati) e Unione Sovietica (e alleati) ha fatto vivere a noi che abbiamo una certa età la rivalità tra Occidente e Oriente. E ciò che possiamo constatare è anche il fatto che la cosiddetta “globalizzazione” (specialmente tecnologica), rendendo tutti interconnessi, ormai non ha più un centro gravitazionale unico ed effettivo. Pure perché la progressiva conquista dello spazio attorno al nostro pianeta sta rivoluzionando tante prospettive.
5 – IL SUPREMATISMO O SUPERIORITA’ RAZZIALE
La parola “suprematismo” (come lo intendiamo oggi) non è riferito a quel “movimento artistico russo d’avanguardia, fondato nel 1915 da Kazimir Malevic, tendente, attraverso la semplificazione degli elementi figurativi, a realizzare una pura combinazione di elementi geometrici, intesi come essenza “suprema” della visione. Purtroppo, il concetto di “suprematismo” è legato al senso di superiorità razziale, socio-economico o culturale di un popolo su altro o altri o addirittura su tutti gli altri (che forse popoli non sono affatto).
Specialmente quando vengono trattate notizie di cronaca legati allo jihadismo (guerra santa contro gli infedeli o coloro che non sono islamici) o al potere bianco (coloro che ancora vogliono mantenere schiavi o sottomessi le persone di colore) o all’antisemitismo (l’odio verso gli ebrei, derivati da Sem uno dei figli di Noé, antico patriarca biblico) o all’antisionismo (chi è contro lo Stato di Israele o Gerusalemme, antica Sion). Ma, allargandosi la visione del mondo, pure i Telegiornali ci hanno portato in casa altre situazioni e altri termini razzistici che ci erano sconosciuti. Come ad esempio, la recente vicenda del popolo Rohingya, perseguitato e cacciato dalla Birmania (Myanmar).
6 – SUPREMAZIA TECNO-ETNOLOGICA
Caro Raffaele, persino gli slogan pubblicitari, che ci invadono in ogni contesto o ambiente (persino sul telefonino), tendono ad una specie di suprematismo-tecnologico che diventa patologico quando lo si prende a pretesto per ritenersi superiori agli altri, complessivamente. Solitamente il sentirsi superiori può portare al disprezzo della vita e della condizione altrui. Se ci pensiamo bene, i popoli che si sentono superiori agli altri usano, per gli altri, il termine “etnico”. Che da elemento tecnico-antropologico sta divenendo un dispregiativo per indicare categorie inferiori. Le attuali massicce migrazioni ne sono, tra tanto altro, la dimostrazione. Tanto da sospettare che sia in atto un nuovo schiavismo razzistico.
Così come devono allarmare alcune situazioni, di cui pare non ci sia una prova giudiziaria acclarata, ma che inchieste giornalistiche hanno dato per certo e che la logica sulla natura umana potrebbe dare come probabile. Mi riferisco, ad esempio, ad una notizia che ho letto nel luglio 1978 alla stazione ferroviaria di Milano Porta Garibaldi e che mi ha stravolto. Ripeto non so se i fatti giornalisticamente riferiti siano veri, ma li ritengo probabili (viste altre situazioni storiche molto simili). Pare che alcuni ricchi milanesi erano soliti andare nella foresta dell’Amazzonia per “cacciare” gli indigeni. Ciò significa che li abbattevano con armi da fuoco come si fa per la selvaggina. Per semplice sport. Invece è semplice assassinio. Un lento genocidio, completato da bande locali che vogliono fare “pulizia etnica” per impadronirsi delle risorse di quell’immensa foresta, ritenuta il principale polmone del mondo. E gli incendi dell’estate 2019. Li ricordi? Sono scoppiati in modo doloso in tante parti del mondo, proprio là dove ci sono risorse da sfruttare.
La supremazia tecno-etnologica (o presunta tale) è una delle tante forme di razzismo sanguinario ancora in uso pure perché il nostro “homo sapiens” è abituato da millenni a sopraffare chiunque trova nel suo avanzare verso nuovi territori di “caccia”. Egli si sente il padrone del mondo e tutti gli altri sono categorie inferiori di cui ritiene di poter disporre a suo piacimento, persino eliminando fisicamente chiunque gli si frappone. Anche gli animali, che gli antichi latini hanno chiamato (non a caso) “animali” proprio perché dotati di un’anima cosciente, capace di avere sentimenti, emozioni e sofferenze. E probabilmente il “cannibalismo” che abbiamo verso i nostri fratelli animali è un’altra sfumatura di razzismo contro una delle tante creature viventi. Perdendo l’Armonia del Creato, si cade nel “razzismo” (in senso lato ma sempre razzismo è, perché legato alle categorie inferiori, inermi e utili soltanto per il mattatoio). Riflettiamo.
7 – IL CASO DELLA THYSSENKRUPP DI TORINO (2006)
Chi si sente superiore tende a non apprezzare, infatti, la vita degli altri. Tra le tante possibili, questa realtà può contribuire a spiegare la strage del 6 dicembre 2006 all’acciaieria della “Thyssenkrupp” di Torino.
Perché ritengo che talune stragi hanno un retro-pensiero razzista?… Restiamo alla strage della ThyssenKrupp di Torino. Intanto, i sette morti (più un ferito e un sopravvissuto) sono operai … ovvero una categoria infima, ultima, spregevole quasi senza diritto alla dignità e persino alla vita. Gli operai possono essere immolati senza scrupoli, come fino a 80 anni fa si potevano disinvoltamente immolare nelle guerre europee e mondiali decine di milioni di persone non appartenenti all’aristocrazia o alla cosiddetta “razza padrona” che dispone senza pegno alcuno della vita e della morte del 99% del mondo.
8 – IL RAZZISMO DELLA <<RAZZA PADRONA>>
I fatti della cronaca e della Storia dimostrano come, in effetti, esista una “razza padrona” (se si può usare ancora il termine “razza” poiché già nell’usarlo si può rischiare di essere razzisti). Diciamo, allora, che l’espressione “razza padrona” è quasi tutta giornalistica e che, forse più correttamente, sociologi ed antropologi usano la classificazione di “classi egemoni” (o classi dirigenti) e “classi subalterne” (massa in balia dei pochi potenti del mondo).
Il fatto stesso che sono sempre e comunque le classi subalterne ad avere ovunque la peggio ci può far pensare che la classe egemone (avendo il comando e quindi la responsabilità dei sottoposti) non creda affatto nella sacralità o almeno nel rispetto della vita. Non ci ha creduto nemmeno la Chiesa cattolica quando giudicava, torturava e mandava a morte (preferibilmente per rogo) migliaia di innocenti per motivi ideologici-religiosi durante i molti secoli di Inquisizione. Non mesi o anni. Secoli e secoli!…
Caro Raffaele, abbiamo detto che le sfumature del “razzismo” sono tante e tali che possono addirittura identificarsi con il male più in generale. E probabilmente il razzismo è il male assoluto del genere umano. Come una qualsiasi violenza, che va curata con tutte le risorse disponibili. Per amore o per egoismo!
9 – PER AMORE O PER EGOISMO
Sono solito dire, da decenni, che a volte Amore ed Egoismo coincidono quando si tratta di farci del bene. In particolare, quando si tratta di “bonificare” il mondo. Ed anche in questa “bonifica” un posto importante ha proprio il “razzismo” o qualcuna delle sue innumerevoli sfumature.
Prendiamo, ad esempio, il coronavirus e tutte le altre epidemie e pandemie (ebola, aids, ecc. ecc.) le quali, come stiamo notando possono paralizzare il mondo con conseguenze sanitarie, sociali, economiche, ecc. così gravi che non conviene davvero più a nessuno rischiare altre terrificanti ondate. Non ci resta che combattere tutto ciò in prevenzione e ricerca scientifica, per Amore della nostra salvezza o per Egoismo della nostra sopravvivenza.
Per Amore o per Egoismo conviene a tutti, nessuno escluso, che un mondo così equilibrato non metta più in pericolo la nostra vita. Abbiamo quindi ottimi motivi per avviare una immediata azione di riequilibrio planetario quale ho immaginato nel 1990 quando ho proposto l’istituzione dell’Università del Riequilibrio proprio per preparare la bonifica psicofisica del mondo da tutte le nocività. E sono decenni che teologi, filosofi, medici e tante altre figure “pro Humanitate” sollecitano i governanti del mondo ad avviare un <<umanesimo planetario>> il solo che, molto probabilmente, potrebbe contribuire al benessere di tutti, indistintamente di tutti, guarendo innumerevoli cancrene e dolorose ferite purulente. Utopia?… No, i fatti in atto affermano che è una necessità. Anzi un’impellente, indispensabile urgenza!… E lo dobbiamo fare per Amore o per Egoismo.
10 – SALUTISSIMI
Caro Raffaele, spero di aver toccato, con questa seconda lettera, alcuni punti nevralgici che, generati prevalentemente dal razzismo o da qualcuna delle sue infinite sfumature (che toccano pure noi nel nostro piccolo, anche se stiamo attenti a non cadere nelle invisibili trappole), sarà bene riconsiderare in funzione del rimedio da ricercare. Riflettere, interrogarsi fa sempre bene. Mettiamo alla prova la nostra onestà di fondo.
Grazie per la sempre gentile ospitalità. Alla prossima terza lettera sul razzismo. Tanta cordialità!
Domenico Lanciano (www.ilReventino.it)
Azzurro Infinito al mare di Vasto in Abruzzo, giovedì 09 luglio 2020 ore 20,34
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