
Il “Mulino delle Arti”, di Antonella Cerra, si può dire sia tecnicamente una scuola di danza, ma è in realtà molto di più.
Lo si intuisce da come è stato preparato lo spettacolo di quest’anno, realizzato nel Palazzetto dello Sport di Decollatura; uno spettacolo che come al solito sarebbe troppo riduttivo definire un “saggio di fine anno”.
È evidente che in questo luogo si macina – nomen omen – il grano buono della creatività, così come nel vecchio mulino, di cui ha preso il posto, si macinava grano vero.
È un luogo fisico e mentale che ci appare proprio come un crogiolo di idee messe in atto e mai lasciate a languire in quegli angoli desolati della mente in cui si depositano i sogni irrealizzati.
Un posto in cui è di casa la gioia di vivere, capace di sprizzare da ogni singolo passo di danza e da tutti i sorrisi di ballerine e ballerini.
E a conferma di ciò, due ballerine hanno voluto esporre, durante l’esecuzione di una loro coreografia originale, un cartello con su scritto: “La danza è vita.” Uno slogan che ha interpretato perfettamente lo spirito della serata.
Per il resto, abbiamo potuto constatare quanta professionalità sia stata profusa: nelle belle coreografie, nei costumi mai fuori luogo, nell’impeccabile scelta musicale, nei bei testi così ben interpretati, nella macchina pressoché perfetta di tutte le componenti tecniche e creative.
Tutto come al solito, dunque. Tutto bene! Con in più un’anima, quella di Antonella, capace ancora di emozionarsi, nel finale collettivo, davanti a un pubblico che aveva a sua volta emozionato semplicemente attraverso la bravura delle sue allieve.
di Raffaele Cardamone
