Di Gino Capolupo (Presidente Regionale dell’ Ente TAI – Teatro Amatoriale Italiano): teatrocalabrese@libero.it; www.i-commedianti.it –
Un appello inviato alle Amministrazioni comunali, alle Associazioni teatrali, agli Organizzatori e Direttori di rassegne estive affinché non demordano, non abbandonino gli spazi conquistati. Riducendo e modificando la programmazione possiamo continuare ad esserci. Anche il teatro può convivere con il virus.
Un ritorno al passato con l’estate, per fortuna vicina.
Non possiamo azzerare ancora per molti mesi o forse anni quella che è una parte determinante della nostra cultura ossia l’aggregazione.
Il teatro va riportato dove è nato e occorre impegnare le compagnie teatrali, come tanti novelli carri di Tespi, in un teatro itinerante.
E allora prendiamo da subito in considerazione tutte quelle strutture, per lo più abbandonate, quali sono le arene (penso all’Arena “A. Sordi” di Soveria Mannelli), le scalinate dei centri storici, le piazze e anche quei teatri storici dismessi che hanno una grande disponibilità di spazio all’interno (penso al Teatro Valentini di Vibo Valentia).
Le compagnie dovranno inventarsi spettacoli snelli, senza troppe e superflue strutture sceniche e soprattutto con pochi personaggi. È necessario stabilire dei protocolli sanitari come per le altre attività.
Dove è possibile il distanziamento sociale è possibile fare teatro. Certo non si possono avere i numeri dei grandi spettacoli, i nostri saranno piccoli numeri che però ci permetteranno di non far morire il Teatro.
Gino Capolupo
