Cinque anni di attività ricchi di iniziative sull’intero territorio calabrese, seguendo i due binari: scrittura e azione. Parliamo di Manifest, blog collettivo, che nasce a Lamezia Terme e si estende in più zone della regione.
A nome di tutto il gruppo abbiamo chiesto a Valeria D’Agostino, cofondatrice di Manifest, scrittrice e giornalista, ma anche collaboratrice del sito ilReventino.it di raccontare l’esperienza condotta in questi primi anni di attività. Per curiosità ecco la pagina Facebook: https://www.facebook.com/manyfestt3/?ref=br_rs
<<Manifest è nato in un periodo di scoperta per molti di noi, sotto più punti di vista. Primavera 2014, al Teatro Umberto si era portato in scena un lavoro sul poeta dei Platani, Felice Mastroianni. Io e mio fratello da sempre molto timidi ci siamo ritrovati, all’improvviso, catapultati nel mondo della scrittura, della lettura, del palcoscenico, con le sue quinte, una platea, tutta l’organizzazione. È nato più o meno così, Manifest, come la nostra voglia di uscire fuori, di sperimentarci, e di farlo in una maniera innovativa insieme ad un bel gruppo di amici. A creare il blog, dunque la piattaforma su internet, altri due ragazzi, Vincenzo e Aldo, quest’ultimo anche compagno di avventure nell’ambito del viaggio fotografico. A seguire abbiamo notato un interesse maggiore per tutto ciò che ruotasse attorno a noi : la natura, il paesaggio, l’uomo, e con la collaborazione, anch’essa nata spontaneamente, dell’antropologo Vito Teti ci siamo proiettati a seguire alcuni riti calabresi. Sono nati da un lato reportage sui vattienti di Nocera Terinese o sulla famosa ciciarata di Maida, e dall’altro lato piccole escursioni naturalistiche, insieme a Piergiorgio, come sulla cascata della Tiglia, a Panetti, frazione di Platania, e a Castelmonardo, a Filadelfia>>.
Come possiamo definire Manifest?
<<Inizialmente la nostra spontaneità, la giovane età, sono state accostate a requisiti negativi, che in qualche modo andavano a confezionare una scrittura/azione acerba. Ma questo pensiero è venuto meno in poco tempo, ed è sempre rimasto circoscritto a piccoli gruppi della intellighenzia lametina più borghese e autoreferenziale. Nel giro di pochi mesi, proprio come valore aggiunto, la genuinità di questi ragazzi, è riuscita a catturare ampia attenzione e ad entrare nel circuito di realtà culturali regionali che si distinguono per fini nobili. Oggi siamo ancora qui a progettare idee e ad essere creativi ma siamo più consapevoli, più disciplinati, e tendiamo anche a selezionare per dare rispetto alle specificità>>.
<<Le caratteristiche del blog, e delle azioni sul territorio, hanno da sempre puntato all’inclusione e alla partecipazione sociale. Non c’è un evento in particolare che io ricordi, ogni giorno si è rivelato parecchio incisivo. Abbiamo dato prevalenza ad senso meridiano, a una ricerca identitaria, alla tradizione lontana però dalle cose folcloristiche (da distinguersi dal folclore quale valore popolare). In 5 anni abbiamo imparato molte cose, abbiamo instaurato nuove amicizie, abbiamo stretto mani e abbiamo realizzato sogni. Tutti ci siamo specializzati in qualcosa, ma ancora manteniamo intatti stupore e romanticismo. Tuttavia, siamo consapevoli del lungo cammino davanti a noi, di fronte un futuro incerto. Restiamo predisposti, come sempre, al miglioramento individuale e collettivo nella speranza di riuscire ad avere ancora tanta forza.>>.
Quali realtà hanno più volte segnato il vostro percorso?
<<In primis, Scenari Visibili, il Tip Teatro, Manifest si sviluppa collateralmente alla spinta teatrale che, come ho detto prima, non è da ridurre a un palcoscenico, anzi, al contrario a tutto il processo di dinamiche vissute da un teatro a un altro, fatto anche di burocrazia e traslochi, ma anche resistenza culturale vera, indipendenza, verità. Abbiamo avuto modo di interfacciarci con moltissime realtà culturali, sono felice di affermare che la Calabria da questo punto di vista è molto ricca. Di solito vado per immagini, in questo caso non posso prescindere da alcuni nomi. Da un lato il mare e dall’altro la montagna, penso alla stessa resistenza culturale – un buon modo di reinventarsi – degli amici di Costa Nostra, o agli amici del Reventino, che attuano cultura, arte, e tutela dell’ambiente paesaggistico>>.
Quali sono i prossimi programmi?
<<Tengo a ricordare, specie ai giovanissimi, che nulla è impossibile. Laddove sembra tutto inutile in una terra sempre più spopolata cerchiamo la nostra vocazione più profonda e portiamola avanti. Il mio augurio è quello di continuare a fare ciò per cui ogni mattina decidiamo di muovere le nostre gambe, portando avanti la passione che contraddistingue il nostro carattere. Fra le novità: prossimamente Manifest diventerà Associazione Culturale, in mente anche una rivista letteraria. Il blog continua a restare aperto, e chiunque volesse cimentarsi nella scrittura senza grosse pretese non può che contattarci>>.
