
Quest’anno, vogliamo farlo riportando alcuni stralci dell’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un intervento che ci è sembrato particolarmente importante e perfino reso necessario dai tempi che stiamo vivendo.
Nell’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali in Italia – sì, in Italia! – non possiamo far finta di nulla, continuando a non fare i conti con la nostra storia e i nostri errori del passato.
Questo è un periodo in cui il revisionismo storico si insinua pericolosamente anche nelle menti di chi ambisce a posizioni di governo in importantissime regioni e nello stesso Stato, diffondendosi nel sentire comune di molti cittadini italiani, alimentato dal nuovo razzismo nei confronti dei migranti scampati a loro volta allo sterminio nel mar Mediterraneo.
Dunque è stato quanto mai necessario e opportuno che una voce così autorevole si sia levata a fissare i confini di atteggiamenti che non possono essere più tollerati:
Le misure persecutorie messe in atto con le leggi razziali del 1938, la schedatura e la concentrazione nei campi di lavoro favorirono enormemente l’ignobile lavoro dei carnefici delle SS.
Le leggi razziali – che, oggi, molti studiosi preferiscono chiamare “leggi razziste” – rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagina infamante della nostra storia.
Ideate e scritte di pugno da Mussolini, trovarono a tutti i livelli delle istituzioni, della politica, della cultura e della società italiana connivenze, complicità, turpi convenienze, indifferenza. Quella stessa indifferenza, come ha sovente sottolineato la senatrice Segre, che rappresenta l’atteggiamento più insidioso e gravido di pericoli.
Con la normativa sulla razza si rivela al massimo grado il carattere disumano del regime fascista e si manifesta il distacco definitivo della monarchia dai valori del Risorgimento e dello Statuto liberale. >>
Parole dure ma vere, che devono farci riflettere su un periodo storico che per anni abbiamo provato a rimuovere, quasi a giustificare. Come fanno alcuni che, ancora oggi, riescono a trovare qualcosa di buono nell’operato del regime fascista durante il ventennio. Anche per costoro, ci sono le parole di Mattarella ad emendare il loro turpe pensiero:
L’analisi storica non può che essere questa e dirlo oggi è importante perché solo la memoria può aiutarci a combattere i germi del nuovo razzismo e a capire che le decisioni politiche riguardano il presente ma incidono profondamente sul futuro, anche quello immediato, con risultati che in certi casi possono essere disastrosi e terribili.
Grazie Presidente!
di Raffaele Cardamone
* Tutte le immagini sono tratte dal sito ufficiale del Quirinale
