I frammenti di emozioni regalati al pubblico da Il Mulino delle Arti
Raffaele Cardamone
“Frammenti” è la dimostrazione che Il Mulino delle Arti comincia a raccogliere i buoni frutti di un lavoro che è iniziato qualche anno fa, che “macinare” successi è diventata una pratica usuale e ha preso definitivamente il posto – in un luogo per questo altamente simbolico – della macinazione originaria: quella del grano da cui si otteneva comunque dell’ottima farina.
Nel saggio finale di una scuola di danza e musica, ma più in generale di espressione artistica a 360°, si può vedere l’impegno di tutto un anno di corsi e la passione che vi hanno profuso in questo periodo gliinsegnanti, gliallievi e tutte lefigure – non meno importanti – che fanno da contorno e da supporto alle attività specifiche.
In quello che più che un saggio può essere considerato a tutti gli effetti uno spettacolo – so di ripetermi ma non posso farne a meno – tutti i frammenti che costituiscono le singole sensibilità di tante persone si sono magicamente riunificate in un insieme dal senso compiuto e in un reciproco rapporto armonico.
La bravura nella danza delle allieve e quest’anno anche di qualche allievo, la varietà dei generi, la scelta delle musiche, i bellissimi testi poetici e colmi di significati, la lettura impeccabile, i materiali informativi belli e originali, la spontaneità delle insegnanti a fine serata, in un tripudio di allegria e di quella soddisfazione che ti prende quando tutto è andato per il verso giusto, sono stati una testimonianza diretta – visiva e auditiva – della crescita esponenziale di questo laboratorio che è nato a Soveria Mannelli con delle giuste ambizioni e che si discosta per questo da ogni altro.
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Le insegnanti, che si differenziano per il genere ma non certo per l’impegno e la bravura, meritano decisamente di essere tutte citate: Antonella Cerra (Classica, Contemporaneo, Moderno), Nilde Serpa (Hip Hop), Debora Cimino (Pizzica), Francesca Rubbettino (Musica) e Angela Leo (Cloré).
Queste sono infine le parole con cui la creatrice e l’anima stessa del Mulino, Antonella Cerra, ha voluto descrivere la serata e questi anni di impegno continuo:
<<È passato tanto tempo da quando il Mulino ha iniziato a macinare storie, emozioni e sensazioni. In fondo ho sempre voluto che fosse questo: un luogo di incontro tra insegnanti e allievi, un luogo di incontro tra vite. È così ancora oggi. Ciascuno di noi mette in scena tutto se stesso e contribuisce a farlo crescere e ad evolversi.
Il Mulino delle Arti è fatto dunque di frammenti: frammenti di personalità, di vissuti, di esperienze e di conoscenze. Frammenti che si combinano armoniosamente tra loro nell’unico obiettivo di dare forma alle diverse forme d’arte.>>
Non c’è da aggiungere molto, solo aspettare le ulteriori sorprese che questo gruppo, che spesso lavora sottotraccia e senza eccessivi clamori, saprà certamente riservarci nell’immediato futuro.