di Giovanni Petronio –
Il tratto sostitutivo in autobus delle Ferrovie della Calabria. Può un viaggiatore trasformarsi in un escursionista suo malgrado? L’odissea inaccettabile tra Soveria Mannelli e Rogliano.
Settimana scorsa ho avuto modo di pubblicare il reportage sulla difficile e inammissibile situazione in cui versa la tratta ferroviaria tra Soveria Mannelli e Rogliano, evidenziando le varie criticità ed affermando come sia un atto di responsabilità morale, da parte della classe dirigente locale e regionale, riaprire il tracciato ferroviario chiuso a partire dal 2009-2010. Perché questa chiusura ha significato un depauperamento economico-sociale e culturale delle comunità interne (vedi http://ilreventino.it/lex-ferrovia-calabro-lucana-tra-progetti-avveniristici-e-uno-sguardo-al-passato-remoto/). Nel medesimo reportage ho affermato di come viene effettuato un trasbordo sostitutivo dai contorni al limite dell’accettabilità tra i due centri.
I dirigenti delle ferrovie elaborarono un piano sostitutivo e temporaneo (che sfortunatamente sembra essersi consolidato), decisero, cioè, di inserire dei pullman che da Soveria Mannelli, passando per Bianchi, Colosimi, Scigliano, Carpanzano e Marzi portassero a Rogliano e viceversa e da là raggiungere in treno Cosenza, tramite una coincidenza.
Da sottolineare che il percorso ferroviario aperto non è elettrificato e che molte stazioni sono aperte con personale e con le relative sale d’attesa, cosa che non succede per la tratta Soveria Mannelli-Catanzaro. Forse è per “accogliere” quel personale in esubero che tempo fa prestava servizio sulla tratta silana? Sono quattro i trasbordi che durante tutta la giornata fanno la spola tra Soveria Mannelli e Rogliano e viceversa. Come più volte sottolineato, non tramite superstrada o A3 ma, sulle vecchie e tortuosissime provinciali, come da foto di google maps, 241 e poi 64, (e poi di nuovo 241). Pochi giorni fa ho viaggiato su uno di questi, mi venga consentito il termine, “relitti”, e l’esperienza è stata più devastante del solito.
1) Come sia possibile che, oltre ad essere collegati in maniera quasi post post-bellica, (anche se durante la guerra e anche dopo i treni c’erano e funzionavano!), alcuni dei veicoli messi a disposizione non siano adeguatamente sicuri? Non è un’impressione, bensì una drammatica realtà! Si rompono in continuazione, come per esempio è accaduto giovedì 28 aprile, quando si è guastato un bus e ha lasciato a piedi a Carpanzano diverse
Ogni autista è costretto a fare manovre da equilibrista per tutta la strada e anche per scendere fino alla stazione di Scigliano, passando per una
Sono autisti davvero dotati di una grande professionalità, cui va tutto il mio sostegno. In pratica, trattenere il fiato diventa una costante, augurandosi minuto dopo minuto che, non succeda niente. Solo fatti fortuiti hanno evitato il peggio.
Forse è accaduto perché il mezzo era rimasto in panne (e ti pareva!), da qualche parte e non c’è n’era un altro che potesse andare in sostituzione del già sostitutivo? Vorrei che fosse solo un gioco di parole ma non lo è! Il problema è, anche, che nessuno dice niente o prova ad informare i viaggiatori, che sono costretti ad aspettare, ad aspettare, abbandonati totalmente! Essi, nel caso menzionato, hanno provato, giustamente, a chiedere informazioni sulla situazione alla stazione a Rogliano, rimanendo zittiti in maniera maleducata dal personale in servizio.
Soluzione A) Pullman da Piano Lago, tramite A3, che copra: uscita Altilia, bivio Martirano, bivio Motta Santa Lucia, bivio Pedivigliano, poi Colosimi, prosegua per Bianchi, passi dalla strada provinciale 65 e arrivi a Bivio Bonacci (che è nel territorio di Carlopoli), giri poi per Soveria Mannelli e passando prima per la statale 19 si congiunga alla strada provinciale 241, di nuovo verso Colosimi e tramite di nuovo superstrada e A3 torni a Cosenza.
Soluzione B) Si potrebbe vedere, ed è la soluzione migliore che elimina il punto A e C e in parte quello D, se e come riaprire il tratto Rogliano-Scigliano. Mettendo in sicurezza e monitorando la zona della frana a Carpanzano. Potrebbe essere installato un sistema di allarme collegato a pluviometri, come è accaduto a Favazzina che, al superamento di forti quantitativi di pioggia attivi prescrizioni di rallentamento! Da Scigliano poi collegare col bus fino a Colosimi, (20 minuti circa) e poi da Colosimi riaprire il tratto ferroviario fino a Soveria Mannelli, anche in questo caso controllando il ponte a Vaccarizzo.
Soluzione C) Non si può o non si vuole aprire il tragitto ferroviario tra Rogliano e Scigliano ma, si può aprire il percorso tra Soveria Mannelli-Colosimi? Bene, allora si può pensare di far partire i pullman (vedi punto A) direttamente dalla stazione di Colosimi.
