
Il perdurare della certezza di poter contare sui blocchetti dei ricettari da parte dei medici – viene rilevato nella nota della Federfarma – potrebbe significare che gli assistiti a giorni si vedranno di fatto negato il diritto alle prestazioni sanitarie gratuite e saranno, viceversa, costretti a pagarsi di tasca propria farmaci ed esami diagnostici o, addirittura, a rinunziare alle cure. Nella nota diffusa a seguito dell’incontro ecco quanto si precisa.
<<E’ una situazione inaccettabile, soprattutto considerando che nemmeno si ha notizia di quando anche in Calabria verrà finalmente attivata, così come nelle altre regioni, la ricetta elettronica. In ottemperanza al DPCM del 14 novembre 2015, le farmacie della Calabria sono già in grado di prendere in carico, erogare e chiudere sul Sistema di Accoglienza Centrale (SAC) le ricette elettroniche di assistiti di altre regioni, mentre la regione Calabria ancora non si è attivata a far partire tale sistema.
I farmacisti, da sempre vicini ai propri assistiti e sempre pronti ad intraprendere ogni azione necessaria a tutela della salute, invitano le competenti autorità, nelle persone del dott. Riccardo Fatarella -Direttore Generale- Tutela della salute e politiche sanitarie e del dott. Giacomino Brancati – Dirigente di Settore -Attività rete territoriale – Lea, ad intervenire immediatamente dotando i medici delle ricette del SSN necessarie o, in mancanza di queste, autorizzando l’uso di quelle “bianche”, così come fatto in altre province calabresi fino a quando tali ricettari non saranno di nuovo disponibili>>.
