di Vincenzo Canonaco –
Leone, Perrelli e Palopoli giorno 3 luglio si tornano a sfidare.
E’ un dilemma che assale docenti, personale e studenti dell’ateneo calabrese adagiato sulle colline di Arcavacata di Rende in provincia di Cosenza. Chi vincerà? Uno dei professori informatici o il latinista? Ritorno alla cultura classica o proiezione verso le più moderne autostrade telematiche con aggiunta di intelligenza artificiale.
L’Università della Calabria, nata all’insegna degli studi scientifici tralasciando quelli classici e tradizionali o mettendoli in secondo piano si potrebbe trovare ad avere una guida che parla la nostra vecchia e sempre attuale lingua. Un ritorno al passato o l’evoluzione normale di un’università nata come modello singolare ed unico che si avvicina agli altri modelli o si normalizza. Oppure potrebbe prevalere uno dei docenti quotati scientificamente nel mondo delle reti.
La sfida continua e giorno 3 luglio 2019 ci sarà lo scontro a tre tra i candidati: Nicola Leone, Raffaele Perrelli e Luigi Palopoli. Quest’ultimo parte troppo svantaggio, quindi è probabile che sia un testa a testa tra i primi due. Ma lo decideranno gli elettori.
Noi come ex studenti dell’ateneo e frequentatori occasionali per aggiornamenti e riqualificazioni professionali chiediamo che una delle poche creature riuscite, nel tentativo di far decollare la Calabria, cresca sempre di più e tenga il passo con gli atenei forti delle regioni ricche. Che sia un’università improntata alle tecnologie informatiche più moderne o al vecchio e caro latino non importa.
E’ sicuramente necessario curare e sviluppare sempre di più la qualità dei servizi per gli studenti e la connessione con il mondo produttivo, non solo regionale vista l’esiguità e la fragilità, ma con quello globale per aprire nuove strade al lavoro. E’ importante calibrare sempre di più l’offerta formativa mirata alle esigenze del complesso e sempre in trasformazione mercato lavorativo.
