Si è concluso l’anno scolastico in un turbinio di vicende e di polemiche che a tratti hanno caratterizzato anche la recente campagna elettorale… l’anno che verrà sarà ancora un anno di assestamento e di movimentazione delle questioni in corso. Il nuovo Governo, nella presentazione in Parlamento ha del tutto taciuto sugli impegni per la scuola. Restano in vigore le roboanti minacce di smantellamento della “Buona Scuola”, dal sottoscritto considerata fin da subito una legge sbagliata, nel cui articolato le cose buone, pure presenti, rimanevano sepolte e soffocate dentro una visione dirigista tanto astratta quanto inattuabile. Dovremmo vedere all’opera subito il nuovo ministro altrimenti si avvierà una nuova annata convulsa.
Ma gli auguri, più ravvicinati, da estendere anche ai loro genitori e nonni, vanno rivolti ai giovani Diplomati/ Maturati/ Licenziati, di questi nostri paesi, che hanno superato i recenti Esami di Stato. Per loro si presenteranno nuovi impegni, che li porteranno, per studio o per lavoro (magari!) lontani dalle proprie contrade, sempre meno abitate e con sempre meno giovani. Il secondo augurio,per loro, è che comunque vi possano tornare. Ben affermati.
La media, nei tre Istituti (Tecnico-Professionale-Liceo) è comunque elevata. Segno che il sistema scolastico in questo nostro territorio, immiserito di Persone e di Cose, sta funzionando: dalla scuola dell’Infanzia, a quella Primaria, a quelle Secondarie di primo e di secondo grado. Vuol dire che collaboratori, amministrativi, docenti e dirigenti stanno svolgendo al meglio le loro funzioni. Vuol dire che gli stessi rapporti Scuola-Famiglia e Scuola-Enti Locali sono collaborativi. E lo devono essere sempre più, perché, come vado ripetendo da tempo, la “scuola” è l’unica risorsa reale che si può offrire a chi nasce qui. Attraverso essa si può aspirare a realizzarsi. Anche in questi tempi di gravi difficoltà generali e ancor più di difficoltà riversate negativamente verso i giovani. Anzi: proprio per questo. Di fronte ad una Italia che perde colpi, i colpi più gravidi di futuri rischi, assenti con miopia dal dibattito, sono indicati dagli alti tassi di abbandono scolastico, dai bassi tassi di istruzione superiore e universitaria nel confronto con gli altri Stati sviluppati, ai quali tassi, per paradosso fanno contrasto le alte percentuali di disoccupati e malpagati, diplomati e laureati. Sordi al futuro.
Ma il “male” vien dal basso. Non c’è una sola locandina con i programmi estivi di qualsivoglia amministrazione e/o associazione in cui abbia trovato spazio un “dibattito” intorno alle questioni del sistema scolastico italiano.
Eppure la storia di una comunità, in gran parte, si svolge e si sviluppa a partire da come e se funziona la scuola e la sua articolazione sul territorio. La funzione svolta dalla Direzione Didattica con sede a Soveria Mannelli è stata essenziale.
Per rendersene meglio conto (mi riferisco ai paesi della nostra zona interna) è utile affacciarsi agli uffici della ex Direzione Didattica dove è presente un considerevole “fondo” di archivio, in questi mesi rimesso a sistemazione, ma ancora da migliorare nella classificazione.
L’incisivo rapporto tra scuola-istruzione-sviluppo culturale e sociale potrà essere testimoniato probabilmente più in appresso, attraverso una specifica pubblicazione dopo aver completato la valutazione di tutti i documenti reperiti, che è in corso.
Peccato per quanto si è perso. Quei faldoni contengono la “storia della scuola” dell’intero territorio interno montano che va da Motta Santa Lucia – Conflenti, fino a Gimigliano – San Pietro Apostolo, comprendendo Carlopoli, Cicala, Decollatura. Per diversi decenni e per tutta la fascia scolastica dagli ex Asili alle ex Scuole Elementari (oggi: Scuole Materne e Scuole Primarie) Per il sistema dell’istruzione di base, delle istituzioni scolastiche pubbliche e per quelle private, come i tanti Asili parrocchiali
Oggi hanno trovato la giusta custodia.
Sembra volersi entusiasmare per una cosa minima! Ma non lo è.
Vi sono i documenti “scolastici” di intere generazioni. A leggerli si apprende la “storia professionale”, ma anche civica e umana, delle persone e di queste nostre comunità. Fogli con gli elenchi degli insegnanti, con le loro carriere, i loro stipendi, le loro certificazioni, i loro servizi prestati dai paesi del Crotonese fino ad arrivare alla agognata sede definitiva. Anni di supplenza, in luoghi isolati, in contrade sperdute, in frazioni, in Comuni diversi fino alla stabilità I diversi tipi di scuole: sussidiate, popolari, estive, montane. Gestite da Enti di versi, non solo dallo Stato e dai Comuni. La rilevanza delle norme scolastiche succedutesi, sul piano organizzativo, didattico, pedagogico. L’avvicendamento dei Ministri e le loro disposizioni più rilevanti. Quello degli Ispettori, dei Provveditori e dei Direttori Didattici. I bidelli incaricati dai Comuni. Gli insegnati divisi anche nella partecipazione ai concorsi: quelli per maschi e quelli per femmine: fino a qualche decennio addietro (e poi noi ci meravigliamo degli altri!) Gli elenchi infiniti degli alunni nelle diverse classi, tutte numerose, rigorosamente composte o da ragazzi o da ragazze: con le prove da superare in terza elementare e in quinta classe! Quanti “bocciati”! Le recriminazioni dei genitori. La funzione dei Patronati. Attraverso alcune carte è possibile seguire l’andamento del fenomeno migratorio: i tanti nulla osta rilasciati ad alunni che si spostavano con la famiglia nei paesi del Piemonte, della Lombardia e anche fuori Italia.
I calendari degli esami, quelli delle visite alle scuole da parte del Direttore, programmate ad inizio anno. Le feste ricorrenti con giornate finalizzate a specifici impegni. La “Festa degli Alberi”. I francobolli delle Croce Rossa. Le tessere della Dante Alighieri. La questione degli orari. Quella delle difficoltà di spostamento: i rischi dei viaggi delle maestre pendolari.
La lettura delle relazioni dei Direttori Didattici a tratti è commovente per la passione al lavoro, per l’entusiasmo dei risultati ottenuti, ma anche con le amarezze dei ritardi nel funzionamento e nelle disfunzioni organizzative e didattiche.
La lettura delle relazioni degli Insegnanti danno conto delle sensibilità e dei livelli professionalmente profusi. La funzione delicata dei vecchi “fiduciari”: figure di maestri/e capaci di reggere la guida di plessi dispersi dappertutto. Alcune iniziative didattiche di “Giornalino” scolastico commuovono. Il processo di acculturazione attraverso corsi pomeridiani e serali. Ancor meglio i compiti pioneristici dei Centri di Lettura e dei “Corsi popolari”: avamposto della lotta all’analfabetismo degli adulti, con le loro iniziative di attrazione, fino all’arrivo della Televisione e dei corsi “Non è mai troppo tardi”. Qui si leggono relazioni che rivelano l’abnegazione, la scrupolosità di tanti Maestri incaricati, che con professionalità fanno di tutto per superare le povertà del contesto socio-culturale-ambientale e motivare gli “allievi” reclutati.
Si, non è mai troppo tardi capire da dove veniamo per comprendere perché “siamo” e contribuire ad avere un futuro migliore.
Conoscere quale ruolo e come è stato svolto dal sistema scolastico incentrato nelle funzioni proprie della Direzione Didattica di Soveria Mannelli vuol dire capire meglio, accanto ai dati della logistica, quelli della demografia e quelli dell’economia, il come è il perché delle condizioni delle popolazioni interessate. Si ricorda che a lungo in essa sono state giurisdizionalmente accorpate le popolazioni scolastiche anche di Decollatura (prima funzionante autonomamente, poi soppressa e quindi resa autonoma di nuovo) e di Gimigliano fino all’attribuzione di una sua autonomia.
di Angelo Falbo
