Decollatura – All’Istituto di Istruzione Superiore “LUIGI COSTANZO” di Decollatura si è svolta la seconda Giornata della Cultura, dedicata alla storia delle ferrovie.
Come riporta una nota pervenuta in redazione la dirigente scolastica dell’IIS “COSTANZO”, Antonella Mongiardo, ha dato inizio alla giornata con un intervento nel quale ha sottolineato l’importanza delle infrastrutture per la crescita di un paese.
Alla storia delle ferrovie è intrecciata in vari modi anche la nostra vita. Una storia, una per tutte, legata alla storia della ferrovia, viene raccontata nel romanzo “Felicità”, di Antonietta Vincenzo, che verrà presto donato alla biblioteca dell’Istituto “Costanzo”.
La dirigente Mongiardo ha poi presentato una breve piece teatrale introduttiva. La piece, scritta dal professor Ulderico Nisticò, è stata recitata da alcuni alunni del Costanzo.
Regista è stata la professoressa Barbara Borelli, docente del Costanzo, che ha anche interpretato il ruolo della Ferrovia, signora di bell’aspetto, ma ormai attempata, dovendo far risalire le sue origini all’Inghilterra della seconda metà del Settecento.
E’ poi seguito l’intervento del professor Ulderico Nisticò, docente, storico e filologo, che ha dimostrato ancora una volta la sua grande capacità comunicativa e divulgativa.
Come ha sottolineato la preside Mongiardo nell’introdurlo, il professor Nisticò riesce sempre ad adattare il suo linguaggio alle capacità di decodifica delle persone che ha di fronte, rendendo semplice ciò che semplice non è.
Ormai tutti avevano capito che il treno poteva essere utile anche alla guerra, per esempio per spostare soldati: lo sviluppo della ferrovia in Europa si deve anche a questo. La parola treno deriva dal verbo latino traere (tirare); questo mezzo di locomozione ha realizzato una grande aspirazione dell’uomo, creare un mezzo di locomozione che produce l’energia che gli serve per muoversi mentre si sta muovendo: è quello che accadeva con la locomotiva a vapore, dove l’energia termica veniva trasformata in energia meccanica, di movimento. Il carbone che bruciava faceva bollire dell’acqua, l’acqua produceva vapore che con la sua pressione generava movimento.
Il nuovo mezzo di locomozione, la macchina sbuffante, è stato osteggiato da alcuni, sempre ostili alle novità, e accolto con entusiasmo da altri, sempre pronti ad accogliere il cambiamento. Il professore ha poi spiegato come il treno, mezzo di locomozione sicuro, vista l’esiguità degli incidenti ferroviari nella storia delle ferrovie, abbia rivoluzionato la vita di tutti. All’inizio dell’Ottocento, quando non si disponeva ancora della ferrovia, ci si serviva per spostarsi delle carrozze, se le condizioni economiche lo permettevano: i viaggi lunghi erano epici e massacranti. Il poeta Giacomo Leopardi rinunciò, all’inizio dell’Ottocento, ad una cattedra di greco in Germania, perché le sue condizioni fisiche non gli consentivano uno spostamento in carrozza: tanto doveva essere sfibrante un simile viaggio! In seguito, quando le strade ferrate sono diventate numerose, spostarsi col treno era sicuramente più comodo e veloce.
Nell’area del Reventino la Ferrovia Calabro Lucana, risalente agli anni Venti del Novecento, ha avuto una grandissima importanza, ha prodotto una rivoluzione profonda, ha reso possibili spostamenti prima impensabili, per motivi di studio, di lavoro o per cento altre ragioni. Anche lungo la Calabro-Lucana si cercavano casellanti e anche qui qualcuno, accettando l’incarico, compie il salto di qualità!
Un episodio del genere viene messo in scena dalla docente e regista Barbara Borelli e da un gruppo di alunni del liceo, che interpretano un’altra piece di Ulderico Nisticò, convinto che il teatro sia un formidabile strumento didattico che mette in scena un falso, un falso che è però più vero del vero.
