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Come organizzarsi per la “Campagna di vaccinazione”?

La terribilità della pandemia si avvia a raggiungere anche in Italia una triste cifra tonda già superata in Brasile, in Inghilterra  e vicina alla triplicazione negli Stai Uniti. Conforta solo il dato che si stanno intensificando le campagne di vaccinazione in tutti gli Stati e che le tipologie di vaccini autorizzate possono   già diventare sei :

Pfizer, Moderna, AstraZachena, Sputnik, quello cinese e quello italiano in arrivo.

Il virus però fa paura perché mostra di potersi mutare anche velocemente e pure più letalmente. Le vaccinazioni perciò devono avvenire più velocemente e capillarmente.

Stiamo soffrendo le disfunzioni del sistema sanitario aggravate da quelle istituzionali, per cui ogni Regione si organizza e opera per conto proprio, a volte per capriccio di non seguire le indicazioni del Governo. Come già fatto sulle “restrizioni a colori”, concordate prima e poi contestate. Dopo aver ricevuto le dosi e aver “interpretato” le linee guida. A volte anche le singole ASP assumono decisioni in proprio. E pure i singoli Sindaci.

Ancor peggio è quando in alcune realtà si consumano appropriazioni indebite di dosi vaccinali somministrate a piacimento. Si richiede il massimo di vigilanza.

Nel mentre i livelli regionali e provinciali delle confederazioni CGIL-CISL-UIL sono impegnati a sollecitare le istituzioni preposte (competenze amministrative, medico-sanitarie e socio-assistenziali), c’è bisogno di un livello territoriale organizzato, con a capo proprio i Sindaci.

Nelle nostre comunità delle zone interne si deve far di tutto per non restare dimenticati più di quanto non lo siamo già.

Conosciamo le priorità delle categorie e delle fasce di età a cui somministrare le dosi.

Prima fase (secondo il Piano vaccinale calabrese):

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1) Personale medico-ospedaliero, Personale e ospiti delle RSA e delle Case di cura per anziani a qualsiasi titolo e denominazione.

2) Anziani ultraottantenni.

Le vaccinazioni degli ultra 80enni devono seguire due modalità

Seconda fase.

Quantificazione del target:

Questa è l’impostazione del Piano vaccinale calabrese “vigente”, in sintonia con quanto deciso nelle linee guida nazionali. E’ naturale che tale impostazione potrà essere modificata sulla base delle dosi disponibili e di quali dosi saranno disponibili. Perché le modalità di conservazione ed uso dei diversi vaccini , come sappiamo, sono notevolmente diverse a seconda   della fornitura ottenuta.

Ora, per quel che sappiamo ad oggi, la vaccinazione per gli 80enni in alcune Regioni è iniziata. In Calabria No… e non sono chiari i punti vaccinali per la somministrazione.

Problematiche:

E’ bene sapere al più presto.

1) Quale sarà il punto di somministrazione per gli 80enni autosufficienti e parzialmente autosufficienti della popolazione dei nostri Paesi interni.

2) Quale   può essere la rete organizzativa per l’accompagnamento.

Pensiamo che è quindi necessario impegnare subito gli Uffici dell’Anagrafe dei singoli Comuni, (collaborati) per compilare, di intesa con il Distretto Sanitario da subito un  doppio elenco.

Uno degli 80enni che possono essere accompagnati al punto di somministrazione indicato predisponendo la rete degli accompagnatori (dipendenti, parenti, amici, volontari delle diverse associazioni) Dobbiamo pur considerare che vi è una fascia di anziani in condizioni di solitudine e deve avere un accompagnatore. Ed ogni Persona va allertata e rassicurata in tempo.

Può risultare più pratico ed efficace ottenere dei “presidi medico-sanitari itineranti” per la somministrazione in ogni singolo Paese di quei vaccini che non richiedono eccessive condizioni di conservazione ed uso.

Un altro elenco degli 80enni da vaccinare a domicilio, individuando le modalità di accompagnamento del Personale medico-sanitario presso le dimore degli interessati alla somministrazione.

La predisposizione di un terzo elenco deve indicare gli abitanti della fascia di età tra i 60 e i 79 anni.

Un quarto elenco deve essere elaborato direttamente con la collaborazione dei Medici di famiglia operanti nei singoli Comuni e dei Distretti socio sanitari, nel quale comprendere quei concittadini appartenenti a gruppi demografici a più alto rischio, considerati più vulnerabili.  Loro nella seconda fase avranno la priorità secondo le ultime norme governative diramate.

(Tutti gli elenchi vanno elaborati con la massima cura e riservatezza del trattamento dei dati. Bisogna però superare i disagi e le false preclusioni riconducibili ad un malinteso senso di rispetto della privacy. Dobbiamo Tutti umanamente comprendere che siamo a rischio di epidemia, Ognuno di Noi, e che è giusto che Chi è in maggiore esposizione ha diritto ad una attenzione più immediata.)

Il Direttivo della Lega del Reventino ha ragionato su quanto esposto.

Sappiamo di abitare in zone di solitudini e di abbandoni, dove tutto arriva tardi, poco e male. Se però le Amministrazioni Comunali, i Medici e le Figure socio-sanitarie che operano sul territorio fanno fronte comune e si impegnano a predisporre gli elenchi e quanto è necessario per ottenere e facilitare le somministrazioni, gli abitanti di queste zone non saranno abbandonati anche di fronte ai tempi e alle modalità della campagna vaccinale.

Il Sindaco del Comune Capofila, Soveria Mannelli, in considerazione delle problematiche esposte, pensiamo possa convocare il Comitato dei Sindaci dell’Ambito per approfondire ogni aspetto e definire   i livelli organizzativi ritenuti più puntuali e validi.

Facciamo la nostra parte subito e meglio potremo difenderCi.

Decollatura, 10 Febbraio 2021

Lega SPI-CGIL del Reventino – Responsabile: Angelo Falbo

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