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	<title>Lamezia Terme Archivi - ilReventino.it</title>
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	<title>Lamezia Terme Archivi - ilReventino.it</title>
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		<title>Restart torna a Lamezia: al via la seconda edizione del festival dedicato a gaming e cultura pop</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:30:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna a Lamezia Terme Restart – Festival del Gaming, della Creatività Digitale e della Cultura Pop, in programma il 2 e 3 maggio 2026 presso l&#8217;Hub Casa della Cultura. Un ritorno atteso, dopo l&#8217;ottimo riscontro della prima edizione, che segna un&#8217;evoluzione importante per il progetto, nato con l&#8217;obiettivo di creare uno spazio di incontro tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Torna a Lamezia Terme Restart –<strong> Festival del Gaming</strong>, della Creatività Digitale e della Cultura Pop, in programma il 2 e 3 maggio 2026 presso l&#8217;<strong>Hub Casa della Cultura</strong>.</p>
<p dir="ltr">Un ritorno atteso, dopo l&#8217;ottimo riscontro della prima edizione, che segna un&#8217;evoluzione importante per il progetto, nato con l&#8217;obiettivo di creare uno spazio di incontro tra gioco, innovazione e cultura contemporanea, e che oggi si consolida come una delle iniziative più dinamiche del territorio dedicate alle nuove generazioni.</p>
<p dir="ltr">La seconda edizione si presenta con una struttura più ampia e una visione ancora più definita: non solo videogiochi, ma un ecosistema che intreccia formazione, creatività digitale, intrattenimento e partecipazione, coinvolgendo scuole, associazioni, community e realtà del mondo culturale e tecnologico.</p>
<p dir="ltr">Restart è anche il risultato di un percorso costruito nel tempo, che ha messo al centro il rapporto tra giovani e linguaggi digitali, trasformando il gaming in uno strumento di espressione, apprendimento e connessione. In questa direzione, il festival continua a rafforzare il dialogo con il mondo educativo e con le realtà che operano nel campo dell&#8217;innovazione culturale.</p>
<p dir="ltr">&#8220;Restart nasce per trasformare il modo in cui viviamo il gaming e la cultura pop: non come consumo, ma come esperienza da costruire insieme. Tra aree tematiche, laboratori, spazi di gioco e innovazione, il festival diventa un racconto collettivo in cui ogni partecipante contribuisce a dare forma a un ecosistema creativo che vive ben oltre i giorni dell&#8217;evento&#8221; &#8211; ha dichiarato Francesco Molinaro, direttore artistico del festival.</p>
<p dir="ltr">Alcuni ospiti e contenuti della manifestazione sono già stati anticipati attraverso i canali social ufficiali del festival, mentre ulteriori novità e sorprese saranno svelate nei prossimi giorni, accompagnando il pubblico verso l&#8217;apertura dell&#8217;evento.</p>
<p dir="ltr">RESTART GAMEFEST 2025 è promosso dalla Cooperativa Sociale InRete e ASC Lamezia Terme &#8211; Vibo Valentia APS, in collaborazione con istituzioni, partner e associazioni del territorio, ed è sostenuto dall&#8217;Avviso pubblico &#8220;Sostegno e promozione turistica e culturale&#8221; Linea 2 &#8220;Progetti Culturali&#8221; &#8220;Annualità 2025&#8221;</p>
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		<title>Lamezia, il Vescovo Parisi incontra gli educatori Azione Cattolica dei Ragazzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 14:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Feroleto Antico]]></category>
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		<category><![CDATA[Serafino Parisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi l’Azione Cattolica Diocesana si è ritrovata &#8211; riporta una nota pervenuta in redazione &#8211; al Santuario San Giovanni Paolo II di Cardolo a Feroleto Antico per un momento di profonda riflessione e comunione: gli educatori dell’ACR (Azione Cattolica dei Ragazzi) hanno incontrato il Vescovo, monsignor Serafino Parisi, per rinnovare il senso della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi l’<strong>Azione Cattolica Diocesana</strong> si è ritrovata &#8211; riporta una nota pervenuta in redazione &#8211; al <strong>Santuario San Giovanni Paolo II di Cardolo </strong>a <strong>Feroleto Antico</strong> per un momento di profonda riflessione e comunione: gli educatori dell’<strong>ACR (Azione Cattolica dei Ragazzi)</strong> hanno incontrato il Vescovo, monsignor Serafino Parisi, per rinnovare il senso della propria missione educativa sotto il motto:<strong> &#8220;Educare è un compito d’amore&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;incontro si è aperto con le note di un canto d’invocazione allo Spirito Santo</strong>, paragonato a un vento che soffia e rinnova. A fare gli onori di casa è stato don Francesco Benvenuto, guida del Santuario e assistente diocesano dell’Azione Cattolica, che ha accolto i presenti sottolineando l&#8217;importanza del luogo come centro di spiritualità.</p>
<p><strong><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Vescovo-Lamezia-Terme-ha-incontrato-giovani-educatori-foto.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-126403" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Vescovo-Lamezia-Terme-ha-incontrato-giovani-educatori-foto.jpeg" alt="" width="500" height="281" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Vescovo-Lamezia-Terme-ha-incontrato-giovani-educatori-foto.jpeg 800w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Vescovo-Lamezia-Terme-ha-incontrato-giovani-educatori-foto-350x197.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Vescovo-Lamezia-Terme-ha-incontrato-giovani-educatori-foto-750x422.jpeg 750w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>A seguire, i saluti di Tonia Rizzo, responsabile diocesana Azione Cattolica dei Ragazzi (ACR)</strong>, e del presidente diocesano Peppino Costanzo, i quali hanno ribadito l&#8217;impegno costante dell&#8217;associazione nel tessuto locale e regionale, evidenziando come l&#8217;Azione Cattolica sia una realtà viva e pulsante, capace di unire generazioni diverse.</p>
<p><strong>Il cuore del pomeriggio è stato il dialogo con il Vescovo Serafino Parisi</strong>. Con parole chiare e incisive, monsignor Parisi ha definito l’Azione Cattolica come una vera e propria &#8220;scuola di vita&#8221;, il cui ambito d&#8217;azione è la Chiesa stessa: “L&#8217;Azione Cattolica si innesta nella vita cristiana perché è a servizio di essa – ha detto -. Da una parte c&#8217;è lo stile e la forza del Vangelo — lievito per la società — e dall&#8217;altra gli orientamenti della Chiesa. Essere laici non è un’etichetta, ma significa essere popolo, essere cristiani in virtù del Battesimo che ci ha resi sacerdoti, profeti e re”.</p>
<p>Il Vescovo ha poi esortato gli educatori a non temere la propria laicità, intesa come capacità di essere<strong> &#8220;coerenti e veri nel tessuto umano e sociale della storia&#8221;.</strong> Ha citato le grandi figure nazionali dell’ACR, laici che hanno servito il mondo con un progetto concreto, arrivando a dare la vita per un servizio che non era un semplice ideale, ma una missione quotidiana, ed ha sottolineato la specificità dell&#8217;ACR nella vita parrocchiale: un ponte che collega la singola realtà alla Chiesa diocesana. Il fine ultimo resta la maturazione dell’uomo e la crescita di un <strong>&#8220;cristiano convinto e impegnato&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;invito finale è stato un mandato missionario</strong>: entrare nelle parrocchie con coraggio per far conoscere l’Azione Cattolica e invitare i più piccoli ad abbracciare questa spiritualità di formazione e condivisione. Una sfida che gli educatori di Lamezia Terme hanno accolto con gioia, pronti a continuare il loro percorso come &#8220;sentinelle&#8221; di speranza nel territorio.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Vescovo-Lamezia-Terme-ha-incontrato-giovani-educatori.jpeg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126402" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Vescovo-Lamezia-Terme-ha-incontrato-giovani-educatori.jpeg" alt="" width="504" height="323" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Vescovo-Lamezia-Terme-ha-incontrato-giovani-educatori.jpeg 804w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Vescovo-Lamezia-Terme-ha-incontrato-giovani-educatori-350x224.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Vescovo-Lamezia-Terme-ha-incontrato-giovani-educatori-750x480.jpeg 750w" sizes="(max-width: 504px) 100vw, 504px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Francesco Grandinetti di LAMETIA enonsolo &#8220;Gestione comunale e spazio a tutte le associazioni per il Teatro Grandinetti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 14:58:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; «Con l&#8217;approssimarsi della scadenza del contratto di gestione del Teatro Grandinetti, è essenziale ripensare il futuro di questo prezioso spazio culturale. La precedente gestione si concluderà il 30 aprile 2026, aprendo la strada a un possibile nuovo modello di governance che rispecchi la vocazione pubblica del teatro». Inizia in questo modo una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1p1"><span class="v1s1"><strong>Lamezia Terme</strong> &#8211; «Con l&#8217;approssimarsi della scadenza del contratto di gestione del <strong>Teatro Grandinetti</strong></span><span class="v1s1"><strong>,</strong> è <strong>essenziale ripensare il futuro di questo prezioso spazio culturale</strong>. La precedente gestione si concluderà il 30 aprile 2026, aprendo la strada a un possibile nuovo modello di governance che rispecchi la vocazione pubblica del teatro».</span></p>
<p>Inizia in questo modo una nota &#8211; pervenuta in redazione &#8211; di<strong> LAMETIA enonsolo </strong>firmata da <strong>Francesco Grandinetti </strong>che di seguito pubblichiamo.</p>
<p class="v1p1"><span class="v1s1">«Acquistato proprio per farlo diventare un bene collettivo, il <strong>Teatro Grandinetti</strong> non ha mai raggiunto una gestione davvero comunale. La rotazione delle associazioni che lo gestiscono è stata limitata, penalizzando la pluralità di realtà associative presenti sul territorio.</span></p>
<p class="v1p1"><span class="v1s1"><strong>Non si tratta di sminuire il buon lavoro svolto finora</strong> dalle associazioni, ma di ripensare il concetto stesso di gestione. Il teatro deve diventare un&#8217;espressione comunale autentica, gestita internamente dal Comune, senza costi aggiuntivi, ma con una struttura che garantisca trasparenza e inclusione.</span></p>
<p class="v1p1"><span class="v1s1"><strong>L&#8217;idea è di creare un modello in cui il Comune, insieme all&#8217;assessore e al personale già attivo, diventi il coordinatore generale.</strong> L&#8217;affidamento a singole associazioni avverrebbe su progetti specifici, permettendo a realtà teatrali, cinematografiche, di danza o di altri ambiti di sentirsi parte integrante del teatro, senza esclusioni.</span></p>
<p class="v1p1"><strong><span class="v1s1">Il caso emblematico di aver perso una occasione per Lamezia Terme quando un regista come </span></strong><span class="v1s3"><strong>Francis Ford Coppola</strong> è stato </span><span class="v1s1">impossibilitato – secondo quanto si conosce  – a utilizzare il teatro per esigenze di produzione a causa di una posizione troppo rigida del gestore, dimostra quanto sia fondamentale un approccio più aperto ed equilibrato. Il teatro deve essere un bene di tutti, capace di autosostenersi senza trasformarsi in un mero strumento economico per chi lo gestisce, ma offrendo opportunità concrete a tutto il tessuto associativo lametino.</span></p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/09/Teatro-Grandinetti-di-Lamezia.jpeg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-118354" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/09/Teatro-Grandinetti-di-Lamezia.jpeg" alt="" width="900" height="394" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/09/Teatro-Grandinetti-di-Lamezia.jpeg 1536w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/09/Teatro-Grandinetti-di-Lamezia-350x153.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/09/Teatro-Grandinetti-di-Lamezia-1024x448.jpeg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/09/Teatro-Grandinetti-di-Lamezia-750x328.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/09/Teatro-Grandinetti-di-Lamezia-1140x499.jpeg 1140w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p class="v1p1"><span class="v1s1"><strong>Nelle more di una riflessione  da parte dell&#8217;amministrazione comunale</strong> su questa nuova ipotesi di modello di gestione, appare comunque indispensabile che, qualora si decidesse di procedere ancora attraverso bandi pubblici, vengano rispettati in modo rigoroso i principi di rotazione. È fondamentale, inoltre, evitare l&#8217;introduzione di criteri di prequalifica che, di fatto, finiscano per favorire (volontariamente o meno!) sempre le stesse associazioni, come già accaduto negli anni precedenti.</span></p>
<p class="v1p1"><span class="v1s1"><strong>Le eventuali procedure</strong> dovranno quindi essere realmente aperte, inclusive e trasparenti, consentendo una partecipazione ampia e paritaria a tutte le realtà culturali del territorio, senza condizioni che restringano artificialmente la concorrenza.</span></p>
<p class="v1p1"><span class="v1s1"><strong>L&#8217;auspicio è che il Comune colga questa occasione</strong> per imprimere una svolta vera quella di trasformare il Teatro Grandinetti in una casa della cultura accessibile a tutti, viva, partecipata e finalmente sentita come patrimonio condiviso dell&#8217;intera comunità così come lo è stata molto più di adesso quando era la mia famiglia a gestirlo pur non essendo pubblico. Almeno c&#8217;era qualcuno con cui parlare&#8230;»</span></p>
<p><em><strong>Francesco Grandinetti &#8211; LAMETIA enonsolo</strong></em></p>
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		<title>Aspettando Trame15. Doppio appuntamento il 24 aprile tra Cosenza e Catanzaro</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/aspettando-trame15-doppio-appuntamento-il-24-aprile-tra-cosenza-e-catanzaro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 10:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Antiracket Lucio Ferrami]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Trame]]></category>
		<category><![CDATA[Trame festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al via il percorso di avvicinamento a Trame.Festival dei libri sulle mafie, che tornerà a Lamezia Terme dal 16 al 21 giugno 2026. Nell&#8217;ambito degli appuntamenti &#8220;Aspettando Trame15&#8221;, la Fondazione Trame promuove per venerdì 24 aprile una giornata articolata in due tappe, a Cosenza e Catanzaro, dedicate al tema dell&#8217;arte sottratta e degli interessi criminali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/aspettando-trame15-doppio-appuntamento-il-24-aprile-tra-cosenza-e-catanzaro/">Aspettando Trame15. Doppio appuntamento il 24 aprile tra Cosenza e Catanzaro</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Al via il percorso di avvicinamento a<strong> Trame.Festival</strong> dei libri sulle mafie, che tornerà a Lamezia Terme dal 16 al 21 giugno 2026.</p>
<p dir="ltr">Nell&#8217;ambito degli appuntamenti &#8220;Aspettando Trame15&#8221;, la Fondazione Trame promuove per venerdì 24 aprile una giornata articolata in due tappe, a Cosenza e Catanzaro, dedicate al tema dell&#8217;arte sottratta e degli interessi criminali che ruotano attorno al patrimonio culturale, filone di iniziativa, ricerca e approfondimento che la fondazione e il festival portano avanti ormai da qualche anno.</p>
<p dir="ltr">Il primo incontro si terrà alle ore 10 presso la Galleria Nazionale di Cosenza di Palazzo Arnone. Dopo i saluti della direttrice Rossana Baccari, interverranno Nuccio Iovene (presidente della Fondazione Trame) e Maria Roselli, giornalista d&#8217;inchiesta, autrice e sceneggiatrice, nata in Calabria e cresciuta Zurigo, con la moderazione del giornalista di Vinicio Leonetti.</p>
<p dir="ltr">L&#8217; incontro vedrà la partecipazione delle scuole, in collaborazione con l&#8217;<strong>Associazione Antiracket Lucio Ferrami</strong> di Cosenza.</p>
<p dir="ltr">La seconda tappa è prevista alle ore 18 alla Biblioteca Comunale &#8220;Filippo De Nobili&#8221; di Catanzaro, con i saluti istituzionali dell&#8217;assessore Vincenzo Costantino al Turismo, Marketing, Politiche Giovanili e Transizione Digitale Comune di Catanzaro Vincenzo Costantino . Anche qui dialogheranno Nuccio Iovene e Maria Roselli, con la moderazione di Vinicio Leonetti.</p>
<p dir="ltr">Momento centrale della giornata sarà la proiezione di un estratto, per la prima volta in Italia, della docuserie &#8220;La linea della palma&#8221;, prodotta dalla televisione svizzera italiana, dedicata al drammatico furto della Natività con i santi Lorenzo e Francesco d&#8217;Assisi di Caravaggio, trafugata a Palermo nel 1969.</p>
<p dir="ltr">Un&#8217;opera che ricostruisce non solo uno dei più clamorosi furti d&#8217;arte della storia italiana, ma anche il contesto culturale e criminale che lo ha reso possibile.</p>
<blockquote>
<p dir="ltr">&#8220;La nostra serie nasce dalla consapevolezza che la sfera d&#8217;influenza della criminalità organizzata non si ferma sulla soglia di casa. Al contrario, per anni la Svizzera è stata un crocevia fondamentale per il traffico di opere d&#8217;arte trafugate. Per Anna, la protagonista della serie fiction, la ricerca della verità sulla scomparsa del padre si intreccia inestricabilmente con una fitta rete di indizi che conducono al famigerato furto del Caravaggio&#8221; &#8211;</p>
</blockquote>
<p dir="ltr">afferma Maria Roselli, coautrice della sceneggiatura della serie, sottolineando l&#8217;importanza di diffondere consapevolezza anche fuori dai confini italiani sui fenomeni mafiosi e sulle loro infiltrazioni nei circuiti economici e culturali internazionali.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;iniziativa si inserisce in un percorso che la Fondazione Trame porta avanti da tempo sul rapporto tra criminalità organizzata e patrimonio artistico.</p>
<p dir="ltr">Già in occasione di Trame13, era stata allestita una mostra con una selezione di 48 opere confiscate a soggetti legati alla criminalità, tra cui lavori di Ligabue, Di Chirico, Fontana, e altri. Quest&#8217;anno quella stessa esperienza è stata rinnovata e resa accessibile alle scuole attraverso una mostra digitale immersiva, fruibile con visori, con l&#8217;obiettivo di avvicinare le nuove generazioni al tema dell&#8217;arte restituita e della legalità.</p>
<p dir="ltr">Gli appuntamenti del 24 aprile rappresentano un ulteriore tassello del programma di avvicinamento a Trame 15, in attesa del festival di giugno.</p>
<p dir="ltr">Un percorso che conferma l&#8217;impegno della Fondazione Trame nel raccontare le mafieattraverso linguaggi diversi – dalla letteratura al cinema, dall&#8217;arte alla formazione – per costruire una maggiore consapevolezza collettiva.</p>
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		<title>Don Chisciotte, il sogno necessario: al Due Mari una prima tra cinema e visione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Mazzei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 08:52:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta ieri, presso il The Space Cinema del Centro Commerciale Due Mari a Lamezia Terme, la prima cinematografica del film Don Chisciotte, diretto da Fabio Segatori e interpretato da Alessio Boni. Un evento che ha saputo unire pubblico, istituzioni e protagonisti del cinema in un momento che è andato oltre la semplice proiezione. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta ieri, presso il The Space Cinema del Centro Commerciale Due Mari a Lamezia Terme, la prima cinematografica del film <strong><em>Don Chisciotte</em></strong>, diretto da <strong>Fabio Segatori</strong> e interpretato da <strong>Alessio Boni</strong>. Un evento che ha saputo unire pubblico, istituzioni e protagonisti del cinema in un momento che è andato oltre la semplice proiezione.</p>
<figure id="attachment_126051" aria-describedby="caption-attachment-126051" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-126051 size-medium" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0019-350x233.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0019-350x233.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0019-1024x683.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0019-1536x1024.jpg 1536w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0019-750x500.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0019-1140x760.jpg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0019.jpg 1600w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-126051" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>La serata si è aperta con gli interventi introduttivi e la presentazione del film, alla presenza del presidente della <em><strong>Calabria Film Commission</strong></em>, <strong>Anton Giulio Grande</strong>, che ha sottolineato il valore dell’opera anche come strumento di valorizzazione del territorio, capace di trasformare i paesaggi calabresi in elementi vivi della narrazione. In sala anche gli attori <strong>Marcello Fonte, Pino Torcasio, Giuditta Cosentino </strong>e<strong> Martina Molinari</strong>, protagonisti di un racconto corale che restituisce spessore umano e visivo all’intera opera.</p>
<p>Poi le luci si sono abbassate e il racconto ha preso forma.</p>
<figure id="attachment_126047" aria-describedby="caption-attachment-126047" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-126047 size-medium" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0016-e1776601968580-208x350.jpg" alt="" width="208" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0016-e1776601968580-208x350.jpg 208w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0016-e1776601968580-608x1024.jpg 608w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0016-e1776601968580-750x1264.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0016-e1776601968580.jpg 900w" sizes="(max-width: 208px) 100vw, 208px" /><figcaption id="caption-attachment-126047" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p><strong>Girato tra l’Alto Ionio calabrese e la Basilicata,</strong> Don Chisciotte trasforma il Sud in uno spazio sospeso, quasi mitico, dove il paesaggio non è sfondo ma corpo narrativo: calanchi, castelli, vento e luce diventano materia viva del racconto. È un cinema fisico, concreto, lontano dall’artificio, che sceglie la terra e i corpi per restituire il senso dell’epica. La<strong> Calabria</strong> (e parte della Basilicata) si presenta come una terra aspra, luminosa, capace di riflettere la tensione interiore del protagonista: è qui che si muove il Don Chisciotte di Segatori, figura senza tempo che torna a interrogare il presente.</p>
<p>Perché, in fondo, “nel mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia”, e proprio per questo sembra ancora esserci bisogno di qualcuno disposto a mettersi in cammino, anche a costo di apparire fuori luogo, fuori tempo, fuori misura.</p>
<p><strong>Il film non tradisce lo spirito del Don Chisciotte della Mancia</strong> ma lo riporta dentro una dimensione contemporanea. Don Chisciotte non è soltanto il cavaliere dei mulini a vento: è l’uomo che rifiuta il cinismo, che sceglie di non restare “chiuso coi suoi libri in una stanza”, che decide di esporsi, di agire, di rischiare. L’anima di don Chisciotte rivela quella continua tensione tra realtà e visione, tra sconfitta e dignità. Il nostro hidalgo resta colui che vede ciò che gli altri non vedono, che insiste dove gli altri si fermano; un uomo che sceglie di non adattarsi, che rifiuta la resa al disincanto, che continua a vedere possibilità dove altri vedono limiti.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0017-e1776601336160.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126048" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0017-e1776601336160.jpg" alt="" width="600" height="317" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0017-e1776601336160.jpg 1600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0017-e1776601336160-350x185.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0017-e1776601336160-1024x541.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0017-e1776601336160-1536x811.jpg 1536w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0017-e1776601336160-750x396.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0017-e1776601336160-1140x602.jpg 1140w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p><strong>E allora il suo viaggio diventa qualcosa di più di una follia</strong>: diviene “uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto”. In questa chiave, il film diventa una riflessione sull’oggi. Su un’epoca in cui il pragmatismo ha spesso preso il posto dell’immaginazione e dove l’idealismo viene confuso con ingenuità. Eppure, proprio in questa frattura si inserisce la forza del personaggio: nella sua ostinazione a credere che il mondo possa essere diverso.</p>
<p><strong>Alessio Boni restituisce un personaggio fragile e ostinato,</strong> capace di muoversi sul confine tra visione e realtà, tra caduta e dignità. Accanto a lui, la presenza di Sancho costruisce quel dialogo eterno tra idealismo e pragmatismo, tra chi sogna e chi misura, tra chi essendo più realista “si accontenta di un castello”.</p>
<p>Eppure è proprio lo sguardo del cavaliere a trasformare il mondo: “l’apparenza delle cose come vedi non m’inganna”, sembra suggerire il racconto, perché ciò che conta non è ciò che si vede ma ciò che si sceglie di vedere.</p>
<p><strong>Il film diventa così una riflessione sull’uomo contemporaneo.</strong> Su un’epoca in cui il disincanto è diventato regola, e dove chi continua a credere viene spesso scambiato per ingenuo. Ma Don Chisciotte resiste. Anzi, rilancia.</p>
<figure id="attachment_126049" aria-describedby="caption-attachment-126049" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-126049 size-medium" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0018-e1776601365273-350x267.jpg" alt="" width="350" height="267" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0018-e1776601365273-350x267.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0018-e1776601365273-750x572.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260419-WA0018-e1776601365273.jpg 832w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-126049" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p><strong>“Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro perché il Male ed il Potere hanno un aspetto così tetro?”,</strong> sembra chiedere, mentre continua a combattere la sua battaglia solitaria. Una battaglia che non è contro i mulini ma contro l’ingiustizia, contro l’indifferenza, contro il Potere che “è l&#8217;immondizia della storia degli umani”. Un uomo che accetta anche di perdere pur di non rinunciare alla ricerca di giustizia e bellezza.</p>
<p>La prima al Due Mari si è chiusa con un lungo applauso, sentito, non rituale. Il segno che qualcosa è arrivato.</p>
<p><strong>Perché, alla fine, Don Chisciotte resta questo: un uomo che sbaglia, che cade, che viene deriso ma che continua.</strong> Uno che decide di “sputare il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte”, anche sapendo di essere, forse, da solo.</p>
<p><strong>E proprio per questo, ancora necessario.</strong></p>
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		<title>Una settimana al Torneo Internazionale Città di Lamezia Terme – Nono Memorial Pasquale Gallo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 08:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[Attestato di benemerenza civica]]></category>
		<category><![CDATA[Memorial Pasquale Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Torneo Internazionale Città di Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto pronto per la nona edizione del Torneo Internazionale Città di Lamezia Terme – Memorial Pasquale Gallo. Dal 23 al 26 aprile la città ospiterà 80 squadre della categoria pulcini pronte a contendersi la vittoria finale e ad alzare al cielo il Trofeo vinto lo scorso anno dalla Fiorentina. Nel corso della cerimonia inaugurale, giovedì [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Tutto pronto per la nona edizione del Torneo Internazionale Città di Lamezia Terme – Memorial Pasquale Gallo. Dal 23 al 26 aprile la città ospiterà 80 squadre della categoria pulcini pronte a contendersi la vittoria finale e ad alzare al cielo il Trofeo vinto lo scorso anno dalla Fiorentina.</div>
<div>
Nel corso della cerimonia inaugurale, giovedì 23 aprile alle 18 presso lo stadio Gianni Renda, verranno presentate tutte le squadre partecipanti provenienti da tutta Italia e dall&#8217;Estero. Saranno inoltre consegnati i riconoscimenti per il Premio Calcio Giovanile all&#8217;arbitro internazionale Martina Molinaro, al direttore sportivo del Catanzaro Ciro Polito, al responsabile del settore giovanile del Genoa Robero Trapani e ancora alla più grande manager sportiva del mondo, Rafaela Vitale Pimenta. Erede di Mino Raiola e agente di calciatori del calibro di Ibrahimovic, Pogba e Haaland, Rafaela Pimenta vanta origini lametine.</div>
<div><img decoding="async" class="size-medium wp-image-125970 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/LOCANDINA-OK-273x350.jpeg" alt="" width="273" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/LOCANDINA-OK-273x350.jpeg 273w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/LOCANDINA-OK-799x1024.jpeg 799w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/LOCANDINA-OK-1198x1536.jpeg 1198w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/LOCANDINA-OK-750x962.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/LOCANDINA-OK-1140x1462.jpeg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/LOCANDINA-OK.jpeg 1248w" sizes="(max-width: 273px) 100vw, 273px" /></div>
<div>
Venuti a conoscenza delle sue origini, gli organizzatori del torneo assieme all&#8217;Amministrazione comunale, si sono prodigati per il conferimento all&#8217;avvocatessa brasiliana della Benemerenza Civica della Città di Lamezia Terme, riconoscimento ufficiale che viene conferito a chi, con il suo agire, rende lustro al territorio. La Benemerenza Civica le verrà concessa nella serata del 23 aprile in occasione della cena di beneficenza che si terrà presso Officine 109, partner della manifestazione che anche quest&#8217;anno ha voluto ospitare la famiglia Gallo, i premiati, le istituzioni, tutti i partners e gli organizzatori per raccogliere fondi in favore dell&#8217;all&#8217;associazione &#8220;un..due..tre&#8230;Alessio&#8221; che sostiene le famiglie di bambini che necessitano di cure oncologiche.</div>
<div>
Nelle giornate successive gare senza sosta nei tre impianti cittadini del Guido D&#8217;Ippolito, Gianni Renda e Rocco Riga, fino alla finalissima in programma per domenica 26 aprile alle 14.30 al Gianni Renda.</div>
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		<title>Ormeggi 2026: ufficializzati i primi nomi del Festival Letterario di Lamezia Terme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmen Critelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 08:54:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Ormeggi Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la pubblicazione delle date ufficiali della quinta edizione di &#8220;Ormeggi – Festival Letterario di Lamezia Terme&#8221; vengono comunicati i primi nomi degli autori ospiti di questo evento. Ginevra Panci &#8220;Le Misure dell&#8217;anima&#8221; Un giorno ti guardi allo specchio e non vedi solo te stessa. Vedi le etichette, i commenti a mezza voce, gli sguardi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la pubblicazione delle date ufficiali della quinta edizione di &#8220;Ormeggi – Festival Letterario di Lamezia Terme&#8221; vengono comunicati i primi nomi degli autori ospiti di questo evento.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>Ginevra Panci &#8220;Le Misure dell&#8217;anima&#8221;</b></p>
<p class="v1MsoNormal">Un giorno ti guardi allo specchio e non vedi solo te stessa. Vedi le etichette, i commenti a mezza voce, gli sguardi pieni di giudizio. Così, senza accorgertene, inizi a portare sulle spalle un peso enorme: non quello che si misura sulla bilancia, ma quello che si insinua sotto la pelle.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ginevra era &#8220;troppo&#8221; di tutto: troppo felice, troppo spensierata, troppo sicura di sé, sempre &#8220;fuori misura&#8221; e allo stesso tempo &#8220;non abbastanza&#8221;. Per anni ha cercato di stare dentro a quel vestito che si era cucita addosso, con un sorriso, una battuta, un &#8220;va tutto bene&#8221;. Si è raccontata una storia convincente: quella della ragazza brillante, ironica, amata da tutti.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ma sotto quell&#8217;armatura splendente, tutto in lei gridava aiuto. Così un giorno non è stato più possibile ignorare quel grido. L&#8217;asma, le analisi, le parole dure del medico: «Così non puoi andare avanti.» È in quel momento che Ginevra ha capito che, per quanto amasse quel corpo morbido, avrebbe dovuto lasciarlo andare. Non si trattava di cambiare forma, ma di salvare sé stessa. Di imparare ad aprirsi, ad affrontare le proprie paure, a lasciare andare tutte le bugie che si era raccontata, e soprattutto a guardarsi con gentilezza.</p>
<p class="v1MsoNormal">La vera rivoluzione è passata dal ritrovare la propria voce, nell&#8217;imparare ad ascoltarsi, a smettere di mentirsi, a dirsi con tenerezza e coraggio le parole che valgono più di qualsiasi giudizio esterno: «Sei abbastanza. Sei tu.» Dalla penna sincera ed emozionante di Ginevra Panci, un libro che è molto più di una semplice autobiografia: è un invito a lasciare andare i pesi che non ci appartengono e a riscoprire la libertà più grande: quella di amarsi senza condizioni e di stare finalmente dalla propria parte.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>Arturo Scotto &#8220;Flotilla, in viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta.&#8221;</b></p>
<p class="v1MsoNormal">Un libro che parla a chi chiede giustizia, diritti e pace, fuori dai linguaggi tradizionali della politica.</p>
<p class="v1MsoNormal">Perché una potenza militare come Israele ha paura di una quarantina di barche a vela che navigano pacificamente? Da questa domanda prende avvio Flotilla. In viaggio per Gaza, il libro in cui Arturo Scotto racconta la sua scelta di imbarcarsi sulla Karma, una delle navi della Global Sumud Flotilla partita da Genova per raggiungere la Striscia. Non una decisione facile: dubbi, tentennamenti, il peso delle responsabilità istituzionali. Ma anche la consapevolezza che, di fronte a un genocidio in diretta e all&#8217;inerzia della politica internazionale, fosse impossibile tirarsi indietro.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il libro è il racconto in prima persona dei giorni a bordo della Flotilla: l&#8217;attesa, la paura, la notte dei droni, l&#8217;abbordaggio dell&#8217;esercito israeliano, l&#8217;arresto, il sequestro dei telefoni, le 24 ore di detenzione. Ma anche i retroscena mai arrivati ai giornali, le omissioni dei media, il rapporto con il governo italiano, il dileggio politico, le conseguenze giudiziarie ancora in corso.  Flotilla è però soprattutto una riflessione più ampia su ciò che questa missione ha rappresentato: un&#8217;esperienza capace di fare quello che alla politica tradizionale non riesce più, ovvero smuovere le coscienze, riempire le piazze, coinvolgere una generazione che spesso diserta le urne ma non rinuncia all&#8217;impegno.</p>
<p class="v1MsoNormal">Un libro che intreccia testimonianza personale, etica e politica, e che prova a immaginare una nuova idea di partecipazione e di ordine mondiale.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>Claudia Fauzia &#8220;Con il mare dentro&#8221;</b></p>
<p class="v1MsoNormal">Lucia ha diciassette anni, un mondo in fermento dentro di sé e un mondo oltre le mura di casa che ha voglia di conquistare. Il suo cuore però nuota controcorrente in una realtà che parla con desinenze maschili e troppo spesso la fa sentire sporca e fuori posto. Suo padre è il primo, il confronto con lui è sempre burrascoso. Il mare stesso è maschile. È da sempre degli uomini, delle loro avventure e delle loro conquiste. E forse per questo non ascolterà Lucia, che vuole fare l&#8217;apneista, e proverà a inghiottirla.</p>
<p class="v1MsoNormal">Capire Lucia non è sempre facile, e nemmeno Roberto, legato a lei dal primo giorno di liceo, ci riesce completamente. Anche se il mare è la sua sfida e la sua vita, Lucia fa un passo indietro. Fino a che non trova qualcosa. Una poesia che sembra pensata per lei, lasciata tra le pagine di un libro. Rintracciare chi ha scritto quelle parole diventa una missione, perché l&#8217;autore, o l&#8217;autrice, sembra conoscere tutte le risposte che lei cerca da una vita.</p>
<p class="v1MsoNormal">Per risolvere il mistero, Lucia partirà alla volta delle Isole Eolie, alla scoperta di storie di donne che hanno sfidato il mare, tenendo saldo fra le proprie mani il timone delle loro vite. E alla scoperta di se stessa, per capire come riemergere dai propri abissi personali e tracciare da sola la propria rotta. L&#8217;appuntamento è fissato per il 28, 29, 30 e 31 maggio 2026, nella suggestiva cornice del Chiostro Caffè Letterario, in piazzetta San Domenico, nel cuore della città.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nei prossimi giorni saranno comunicati i nomi di altri autori che saranno presenti al Festival.</p>
<p class="v1MsoNormal">Progetto &#8220;ORMEGGI&#8221;- POC 2014/2020 – AZIONE 6.8.3 &#8211; Avviso pubblico &#8220;Sostegno e promozione turistica e culturale&#8221; Linea 2 &#8220;Progetti culturali&#8221;</p>
<p class="v1MsoNormal">Ormeggi Festival Letterario è un progetto di Open Space APS.</p>
<p class="v1MsoNormal">
<p class="v1MsoNormal">
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		<title>“Lottare per restare, restare per costruire – il concetto della RESTANZA legato al genius loci del centro storico di Sambiase”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 08:50:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[AL VAGLIO APS]]></category>
		<category><![CDATA[restanza]]></category>
		<category><![CDATA[Rivivere Sambiase]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito del progetto “RIVIVERE SAMBIASE – Sentieri d’arte e cultura nel Centro Storico”, il prossimo Giovedì 16 aprile 2026, alle ore 18.30, nel salone parrocchiale di San Francesco di Paola, in Via della Pace, si terrà l’evento dal titolo “Lottare per restare, restare per costruire – il concetto della RESTANZA legato al genius loci del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito del progetto <strong>“RIVIVERE SAMBIASE – Sentieri d’arte e cultura nel Centro Storico</strong>”, il prossimo Giovedì 16 aprile 2026, alle ore 18.30, nel salone parrocchiale di San Francesco di Paola, in Via della Pace, si terrà l’evento dal titolo “<strong>Lottare per restare, restare per costruire – il concetto della RESTANZA legato al genius loci del centro storico di Sambiase”, </strong>promosso dall’Associazione<strong> AL VAGLIO APS</strong></p>
<p>Si tratta di un incontro in cui dialogheranno due tra i più noti operatori culturali della nostra città: <strong>Salvatore Giuseppe Di Spena</strong> e <strong>Francesco Bevilacqua</strong>; volutamente due generazioni diverse, nello spirito del progetto che promuove lo scambio intergenerazionale.</p>
<p>Entrambi svilupperanno un concetto la cui paternità appartiene all’antropologo calabrese Prof. Vito Teti: quello della RESTANZA.</p>
<p>Di fronte all’abbandono complessivo della nostra terra di Calabria, dei suoi centri delle aree interne, ve n’è un altro che, come cittadini, avvertiamo con preoccupazione: l’abbandono dei nostri centri storici. Luoghi che rappresentano la nostra memoria, la nostra storia, spesso la nostra infanzia; pregevoli e solitari, ma che sembrano richiamarci alla responsabilità civile di mantenerli in qualche modo in vita.</p>
<p>Sarà un incontro in cui i relatori dialogheranno su come sia possibile attivare dinamiche di animazione culturale, sociale ed economica, partendo sì dalla pregevole intuizione della “RESTANZA” ma, anche attraverso una disamina critica costruttiva, con l’intento di trasformare il pensiero in azione.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-125917 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/5.-locandina-evento16.04.2026-RESTANZA-247x350.jpg" alt="" width="247" height="350" /></p>
<p>Scrive <strong>Francesco Bevilacqua</strong>: <em>&#8220;Restare, partire, tornare sono tre condizioni dell&#8217;abitare e dell&#8217;essere nel mondo (anche nel proprio Mondo) di Martin Heidegger. Implicano un&#8217;etica dell&#8217;abitare i luoghi. Che, come spiega Vito Teti con il suo concetto di &#8220;restanza&#8221;, non vuole essere un restare impigliati nella rete del passato che ritorna, ne &#8220;La terra del rimorso&#8221; di Ernesto De Martino. La restanza è invece un guardare al futuro dei luoghi, a &#8220;Il senso dei luoghi&#8221; (sempre Teti), con disposizione al movimento, al cambiamento, alla trasformazione, alla creazione. Avendo sempre presente che &#8220;ogni tradizione è un&#8217;innovazione riuscita&#8221; come dice Pier Luigi Cervellati. Per cui, nessun tabù sul partire, sullo spaesarsi. Ma, nello stesso tempo, nessun pregiudizio sul restare, sul ri-trovare il luogo della propria origine, come scrive in un passo di &#8220;Lettere milanesi&#8221;, Rainer Maria Rilke. Il restare, il tornare, l&#8217;approdare valgono solo se si ha cura dei luoghi e delle comunità. Perché &#8220;un paese ci vuole&#8221;, come direbbe Pavese, ma nessun paese esiste e resistere senza la cura della sua comunità e di ciascuno di noi&#8221;  </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Il titolo dell’evento non è casuale. “<strong>Lottare per restare, restare per costruire” </strong>fu il motto che i giovani scout calabresi coniarono nel lontano 1976, un’intuizione ed un impegno che disegnò per molti ragazzi di allora la visione del loro futuro in Calabria; per alcuni fu un successo, per altri fu una utopia, insieme gioia ma anche dolore. La “restanza” è quindi un concetto ed un pensiero già presente nella società civile calabrese e specie lametina, dove lo scoutismo ha avuto un ruolo incisivo nell’educazione civica di tanti giovani. Rielaborare quel concetto e renderlo praticabile forse ci potrebbe aiutare a contrastare un abbandono che sembra irreversibile e che, purtroppo, in certi ambienti viene descritto addirittura come una soluzione, ma una soluzione che odora di “eutanasia”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nello spirito di inclusione e rispetto dell’ambiente, l’Associazione AL VAGLIO promuove la partecipazione con il trasporto pubblico gratuito per chi, da Nicastro e Sant’Eufemia, volesse raggiungere la sede dell’evento.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Incontro con Lia Miro: un viaggio sensoriale alla scoperta del miracolo dell&#8217;esistenza quotidiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 16:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Lia Miro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme – Un connubio perfetto tra estetica e riflessione profonda sul senso della vita. Questa l&#8217;atmosfera che si è respirata in occasione della presentazione dell&#8217;opera di Lia Miro &#8220;Il miracolo sei tu – Danza con la vita. I 7 assi per vivere con gioia e leggerezza&#8221;, iniziativa sostenuta dal Soroptimist Club di Lamezia Terme e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Lamezia Terme – Un connubio perfetto tra estetica e riflessione profonda sul senso della vita. Questa l&#8217;atmosfera che si è respirata in occasione della presentazione dell&#8217;opera di <strong>Lia Miro</strong> &#8220;Il miracolo sei tu – Danza con la vita. I 7 assi per vivere con gioia e leggerezza&#8221;, iniziativa sostenuta dal Soroptimist Club di Lamezia Terme e promosso da Rosamaria Montesanti e dal flower designer Gianni Cortese. L&#8217;autrice ha saputo guidare il pubblico in un percorso introspettivo unico, spiegando che la sua scrittura nasce dall&#8217;esigenza di riconnettersi con la parte più autentica di se stessi attraverso la metafora del fiore: &#8220;Tra petali che respirano e profumi che accarezzano l&#8217;anima, ogni respiro diventa trasformazione&#8221;, ha affermato, sottolineando come il libro rappresenti un invito aperto a riscoprire il miracolo dell&#8217;esistenza quotidiana attraverso la consapevolezza del momento presente.</span></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-125686 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Incontro-con-Lia-Miro-350x263.jpeg" alt="" width="350" height="263" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Incontro-con-Lia-Miro-350x263.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Incontro-con-Lia-Miro-1024x768.jpeg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Incontro-con-Lia-Miro-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Incontro-con-Lia-Miro-750x563.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Incontro-con-Lia-Miro-1140x855.jpeg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Incontro-con-Lia-Miro.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">A dare una veste scientifica e profondamente umana al dibattito è stata la cardiologa Rosamaria Montesanti, che ha spiegato come la bellezza non sia un mero concetto astratto, ma un vero e proprio farmaco per il sistema cardiovascolare; secondo la dottoressa, infatti, l&#8217;esposizione all&#8217;armonia visiva e alla serenità emotiva agisce direttamente sulla nostra fisiologia, riducendo i livelli di cortisolo e favorendo una corretta variabilità cardiaca, trasformando così la lettura e la quiete interiore in un atto di cura biologica per il corpo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">La cornice visiva della serata è stata invece plasmata dal talento del flower designer Gianni Cortese, che ha spiegato come nel suo lavoro cerca di rendere tangibile la bellezza e la forza della natura, elementi che nel libro di Lia Miro diventano simboli di una rinascita interiore accessibile a chiunque sappia ancora guardare il mondo con stupore. A portare i saluti del Soroptimist è stata la presidente Luigina Pileggi che ha ricordato quanto sia vitale per l&#8217;associazione sostenere progetti che valorizzino la sensibilità femminile e la cultura come motori di cambiamento sociale, definendo l&#8217;incontro non solo come un evento letterario, ma come una necessaria pausa di riflessione per una comunità che ha fame di contenuti autentici.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Il momento più suggestivo e catartico della serata si è vissuto però in chiusura, quando Lia Miro ha invitato tutti i presenti a chiudere gli occhi per una sessione di meditazione guidata, trasformando la sala in un tempio di silenzio e raccoglimento; attraverso il controllo del respiro e la visualizzazione, l&#8217;autrice ha condotto il pubblico in un esercizio di rilassamento profondo, dimostrando come la meditazione sia uno strumento potente per nutrire l&#8217;anima, placare il rumore della mente e ritrovare quell&#8217;equilibrio interno spesso dimenticato nel caos della vita quotidiana. L&#8217;evento ha dimostrato come il dialogo tra letteratura, medicina, arte floreale e pratica meditativa può dare vita a momenti di straordinaria intensità, capaci di lasciare una traccia duratura e rigenerante nel cuore e nella mente di ogni partecipante. </span></p>
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		<title>Parole, gesti, sguardi, comunicare oltre i confini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 14:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Oltre l'autismo Catanzaro Odv]]></category>
		<category><![CDATA[studio multidisciplinare FIABA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LAMEZIA &#8211; Questo è il leit motiv dell&#8217;incontro tenutosi nell&#8217;auditorium della scuola secondaria di primo grado Pitagora; un&#8217;iniziativa che ha dato vita ad un vero e proprio focus sull&#8217;autismo e sul giusto approccio verso le persone autistiche, in particolare bambini e ragazzi. A curare nel dettaglio ogni momento della manifestazione, le referenti per l&#8217;inclusione dell&#8217;I.C. Perri-Pitagora – [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1ydp85c52520MsoNormal"><b>LAMEZIA &#8211; </b>Questo è il leit motiv dell&#8217;incontro tenutosi nell&#8217;auditorium della scuola secondaria di primo grado Pitagora; un&#8217;iniziativa che ha dato vita ad un vero e proprio focus sull&#8217;autismo e sul giusto approccio verso le persone autistiche, in particolare bambini e ragazzi. A curare nel dettaglio ogni momento della manifestazione, le referenti per l&#8217;inclusione dell&#8217;I.C. Perri-Pitagora – Don Milani, le docenti Saveria Sesto e Alessandra Toia.</p>
<p class="v1ydp85c52520MsoNormal">Il dibattito che ha registrato tanti interventi mirati e che ha dato spazio al confronto tra relatori e studenti, è stato moderato da <b>Pasqualino Di Cello, coordinatore ADISS Multiservice Lamezia Terme</b>. Ad introdurre i lavori la professoressa Saveria Sesto che ha portato ai presenti i saluti del <b>dirigente Giuseppe De Vita</b> e che ha ribadito alcuni punti cardine del tema scelto per il dibattito. &#8220;Comunicare è molto più complesso: significa entrare in relazione con l&#8217;altro, condividere emozioni, esprimere bisogni e intenzioni.</p>
<p class="v1ydp85c52520MsoNormal"><em>Comunicare</em><b> – </b>ha rimarcato ancora la docente<b> – </b><em>significa costruire ponti tra le persone, anche quando il linguaggio verbale non è sufficiente.</em> È proprio questo il senso del titolo dell&#8217;incontro di oggi &#8216;<b>Parole, gesti, sguardi: comunicare oltre i confini&#8217;,</b> che invita a superare l&#8217;idea tradizionale di comunicazione per abbracciare una visione più ampia, inclusiva e profonda. Gesti, sguardi, posture, silenzi: tutte queste forme espressive acquistano un valore fondamentale, soprattutto quando si parla di persone con disturbo dello spettro autistico&#8221;.</p>
<p class="v1ydp85c52520MsoNormal"><strong>Sesto</strong> ha spiegato che<b> &#8220;</b><em>promuovere una comunicazione inclusiva significa favorire la partecipazione attiva alla vita scolastica e sociale</em>, abbattere le barriere relazionali e costruire contesti in cui ogni studente possa sentirsi riconosciuto e valorizzato. Andare oltre i confini della comunicazione tradizionale, dunque, non è solo una sfida educativa, ma un&#8217;opportunità per costruire una scuola più equa, attenta e realmente inclusiva&#8221;.</p>
<p class="v1ydp85c52520MsoNormal"> L&#8217;assessora alla Cultura del Comune di Lamezia<b>, Annalisa Spinelli, </b>ha evidenziato il fatto che<em> &#8220;è fondamentale costruire ambienti sereni in ogni contesto per favorire il giusto approccio con le persone che presentano neurodiversità&#8221;.</em> La rappresentante dell&#8217;amministrazione comunale si è detta ben felice di vedere tanti studenti protagonisti dell&#8217;iniziativa &#8220;perché le alleanze educative necessitano di sinergie tra tutti i soggetti coinvolti nel contesto sociale di riferimento&#8221;.</p>
<p class="v1ydp85c52520MsoNormal"><b>Innocenza Longo e Luca Ricitano, </b>psicologici terapisti <b>ABA </b>dello studio multidisciplinare<b> FIABA</b> hanno tenuto a puntualizzare che &#8220;le persone autistiche comunicano in modo diverso dagli altri e, dunque, bisogna osservarli per imparare a conoscerli&#8221;. Anche i due esperti hanno sollecitato la collaborazione e il confronto continui tra scuola, famiglia e società &#8220;per riuscire a ottenere il giusto approccio con le persone autistiche, specialmente con i minori. Ciò avvalendosi di moderni strumenti formativi come la <b>comunicazione alternativa aumentativa</b>&#8220;.</p>
<p class="v1ydp85c52520MsoNormal"><b>Annamaria Lucchino, </b>presidente dell&#8217;associazione<b> &#8220;Oltre l&#8217;autismo Catanzaro Odv&#8221;</b> ha chiesto a gran voce che tutte le persone con neurodiversità &#8220;possano vivere come gli altri, avere la loro dignità, raggiungere il proprio equilibrio. Negli anni – ha rammentato &#8211; sono state fatte importanti conquiste. Oggi, rispetto a 15-20 anni fa, di autismo si parla tanto e si fa più informazione e formazione, ma ancora tutto ciò non è sufficiente&#8221;.</p>
<p class="v1ydp85c52520MsoNormal"><b>Pasqualino Di Cello </b>ha insistito sulla necessità di una nuova normativa che regoli la vita dei minori autistici, i quali secondo le leggi in vigore dopo i 18 anni sono considerati alla stregua di malati mentali ed entrano in un limbo che certo non li aiuta a riscattare la loro esistenza.</p>
<p class="v1ydp85c52520MsoNormal">Diverse le testimonianze narrate durante l&#8217;incontro tra cui quella della docente Gabriella Mazzocca, mamma di Federico Agostino, ragazzo autistico di 18 anni<b>.</b> La signora Gabriella che è segretaria dell&#8217;associazione Angsa, ha raccontato per sommi capi la sua complessa e travagliata esperienza: le tante battaglie combattute per garantire a Federico i suoi diritti, per consentirgli una vita alla pari dei suoi coetanei.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-125608 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Stefania-Mancuso-parla-di-suo-figlio-Luca-350x197.jpg" alt="" width="350" height="197" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Stefania-Mancuso-parla-di-suo-figlio-Luca-350x197.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Stefania-Mancuso-parla-di-suo-figlio-Luca-1024x576.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Stefania-Mancuso-parla-di-suo-figlio-Luca-1536x864.jpg 1536w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Stefania-Mancuso-parla-di-suo-figlio-Luca-2048x1152.jpg 2048w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Stefania-Mancuso-parla-di-suo-figlio-Luca-750x422.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/04/Stefania-Mancuso-parla-di-suo-figlio-Luca-1140x641.jpg 1140w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<p class="v1ydp85c52520MsoNormal">Una guerra che non è mai finita, fatta di sconfitte e di vittorie, ma che diventa esempio e sprone per altre mamme, altre famiglie che non devono mai stancarsi di lottare per dare un futuro al proprio figlio, per educare la società ad accogliere le persone che hanno delle diversità. &#8220;Mi auguro – ha affermato Gabriella Mazzocca – che i diritti di questi ragazzi vengano realmente considerati. Spero che mio figlio diventi autonomo affinchè io possa essere invisibile. Questo è il mio sogno per il dopo di noi&#8221;. <b>Federico Agostino</b> ha poi eseguito il brano <b>&#8220;En e Xanax</b>&#8221; rivelando la sua grande passione per la musica e guadagnando così gli applausi del giovane pubblico presente.</p>
<p class="v1ydp85c52520MsoNormal"><b> Altra testimonianza molto toccante è stata quella della signora Stefania Mancuso, mamma di Luca ragazzo autistico ventenne</b>. La signora Stefania con malcelata commozione ha raccontato i successi artistici del figlio, talentuoso fumettista, che si è già diplomato e che ha al suo attivo diversi concorsi vinti. Tra questi quello che ha immortalato uno dei suoi disegni sui biglietti della Lotteria Italia.</p>
<p class="v1ydp85c52520MsoNormal"> I ragazzi della scuola hanno anche eseguito il brano &#8220;<b>Senza spazi e confini</b>&#8221; di cui è autore il dottor <b>Francesco Iaconantonio</b> presente al dibattito insieme al digital creator del brano stesso, <b>Luca Talarico</b>. Alcuni degli alunni presenti nell&#8217;auditorium hanno anche letto i 12 articoli che costituiscono la Carta dei diritti alla comunicazione, redatta nel 1992, secondo cui &#8220;Ogni persona indipendentemente dal grado di disabilità ha il diritto fondamentale di influenzare, mediante la comunicazione, le condizioni della sua vita&#8221;. L&#8217;iniziativa sull&#8217;autismo è stata declinata come una grande festa, ricca di pathos e di esperienze concrete.  &#8220;<em>In questo scenario, la scuola assume un ruolo centrale – hanno sostenuto le docenti Saveria Sesto e Alessandra Toia</em> <b>– </b>La scuola non è solo il luogo dell&#8217;apprendimento, ma uno spazio educativo complesso e dinamico, in cui la comunicazione diventa sia obiettivo sia strumento di inclusione. Attraverso interventi mirati, strategie didattiche adeguate e un ambiente accogliente, è possibile sostenere e potenziare le competenze comunicative di tutti gli studenti&#8221;.</p>
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