di Giancarlo Caroleo –
Benissimo sullo spettacolo teatrale organizzato dal Circolo Culturale di Gagliano a Catanzaro che ha messo in scena “Pigghiaru u Papa” (con sottotitolo E si dicia ca u portaru a Gagghianu).
Già la Prima, lo scorso 3 luglio 2026, era stata un vero e proprio successo con un pubblico copioso e partecipe che ha apprezzato l’elaborazione di un canovaccio di matrice storico/popolare esaltato dal taglio ironico infarcito di intelligente parodia, ben dosata e leggera, ma di profondo significato. Idem per la Replica, quella del 5 luglio, altrettanto ben fatta e gradita a tutti i presenti.
Una storia di fantasia, immaginata su un non meglio definito rapimento del Papa che si dipana in rivoli scenici talvolta paradossali, ancorché surreali, collegati con intelligente humor, talché esito di gradevole fusione degli elementi tipici del teatro popolare, puntualmente organizzati attraverso un modello narratologico semplice ed essenziale, ma al contempo straordinario.
Tra questi, persone che vivono ed animano l’antico borgo cittadino, un debutto particolare, ovvero quello di Don Michele Fontana, amatissimo sacerdote di Gagliano, che ha interpretato con grande disinvoltura il ruolo del “padre”.
Lo spettacolo ha regalato un momento di spensieratezza, essendo al contempo matrice di riflessione ed intelligente ironia, improntato su una storia popolare di certo fantastica, sebbene riferibile ad un immaginario plausibile che, a sua volta, rimanda a più complesse e delicate problematiche attinenti a dinamiche di taglio etico, sociale e politico abilmente, innestate nel corpo dello spettacolo.
Giancarlo Caroleo

