Sono diverse le tracce indelebili del passaggio di Carlo V nei territori della valle del Savuto. Dopo il rientro da Tunisi, il sovrano spagnolo con le sue truppe soggiornò a Carpanzano, per poi transitare dai territori di Marzi, ricadenti all’epoca nella giurisdizione di Rogliano. Ricordiamo che a Carpanzano è presente il suo mantello, dalla rara bellezza, donato alla popolazione, dallo stesso Carlo V, per l’accoglienza ricevuta.
Nel lontano 1535 l’imperatore più potente di Spagna rimase letteralmente folgorato dalla bellezza del luogo. Secondo alcune ricostruzioni e studi, avviati in queste settimane, e dopo aver recuperato del materiale, attualmente in nostro possesso, gli interessi economici di Carlo V sarebbero fortemente tangibili nel Savuto.
(Nelle foto il borgo di Carpanzano e la misteriosa epigrafe su Carlo V)
Presumibilmente i boschi intorno a Carpanzano e ricadenti nell’attuale Comune di Marzi potrebbero aver incuriosito il sovrano. Esisteva una vera e propria rotta per le nostre castagne, dirette in Spagna, già nel medioevo. Quantità straordinarie, una produzione che avrebbe potuto coprire il fabbisogno dell’attuale Europa. Un tempo, oltre 500 ettari di queste piante secolari persistevano nelle location sopra citate, in particolare arrivavano, partendo dal Comune di Carpanzano, fino alle frazioni di Piano Semente, Orsara e Pallone, borghi ricadenti nel Comune di Marzi.
Carlo V visitò queste piante? Avviò nuovi contratti commerciali? Dopo la decodificazione dei documenti in nostro possesso cercheremo di chiudere il cerchio su queste teorie. Una cosa è certa, dopo il 1535 la richiesta da parte della Spagna per il nostro frutto pregiato, il pane dei poveri, aumentò notevolmente.
Omar Falvo
Giornalista pubblicista

