Site icon ilReventino.it

Bagnara e l’incendio dei nodi

Il francescano polacco martire ad Auschwitz San Massimiliano Maria Kolbe fondò nella sua terra natìa (1927) e a Nagasaki (1930), due “cittadelle dell’Immacolata” a scopo di conversione mariana : sebbene così geograficamente distanti fra loro, le due erano recepite come terre senza Dio. Pertanto Kolbe, missionario e precedentemente fondatore, peraltro, della MI (“Milizia dell’Immacolata”, Roma, 1917), fidandosi di quella chiamata che sentiva, si mobilitò al fine di evangelizzare Polonia e Giappone, tramite preghiera, formazione, diffusione di un messaggio che, specie in Estremo Oriente, non era proprio ancora arrivato. La Divina Provvidenza ha poi voluto che quel suo pensiero globale raggiungesse anche noi in questo secolo, precisamente a Bagnara Calabra, dove Padre Santo Donato fondò la propria Cittadella dell’Immacolata e dove qualche giorno fa, 27 Luglio, ha avuto luogo la solenne celebrazione eucaristica della Madonna che scioglie i nodi. 

Il Coro Polifonico e l’orchestra San Vitaliano durante la messa celebrata all’aperto

La santa messa, officiata congiuntamente da Padre Francesco Iermito e Don Francesco Cristofaro, animata dal “Coro Polifonico e orchestra San Vitaliano” diretto dal M° Stefano Scozzafava, e partecipata da oltre 200 fedeli, si è conclusa con un vero e proprio falò – per intenderci, non quello che si fa al mare a Ferragosto mentre in chiesa si celebra l’Assunzione!

ADVERTISEMENT
Il Coro Polifonico e l’orchestra San Vitaliano insieme a Padre Francesco Iermito (al centro)

Ad ogni fedele, ogni anno, viene consegnato un fazzoletto da annodare e gettare nel fuoco davanti all’altare, rituale che scioglierebbe così qualsiasi problematica di vita per intercessione della Vergine Immacolata. La comunità dei “Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata”, insita nella Cittadella e consacrata al Totus Tuus (filo rosso che lega San Luigi Grignion de Montfort, Kolbe e Giovanni Paolo II, anche se ognuno di loro la incarnò e declinò in un modo specifico nella propria vita e in base al proprio ministero, ma sempre con radice comune la profonda convinzione che affidarsi totalmente a Maria sia la via più sicura ed efficace per giungere a Cristo), a cui appartiene Padre Francesco Iermito, accoglie pellegrini, gruppi e singoli, in cerca di pace e comunione, da ogni parte del mondo, svolgendo apostolato anche nelle scuole e nelle carceri. Ma da dove ha origine la devozione dei nodi? Ha solo senso figurato, del genere “nodo” = “simbolo di difficoltà”? Più o meno… la storia, che è stata anche approfondita durante la messa, sarebbe di origine tedesca e aristocratica. Si narra che nel 1612 la coppia in crisi formata da Wolfgang Langenmantel e Sophia Rentz si rivolse al gesuita Padre Jacob Rem, e che in quella circostanza avvenne un curioso miracolo : mentre il sacerdote offriva il nastro nuziale a Maria, questo si sciolse e il matrimonio ritrovò serenità. Noi ne conosciamo la storia grazie alla scena che fu dipinta dal pittore Schmidtner, il quale attribuì al quadro proprio il titolo di “Maria che scioglie i nodi” (1700 ca.).  Il fuoco, in quel contesto, non c’era, è una pratica rituale, di certo molto antica, che si è diffusa in un secondo poi, un misto di “mi disfo del problema fino alle ceneri” e “affido il problema allo Spirito Santo, il fuoco che brucia e purifica”. Papa Francesco, fin dai tempi del sacerdozio, conosceva questo tipo di devozione ed ebbe lui stesso ad Augusta modo di contemplare il quadro di Schmidtner all’interno della chiesa di St. Peter am Perlach.

L’opera originale di Johann Georg Melchior Schmidtner. Foto di Nicholas Schnall.

La cappella in Germania avrà pure il dipinto, ma a Bagnara guardate quanto calore :

La cappella della “Cittadella dell’Immacolata”
"Le Interviste della Dea" tornano presto, quindi refresha spesso i canali de ilReventino.it. Intanto, se ti è piaciuto l'articolo, seguimi sul mio profilo Instagram @dealiano
Exit mobile version