Quest’anno c’è stato un solo 100 e lode in tutto l’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi Costanzo”, e quindi nelle sue quattro scuole distribuite tra Decollatura, Soveria Mannelli e Lamezia Terme (quartiere Savutano).
A ottenere questo risultato è stato Aurelio Piccoli, uno studente residente a Carlopoli (nella frazione Castagna) che ha frequentato per i cinque canonici anni l’Istituto Tecnico Industriale con indirizzo informatico di Soveria Mannelli ed è giunto al diploma nell’anno scolastico 2024-25, appena concluso.
“Un ragazzo modello” lo definiscono, con una grande passione per lo studio e per la lettura in genere, interessato a tutte le discipline e non solo alla sua materia d’elezione che è l’informatica. Il padre gli ha trasmesso anche la passione per la musica, così Aurelio possiede un impianto stereo e molti dischi in vinile dei suoi artisti preferiti che conserva religiosamente e che ascolta ogni volta che può.
Ma la sua propensione verso i computer e le tecnologie dell’informazione ha preso facilmente il sopravvento su tutto il resto. Tant’è che subito dopo aver acquisito il diploma si è iscritto proprio alla facoltà di Informatica dell’Università della Calabria.
Ha già le idee chiare e vuole fare il programmatore di software, senza timore di affrontare le sfide che lo attendono: dagli sviluppi dell’intelligenza artificiale a quelli della robotica.
Tra poco Aurelio si trasferirà a Rende dove intraprenderà un nuovo corso di studi, in continuità con quello della scuola superiore appena ultimato. Qui troverà l’ambiente ideale per mettere a frutto le sue competenze e la sua passione per l’informatica.
Poi, dopo la laurea, potrà decidere con calma se mantenere la sua attuale intenzione di lasciare la Calabria per cercare un buon lavoro ovunque gli capiti l’occasione giusta, e sarebbe l’ennesimo “cervello in fuga” che questa regione non riesce a trattenere, o magari potrà cambiare idea perché nel frattempo si creeranno le condizioni perché quel “buon lavoro” lo possa trovare anche qui, nella sua terra natale.
Ed è quello che ci auguriamo, perché di ragazzi come Aurelio la Calabria ha davvero un grande bisogno.
Raffaele Cardamone

