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Tiriolo, impresa del pilota Grandinetti alla Bologna-Raticosa trionfa su A112 Abarth

Tiriolo – Cento anni di storia, novanta vetture al via e un debuttante capace di prendersi la scena. L’edizione 2026 della Bologna-Raticosa, tenuta sugli Appennini bolognesi lungo la SS65 della Futa, con partenza situata a Pianoro Vecchio e arrivo nei pressi di Livergnano andata in scena dal 22 al 24 maggio, ha celebrato il secolo di vita della cronoscalata con un verdetto da incorniciare per i colori calabresi. Al suo esordio assoluto sul tracciato emiliano, il giovane pilota Gianmarco Grandinetti – originario di Tiriolo in provincia di Catanzaro – ha conquistato il primo posto di classe, firmando una vera e propria impresa sportiva – portando in alto anche il nome della Calabria – a bordo della sua grintosa A112 Abarth 70HP.

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Tra storia e leggenda: il centenario della Raticosa

La manifestazione, valevole come 36ª edizione moderna e tappa del Campionato Italiano di Velocità in Salita per Auto Storiche (CIVSA), ha toccato il prestigioso traguardo dei 100 anni dalla prima storica edizione, vinta il 3 ottobre 1926 dal leggendario Ernesto Maserati.
Dopo le edizioni degli anni ’50 sul lunghissimo tracciato da 42 chilometri, la gara è rinata nel 2001 sul percorso accorciato di 6,2 chilometri che unisce Pianoro Vecchio a Livergnano, grazie all’impegno di Francesco Amante e della Scuderia Bologna Squadra Corse (scuderia di cui fa parte lo stesso Grandinetti).

Il capolavoro di Gianmarco Grandinetti: Davide contro Golia

Grandinetti ha letteralmente dominato la propria classe, fermando il cronometro a 3.53,24 in gara 1 e chiudendo con un tempo complessivo di 7.48,19 conquistando il primo posto in classifica nella classe TC1150 (Turismo Competizione) nella categoria 1150 di cilindrata.
Un risultato eccezionale che va ben oltre la vittoria di categoria: la piccola utilitaria che porta anche il simbo dello Scorpione si è infatti piazzata al 28° posto assoluto su 90 partenti, mettendosi alle spalle altri piloti e vetture sulla carta più prestanti. Un piazzamento d’élite se si considera che il pilota calabrese non aveva mai corso su queste strade.

Un sabato da incubo, una domenica da sogno

Il trionfo finale è il risultato di una grande prova di carattere. Il fine settimana era infatti iniziato in salita, con pesanti difficoltà tecniche al sabato che avevano compromesso le due manche di prova.
Il team ha dovuto effettuare riparazioni d’emergenza lampo per permettere alla A112 di schierarsi in griglia la domenica mattina. Lo sforzo dei meccanici è stato ripagato da una prestazione impeccabile in gara.

Il fattore umano: “Un successo di squadra”

Nel post-gara, Gianmarco Grandinetti ha voluto dedicare il successo a chi lo sostiene da sempre, sottolineando l’importanza del fattore umano in questo sport:
“Senza la presenza di mio papà, che mi segue in ogni tappa con una perseverante assistenza, non avrei mai ottenuto questo risultato. Oltre a lui, i miei complimenti vanno agli amici che si conoscono in questo ambiente bellissimo. Un ambiente che sta arricchendo il mio bagaglio culturale e professionale con consigli utili che ti garantiscono di raggiungere questi traguardi”.
Con questa vittoria nel tempio della velocità emiliana, Grandinetti si conferma come uno dei profili più interessanti del panorama delle cronoscalate storiche nazionali, portando la Calabria sul gradino più alto del podio.

 

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