
Così come il paesaggio e la morfologia calabrese, anche l’idrografia calabrese ha un carattere molto peculiare, che la rende pittoresca. Nel complesso assortimento geomorfologico costituito da monti acclivi ed estese piane – che certo non richiamano le alte vette e le immense pianure alluvionali del Nord Italia – si nota una straordinaria proporzione in funzione della geografia, quasi come se il pittore avesse voluto calcolare al millimetro le dimensioni.
La Calabria Centrale si inquadra in questo contesto, e anche i suoi fiumi sembrano muoversi nelle strette gole tra i monti o nelle piane alluvionali (talvolta altopiani) con una straordinaria eleganza. Essi seguono soprattutto un regime torrentizio o un regime di fiumara dalle diverse caratteristiche: i piccoli torrentelli, generalmente immissari degli alvei più grandi, scorrono allegri nei piccoli solchi dalle decise pendenze, inseriti tra gole più o meno profonde, mentre nelle piane letti più grandi di fiumara accolgono acque tranquille a causa della morfologia pianeggiante. I torrenti si immettono in alvei più grandi costituendo le fiumare che sfociano nel Mar Tirreno o nel Mar Ionio; il regime turbolento dei torrenti si mostra soprattutto nella stagione piovosa, che fa aumentare la portata e la velocità delle acque; le fiumare possono arrivare a seccarsi nella stagione di magra, ma questo dipende essenzialmente dal numero e dal grado di tributari che confluiscono in esse.
In funzione di questo i vari bacini idrografici dei vari fiumi sono caratterizzati da reticoli molto particolari e vari, infatti per alcuni bacini le zone di scaturigine possono essere diverse e anche molto lontane, mentre per altri c’è una sola zona di sorgenza con uno sviluppo molto semplice; inoltre, in molti casi la direzione di scorrimento non si mantiene costante, ma cambia in modo inaspettato, come nel caso del Torrente Pesipe nei pressi di Girifalco, che sembra dover sfociare nel Mar Ionio (vista la sua vicinanza), ma invece inverte il suo percorso scorrendo verso il Mar Tirreno, perché confluisce nel fiume Amato; oppure come nel caso del Fiume Amato e del Fiume Corace, che per un tratto scorrono paralleli e sembrerebbero dover sfociare entrambi nello stesso mare, invece dopo questo tratto uno di loro cambia completamente direzione per allontanarsi verso il mar Tirreno, lasciando all’altro di continuare la sua corsa verso il Mar Ionio.
I fiumi che trovano origine nell’area del Reventino sono il Fiume Amato, il Fiume Bagni, il Torrente Canne e il torrente Piazza. Il Fiume Amato, nasce dalla confluenza tra il Fiume Grande, che nasce da diversi immissari nell’area di Decollatura e dal Torrente Galice di Stocco, che nasce invece nell’area di Soveria Mannelli. Molti tributari di destra del Fiume Grande scendono dal versante orientale del Monte Reventino. In territorio di Conflenti dal versante occidentale del Reventino nasce il fiume Bagni che sfocia, come l’Amato, nel golfo di Sant’Eufemia, seguendo particolari linee tettoniche, ed è noto sin dall’antichità per le sorgenti di acqua calda delle Terme di Caronte. Nel territorio di Platania hanno origine i torrenti Canne e Piazza, che scorrono quasi paralleli e molto vicini. Il torrente Piazza ha origine in località “Acqua di Rio”, chiamata in dialetto “A Jumara di Granci” perché popolata da granchi di acqua dolce, lungo il suo corso, in località Reillo di Platania, sono visibili i resti di alcuni antichi mulini ad acqua. Dal versante meridionale del Reventino non fuoriescono solamente il Torrente Piazza o il torrente Canne, ma esistono altri torrentelli, che, come essi, scendendo dal suddetto versante si muovono nella grande linea di impluvio che domina Lamezia Terme, e che sviluppandosi leggermente verso ovest permette alle acque dei torrenti di confluire nel Mar Tirreno. Tra questi torrenti, quello che viene tenuto molto in considerazione è il Torrente Canne, il cui letto passa proprio in mezzo alla città entrandovi in direzione di San Teodoro, per cui le sue esondazioni potrebbero creare molti problemi.
Il Fiume Savuto e il Fiume Corace, invece, trovano origine in Sila, e interessano il territorio del Reventino solo perché lo attraversano. In particolare il Savuto scorre nel territorio di Scigliano dove sorge il famoso “Ponte Romano” (nella foto di copertina scattata da Luca Colistra), che, si narra, fu attraversato da Annibale con le sue truppe.
Anche il fiume Corace, che attraversa le due province di Cosenza e Catanzaro, bagnando vari territori tra cui: Bianchi, Carlopoli, Cicala e anche Madonna di Porto, è associato ad un luogo ricco di storia e tradizione. Infatti, proprio nella vallata che sorge nella frazione Castagna di Carlopoli, venne edificata nel XI secolo dai monaci benedettini, l’Abbazia di Corazzo, dove, per un periodo, visse e scrisse alcune delle sue opere più importanti l’abate cistercense, Gioacchino Da Fiore.

