Da oggi la nostra rivista on line si arricchisce di un nuovo spazio dedicato all’affascinante mondo dinamico della terra e alle meraviglie della Calabria Centrale che, attraversando le diverse ere geologiche, madre natura ha plasmato e ci ha donato.
Tanti luoghi, tante storie che da millenni accompagnano e scandiscono la vita degli uomini che vi abitano.
Ad accompagnarci in questo viaggio la geologa, Daniela Muraca. Buona lettura!
(red.)
Nella Calabria centrale, quasi come se volesse fare da collegamento tra la catena costiera tirrenica e i monti della Sila, si innalza imponente il Monte Reventino, che insieme al Monte Mancuso e al Passo Condrò, definisce un massiccio dalla particolare forma ad L.
Questo massiccio, la cui formazione risale al Paleozoico e si inserisce nel complesso meccanismo di orogenesi di quel periodo, sembra però non far parte della tettonica dell’area e si mostra come struttura a se stante, Infatti, non partecipa al grandioso sovrascorrimento della Sila – che ha coinvolto anche i monti presilani, nella zona di Carlopoli, Bianchi e Colosimi – che impostato le successioni paleozoiche più antiche su quelle più giovani, e neanche al corrugamento delle coste con la formazione di successioni evaporitiche e sedimentarie leggermente metamorfosate (calcari, calcareniti, calcescisti).
La tettogenesi del Reventino, che è comunque da imputare a sconvolgenti fenomeni compressivi, avviene con tempi completamente diversi, per cui le successioni di tranquilli fondali oceanici, vengono stritolate e corrugate così velocemente tanto da non permettere una vera e propria metamorfosi, in seguito a cambiamenti di pressione e temperatura. La presenza di ofioliti di fondale oceanico nella stratigrafia del monte può essere spiegata in questo modo, per cui il Reventino non è un antico vulcano, ma l’ombelico della Calabria che fa riemergere l’antica geologia di questa zona.
La complessità dell’orogenesi del massiccio dunque deve essere valutata in funzione dei tempi e della velocità del fenomeno di compressione che comunque è accertato sia avvenuto solo nel Paleozoico. Questo spiega la sua morfologia particolare coi versanti che non hanno sempre lo stesso andamento e la presenza di grotte, che hanno dato origine a numerose affascinanti leggende.
Allo stato attuale, il Reventino, per la sua posizione strategica, domina su numerosi paesi dell’entroterra calabrese, tra i quali anche quelli rivolti sulla costa tirrenica. È molto probabile che la tettogenesi sia cominciata proprio da qui per poi muoversi in modo lineare verso le zone più periferiche, dove le strutture sono più complete e i processi metamorfici hanno avuto luogo completamente.

