
Poco spazio per la retorica e le frasi fatte ieri, giovedì 23 aprile 2026, nel paese di Mattia Preti dove, presso sala conferenze della Bcc Calabria ulteriore, ha avuto luogo un incontro di sensibilizzazione contro il bullismo sul tema “Il volto del coraggio: storia di una bellezza inaspettata”, iniziativa promossa dall’Istituto comprensivo Costantino Mustari di Taverna.Tra i relatori c’era, attesissimo, chi il bullismo non l’ha letto sui libri, ma l’ha conosciuto da vicino e sa quanto fa male: Raffaele Capperi.
È affetto dalla patologia Treacher Colliins e ha subito ben sette interventi chirurgici sul volto. Come se non bastasse già, ha constatato l’indifferenza e il cinismo di quanti hanno aggiunto alla sofferenza fisica anche le ferite psicologiche.L’incontro, supportato dai Lions Club Cropani-Botricello-Sellia-Medio Ionio, rappresentati dall’avvocata Angela Pugliese, ha visto la partecipazione dei discenti della classe quinta scuola primaria e degli studenti di tutte le classi della scuola secondaria di primo grado dell’I.C. di Taverna. Hanno proferito parola, tra gli altri, il parroco don Vitaliano, la stessa Angela pugliese, il dirigente scolastico dell’I.C. di Taverna Maria Rosaria Sganga e la docente Carla Vero. Presenti anche tantissimi genitori.
Come negli anni passati, l’esperta professoressa Catarina Amelio ha, nelle vesti di referente del bullismo, stigmatizzato le conseguenze disastrose di questa piaga sociale che spegne il sorriso di tanti giovani:
“Il nome di Raffaele Capperi mi è stato suggerito dalla collega Rosanna Bergamo e, come spesso succede, è stata proprio la curiosità a spingermi a cercare qualcosa su di lui. Ho scoperto che aveva scritto un libro, Brutto e cattivo, e ho deciso di leggerlo senza immaginare quanto mi avrebbe fatto riflettere.Il titolo colpisce subito: è duro, quasi spiazzante. Ma andando avanti nella lettura si capisce che non è una descrizione, è una denuncia.”
Per Raffaele, “brutto” non è il suo volto, ma lo sguardo degli altri: uno sguardo che, fin da bambino, lo ha fatto sentire osservato, giudicato e rifiutato per qualcosa che non poteva scegliere né cambiare.
E “cattivo” non racconta chi è, ma un rischio: quello di chiudersi, di arrabbiarsi, di smettere di fidarsi degli altri e anche di se stessi.In fondo, tutto parte da uno sguardo. Uno sguardo che, spesso senza che ce ne rendiamo conto, decide chi è “normale” e chi non lo è. Ed è proprio lì che nasce la diversità.E allora viene spontanea una domanda: che cosa significa davvero essere “diversi”?Perché la diversità, in sé, è neutra. A volte la ammiriamo, a volte la rispettiamo, a volte vorremmo persino assomigliare a qualcuno proprio per ciò che lo rende diverso.
Il problema nasce quando quella stessa diversità diventa, ai nostri occhi, un difetto. In quel momento cambia tutto: non c’è più curiosità, ma distanza, derisione, rifiuto. Ci sono stati sguardi, parole, silenzi che feriscono. Domande difficili: “Perché a me?” “Cosa ho fatto di male?”.
Fino al punto più duro: “Ha senso continuare?” Ed è lì che nasce il coraggio.
Perché il coraggio non è non avere paura, ma andare avanti nonostante tutto. Ed è da qui che nasce il titolo di questo incontro: Il volto del coraggio: storia di una bellezza inaspettata. Oggi Raffaele non è qui per suscitare pietà, ma per portare una testimonianza. Per dirci che il dolore non si cancella, ma si può trasformare. Che una scelta esiste sempre.”
Le storie personali hanno un senso solo quando diventano il pretesto per parlare di cose importanti: il bullismo è problematica che non merita distrazioni e la comunità di Taverna ha saputo fare opera di sensibilizzazione per indicare ciò che è sbagliato prima che diventi reato.
