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Taverna, ingegnere informatico crea applicazione per App store Quanto Spendo

Vola solo chi osa farlo. Qualcosa in più di uno slogan per l’ingegnere informatico di Taverna Antonio Durante.

Un’applicazione creata dal creativo e impegnato cittadino tavernese, denominata su App Store per iPhone QuantoSpendo, è utilissima per controllare  il tetto delle spese  mensili  e sta impazzando tra gli internauti.

QuantoSpendo: ci può spiegare l’utilità di questa sua creatura informatica?

“Quasi tutte le app di questo tipo ti dicono quanto hai già speso: registri le uscite, guardi lo storico, fine. QuantoSpendo parte da lì ma fa un passo in più, ed è il motivo per cui esiste: guarda avanti. Mette in fila abbonamenti, rate e spese fisse e proietta i mesi che verranno, così ti dice in anticipo quali saranno pesanti e ti spiega perché lo sono — per esempio un mese in cui cadono insieme l’assicurazione dell’auto e il bollo diventa un mese critico, e tu lo sai con largo anticipo invece di scoprirlo quando il conto è già scoperto. In pratica non fotografa il passato, ti fa vedere cosa ti aspetta prima che ti ci trovi dentro.”

La sua applicazione è 53ª nella classifica di Finanza Italiana: Immaginava così tanto successo? Perché piace così tanto?

“Sinceramente non me lo aspettavo, non a questa velocità. Il primo giorno ho fatto una settantina di download ed ero già contento; arrivare fino alla posizione 53 in pochi giorni è stato inaspettato. Credo piaccia per due motivi: risolve un bisogno che hanno tutti — sapere quanto puoi spendere davvero — e l’ho curata nei dettagli, perché volevo un’app bella e immediata. E la sto costruendo in pubblico, raccontando ogni passo sui social: le persone si affezionano a un progetto quando ne vedono la storia.”

Quando è nata la sua passione per l’informatica?

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“A nove anni, quando mi regalarono il mio primo computer. Ne rimasi folgorato: da quel giorno non l’ho più mollata. Col tempo ho capito che l’informatica non era solo scrivere programmi: è progettare un sistema intero. Nel mio lavoro mi occupo di tutto lo stack — dal server e le basi di dati fino all’app che l’utente tiene in mano, passando per la sicurezza dei dati e l’infrastruttura che tiene tutto in piedi. È questa la differenza tra uno sviluppatore e un ingegnere informatico: non costruisci solo un pezzo, ma governi l’intera macchina. E ancora oggi non passa giorno senza che impari qualcosa di nuovo, perché è un mestiere in cui non si finisce mai di studiare.”

Taverna e la Silicon Valley: divise dalla geografia e unite da QuantoSpendo? Che effetto fa questo connubio? Quale forma di restanza esprime?

“Oggi non serve per forza andarsene per fare un lavoro che ha valore. La Silicon Valley è lontana sulla cartina, ma gli strumenti e i linguaggi con cui costruisco QuantoSpendo sono gli stessi che si usano là: quel mondo non è più un altro pianeta, è a portata di chiunque abbia voglia di studiare e mettersi in gioco. E l’app è tradotta in più lingue, quindi non parla solo all’Italia. La mia forma di restanza è semplice: dimostrare che tecnologia di buon livello si può costruire anche da qui, senza dover per forza fare le valigie. La geografia non è più una barriera; e mi fa piacere che, se il progetto cresce, porti con sé anche il nome del posto da cui viene.”

Quanti anni ha e perché si fa chiamare Sic?

“Ho 29 anni. “Sic” è un soprannome delle medie: avevo dodici anni, in quel periodo Marco Simoncelli spopolava nella MotoGP e io avevo dei capelli ricci enormi, proprio come i suoi. I compagni cominciarono a chiamarmi “Sic” e non mi hanno più mollato. I capelli, quelli, me li sono tagliati verso i diciannove — ma il soprannome è rimasto, ci sono affezionato e spero di portarlo per sempre.”

Se coinvolti e valorizzati, i giovani hanno molto da dare: consentono alla società di camminare al passo con i tempi. Antonio Durante ne è un esempio palese.

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