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	<title>zone interne Archivi - ilReventino.it</title>
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	<description>vi raccontiamo la Calabria centrale</description>
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	<title>zone interne Archivi - ilReventino.it</title>
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	<item>
		<title>Trasporti per il Lavoro e lo Sviluppo nelle Zone interne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Falbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jun 2023 15:46:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Falbo]]></category>
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		<category><![CDATA[Ferrovie della Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sembra sempre di dover scrivere contro. Invece, se si legge attentamente, si coglie l’impegno a dare un senso positivo a delle prese di posizione indirizzate a ricercare come invertire il declino di queste nostre Comunità, ridotte ormai a pochi nuclei attivi. I dati demografici ci indicano che negli ultimi anni stanno crollando anche i due [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra sempre di dover scrivere contro. Invece, se si legge attentamente, si coglie l’impegno a dare un senso positivo a delle prese di posizione indirizzate a ricercare come invertire il declino di queste nostre Comunità, ridotte ormai a pochi nuclei attivi.</p>
<p>I dati demografici ci indicano che negli ultimi anni stanno crollando anche i due paesi fino a qualche tempo fa più “fiorenti” e di riferimento nella nostra area interna.</p>
<p>Ecco il quadro delle costanti perdite demografiche e della forte crescita dell’indice di invecchiamento che rischia di far diventare irreversibile l’abbandono e il declino di una intera area del Reventino-Savuto.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="125">Comune</td>
<td width="130">Popolazione</p>
<p>2001-2020/22</td>
<td width="81">Nascite</td>
<td width="72">Decessi</td>
<td width="134">Indice di Invecchiamento</td>
<td width="99">Indice di dipendenza</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">Bianchi</td>
<td width="130">1541 / 1.210</td>
<td width="81">   7 / 4</td>
<td width="72">16 / 20</td>
<td width="134">135 &#8211; 351.0*</td>
<td width="99">55.2 -59.4</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">Carlopoli</td>
<td width="130">1784 / 1388</td>
<td width="81"> 10 /  7</td>
<td width="72">23 / 12</td>
<td width="134">167,1 &#8211; 229,9</td>
<td width="99">59,4 &#8211; 66,4</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">Colosimi</td>
<td width="130">1.417 / 1,158</td>
<td width="81"> 15 / 10</td>
<td width="72">19/ 15</td>
<td width="134">117.2 &#8211; 261.2</td>
<td width="99">66.5 &#8211; 56.7</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">Conflenti</td>
<td width="130">1.661 / 1.282</td>
<td width="81"> 14 /  6</td>
<td width="72">17 / 25</td>
<td width="134">195,5 &#8211; 2.64,8</td>
<td width="99">65,8 &#8211; 66.2</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">Decollatura</td>
<td width="130">3.480 / 2.873</td>
<td width="81"> 28 /13</td>
<td width="72">4 6 / 27</td>
<td width="134">154,7 &#8211; 233,8</td>
<td width="99">56,6 &#8211; 62,8</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">Martirano</td>
<td width="130"> 1.052 / 850</td>
<td width="81">   3 / 1</td>
<td width="72">   7 / 18</td>
<td width="134">153,3 &#8211; 218, 5</td>
<td width="99"> 58,3- 61,9</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">Martirano L.</td>
<td width="130">1.403 / 993</td>
<td width="81"> 10 / 2</td>
<td width="72">17 / 15</td>
<td width="134">194,7 &#8211; 501,5</td>
<td width="99">66,4 &#8211; 68,3</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">Motta S. L.</td>
<td width="130">    839 / 788</td>
<td width="81">  8 / 6</td>
<td width="72">10 &#8211; 11</td>
<td width="134">139,2 &#8211; 237,6</td>
<td width="99">55,4 &#8211; 55,9</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">S. Mango d’A.</td>
<td width="130">1.870 / 1.431</td>
<td width="81"> 20/ 11</td>
<td width="72">26 /  15</td>
<td width="134">134,4 &#8211; 206,0</td>
<td width="99">60,9 &#8211; 54,9</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">San Pietro Ap.</td>
<td width="130">1.914 /  1.553</td>
<td width="81"> 11 / 10</td>
<td width="72">26 / 27</td>
<td width="134">141,3 &#8211; 222,7</td>
<td width="99">58,6 &#8211; 59,6</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">Serrastretta</td>
<td width="130">3.578 / 2.962</td>
<td width="81"> 14/ 22</td>
<td width="72">47 / 49</td>
<td width="134">159,1 &#8211; 207,2</td>
<td width="99">63,2 &#8211; 63,9</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">Soveria M.lli</td>
<td width="130">3.504 / 2.884</td>
<td width="81"> 23/ 24</td>
<td width="72">37 / 37</td>
<td width="134">122,9 &#8211; 232,3</td>
<td width="99">46,2 &#8211; 57,7</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">Totale</td>
<td width="130">25.043 &#8211; 9.372</p>
<p>5.671</td>
<td width="81">&nbsp;</td>
<td width="72">&nbsp;</td>
<td width="134">&nbsp;</td>
<td width="99">&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Indice di vecchiaia: Rapporto tra ultrasessantacinquenni e abitanti da o a 14 anni.</p>
<p>Indice di dipendenza: Rapporto tra abitanti inattivi (ultra sessantacinquenni e di zero-14 anni) su 100 lavoratori atti.</p>
<p>* Indici Anno 2021</p>
<p>Certo i nostri Comuni sono stati avvolti in quella nube involutiva dei processi socio-economici- politici che privilegiano le aree forti, industrialmente attrezzate e meglio relazionate per trasporti e varie vie di comunicazione. Aumenta così l’indolenza, l’incapacità a reagire per trovare soluzioni e prospettive di sviluppo.</p>
<p>Le tre giornate del “Festival del Lavoro nelle Aree Interne“ seguite in presenza o /e in collegamento hanno offerto molti spunti di riflessione. Anche quando alcuni interventi ascoltati nell’immediatezza sono sembrati avulsi ed estranei ad ogni possibile riferimento a ciò che si vive dalle nostre parti, pure, se contestualizzati, hanno aperto spiragli di ragionamenti. In particolare però è emerso chiaro che gli sforzi della Popolazione per resistere demograficamente sul proprio territorio e dentro la propria Comunità, creando prospettive di lavoro e di sviluppo ha bisogno di potersi “muovere” e di “essere trovata”.</p>
<p>Va bene elaborare linee di sviluppo sui “Borghi”, sui “Saperi e Sapori Antichi”, sulla “cultura del movimento lento”, sulle bellezze panoramiche, paesaggistiche e ambientali, ma un Territorio / una Comunità. se lontana e isolata dai centri economicamente sviluppati, potrà restare meta solo di gruppi alla spicciolata, di appassionati (di paesaggi, di strutture abitative antiche, di pavimentazioni o tecniche costruttive, di comunicazioni linguistico-dialettali conservatesi nei secoli, di altra specificità presente e da apprezzare). Ma ciò non determinerà l’inversione necessaria.</p>
<p>Che si crea con flussi di interessi multipli da poter soddisfare in sintonia con gli spostamenti dei nostri giorni.</p>
<p>Per sperare di invertire il declino bisogna aver realizzato delle infrastrutture idonee a garantire l’accessibilità dei luoghi. Un’accessibilità rapida e comoda.</p>
<p>Questo richiedono i tempi.</p>
<p>Abbiamo sentito che in alcuni Borghi gli Amministratori stanno valutando la eventualità di contenere i flussi di visitatori limitando le entrate!</p>
<p>Prefigurando addirittura delle prenotazioni.</p>
<p>Ma sono borghi raggiungibili in non più di qualche ora e mezza e che hanno a ridosso Centri abitati con redditi medio alti. Non certo i nostri.</p>
<p>I visitatori, a flussi, potrebbero essere in grado di vivacizzare Territori e Comunità già vicini a stadi di impoverimento socio-economico comatosi. Portano relazioni socio culturali stimolanti, sollecitano economie di esercizio commerciale, artigianale e di produzione agricola. Si creano dinamiche di sviluppo. Sollecitano le attenzioni degli Enti Locali, scoprendo che potrebbe essere attrattivo un programma di iniziative culturali, di scoperta della propria Storia, per ora per niente valorizzata.</p>
<p>Dal punto di vista sociale, civile e religioso, dal valore culturale ed economico.</p>
<p>Naturalmente, per creare delle prospettive bisogna impegnarsi e faticare con sagacia e tenacia.</p>
<p>C’è da mettersi insieme e “farsi sentire”. Non stare seduti e accondiscendere.</p>
<p>C’è da individuare, quali realizzazioni possano produrre cambiamenti significativi partendo dai comuni bisogni e dalle specifiche risorse,</p>
<p>Senza dispersione di interventini con respiro solo localistico, come sta succedendo con l’invecchiato e manco utilizzato finanziamento di circa 13 milioni dell’Area Pilota.</p>
<p>La questione dell’Accessibilità richiama alla mente due opere che sarebbero dovute essere avviate e concluse da tempo: la cosiddetta “Strada che non c’è” (Zona Germaneto-Area del Savuto) e il radicale ammodernamento del tratto ferroviario Catanzaro-Cosenza, con collegamento all’UNICAL, a Rende.</p>
<figure id="attachment_92935" aria-describedby="caption-attachment-92935" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-strada.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-92935" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-strada-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-strada-300x168.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-strada.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-92935" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>La “Strada che non c’è” ha incontrato ostacoli pesanti fin dall’ideazione. La fretta di presentare un progetto per essere incluso nel programma di finanziamenti europei fu pagata drammaticamente con un’inchiesta giudiziaria. Poi, a caso risolto, si è andati avanti con lunghi silenzi, con alcune inaugurazioni di qualche tratto e con tanti piloni che gridano vendetta al cielo per l’abbandono decennale al dilavamento e alla ruggine. Il meritorio e costante impegno del “Comitato” sbatte ormai contro il muro dell’indifferenza quasi generale e di non tanto nascoste opposizioni all’opera, che finita, rappresenterebbe una diagonale di traffico interessante ed alternativo al tragitto Cosenza- Lamezia T.- Catanzaro- Verso Sud e Verso Nord. Di cui si parlò nella C.M.</p>
<figure id="attachment_92934" aria-describedby="caption-attachment-92934" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-CZ-CS.png"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-92934" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-CZ-CS-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-CZ-CS-300x300.png 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-CZ-CS-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-CZ-CS-75x75.png 75w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-CZ-CS-350x350.png 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-CZ-CS-750x748.png 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-CZ-CS.png 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-92934" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Basta osservare una Cartina geografica e si capisce quanto sarebbe utile a togliere dall’isolamento questa intera area.</p>
<p>Domanda. Perché la Regione Calabria non l’ha inserita nel PNRR, tanto pubblicizzato?</p>
<p>Perché non la inserisce ora che il nuovo Governo vuole rivedere il Piano rimodulando gli interventi già previsti ed eliminandone alcuni?</p>
<p>Magari rischiando di perdere buona parte del finanziamento!</p>
<p>Ecco l’occasione. Presentarsi da Occhiuto uniti, passando dalla Provincia, e far rispolverare il progetto completo (o completarlo con aggiornamenti) e farlo includere. Ricordiamo che il PNRR ha come obbiettivo principale l’emersione del Mezzogiorno, al quale è riservato oltre il 40% dell’intero finanziamento.</p>
<p>Attenti, quelli del Nord attendono i nostri ritardi per portare, silenziosamente, i finanziamenti dalle loro parti! Nascosti nella pomposa retorica del Ponte.</p>
<figure id="attachment_92933" aria-describedby="caption-attachment-92933" style="width: 169px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-Trasporti.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-92933" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-Trasporti-169x300.jpg" alt="" width="169" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-Trasporti-169x300.jpg 169w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-Trasporti.jpg 337w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /></a><figcaption id="caption-attachment-92933" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>La seconda traiettoria di trasporto riguarda l’ammodernamento della ferrovia CZ- CS- con collegamento a Rende, rendendola Metropolitana di superficie. Di questo resta la beffa di alcune locandine antistanti le Stazioni.</p>
<p>Vorrebbe dire portare al quasi dimezzamento i tempi di percorrenza.</p>
<p>Qui non si vogliono ripetere gli inneggiamenti alla grande funzione socio-economica da essa svolta fin dalla sua inaugurazione e fino a qualche decennio addietro</p>
<p>Ne conosciamo Tutti la storia e la enorme utilità, perché viaggiatori. Chi scrive anche,perché l’ha studiata e perché è stato animatore della Ricorrenza dei 50 anni della “Tragedia della Fiumarella” ricordata in tutti gli Istituti scolastici da Soveria Mannelli a Catanzaro, nel Dicembre 2012.</p>
<p>A proposito, la ricorrenza è bene che sia sempre ricordata, ma assieme alle commemorazioni dovrà accompagnarsi l’impegno ad avere una tratta ferrata moderna. Solo così potranno sentirsi ben onorate nella memoria le tante vite stroncate in quel fatidico giorno prenatalizio.</p>
<p>E in questo non ci siamo.</p>
<p>Vediamo perché.</p>
<p>Nel mentre nella Sala Convegni “E. Critelli” della Rubbettino si svolgeva il “Festival del Lavoro nelle Aree Interne”, durante il quale diversi interventi hanno sottolineato la indispensabilità di infrastrutture di trasporto  idonee ad una accessibilità dei luoghi, nel Comune di Soveria si è tenuto un incontro  delle Amministrazioni con i Dirigenti delle Ferrovie della Calabria. L’incontro è stato appositamente convocato per un’informativa su imminenti lavori lungo la tratta Catanzaro-Soveria Mannelli. Cosenza con la conseguente necessità di chiusura della linea, del fermo dei treni e del trasporto sostitutivo su gomma.</p>
<p>Dal resoconto risulta un impegno di oltre 320milioni per lavori di manutenzione straordinaria, con qualche intervento di ammodernamento. Lavori che richiederanno la chiusura totale per circa tre mesi, alcuni pensano sei, durante i quali realizzare lavori a binari fermi. Mentre il trasporto ferroviario riprenderebbe contemporaneamente a tipologie di lavori che non obbligano alla chiusura.</p>
<p>Oltre trecentoventi milioni sono una bella cifra.</p>
<p>Non è dato ancora sapere a cosa serviranno con specificazioni, Se e in quanto potranno ridurre i tempi di percorrenza.</p>
<p>Il Sindaco di Soveria Mannelli che è stato presente ha pure cercato di capire che cosa ne è stato di quella proposta al tempo della Giunta Oliverio elaborata da una Commissione e consegnata al costo di circa 500mila euro.</p>
<p>Non si è potuto appurare</p>
<p>Se andranno, e in quale misura, in direzione dell’obbiettivo di ammodernamento della intera tratta ricucendo notevolmente i tempi di percorrenza portandoli dai 160 minuti  (CZ-CS) ai circa 70-80.</p>
<p>Oppure serviranno per mantenere al meglio quanto esiste, con riduzioni temporali poco apprezzabili.</p>
<p>Questa faccenda della proposta elaborata dalla Commissione è un indicatore della debolezza della zona. Gli Amministratori avrebbero dovuto organizzare un incontro, far tirare fuori le proposte, discuterle, valutando ogni aspetto e spingere a una progettazione prima di massima per garantire il finanziamento e poi l’esecutiva.</p>
<p>Invece niente.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-92936" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia-300x179.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/06/Ferrovia.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ricordo che qualche mese dopo l’insediamento il Presidente Oliverio in un bel Convegno sui trasporti nella Regione Calabria e specificamente nelle Zone interne, tenutosi nel T-Hotel di Feroleto, assunse l’impegno di nominare una Commissione proprio per studiare l’ammodernamento della ferrovia Catanzaro- Cosenza – anzi si disse Magna Grecia-UNICAL, considerando lavori di metropolitana di superficie con percorrenza veloce intorno ai 70 minuti.</p>
<p>Dopo la consegna, gli elaborati sono piombati nel silenzio. Da un cassetto ad un altro, senza mai poterne discutere. Né ai tempi di Oliverio né ai tempi della Santelli, né a tutt’oggi.</p>
<p>Questo è un vulnus democratico. Perché non si è avuta fiducia e nemmeno  il buon senso di portare la proposta alla discussione con gli Enti Locali e con le popolazioni direttamente interessate.</p>
<p>Un errore grave è stato commesso da Oliverio. Egli, partito per governare  con il massimo di partecipazione e coinvolgimento, rompendo con i comportamenti di tacita complicità e “camorria”, dopo aver compiuto il meritorio atto di nomina della Commissione per prendere una decisione appropriata , poi ha preferito tener il contenuto della proposta tutto nascosto, tradendo lo  spirito e le affermazioni del suo impegno.</p>
<p>A distanza di alcuni anni ancora non siamo in grado di verificare quale proposta di ammodernamento della tratta CZ-CS è stata consegnata. Abbiamo potuto captare che gli elaborati consegnati dalla Commissione hanno preso in esame tre ipotesi di intervento.</p>
<p>1- Lavori di manutenzione sulla linea esistente, mantenendo sostanzialmente i tempi di percorrenza quali sono;</p>
<p>2- Interventi di manutenzione semi-straordinaria con ammodernamenti di tratti (quali?), adeguamento alle norme di sicurezza aggiornate, lavori di sostituzione di materiali rotabili e murarie nelle gallerie, con tempi di percorrenza quasi  come oggi:</p>
<p>3- Intervento straordinario di modifica di tratti del percorso riducendo le percorrenze a 70-80 minuti.</p>
<p>Non è dato sapere l’entità delle modifiche previste nel tracciato: Si sono sparsi sussurri. Ma è plausibile che avrebbero potuto incontrare ostilità e la necessità di costi ritenuti eccessivi.</p>
<p>E, sta proprio qua il punto. Questa linea ferroviaria delle Calabro-Lucane, come l’abbiamo conosciuta, è stata di grande utilità, garantendo in ogni stagione di poter arrivare agli Uffici, all’Ospedale, alle Cliniche, e a numerose generazioni di giovani di recarsi in Città per il prosieguo degli Studi superiori. Molti di Loro sarebbero rimasti con la Licenza Elementare o, tutt’al più con quella della Media.</p>
<p>Ora però che i Paesi dei versanti attraversati del treno sono ridotti con sempre meno abitanti, soprattutto in gran parte anziani, si vedono passare le “littorine vuote” o con passeggeri da contare con le dita di una mano. Tranne che nel periodo scolastico per lo spostamento di sempre meno studenti, e solo per singole corse di entrata e di uscita da Scuola.</p>
<p>Perciò, se pure Noi facciamo un ragionamento di (apparente) buon senso, sui costi e benefici, potremmo concludere che già una ferrovia in esercizio è superflua perché certamente in forte perdita, potremmo concludere che è meglio mantenerla con qualche ritocco.</p>
<p>Invece Noi abbiamo l’urgenza di vivere una rottura dell’“appisolamento” in cui ci siamo-hanno cacciati. Abbiamo bisogno di invertire il declino con la realizzazione di opere di ammodernamento veloce, per ridurre di molto i tempi di percorrenza, favorevolmente alternativi con un mezzo pubblico rispetto ai percorsi viari o ferroviari tuttora presenti. Risultano costose?</p>
<p>Ecco, penso che è il caso di togliere dalla nebbia la proposta presentata dalla Commissione e considerare tutti gli aspetti della terza ipotesi,</p>
<p>Quella che, per quanto ascoltato, viene considerata “avveniristica”: Non si capisce perché poche persone devono appropriarsi del destino di intere Comunità senza voler neppure discutere delle scelte che impongono. Quella chiamata “avventuristica” prospetta di sicuro un ammodernamento radicale del percorso, del materiale rotabile e dei mezzi di trasporto. Un tracciato che servendo le località, non necessariamente sotto i propri tetti, sia in grado di invertire l’isolamento e rendere accessibili tutte le Comunità del territorio.</p>
<p>Non dovremmo aver timore di lanciare proposte avveniristiche, dopo che per Legge si è deliberata la realizzazione del Ponte tra Calabria e Sicilia senza più ascoltare neppure la voce dei terremoti sempre persistenti.</p>
<p>Con la Cartina sempre sotto gli occhi è più facile capire quanti vantaggi deriverebbero da una percorrenza rapida, da una Università all’altra, non solo ai Nostri Paesi, ma a gran parte della Calabria Centrale. Troppi costi? Guardate che da Roma in su gli Appennini saranno bucherellati più di quanto già lo siano. Senza scordarsi di come son state e di più saranno bucherellate le Alpi. Sono tempi di PNRR!</p>
<p>Pensate che se non fossero state bucherellate le Alpi quelle Regioni, dalla Liguria, al Piemonte, alla Lombardia, al Veneto, allo stesso Friuli e al Trentino, si sarebbero potuti sviluppare come lo sono? Certo ci sono state le scelte dei Governi.</p>
<p>Idee azzardate? No, solo una presa di coscienza dei torti subiti e di quelli che vogliono infliggere a questi territori del Sud con l’Autonomia differenziata, che potrà passare solo se le Supreme autorità repubblicane saranno complici e se continuerà l’ascarismo del ceto politico meridionale, lasciando le tante Aree Interne sempre più abbandonate e presenti solo nella convegnistica. I Convegni hanno il merito di sollevare i problemi, delineare soluzioni, lanciano idee. Poi c’è bisogno di chi le fa camminare operativamente. In fondo il Festival ha ammonito a non restare dormienti. Perché le dinamiche per il Lavoro e lo Sviluppo anche presenti devono essere rafforzate e devono essere arricchite da tante altre nuove.</p>
<p><em>Angelo Falbo</em></p>
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		<title>Zone Interne: è l’ora?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Falbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2020 07:59:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le zone interne stanno restando senza voce. Ognuno si organizza per indicare le richieste di sviluppo delle singole aree. Alla Regione si susseguono incontri per sentire cosa c’ è da fare, in vista dei fondi europei che “toccheranno” alla Calabria. Nella riunione con i Sindaci si sono alzate soprattutto le voci dei Sindaci delle grandi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le zone interne stanno restando senza voce. Ognuno si organizza per indicare le richieste di sviluppo delle singole aree. Alla Regione si susseguono incontri per sentire cosa c’ è da fare, in vista dei fondi europei che “toccheranno” alla Calabria. Nella riunione con i Sindaci si sono alzate soprattutto le voci dei Sindaci delle grandi Città.</p>
<p>Il Sindaco di Catanzaro ha il suo elenco, incentrando il suo intervento su un allarme, tanto scontato quanto ovvio: lavoro, lavoro, lavoro.</p>
<p>Certe riunioni proposte per ascoltare appaiono ritornelli. Perché dietro, e prima, non si è costruita una “visione” dello sviluppo regionale. Quindi, scontando i ritardi di una mancata programmazione, si finisce con il ripetersi in elenchi di cose che servono, sicuramente, ma che, proposte alla rinfusa, come sta avvenendo, non faranno arretrare di un millimetro il declino che incombe sull’intera Calabria.</p>
<p>L’indice di invecchiamento in Calabria, negli ultimi dieci anni, è passato da 130 a 170</p>
<p>Sembrava che durante i mesi di “contenimento” potesse farsi avanti la riflessione sull’urgenza di contrastare le distorsioni dello sviluppo così come si è realizzato.</p>
<p>Sembrava che si volesse accedere finalmente ad una concezione dello sviluppo che mirasse a contrastare le diseguaglianze e gli impoverimenti delle popolazioni e dei territori, meridionali. Ed anche di quelle pedemontane alpine e appenniniche.</p>
<p>Prima della pandemia ISTAT-EUROSTAT-SVIMEZ, Centri studi universitari, Centri studi di varie Associazioni, richiamavano l’attenzione sulle disastrose cifre dell’arretratezza delle regioni del Sud:</p>
<p>Redditi medi equivalenti ad un terzo, disoccupazione giovanile vicina al 40%, tutti i settori in dissolvimento, dai trasporti alla Sanità, nella quale i drammi umani sono cronaca quotidiana; progressivo invecchiamento con indici che raggiungono il 430%, (significa che ogni cento abitanti da 0-14 anni ci sono 430 ultrasessantacinquenni); un sistema scolastico in cui si aggravano le dispersioni e le mortalità scolastiche; una emorragia costante e rovinosa di partenze in massa, senza ritorno, di giovani qualificati.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/calabria-centrale.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-58735" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/calabria-centrale-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/calabria-centrale-300x202.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/calabria-centrale-750x504.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/calabria-centrale.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Intere aree irreversibilmente destinate all’abbandono. Tutto un quadro di disfunzioni e di arretratezze, con sullo sfondo la tragedia dei &#8220;malaffari&#8221; e delle ingerenze criminaloidi in ogni comparto.</p>
<p>Ogni mattina ci si sveglia con un ‘operazione in corso…a cui si accompagnano le liste dei morti sulle strade e sui cantieri</p>
<p>Tutto si sapeva già.</p>
<p>Ma, invece di tenerne conto ed apprestarsi a dare respiro ad una proposta di piano organicamente pensata, si affastelleranno richieste settoriali e zonali.</p>
<p>Sarebbe allora utile mettere in elenco le risorse presenti e potenziali, da sostenere con investimenti che recuperino i ritardi infrastrutturali e socio-economici, mirando a realizzare quanto è richiamato nel comma due dell’art.3 della Costituzione….a cui sono affezionato perché indica il senso e la direzione degli impegni.</p>
<p>Invece ci tocca sentire dai Presidenti padani che le scelte per l’utilizzo delle risorse prossime, approvate in sede europea, devono passare dal rafforzamento delle autonomie regionali, nel totale silenzio dei Presidenti meridionali…..</p>
<p>No, ci vuole un ragionamento di sviluppo dell’Italia che miri a riequilibrare le condizioni dei territori e dei loro abitanti. Facendo sentire che l’Italia c’è, gli Italiani ancora no.</p>
<p>Troppi investimenti per un secolo e mezzo sono stati concentrati al Nord.</p>
<p>Ora deve toccare al Sud. A tutto il suo territorio, fasce litoranee, collinari e montane.</p>
<p>Intere zone interne stanno restando senza abitanti, senza presidi e senza Stato.</p>
<p>Il documento elaborato alla CGIL regionale è stato discusso ed approvato anche nel Direttivo della Area Vasta CZ-VV-CK, nella giornata del 29 m.s.. Si presenta come indicazione di notevole apporto per l’elaborazione di un piano per un nuovo modello di sviluppo. Traccia, in undici punti, al meglio, la strada da seguire per contrastare le arretratezze ed avviare crescita economica e sociale verso standard nazionali ed europei.</p>
<p>Costruendo paradigmi che escludano la onnipresente teorizzazione dei costi- benefici: se si dovesse restare inchiodati a tali presupposti economicistici allora in Calabria, e non solo, non bisogna fare alcun investimento. Perché ogni investimento resterebbe comunque a rischio di inutilità, dispendioso a fronte dei pochi fruitori presenti. Se si continua così….</p>
<p>Sono tali e tanti i deficit di partenza che inducono a considerare come fra pochi decenni non ci sarà bisogno di alcun servizio da migliorare, perché non vi saranno più abitanti e quelli che avranno resistito saranno sempre di meno e sempre più anziani.</p>
<p>La Demografia non è un’opinione.</p>
<p>Proprio a questo proposito, nel prendere la parola durante il dibattito sul Documento , rappresentando un territorio montano interno, come responsabile della Lega SPI-CGIL del Reventino, ho volutamente sottolineato come i ritardi nell’elaborazione di un programma organico per lo sviluppo regionale stanno riproducendo un dibattito del &#8220;chi prende di più e dove&#8221;. Senza un orizzonte di sviluppo complessivo.</p>
<p>Dopo l’intervento del Sindaco di Catanzaro, quale è stata la riflessione di quello di Cosenza?</p>
<p>Due Sindaci che si affannano a reclamare risorse per sé. Con l’aggravante che Abramo, pure presidente di Provincia (eh già…le Province non si vedono, ma ci sono) si dovrebbe interessare dell’intero territorio provinciale.</p>
<p>Si interessa e benedice solo i raccordi stradali cittadini.</p>
<p>A Loro non viene per niente in mente che o si sviluppano le zone interne o la Calabria sarà ridotta a “villagetti”.</p>
<p>Non è che lungo le fasce litoranee si potranno concentrare tutte le attenzioni. Tra l’altro su quella tirrenica si sta ingaggiando una lotta a perdere, con decine di milioni all’anno, contro il Mare, il quale stagionalmente reclama il suo spazio e non si disturba di scavalcare gli incolpevoli cubi di cemento a difesa di sponde sempre più corrose…sconvolgendo i lungomari azzardati sulle originarie battigie…o esposti a movimenti marini non &#8220;arginabili&#8221; con i massi…</p>
<p>I due Sindaci, che sono della stessa area politica, che hanno territori contermini, che hanno al centro l’inestimabile tesoro della Sila, li avete sentite Voi dire qualcosa in comune?</p>
<p>Li avete sentiti ricordare, visto che si parla di infrastrutture, che giacciono impolverati i faldoni per la strada che deve essere di collegamento tra Germaneto-Colosimi-Autostrada-Cosenza-UNICAL?</p>
<p>Li avete sentiti ricordare che c’è anche la proposta di fattibilità, commissionata nella precedente legislatura sulla realizzazione di una linea ferroviaria ammodernata CZ Lido-Soveria Mannelli-Rogliano Rende?…Ahi quanta prosopopea nella passata legislatura per finire a coltivare con singole donazioni questo e quel Sindaco invece di rompere gli argini di un clientelismo strabico e realizzare opere di respiro territoriale!</p>
<p>No, anche Loro, i due Sindaci, si preoccupano di richiedere metropolitane leggere nelle loro singole città…</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/M-leggera.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-58736" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/M-leggera-168x300.jpg" alt="" width="300" height="534" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/M-leggera-168x300.jpg 168w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/M-leggera.jpg 539w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Mentre sulla tratta CZ-Soveria Mannelli- Rogliano- CS, ad irrisione del buon senso restano, come dei cimeli dormienti i “busti metallici” che indicano, ormai con scritte sgraffiate M Leggera!&#8230;.più leggera di così! C’è solo la desolazione…</p>
<p>Loro non se ne interessano.</p>
<p>Eppure dovrebbero sapere che lo sviluppo della Calabria va centrato sulla sua Geo-Morfologia e sulla sua Storia-Antropologia, con dentro tutto quello che significa, ambiente e cultura, mirati ad una condizione di benessere collettivo, civilmente inteso.</p>
<p>Strade, Autostrade, Alta Velocità Ferrovie lungo le fasce. Va benissimo. Ma ci vogliono le trasversali. Oculatamente, senza sventramenti inutili.</p>
<p>Camigliatello Silano &#8211; Crotone 77 Km 1 ora ( Ionio )</p>
<p>Camigliatello Silano – S. Lucido 72 Km 1, 30 ( Tirreno )</p>
<p>S. Giovanni in Fiore – S. Lucido 99 Km 2 ore ( Tirreno )</p>
<p>Carmagnola – Arenzano 157 Km 2 ore ( Mare Ligure )</p>
<p>Le parti di foresta della Calabria vanno rinvigorite. Il manto vegetale sub collinare dei castagneti va ricostituito.</p>
<p>Dai luoghi della Regione più distanti dai due Mari si dista equamente meno di 100 Km……una felice condizione mai valorizzata ed oggi ancora non valutata come merita.</p>
<p>La ventata di covi-19 persistente ( un ricordo commemorativo va a Tutte le vittime di ogni dove ) ha già indicato due strade :</p>
<p>Si può essere a lavoro di una multinazionale tedesca, stando a casa a Carlopoli ( va tutto regolamentato).</p>
<p>Servono reti di telecomunicazioni veloci e sicure! Che non abbiamo.</p>
<p>La salute è meglio difesa se si vive in luoghi salubri. Pensate che scoperta stiamo facendo! Sono però sempre necessarie le buone condizioni socio-sanitarie . Abbiamo solo le condizioni naturali da ben custodire, non quelle dei servizi infrastrutturali.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/svincolo.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-58737" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/svincolo-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/svincolo-300x169.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/svincolo-750x422.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/svincolo.jpg 959w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>I due Sindaci contermini hanno lo sguardo corto. Non si interessano dei territori interni. Ma i Sindaci dei comprensori Reventino-Savuto possono “radunarsi” in tempi brevi e sostenere scelte che invertano il pauroso declino a cui siamo destinati tutti i Paesi interni? O si pensa che resteranno ancora a lungo Uffici postali, Scuole, Guardie Mediche, se non si inverte il processo di declino ?</p>
<p>Non servono altrimenti neppure i lodevoli sforzi, quando ci sono, adempiuti per il cosiddetto piano di “coesione sociale” voluto dalle politiche dell’allora Ministro Barca. Politiche avvedute, fatte morire miseramente entro le logiche regressive del governo successivo &#8220;gialloverde&#8221;, ma anche di quelle affannosamente spartitorie delle istituzioni locali.</p>
<p>Bene gli Aeroporti, i Porti, l’Alta Velocità, i Distretti industriali, gli Ospedali, le Infrastrutture e Servizi capillari.</p>
<p>Benissimo parlare di sviluppo delle risorse materiali e immateriali.</p>
<p>Il Documento CGIL indica problemi, soluzioni, alcune cifre e le prospettive.</p>
<p>Le indicazioni devono potersi sviluppare con gli apporti di esperti e competenze nei singoli settori.</p>
<p>Ma la visione deve essere organica: sviluppo della Calabria, dalle onde marine ai venti sui pinnacoli silani.</p>
<p>Attenti. Cerchiamo di non ricadere in un antico vizio. Quello di farci dividere sul Ponte Si Ponte No. E intanto gli Altri si accaparrano le risorse. Perché sul fatto che non sappiamo spendere i soldi in Calabria, fornendo giustificazioni ai disimpegni, o addirittura consentendo il rigiro dei fondi a vantaggio di altre aree, siamo impareggiabili.</p>
<p>Sono stato sempre contrario al Ponte, vedendo con quanta approssimazione e improvvisazione se n’ è parlato.</p>
<p>Contrario non per considerazioni paesaggistico-ambientali che considero superabili, ma perché, in ogni ricerca storica, nella nostra Regione per ogni secolo ho incontrato terremoti, anche gravissimi. E sull’ altra sponda, in terra sicula, lo stesso.</p>
<p>Quel giorno in cui, non i Politici, non i Confindustriali, non i Sindacati, ma i Geologi e gli Ingegneri strutturalisti, analiticamente potranno dire che il Ponte può essere realizzato con tecniche in grado di assicurare lo stesso livello di sicurezza, anche solo del ponte Morandi esistente a Catanzaro, sarò d’accordo.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/pilastri.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-58738" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/pilastri-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/pilastri-300x168.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/pilastri-750x421.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/pilastri.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Intanto il Piano per un nuovo modello di sviluppo della Calabria, tutta la Calabria, da realizzare con l’utilizzo pieno dei fondi europei approvati, e di quelli ordinari e straordinari, deve essere coscienziosamente messo a punto. Senza indugi, senza litigi, senza arruffamenti. Senza paura delle infiltrazioni malavitose. Che le tenteranno tutte. E senza frantumazioni tante quanti sono i Comuni. Troppi, da saper unificare, non sopprimere. Certe modificazioni saranno conseguenti alle scelte, se ben mirate.</p>
<p>Ci vorrà la piena presenza dello Stato?</p>
<p>Allora non sentiamoci menomati se la presenza dello Stato deve significare presidio totale, anche sul piano militare, di ogni investimento per ogni opera.</p>
<p>La Calabria al momento ha poche forze endogene in grado di contrastare i livelli di degrado raggiunti, sia sul piano delle condizioni socio-sanitarie ed economiche generali, sia per erigere baluardi infrangibili a difesa di condizioni di legalità operata.</p>
<p>Non sono mai stato per un &#8220;ora o mai più&#8221;.</p>
<p>Ci si rende Tutti conto però che davanti abbiamo una fase provvida.</p>
<p>Le scelte socio-economiche-politiche che si svilupperanno in questa fase segneranno i decenni futuri.</p>
<p>Abbiamo l’obbligo di far trovare, alle prossime generazioni, anche di questi nostri piccoli Paesi, visto che le precedenti e le presenti sono state e sono sempre bistrattate e costrette ad andarsene, una Regione progredita, non più l’ultima in Italia ed in Europa.</p>
<p><em>di Angelo Falbo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;evoluzione del ruolo dei pensionati, la visione del responsabile “Lega del Reventino” SPI-CGIL</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2020 20:18:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Angelo Falbo &#8211; Questo che segue è il contenuto integrale dell’intervento comunicato da Angelo Falbo, come responsabile “Lega del Reventino” SPI-CGIL, nel corso dell’assemblea dei “quadri” CGIL della Calabria concluso a Vibo Valentia alla presenza del segretario Maurizio Landini, al quale è stato consegnato. &#60;&#60;Essere ora qui a Vibo Valentia di per sé vuol [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/levoluzione-del-ruolo-dei-pensionati-la-visione-del-responsabile-lega-del-reventino-spi-cgil/">L&#8217;evoluzione del ruolo dei pensionati, la visione del responsabile “Lega del Reventino” SPI-CGIL</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Angelo Falbo &#8211; </strong></p>
<p><strong>Questo che segue è il contenuto integrale dell’intervento comunicato da Angelo Falbo, come responsabile “Lega del Reventino” SPI-CGIL, nel corso dell’assemblea dei “quadri” CGIL della Calabria concluso a Vibo Valentia alla presenza del segretario Maurizio Landini, al quale è stato consegnato.</strong></p>
<p>&lt;&lt;Essere ora qui a Vibo Valentia di per sé vuol dire essere dalla parte giusta, restando coerente al tema centrale dell’iniziativa: <em><strong>Il Lavoro e la Legalità.</strong></em></p>
<p><strong><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini-a-Melissa-e1578858864694.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-48966" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini-a-Melissa.jpg" alt="" width="389" height="218" /></a>Per tanti di noi è la terza iniziativa con la presenza del segretario generale</strong>. A <strong>Torre Melissa</strong> abbiamo ricordato la data dell’eccidio di braccianti in lotta per la terra, per ottenere dignitose condizioni di lavoro (a proposito di lotte per il Lavoro … Tutti dovremmo leggere il libro dell’on. Lavorato perché non è un libro solo su Rosarno, ma è un “manuale” di impegno sindacale, politico e civile per chi vuole essere di “Sinistra”).</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini-foto-2-e1578859098206.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-48967" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini-foto-2.jpg" alt="" width="389" height="292" /></a>Ma anche per risvegliare in noi stessi i valori e gli ideali costitutivi delle coordinate storiche della CGIL nel cammino di lotte, nei campi, nelle fabbriche, nei cantieri, in ogni luogo di lavoro. Smarrire queste, la loro portata liberatoria e di giustizia sociale, è contrario alla stessa appartenenza al sindacato CGIL ed alla sinistra in generale. Da Portella della Ginestra in avanti tante vicende hanno insanguinatola vita democratica della Repubblica. per tenere emarginati i ceti popolari. Rimaste coperte da tanti omissis che si ritarda a disvelare.</p>
<p><strong>La seconda iniziativa si è svolta al Circo Massimo,</strong> ha visto la mobilitazione unitaria dei sindacati dei pensionati, per dire al Governo quali sono le loro condizioni con le richieste a non limitarsi ad affermazioni di principio. A non comprimerne ancora il potere d’acquisto lasciandoli nella precarietà. Quando parla un pensionato, come sto facendo adesso, e ringrazio i dirigenti che me ne hanno voluto dare l’occasione.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-Melissa-Terra-non-Guerra.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-48971" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-Melissa-Terra-non-Guerra.jpg" alt="" width="300" height="410" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-Melissa-Terra-non-Guerra.jpg 659w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-Melissa-Terra-non-Guerra-220x300.jpg 220w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nel suo intervento confluiscono tutte le problematiche sindacali, di ordine socio economico presenti nel dibattito corrente. Sono problematiche le cui urgenze non possono essere argomentate nel poco tempo concesso. Si rischi al “assertivismo”. Nell’Italia fatta di crescenti diseguaglianze, il 62% dei pensionati versa in condizioni <strong>TENDENTI ALL’IMPOVERIMENTO</strong>.</p>
<p>Dal 1963 al 2017 il differenziale di impoverimento è cresciuto man mano che si scende dalle Regioni del Nord a quelle del Sud. Il tratto comune per tutti è la precarietà: <strong>precarietà economica, sociale e umana. </strong></p>
<p><strong>Da una parte c’è la progressiva perdita del potere di acquisto. Dall’altra c’è la progressiva perdita di servizi socio assistenziali e sanitari.</strong> Crescono i bisogni, per l’invecchiamento e per l&#8217;impoverimento, mentre i servizi diminuiscono o spariscono.</p>
<p><strong>I pensionati,</strong> come sottolineato nell&#8217;intervento del segretario nazionale SPI CGIL, Pedretti, <strong>svolgono le funzioni di </strong><em><strong>“ammortizzatori sociali”.</strong><br />
</em>Sembra un’espressione contrattualmente sindacalese. Praticamente significa che la pensione in molti nuclei è l’unico reddito. La pensione serve a sostenere figli e nipoti disoccupati o agli studi. La pensione serve anche per tanti figli e nipoti che risultano al lavoro, ma con bassissime retribuzioni. Si inviano vaglia e bonifici a figli e nipoti verso il centro nord, dove hanno trovato lavori mal retribuiti, anche se ricercatori o assistenti universitari.</p>
<p><strong>Certi pensatori giudicano che il costo della vita nelle regioni meridionali sia inferiore senza considerarne le reali condizioni e chiedono le gabbie.</strong> Di inferiore c’è solo il livello dei servizi, dalla Sanità ai Trasporti, all&#8217;Istruzione, e l’assenza di  un contesto di civile convivenza. I pensionati inviano soldi e soffrono. I figli e i nipoti vivono la mortificazione di averne bisogno.<br />
La lettera del giovane Michele che ha deciso di farla finita, dopo tanti inutili tentativi senza trovare una vera occupazione dobbiamo tenerla in vista su ogni tavolo di lavoro</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-48970" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini.jpg" alt="" width="300" height="428" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini.jpg 717w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini-210x300.jpg 210w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><strong>I pensionati hanno bisogno della difesa del potere di acquisto,</strong> di un adeguato aumento a partire dalle pensioni  basse e medie,hanno bisogno di un buon livello dei servizi ma la loro condizione di precarietà si supera davvero solo con l’aumento della occupazione giovanile adeguatamente retribuita.<strong> Ecco perché nonni, figli e nipoti debbono consapevolmente trovarsi dalla stessa parte</strong>. Altro che contrapposizioni generazionali. Dipende da noi.</p>
<p><strong>La precarietà sociale</strong> attiene soprattutto ad una visione di natura economicistica secondo cui un Pensionato è divenuto solo un consumatore e neppure interessante. Non è più un produttore. Di conseguenza è improduttivo, “un peso”. Chi è impegnato nelle Leghe avverte direttamente la sottovalutazione riservata alla fascia dei pensionati, quando ci si confronta con le amministrazioni anche di quei paesi dove ormai la fetta più numerosa di abitanti è costituita da ultrasessantenni.</p>
<p><strong>Nei paesi delle zone interne</strong> è ovunque così. Le difficoltà finanziarie ci sono. Si coglie però che la disattenzione è originata da un atteggiamento di sub cultura sociale. Qui non facciamo elenchi di gravi negligenze, inadempienze e disfunzioni nel comparto sanitario, ingoiato nel malaffare. La salute in generale, per tutti, è un’aspirazione da pagare a caro prezzo. Non esiste il concetto di prevenzione, e la cura, oltre una certa età, non solo è cara, ma è divenuta faticosamente concessa.</p>
<p><strong>Precarietà umana.</strong></p>
<p>Questa è la più pesante delle precarietà inflitte. E’ malvagia, figlia di una visione della società disumanizzata. Una società che confina milioni di persone che l’hanno costruita, nel bene e nel male, a vivere in forme di abbandono, nella tristezza e nella solitudine. Domanda per tutti: <em><strong>La fase conclusiva della vita delle persone verso quali prospettive si vuole che vada?</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini-foto-Angelo-Falbo.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-48968" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini-foto-Angelo-Falbo.jpg" alt="" width="300" height="400" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini-foto-Angelo-Falbo.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini-foto-Angelo-Falbo-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><strong>Oggi dobbiamo ragionare del lavoro come fattore di liberazione.</strong> Nella locandina è proposto un messaggio chiaro. Gli interventi delle categorie sono e saranno più puntuali. Mi limito a brevi considerazioni. Il lavoro è alla base di una costruzione di rapporti sociali che rendono liberi. In Calabria tutto sta divenendo maledettamente difficile.</p>
<p><strong>Lo scenario che ha portato alle candidature alla Presidenza della Regione</strong> dice che si è raggiunto un alto tasso di degenerazione dei comportamenti politici, incoerenti e inadeguati rispetto a quanto le emergenze  richiedono. Di legislatura in legislatura si sta consegnando la Regione a punti di degrado irreversibili, con livelli di tutti servizi, non da serie “b” come solitamente si dice, ma da tornei molto inferiori.<br />
<strong>In Calabria</strong> (nel Sud in generale) le  cause  discendono in buona misura dall&#8217;inconsistenza politica, professionale, culturale, sociale delle cosiddette classi dirigenti… dal loro ascarismo e dalle loro ingordigie spesso mescolate ad affarismi malavitosi. Tanti giovani promettenti di varie forze politiche degli anni 70 e 80 hanno avuto parabole cosi contorte e deludenti da creare profondi distacchi. E chi è rimasto tende comunque ad adattarsi, pure al peggio. Non c’è spazio per ragionare sulle cause…</p>
<p>Sappiamo però che “ascarismo e affarismo” sono sempre fenomeni indotti…. Segnalano sempre l’assenza o il compiacimento dello Stato. “Operazioni in corso”, questa è l’informazione di prima mattina. Catture, fermi, confische, domiciliari.<br />
<strong>Si affaccia la triste considerazione che in Calabria</strong> non siano più  presenti forze endogene sufficienti e tali da contrastare vittoriosamente i fenomeni di malaffare ormai troppo estesi. La questione va ragionata senza esorcizzare la realtà, ma per affrontarla. Le tante meritorie iniziative non bastano a contrastare vittoriosamente i comportamenti di sopraffazione.</p>
<p><strong>I magistrati inascoltati chiedono</strong>: rafforzamento dei quadri organici, norme utili a sconfiggere i nascondigli del malaffare. Gli intrecci massonico-affaristici, politicamente reazionari e malavitosi, sono penetrati direttamente nelle attività pubbliche e istituzionali. La massoneria, con i suoi rituali, le sue segretezze e le sue connivenze è un anacronismo storico. Il suo ruolo meritorio, nell&#8217;unificazione risorgimentale ed in difesa della laicità dello Stato si è da tempo concluso.</p>
<p><strong>Non c’è bisogno di segretezze.</strong> La Costituzione garantisce a tutti le libertà politiche, civili e religiose, di stampa, di parola e di partecipazione.Chi si comporta come una setta è  nemico della Costituzione e  della Democrazia: va perseguito.</p>
<p><strong>Ci vuole l’attuazione per tutti</strong> (<em>Associazioni e Fondazioni</em>) dell’l’art. 49. Ci vuole una Legge elettorale che favorisca le unioni, non i sostegni. La Democrazia è forte se fa rispettare le regole della convivenza. Le affermazioni di Piersanti Mattarella nel suo discorso di insediamento vanno scolpite. Quanto diceva per la mafia è attualissimo in Calabria. Il fenomeno non si sconfigge solo con operazioni repressive di natura giudiziaria&#8230; E’ nelle Istituzioni. Trova manovalanza e neofitismo nelle condizioni sociali disgregate testimoniate dagli altissimi indici di disoccupazione giovanile.<br />
<strong>I dati dell’OCSE e del CENSIS più che l’abbassamento dell’età a sedici anni per il diritto al voto, indicano che ci vuole semmai l’innalzamento dell’obbligo scolastico fino ai 16-18 anni.</strong> Con scuola tutta a tempo pieno. Con la creazione di uno sviluppo diffuso affinché i giovani possano inserirsi gratificati nelle attività che richiederanno sempre più elevate competenze e specializzazioni,<em>superando il paradosso solo italiano di avere meno diplomati e laureati e al contempo il più alto numero di giovani diplomati e di laureati disoccupati, tra i Paesi più industrializzati</em>.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini-foto.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-48969" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini-foto.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini-foto.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/assemblea-CGIL-Calabria-convegno-con-Landini-foto-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><strong>In Regione</strong> le risorse naturali, storico artistico culturali ci sono tutte, dalle zone costiere, alle collinari, alle montane, alle presenze termali diffuse. Ci sono tre importanti sedi universitarie. Non siamo più ”uno sfasciume pendulo sul mare”. Nei contesti contemporanei vantiamo una posizione preziosa: quella di essere protesi logisticamente al centro del Mediterraneo, a due passi da un intero continente, al passaggio di tante persone e merci,tra Oriente e Occidente.</p>
<p><strong>Le risorse naturali ci sono.</strong> Quelle umane stanno diminuendo. <strong>Quelle infrastrutturali</strong>, a particolare dai trasporti, sono del tutto insufficienti. Senza di esse è inutile parlare di valorizzazione delle risorse di mare, di terra, di arte e di cultura, di pesca, di agricoltura, di turismo, di artigianato. Quando qualcuna importantissima c’è, come il Porto di Gioia Tauro, e viene svilita nelle sue potenzialità o viene del tutto scavalcata organizzando una via commerciale come la cosiddetta via della“seta” che punta solo su Genova e su Trieste. Allora si capisce che del Sud si vuole continuare a parlare a vuoto.</p>
<p><strong>La considerazione</strong> è che, accanto ai calabresi chiamati a sostenere il loro riscatto ci vuole uno Stato che intervenga centralmente per “liberare la Regione”: con il lavoro, l’istruzione e l’adeguamento di tutti i servizi, da renderli davvero civili in tutti i settori. Da soli non è possibile farcela. Ci vuole più Stato e non meno Stato. A proposito del dibattito in corso sulle autonomie differenziate. Pagheremo tutti un caro prezzo se  non si comprenderà quali sono e quanto sono gravi le insidie di indebolire l’unitarietà dello Stato. Le richieste fatte sono pericolose e ingiuste. I presidenti di Veneto e Lombardia <em>p</em>ensano che le ricchezze delle loro regioni siano frutto esclusivamente delle loro capacità&#8230; Invece appartengono a tutti gli italiani, anche ai meridionali. Sono frutto di uno sviluppo che ha visto favorite solo quelle parti d’Italia mentre le risorse finanziarie erano di tutti. Lo dimostrano i flussi migratori.</p>
<p><strong>Qui si conclude con l’ultima considerazione</strong>. Nel nostro dibattito  noi diciamo di non avere né Governi amici e né nemici… giudichiamo i fatti, l’operato. Sono d’accordo: questa posizione va bene però a Governo formato, ma non ci può vedere indifferenti al processo di formazione e di composizione del Governo, né di quello nazionale, né di quelli regionali.<br />
Capisco le più recenti scottature… ma si deve osservare che a Roma contro il Job Act eravamo in pochi. La nostra natura politico sindacale deve essere coerente non può essere che uno iscritto alla CGIL voti la Lega che vuole flat tax e autonomia e poi si decida di manifestare contro. Vanno sostenuti gli  impegni a creare alleanze politiche alternative al centro destra.Vivremmo un paradosso.</p>
<p>Ora che la Chiesa, che abbiamo avuto sempre di fronte o contro, sempre stata incline a sostenere l’ordine padronale costituito, assegnando ai ceti popolari non i beni terreni,ma la preghiera per il Regno dei Cieli, ora che con Papa Francesco si sta evangelizzando la giustizia sociale e le aspirazioni all’eguaglianza, <strong>proprio noi ci possiamo mostrare disorientati, fermi ad osservare? <em>Credo proprio di no</em></strong>.</p>
<p>Grazie per l’attenzione&gt;&gt;.</p>
<p><em>SPI-CGIL, Responsabile “Lega del Reventino” Angelo Falbo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/levoluzione-del-ruolo-dei-pensionati-la-visione-del-responsabile-lega-del-reventino-spi-cgil/">L&#8217;evoluzione del ruolo dei pensionati, la visione del responsabile “Lega del Reventino” SPI-CGIL</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Reventino oggi, tra passato e futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Armando Orlando]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 08:29:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’incontro del 29 marzo scorso presso la sede dell’Associazione Futura in via Cona San Mazzeo di Conflenti, e la lettura dell’articolo di Davide De Grazia dal titolo «L’area del Reventino: tra risorse potenziali e problemi irrisolti» (pubblicato due settimane prima su ilReventino.it) mi hanno spinto ad approfondire l’argomento e quindi condividere con voi alcune riflessioni. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/reventino-oggi-tra-passato-e-futuro/">Reventino oggi, tra passato e futuro</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/castiglione-marittimo.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-40031" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/castiglione-marittimo-300x217.jpg" alt="" width="280" height="203" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/castiglione-marittimo-300x217.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/castiglione-marittimo.jpg 1024w" sizes="(max-width: 280px) 100vw, 280px" /></a>L’incontro del 29 marzo scorso presso la sede dell’Associazione Futura in via Cona San Mazzeo di Conflenti, e la lettura dell’articolo di Davide De Grazia dal titolo «L’area del Reventino: tra risorse potenziali e problemi irrisolti» (pubblicato due settimane prima su ilReventino.it) mi hanno spinto ad approfondire l’argomento e quindi condividere con voi alcune riflessioni.</p>
<p>Il convegno, organizzato dai volontari dei progetti di Servizio Civile insieme con l’Associazione “Una Voce Tante Voci”, ha avuto per tema «Alla riscoperta delle nostre origini… sulle tracce di Conflenti», e dico subito che sono rimasto colpito sia dalla partecipazione (sala piena, coi volontari presenti al completo ma anche con uomini e donne interessati), sia dall’attenzione riservata ad argomenti storici che di solito non vengono bene accolti dall’uditorio.</p>
<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/martirano.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-40027" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/martirano-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/martirano-300x199.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/martirano.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/martirano-310x205.jpg 310w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>I presenti hanno percepito subito l’importanza del <em>loro</em> territorio, perché ci siamo trovati in una zona (San Mazzeo) paragonabile a Decollatura, e insieme – queste zone – rappresentano due grandi conche montane (antichi bacini lacustri del Quaternario?) che separano i vari rilievi e interrompono il paesaggio dei monti circostanti. Una depressione – il Piano di San Mazzeo – che registra un’altitudine cha va dai 900 ai 950 metri di quota e si colloca tra il Monte Mancuso (1320 m) e il Monte Reventino (1410 m). Luogo di attraversamento della Via Annia Popilia – costruita dai Romani in soli quattro anni, dal 132 al 128 a.C. – e punto d’incontro di strade che collegano Martirano Antico, Martirano Lombardo e Conflenti con Sambiase.</p>
<p>Ci siamo trovati, inoltre, all’interno di una realtà caratterizzata da una forte identità geografica e storica: un territorio che fino a mille anni fa conservava ancora – nelle zone più alte e più interne – una superficie contrassegnata dalla grande selva calabra, mentre le fasce collinari e le pendici erano state diboscate e destinate all’economia agricola di sussistenza.</p>
<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/Tiriolo_panorama.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-40028" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/Tiriolo_panorama-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/Tiriolo_panorama-300x214.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/Tiriolo_panorama.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Zone solitarie e desolate, sulle quali sorgevano solo i centri abitati di Martirano, Scigliano, Nocera e Tiriolo – di origini antiche – e poi Motta Santa Lucia e Gimigliano, di più recente fondazione, probabilmente intorno al Mille. Ulteriori insediamenti umani stabili e diffusi nascono quando i Normanni favoriscono la costruzione dell’Abbazia di Corazzo, che – al pari di altre importanti fondazioni monastiche come il monastero di Sant’Eufemia – riesce a concentrare al suo interno la vita politica, culturale ed economica dei villaggi circostanti, diffondendo le attività agricole e diventando il polo di sviluppo dell’intera zona.</p>
<p>È con i Normanni, dunque, che nel territorio raggruppato oggi in Comunità Montana inizia quell’opera di trasformazione dell’ambiente naturale attuata dall’uomo per soddisfare i propri bisogni e migliorare la qualità della vita. Un’opera sistematica, realizzata spesso a scapito della natura e persino alterando l’equilibrio ecologico, ma che ha portato a creare quel <em>paesaggio</em> che noi vediamo oggi e che chiamiamo “ambiente antropizzato”.</p>
<p>Sorgono così nuovi centri, prendono vita Castagna (il villaggio più antico sorto attorno al monastero) e Carlopoli, tornano a essere frequentate le terre del fiume Amato. Poi, a metà del Quattrocento, popolazioni albanesi ripopolano il villaggio di Gizzeria, così come profughi albanesi fondano o ripopolano i casali di Vena di Maida, Caraffa, Amato e Zangarona. Mentre in altre terre s’insediano anche famiglie di Ebrei (a Nicastro esisteva già una presenza ebraica documentata nei Registri Angioini del 1276).</p>
<p>Nel 1595 nasce Cicala e nel 1625 viene edificata Carlopoli. A seguito del terremoto del 1638 la famiglia d’Aquino (colpita duramente nel cuore dei suoi feudi) avvia un’opera di ricostruzione che passa attraverso l’edificazione di nuovi centri, «in sostituzione od a fianco dei vecchi abitati», precisa Armido Cario. Nascono così Falerna e alcuni villaggi che poi formeranno Decollatura, paesi abitati entrambi da coloni stagionali divenuti permanenti. Sorgono San Mango d’Aquino, Feroleto Nuovo (altrimenti detto Piano, da cui Pianopoli), il casale Aquino nei pressi di Motta Santa Lucia, il casale Sant’Angelo nei pressi del più antico abitato di Platania. E viene anche ripopolata Serrastretta.</p>
<p>Poi, nel Seicento e nel Settecento, si animano Mannelli Inferiore, San Tommaso, Mannelli Superiore e Colla (riuniti oggi nel Comune di Soveria Mannelli), mentre coloni provenienti da Motta e da Scigliano ripopolano San Pietro Apostolo e Miglierina e i casali di Conflenti Superiore e Conflenti Inferiore sono messi in collegamento da una strada e assumono un assetto urbanistico definitivo.</p>
<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/boschi.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-40029" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/boschi-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/boschi-220x300.jpg 220w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/boschi.jpg 750w" sizes="(max-width: 220px) 100vw, 220px" /></a>Una presenza umana così massiccia non riesce però a trovare sul territorio né le risorse necessarie ad assicurare alle famiglie una vita dignitosa né il minimo indispensabile per l’autoconsumo. Le zone a vocazione cerealicola sono scarse, perché le pendici del Reventino offrono un suolo impervio e boscoso, adatto solo a particolari tipi di frumento, come appunto il <em>grano jirmano</em> (germano, germanico) che rende bene in climi di montagna, e che altrettanto bene si associa ad altre coltivazioni come avena, lupini, orzo e legumi. Per questo motivo le cattive annate sono frequenti e la penuria di grano si fa sentire. Nelle campagne si soffre la fame e la popolazione abbandona spesso i centri abitati e si disperde. A tutto ciò si aggiungono le catastrofi naturali, le quali concorrono ad accentuano il <em>carattere</em> errante e inquieto della gente. Fenomeni – questi appena accennati – che trovano preziose testimonianze nelle Relazioni <em>ad limina</em> ancora oggi conservate negli archivi vescovili.</p>
<p>L’articolo di Davide De Grazia ci riporta all’attualità e mette in evidenza – come recita lo stesso titolo – risorse potenziali e problemi irrisolti. Con al centro una popolazione «in forte declino, a causa della cronica assenza di posti di lavoro, che dopo il boom degli anni ’70 e ’80 è andata sempre scemando». E tutto ciò, nonostante la presenza di importati istituzioni scolastiche (che frenano il pendolarismo degli studenti), un ospedale che tutto sommato garantisce un presidio sanitario e una rete di piccole e medie imprese che caratterizzano il tessuto economico del territorio.</p>
<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/serrastretta.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-40030" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/serrastretta-159x300.jpg" alt="" width="159" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/serrastretta-159x300.jpg 159w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/serrastretta-543x1024.jpg 543w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/04/serrastretta.jpg 1237w" sizes="(max-width: 159px) 100vw, 159px" /></a>Ho davanti a me i <em>numeri</em> di questo fenomeno, e l’andamento demografico dei comuni che compongono la Comunità Montana fotografa una realtà drammatica. Il censimento del 1951 assegna a questi diciotto paesi 67.161 abitanti; sono bastati sessant’anni per far perdere ben 27.555 abitanti, pari al 41% della popolazione del 1951. Nello stesso periodo (1951-2011) Lamezia passa da 52.180 a 70.336 abitanti, con un incremento del 35%.</p>
<p>Allargando l’orizzonte, notiamo che la tendenza è inarrestabile. Perché negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno d’Italia quasi due milioni di abitanti, e la metà di questi sono persone tra i 15 ed i 34 anni. E perché i dati Svimez informano che tra il 2016 e il 2065 il Sud perderà 5,3 milioni di abitanti. La Calabria – la nostra regione – ne perderà 468 mila.</p>
<p>Scenario sconfortante, per chi abita queste terre e più in particolare per i giovani, ai quali De Grazia dedica un’attenzione particolare perché il loro abbandono «rischia di svuotare definitivamente i paesi decretandone la morte demografica».</p>
<p><em>di Armando Orlando</em></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">*) Tutte le foto sono tratte dalle pubblicazioni della Comunità Montana dei monti Reventino-Tiriolo-Mancuso.</span></em></p>
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		<title>Viabilità delle zone interne: basta promesse, si aspettano i fatti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cardamone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2015 20:47:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento "Paese Mio"]]></category>
		<category><![CDATA[Settingiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un recente comunicato stampa del Movimento “Paese Mio”, sezione di Settingiano (CZ), ha messo ancora una volta in evidenza il problema annoso e mai risolto della scarsa viabilità e del conseguente isolamento delle zone interne della Calabria. Alla cattiva manutenzione e alla precarietà con cui siamo abituati a convivere, si sono aggiunte negli ultimi anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/10/Strada-Franata.jpg" rel="attachment wp-att-6615"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-6615 size-medium" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/10/Strada-Franata-225x300.jpg" alt="Strada Franata" width="225" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/10/Strada-Franata-225x300.jpg 225w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/10/Strada-Franata-600x800.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/10/Strada-Franata-450x600.jpg 450w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/10/Strada-Franata.jpg 720w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Un recente comunicato stampa del Movimento “Paese Mio”, sezione di Settingiano (CZ), ha messo ancora una volta in evidenza il problema annoso e mai risolto della scarsa viabilità e del conseguente isolamento delle zone interne della Calabria.</p>
<p>Alla cattiva manutenzione e alla precarietà con cui siamo abituati a convivere, si sono aggiunte negli ultimi anni ulteriori problematiche legate alle “bombe d’acqua” che hanno determinato frane e smottamenti lungo le strade storiche che congiungono la nostra zona del Reventino con il capoluogo Catanzaro.</p>
<p>Ai disagi di non disporre di un trasporto pubblico degno di questo nome, con le Ferrovie della Calabria che peggiorano di anno in anno il loro servizio, si aggiungono così quelli di dover percorrere strade insicure e spesso interrotte.</p>
<p>Nel caso specifico, su cui il Movimento “Paese Mio” ha voluto mettere l’accento, si tratta di una strada molto utile, che congiunge Marcellinara a Settingiano e quindi alla Strada dei Due Mari, permettendo di proseguire appunto per Catanzaro.</p>
<p>La frana in questione, che restringe effettivamente e pericolosamente una carreggiata già non troppo ampia, persiste da anni e non richiederebbe interventi particolarmente dispendiosi né di “alta ingegneria”.</p>
<p>L’unico motivo per cui non si è ancora intervenuti sembra essere solo l’atavico disinteresse con cui vengono trattate le zone interne dalle istituzioni regionali e provinciali, salvo poi stracciarsi le vesti per il problema del loro progressivo spopolamento.</p>
<p>Per completezza di informazione, pubblichiamo di seguito e in forma integrale il comunicato stampa del Movimento “Paese Mio”.</p>
<p><strong><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/10/Logo-Paese-Mio.jpeg" rel="attachment wp-att-6614"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-6614" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/10/Logo-Paese-Mio.jpeg" alt="Logo Paese Mio" width="249" height="244" /></a>&lt;&lt;</strong>  Mentre assistiamo al “tour” del Presidente della Provincia Enzo Bruno, che da un po’ di tempo a questa parte effettua sopralluoghi su sopralluoghi, dispensando promesse su promesse, non possiamo non constatare che ai sopralluoghi non stanno al momento seguendo azioni concrete ed immediate nei tratti di strada che necessiterebbero urgentemente di lavori, perché i danni subìti mettono a repentaglio la sicurezza degli automobilisti. Il nostro Movimento, in data 5 Ottobre, ha sollecitato a mezzo stampa i lavori sulla S.P. 168/1, precisamente in un tratto di strada tra i Comuni di Settingiano e Marcellinara, la cui carreggiata si è ristretta a causa di una precedente frana, rivolgendosi, nella nota, ai due comuni interessati e all’Amministrazione Provinciale, chiedendo di dare priorità al tratto di strada in questione, senza ricevere alcuna risposta concreta. Facciamo notare inoltre che la “passerella” del Presidente della Provincia c’era già stata anche nel nostro Comune, per la precisione verso la fine di Settembre; in quella occasione il nostro “presidente itinerante” aveva rassicurato il nostro primo cittadino sull’immediato intervento relativo alla messa in sicurezza di una serie di muretti che costeggiano il centro abitato degradati dall’incuria del tempo. Era stata pertanto programmata un’attività di manutenzione per la sistemazione delle strutture murarie danneggiate. Arrivati ormai alla fine del mese di Ottobre e non avendo visto nessun intervento, chiediamo al Presidente Bruno se, prima di partire per una nuova tappa del suo tour, vuole avere la cortesia di spiegarci se ci sono o non ci sono i fondi per i lavori che sta promettendo o che ha promesso, come ad esempio quelli che noi abbiamo indicato. Non vorremmo che, come spesso accade, alle “passerelle”, ai sopralluoghi e alle promesse non corrispondano i fatti.  <strong>&gt;&gt;</strong></p>
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