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	<title>Vittoria Leuzzi Archivi - ilReventino.it</title>
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	<description>vi raccontiamo la Calabria centrale</description>
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	<title>Vittoria Leuzzi Archivi - ilReventino.it</title>
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		<title>Salutiamo il libro “Il pianto del randagio” di Vittoria Leuzzi di Badolato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2021 09:20:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Tito, un nuovo libro su Badolato sta per uscire, il prossimo 14 ottobre! Salutiamolo, diamogli il benvenuto e auguriamogli il successo che merita! Si tratta de “IL PIANTO DEL RANDAGIO” che, scritto da Vittoria Leuzzi e prodotto da Europa Edizioni di Roma (ordini@europaedizioni.it tel. 06-87153455)  si può già prenotare a 15,10 euro (scontato del 5%) [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/salutiamo-il-libro-il-pianto-del-randagio-di-vittoria-leuzzi-di-badolato/">Salutiamo il libro “Il pianto del randagio” di Vittoria Leuzzi di Badolato</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tito, un nuovo libro su Badolato sta per uscire, il prossimo 14 ottobre! Salutiamolo, diamogli il benvenuto e auguriamogli il successo che merita! Si tratta de</p>
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<figure class="alignleft size-large"><img decoding="async" class="wp-image-191516" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_147+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/1-copertina-IL-PIANTO-DEL-RANDAGIO-1.jpg" alt="" width="147" height="220" data-spai="1" data-spai-upd="147" /></figure>
</div>
<p>“IL PIANTO DEL RANDAGIO” che, scritto da Vittoria Leuzzi e prodotto da Europa Edizioni di Roma (<a href="mailto:ordini@europaedizioni.it" target="_blank" rel="noopener">ordini@europaedizioni.it</a> tel. 06-87153455)  si può già prenotare a 15,10 euro (scontato del 5%) su <a href="https://www.hoepli.it/libro/il-pianto-del-randagio/9791220113656.html" target="_blank" rel="noopener">https://www.hoepli.it/libro/il-pianto-del-randagio/9791220113656.html</a> e su <a href="https://www.mondadoristore.it/libri/Vittoria-Leuzzi/aut00596739/" target="_blank" rel="noopener">https://www.mondadoristore.it/libri/Vittoria-Leuzzi/aut00596739/</a> . Sicuramente, fra qualche settimana, sarà nelle vetrine e negli scaffali delle principali librerie italiane e, in particolare, in quelle del nostro comprensorio di Soverato, dove l’Autrice è nata ed ha studiato prima di emigrare in provincia di Firenze, dove è docente nelle scuole pubbliche. In queste due piattaforme editoriali possiamo lèggere la seguente “scheda” descrittiva dei contenuti correnti nelle 326 pagine.</p>
<p><strong>1 – LA SCHEDA</strong></p>
<p>Il tempo è sostato troppo a lungo in certi luoghi, dove una nostalgia ormai incallita, le case povere e i palazzetti antichi, sembrano difendere ostinati la memoria. Badolato, antico e suggestivo borgo medievale, è un vero e proprio scrigno di storie, ogni sua viuzza e pietra secolare sono stati muti testimoni di viandanti e generazioni. Su un panorama mozzafiato, tra mare e monti, tra vicoli stretti e chiese, è impresso, tra storia e leggenda, il passato del suo popolo, intriso di fede e superstizione, fatiche e sofferenza, dignità, orgoglio e devozione. In queste pagine, il narratore, questuante del Convento di Santa Maria degli Angeli, apre lo scrigno dei ricordi e dei racconti.</p>
<p>Nella seconda metà dell’Ottocento, un amore sboccia illecito tra Margarita e Vittorio Valle, due giovani appartenenti a diverse caste sociali: lui è nipote della Baronessa Scoppa, lei è figlia del loro intendente, Andrea Sorra, e della loro sarta e serva di casa, Angiolina. L’amore tra i giovani, com’era ovvio che fosse, è osteggiato dalle famiglie che tessendo una serie di imbrogli costringono la ragazza a sposare il pastore Carmine. Unica via di salvezza per Margarita è la fuga con il suo amante a Messina, dove la coppia si stabilisce fino alla nascita della figlia, quando Margarita avverte una profonda nostalgia e così rientrano al paese d’origine.</p>
<div class="code-block code-block-3"><img decoding="async" class="wp-image-191512 alignleft" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_865+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/2-targa-PEPPINO-E-MARGHERITA.jpg" alt="" width="165" height="220" data-spai="1" data-spai-upd="165" />A Badolato nascono altre due bambine che porteranno la pace con la famiglia della ragazza e una serie di innovazioni sociali segneranno un profondo cambiamento per il borgo. Alcune barriere lentamente cadranno, nuove barriere si uniranno alle vecchie ed altre si apriranno inevitabili e impietose in un lento salasso di energie e umanità che man mano si disperderanno per il mondo.</div>
<p><strong>2 – TRATTO DA UNA VERA STORIA D’AMORE</strong></p>
<p>Tale romanzo è liberamente tratto da una grande e rivoluzionaria storia d’amore effettivamente avvenuta in Badolato nella seconda metà del 1800 tra don Peppino Bressi (ricco armatore e capitano di velieri, nonché imprenditore ad ampio raggio) e Margherita Parretta (sarta e sua dipendente, assieme ad entrambi i genitori). Nella realtà, Peppino e Margherita sono i miei bisnonni paterni.</p>
<p>E, come ho evidenziato nel primo e nel quinto volume del “Libro-Monumento per i miei Genitori” (2007), il primo a scrivere di questi due grandi amanti è stato mio fratello Antonio Lanciano, negli anni 50, quindi oltre 60 anni fa. Quindi, questo di Vittoria Leuzzi è il secondo libro sulla grande storia d’amore dei miei bisnonni paterni.</p>
<p>Qualche mese fa lo scultore badolatese Gianni Verdiglione ha cementato una piccola lastra di marmo sulla parete esterna della casa di Via Siena 1 che fu di Margherita per ricordare ai cittadini e ai turisti questa significativa storia d’amore che tanto ha fatto discutere anche fuori paese per essere stata rivoluzionaria e anticonvenzionale per quei tempi.</p>
<p>“A don Peppino e Margherita la sfida degli amanti” così c’è scritto nella targa di Verdiglione che fa parte di un sistema di moltissime altre targhe, disseminate per le vie del borgo antico di Badolato per raccontarne storie e personaggi emblematici. Una bellissima iniziativa che ti ho già accennato in precedenti lettere.</p>
<p><strong>3 – SALUTISSIMI</strong></p>
<p>Caro Tito, spero di poter avere l’occasione di recensire più adeguatamente tale libro, dopo averlo letto. Intanto, diamo congratulazioni ed auguri alla sua autrice Vittoria Leuzzi che è alla sua seconda esperienza letteraria nella narrativa. Infatti, giusto dieci anni (gennaio 2011) fa ha esordito con il romanzo (quasi autobiografico) “Il cancello delle buganville” presso &lt;&lt; <a href="https://www.gruppoalbatros.it/" target="_blank" rel="noopener">https://www.gruppoalbatros.it/</a> &gt;&gt; cui bisognerebbe chiedere se c’è ancora disponibilità di qualche copia poiché la piattaforma <a href="https://www.amazon.it/cancello-delle-buganvillee-Vittoria-Leuzzi/dp/8856743574" target="_blank" rel="noopener">https://www.amazon.it/cancello-delle-buganvillee-Vittoria-Leuzzi/dp/8856743574</a> evidenzia che il libro, pur descrivendolo, non è al momento disponibile.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large"><img decoding="async" class="wp-image-191513" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_147+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/3-Leuzzi-il-cancello.jpg" alt="" width="147" height="220" data-spai="1" data-spai-upd="147" /></figure>
</div>
<p>Fa sempre piacere quando un nostro concittadino produce bellezza e significato, come ha fatto Vittoria Leuzzi che ho visto crescere, poiché era sempre dai nonni paterni e materni che abitavano, entrambi a pochi passi da casa mia, nella stessa ruga.</p>
<p>Ancora congratulazioni ed auguri per questo nuovo “figlio” (come io reputo un libro). E, anche da parte della mia estesa famiglia e parentela delle Margherite, grazie di cuore per aver rievocato il grande amore dei miei bisnonni!</p>
<p>Caro Tito, grazie pure a te per evidenziare questa breve lettera n 351, mentre sto già completando la n. 352 dedicata a don Adamo Castagnaro nel contesto del Premio “Calabrese Eccellente” assegnato a Lui e ad altri quattro personaggi degni di lode sociale (Guerino Caporale di Lanciano (CH), Doretta Coloccia di Campobasso, Reginaldo Capparelli, Rosy Epifani). Alla prossima, imminente “Lettera n. 352”! Cordialità,</p>
<p><em><strong>di Domenico Lanciano</strong></em></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-161831" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_159+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2019/09/Domenico-LANCIANO-detto-Mimmo-in-una-foto-di-Massimiliano-Verdone.png" alt="" width="159" height="118" data-spai="1" data-spai-upd="159" /></figure>
</div>
<p>Iter City, domenica 03 ottobre 2021 ore 12.12 (Ho preso dal web le tre foto qui presenti) – Oggi ricorre l’ottavo anniversario – 2013 – di quel naufragio di migranti davanti all’isola di Lampedusa che ha provocato 368 morti, 20 dispersi e 155 sopravvissuti ed è GIORNATA NAZIONALE IN MEMORIA DELLE VITTIME DELL’IMMIGRAZIONE, istituita con la legge n. 45 del 21 marzo 2016 (GURI – Serie generale n. 76 del 01 aprile 2016).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/salutiamo-il-libro-il-pianto-del-randagio-di-vittoria-leuzzi-di-badolato/">Salutiamo il libro “Il pianto del randagio” di Vittoria Leuzzi di Badolato</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>È l’antica pietra dell’innamorato la maggiore curiosità di Badolato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2019 09:27:50 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Domenico Lanciano &#8211;</strong></p>
<figure id="attachment_45257" aria-describedby="caption-attachment-45257" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/Jolanda-della-Jusuterra-spiega-ai-turisti-LA-RUGA-DELLE-MARGHERITE-Badolato-31-agosto-2019-1.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-45257" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/Jolanda-della-Jusuterra-spiega-ai-turisti-LA-RUGA-DELLE-MARGHERITE-Badolato-31-agosto-2019-1-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/Jolanda-della-Jusuterra-spiega-ai-turisti-LA-RUGA-DELLE-MARGHERITE-Badolato-31-agosto-2019-1-300x169.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/Jolanda-della-Jusuterra-spiega-ai-turisti-LA-RUGA-DELLE-MARGHERITE-Badolato-31-agosto-2019-1.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-45257" class="wp-caption-text"><span style="color: #808080;"><em>Jolanda della Jusuterra spiega ai turisti la ruga Delle Margherite</em></span></figcaption></figure>
<p>Mito, leggenda, realtà? Sta di fatto che da qualche anno a questa parte la maggiore curiosità e attrazione di Badolato borgo è la cosiddetta “Pietra dell’Innamorato” situata del rione Jusuterra, su Via Piliero con vista su Via Siena, nella ruga delle Margherite. Lo conferma il dottore Guerino Nisticò, il principale accompagnatore turistico cui i visitatori chiedono di vedere il luogo di una grande storia d’amore.</p>
<p>Si racconta, infatti, che in quella ruga-caseggiato abitassero le Margherite, delle bellissime ragazze ancora adolescenti, appena sbocciate alla vita dei sentimenti. Erano soprannominate “Le Margherite” perché nipoti di nonna Margherita Parretta che il 13 settembre 1878 diede pubblico scandalo abbandonando il marito impostole proprio la sera stessa delle nozze per andare a vivere con il suo principe azzurro, lei una semplice ma affascinante tessitrice e lui uno dei ragazzi più belli e ricchi del paese. Infatti, la storia è realmente accaduta ed ha dell’epico e del favoloso.</p>
<figure id="attachment_45258" aria-describedby="caption-attachment-45258" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/LA-PIETRA-DELLINNAMORATO-e-lultima-delle-Margherite-anno-2005-pag.-45-volume-primo-Libro-Monumento-di-Domenico-Lanciano.jpeg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-45258" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/LA-PIETRA-DELLINNAMORATO-e-lultima-delle-Margherite-anno-2005-pag.-45-volume-primo-Libro-Monumento-di-Domenico-Lanciano-300x292.jpeg" alt="" width="300" height="292" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/LA-PIETRA-DELLINNAMORATO-e-lultima-delle-Margherite-anno-2005-pag.-45-volume-primo-Libro-Monumento-di-Domenico-Lanciano-300x292.jpeg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/LA-PIETRA-DELLINNAMORATO-e-lultima-delle-Margherite-anno-2005-pag.-45-volume-primo-Libro-Monumento-di-Domenico-Lanciano.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-45258" class="wp-caption-text"><em><span style="color: #808080;">La Pietra dell&#8217;innamorato e l&#8217;ultima delle Margherite</span></em></figcaption></figure>
<p>Tra Margherita e don Peppino Bressi (questo il nome del principe azzurro) fu amore a prima vista quando entrambi erano ancora adolescenti. Lei era nata in una umile famiglia (il padre bracciante e la mamma sarta) mentre lui era figlio di una facoltosa famiglia di grossi commercianti e di armatori di velieri i quali, prima dell’entrata in funzione della ferrovia nel 1875, assicuravano i vitali import-export di Badolato e dintorni. Ovviamente e per diversi motivi, le due famiglie erano contrarie a questo legame innaturale e immorale per quella società ancora pienamente ottocentesca suddivisa in rigidissime e invalicabili caste.</p>
<p>Così lui, don Peppino, sfidava le regole della borghesia che gli imponevano un matrimonio elevato (gli si voleva dare una baronessina); lei, Margherita, sfidava le norme che imponevano alle ragazze di accettare un matrimonio combinato dai genitori. All’epoca, siamo nel 1878, non c’era altro modo di uscire da tale spirare familiare e sociale se non quella di dare Margherita in moglie ad un oscuro pastore che la pretendeva. Una volta contratto il matrimonio in chiesa, Margherita non dipendeva più dalle imposizioni familiari e, quindi, poteva decidere del suo destino, infrangendo però il pubblico giuramento di fedeltà.</p>
<figure id="attachment_45260" aria-describedby="caption-attachment-45260" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/GUERINO-NISTICò-ACCOMPAGNATORE-TURISTICO-BADOLATO.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-45260" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/GUERINO-NISTICò-ACCOMPAGNATORE-TURISTICO-BADOLATO-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/GUERINO-NISTICò-ACCOMPAGNATORE-TURISTICO-BADOLATO-300x169.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/GUERINO-NISTICò-ACCOMPAGNATORE-TURISTICO-BADOLATO.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-45260" class="wp-caption-text"><span style="color: #808080;"><em>Guerino Nisticò, accompagnatore turistico</em></span></figcaption></figure>
<p>Ma l’amore per il suo Peppino era più forte delle assurde convenzioni sociali che negavano la libertà di scelta coniugale. Così, subito dopo che gli invitati ebbero accompagnato con musiche e canti gli sposi nella loro casa per la prima notte di nozze, Margherita respinse gli immediati assalti del marito con un coltello che aveva nascosto sotto il cuscino e scappò con il suo don Peppino che l’aspettava alla porta del catojo. Così, andarono a vivere insieme, coronando felicemente il loro lungo e osteggiato sogno d’amore.</p>
<p>Da Peppino e Margherita (rimasti nell’immaginario collettivo come “la coppia ribelle” e anticipatrice della modernità) nacquero tre figlie: Domenica, Vittoria e Concetta, alle quali, come parte della dote i temerari genitori edificarono una casa per ognuna di loro, una attaccata all’altra in Via Siena ai numeri civici 1 &#8211; 3 &#8211; 5. In queste case, le tre figlie di Margherita e di Peppino ebbero una vita coniugale e familiare serena e ricca di prole, tra cui alcune bambine che erano così tanto graziose che tutto il loro vicinato veniva indicato (per la bellezza delle mamme e delle figlie) proprio come la “ruga delle Margherite”.</p>
<figure id="attachment_45262" aria-describedby="caption-attachment-45262" style="width: 201px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/LA-PIETRA-DELLINNAMORATO-pag.-281-volume-1-Libro-Monumento.jpeg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-45262" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/LA-PIETRA-DELLINNAMORATO-pag.-281-volume-1-Libro-Monumento-201x300.jpeg" alt="" width="201" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/LA-PIETRA-DELLINNAMORATO-pag.-281-volume-1-Libro-Monumento-201x300.jpeg 201w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/LA-PIETRA-DELLINNAMORATO-pag.-281-volume-1-Libro-Monumento.jpeg 686w" sizes="(max-width: 201px) 100vw, 201px" /></a><figcaption id="caption-attachment-45262" class="wp-caption-text"><span style="color: #808080;"><em>La Pietra dell&#8217;innamorato</em></span></figcaption></figure>
<p>Ovviamente, le figlie delle tre Margherite ebbero tanti corteggiatori. Uno di questi innamorati, per stare più comodamente seduto nel cantare più a lungo le sue serenate dedicate alla sua giovane Margherita, mise una grossa pietra all’angolo tra Via Piliero e Via Siena. Da questa posizione poteva vedere benissimo il balcone dell’amata e, quindi, cantare con più passione le sue suggestive canzoni d’amore. Da allora in poi, quella fu indicata come “la pietra dell’innamorato”. Una pietra porta-fortuna. I due si sposarono ed ebbero, a loro volta, pure delle belle figlie, cosicché la tradizione delle serenate continuò per altri innamorati finché l’emigrazione non spazzò completamente tale bella tradizione, svuotando la ruga delle Margherite così come quasi tutto il borgo. Borgo che, poi, uno dei tanti nipoti delle Margherite, nel 1986 mise provocatoriamente in vendita con la speranza di salvarlo dalla morte per spopolamento.</p>
<p>Adesso, la pietra dell’innamorato è méta di curiosità e di pellegrinaggio per ricordare questi antichi amori. Certo il balcone dell’innamorata badolatese non è il balcone di Giulietta e Romeo. Tuttavia, nel suo piccolo, la pietra dell’innamorato è pur sempre rievocativa di quell’amore universale che, nonostante tante avversità, unisce ancora ovunque gli innamorati di ogni genere e ceto, in barba alle rigide regole sociali.</p>
<figure id="attachment_45263" aria-describedby="caption-attachment-45263" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/dott.-GUERINO-NISTICò-AOPT-BADOLATO-accomagnatore-turistico-alla-PIETRA-DELLINNAMORATO.png"><img decoding="async" class="size-full wp-image-45263" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/dott.-GUERINO-NISTICò-AOPT-BADOLATO-accomagnatore-turistico-alla-PIETRA-DELLINNAMORATO.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/dott.-GUERINO-NISTICò-AOPT-BADOLATO-accomagnatore-turistico-alla-PIETRA-DELLINNAMORATO.png 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/dott.-GUERINO-NISTICò-AOPT-BADOLATO-accomagnatore-turistico-alla-PIETRA-DELLINNAMORATO-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-45263" class="wp-caption-text"><span style="color: #808080;"><em>Guerino Nisticò</em></span></figcaption></figure>
<p>E il dottore Guerino Nisticò, accanto a questa pietra, racconta la storia delle Margherite suscitando persino commozione e tenerezza non soltanto per quegli amori d’innocenza e di semplicità paesana, ma anche perché quell’antico borgo è avvolto dal silenzio dell’abbandono e ci vorrebbe tanto altro amore per farlo tornare a rivivere. Ed è ciò che stanno cercando di fare Nisticò  (tel. 338-4709111) e la sua generazione.</p>
<p>La storia d’amore di Margherita e di Peppino e il riferimento alla “pietra dell’innamorato” ha già una propria letteratura. Il primo romanzo ha per titolo “Il prezzo dell’amore”, risale al 1959 e l’autore è Antonio Lanciano Menniti, loro pronipote. Nel 2005 è la volta di un altro pronipote, Domenico Lanciano, il quale inserisce queste vicende nel “Libro-Monumento per i miei Genitori”. Sarà di prossima pubblicazione il romanzo di Vittoria Leuzzi, scrittrice badolatese di Firenze, intitolato proprio “Margherita” nel cui testo la pietra dell’innamorato diventa “la pietra degli amanti”.</p>
<p>Inoltre, appresa tale delicata e affascinante storia d’amore, il maestro fotografo Salvatore Cosentino di Catanzaro (conosciuto come il fotografo degli innamorati) ha mostrato l’intenzione di fotografare le sue coppie di “promessi sposi” alla vigilia del matrimonio proprio alla “pietra dell’innamorato” di Badolato come buon augurio e buona fortuna. &#8211; stop &#8211;</p>
<p><em>Domenico Lanciano</em></p>
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