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	<title>scolarca Archivi - ilReventino.it</title>
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		<title>Lamezia Terme:  intitolare l’aeroporto a Re Italo cui erigere una statua davanti all’aerostazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2024 09:08:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I più importanti storici dell’antichità attestano che il nome Italia è nato da Italo (re degli Enòtri) 3500 anni fa circa, tra il Golfo di Lamezia e il Golfo di Squillace, proprio nell’Istmo detto di Catanzaro o di Marcellinara. Cosciente di ciò, Domenico Lanciano (ex bibliotecario di Badolato &#8211; CZ) nel 1982 ha fondato l’associazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I più importanti storici dell’antichità attestano che il nome Italia è nato da Italo (re degli Enòtri) 3500 anni fa circa, tra il Golfo di Lamezia e il Golfo di Squillace, proprio nell’Istmo detto di Catanzaro o di Marcellinara. Cosciente di ciò, Domenico Lanciano (ex bibliotecario di Badolato &#8211; CZ) nel 1982 ha fondato l’associazione “Calabria Prima Italia” per evidenziare tutto questo patrimonio e giacimento culturale che è ancora tutto da scoprire per quanto appare ed è immenso ed importante per tutta la civiltà occidentale e non soltanto italiana. Ci sta lavorando principalmente il filosofo Salvatore Mongiardo, pure nella sua qualità di autorevole Scolarca della Nuova Scuola Pitagorica di Crotone, dove presto verrà inaugurata una maestosa statua a Pitagora dello scultore Gaspare da Brescia.</p>
<p>Nei decenni la consapevolezza di tale primogenitura del nome Italia e di tutta la cultura che significa sta facendo proseliti in vari ambienti calabresi, come, ad esempio, nel gruppo di intellettuali che realizza la pregevole rivista quadrimestrale “Lamezia Storica” diretta dal lametino prof. Vincenzo Villella. Nel giugno 2022 si era tentato di realizzare la prima Festa del nome Italia proprio a Lamezia, con il patrocinio del Comune, ma qualcosa andò storto all’interno di quell’Amministrazione e non se ne fece nulla con grande rammarico del mondo socio-culturale. Poi, mercoledì 21 giugno 2023 (solstizio d’estate) tale Festa e il relativo Premio Prima Italia si realizzarono a Davoli (CZ) con il sostegno della locale Biblioteca Vincenziana e per interessamento dello stesso Domenico Lanciano, il quale da molto più tempo sostiene che la Calabria debba erigere, come segno di unità e promozione, una statua a Re Italo da collocare nella Cittadella Regionale di Germaneto o davanti all’aeroporto di Lamezia, aeroporto che andrebbe intitolato proprio a Re Italo, in segno di unità nazionale e di vanto mondiale.</p>
<figure id="attachment_98757" aria-describedby="caption-attachment-98757" style="width: 242px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot_20240309_110832_Samsung-Notes.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-98757" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot_20240309_110832_Samsung-Notes-242x350.jpg" alt="" width="242" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot_20240309_110832_Samsung-Notes-242x350.jpg 242w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot_20240309_110832_Samsung-Notes.jpg 427w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" /></a><figcaption id="caption-attachment-98757" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Pochi mesi prima, sabato 4 febbraio 2023, Giuseppe Campisi di ACLI Calabria ha realizzato l’ottima idea di assegnare un “Premio Re Italo – Terra degli Enotri” a persone, personaggi e personalità che si distinguono per la valorizzazione del territorio in vari settori. Un grande successo. Adesso, venerdì prossimo 15 marzo alle ore 17.30 lo stesso Campisi effettuerà la seconda edizione di tale Premio, nel Chiostro di San Domenico a Lamezia Terme. E promette molto bene per il futuro il forte sostegno che alcune presenze produttive calabresi danno a tale manifestazione che onora tutta la Calabria. Non è forse il caso che la stessa Regione Calabria dia una mano perché Re Italo e lo stesso nome Italia siano maggiormente valorizzati?&#8230; Così come si richiederebbe una mobilitazione di tutti i Comuni dell’Istmo per valorizzare ciò che possiede soltanto questa parte del territorio come legame con il resto della Calabria, dove si moltiplicano le iniziative per Re Italo (come il Club Unesco di Reggio Calabria) con eventi e pubblicazioni a stampa di grande valore. Sempre più intellettuali e scrittori, non solo calabresi, si stanno interessando a Re Italo e al nome Italia affinché tali preziosità diventino sempre più popolari.</p>
<p>E, ad esempio, non sarebbe il caso di presentare nei paesi e nelle città calabresi, così come nelle scuole e nelle università, il libro più esplicito delle glorie regionali che è quello scritto dalla docente americana Gertrude Slaughter e pubblicato nel 1939 dall’Università del Wisconsin mentre la cultura calabrese e italiana dormivano?&#8230; Adesso, un coraggioso editore di Tropea, Giuseppe Meligrana, su interessamento di “Calabria Prima Italia”, ha dato alle stampe tale preziosissimo volume, intitolato proprio “Calabria la prima Italia”, con la traduzione dall’inglese della docente calabro-romana Sara Cervadoro. Chiunque l’abbia letto ha dichiarato che è un libro da far studiare a tutti, specialmente alle nuove generazioni e agli emigrati all’estero pure perché è fonte di migliore orgoglio e di maggiore dignità per tutta la Calabria. E Catanzaro, se c’è, batta un colpo e non si limiti a tenere nel suo sito internet la sola pagina &lt;&lt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.comune.catanzaro.it/catanzaro-dove-nacque-il-nome-italia/" target="_blank" rel="noopener">https://www.comune.catanzaro.it/catanzaro-dove-nacque-il-nome-italia/</a></span> &gt;&gt; senza quasi altro fare quando invece potrebbe essere città protagonista assieme a Lamezia e a Squillace, la quale ha già presentato il volume della Slaugther (a cura dell’assessore Franco Caccia), assieme a Reggio Calabria (per iniziativa dell’arch. Alberto Gioffré) … mentre sono già previste presentazioni all’Università della Terza Età di Soverato per il 17 maggio (a cura del prof. Giulio De Loiro) e alla Biblioteca Pubblica Vincenziana di Davoli (a cura del prof. Aldo Marcellino). Re Italo e il nome Italia meriterebbero la massima attenzione cura istituzionale e popolare. E’ il nostro maggiore pregio storico.</p>
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		<title>Cristo ritorna da Crotone… e da Cutro</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 14:26:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_90419" aria-describedby="caption-attachment-90419" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/Salvatore-Mongiardo.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-90419" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/Salvatore-Mongiardo-300x294.jpg" alt="" width="300" height="294" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/Salvatore-Mongiardo-300x294.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/Salvatore-Mongiardo-75x75.jpg 75w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/Salvatore-Mongiardo.jpg 480w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-90419" class="wp-caption-text"><em>Salvatore Mongiardo</em></figcaption></figure>
<p>Il pomeriggio di mercoledì 13 marzo 2013 mi trovavo a Roma in attesa della pubblicazione del mio libro Cristo ritorna da Crotone. Quel galantuomo dell’editore Giuseppe Gangemi mi telefonò dicendomi che aveva bisogno di vedermi, e così mi recai da lui. In effetti egli voleva farmi una sorpresa e sul suo tavolo vidi il mio libro già stampato. Con un tuffo al cuore presi alcune copie e tornai verso l’hotel vicino a Piazza San Pietro, fermandomi davanti a una folla enorme in attesa dell’esito del conclave. Alla fine apparve Papa Francesco e con mente lucida pensai che io ero forse l’unico che si era impegnato in una ricerca seria per cercare di scoprire la formazione culturale di Gesù. Oggi ricorre il decimo anniversario di quel libro che ha segnato una svolta storica nell’indagine sull’etica di Cristo, derivante in gran parte dall’etica italico-pitagorica. La mia conclusione di allora è stata confermata dagli elementi che sono emersi da nuove indagini.</p>
<figure id="attachment_90252" aria-describedby="caption-attachment-90252" style="width: 263px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/2-Cristo-ritorna-da-Crotone-2013.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-90252" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/2-Cristo-ritorna-da-Crotone-2013-263x300.jpg" alt="" width="263" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/2-Cristo-ritorna-da-Crotone-2013-263x300.jpg 263w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/2-Cristo-ritorna-da-Crotone-2013.jpg 342w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /></a><figcaption id="caption-attachment-90252" class="wp-caption-text"><em>Cristo ritorna da Crotone: copertina</em></figcaption></figure>
<p>Dopo la tragedia di Cutro, aggiungerei al titolo del libro il nome di quella cittadina. A Cutro Cristo non ha camminato sulle acque: è disceso all’inferno di acqua salata che ha riempito i polmoni dei migranti. Quella strage è l’ennesima prova che la Calabria debba riprendere la guida di un mondo imbestialito dall’odio, dalla lotta politica, dalla finanza e dalla competizione che tutto avvelena. Ricordo il sissizio celebrato alcuni anni fa nella piazza principale di Cutro, su invito del sindaco di allora, l’avvocato Salvatore Migale, con il Bue di Pane Pitagorico e una quantità straordinaria di forme di pane regalate in segno di amicizia. Nessuno può sfuggire al proprio destino, e quello dei Calabresi è dare al mondo l’etica universale per la vita felice e il mondo in pace. Evoè.</p>
<p><em>Salvatore Mongiardo</em>, 13 marzo 2023</p>
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		<title>Squillace: primo comune a istituire un Centro studi sulla Prima Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2021 08:18:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le notizie sono due. La prima sta nell’atto ufficiale con cui l’Amministrazione comunale di Squillace (CZ) del sindaco dott. Pasquale Mùccari, su proposta dell’assessore alla Programmazione e Turismo dott. Franco Caccia, sia stata la prima in Italia che abbia istituito un “Centro studi e ricerche sulla Prima Italia” con delibera di Giunta n. 26 del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le notizie sono due. La prima sta nell’atto ufficiale con cui l’Amministrazione comunale di Squillace (CZ) del sindaco dott. Pasquale Mùccari, su proposta dell’assessore alla Programmazione e Turismo dott. Franco Caccia, sia stata la prima in Italia che abbia istituito un “Centro studi e ricerche sulla Prima Italia” con delibera di Giunta n. 26 del 14 aprile 2021. La seconda sta nel fatto che un ente periferico della Repubblica Italiana, come il Comune di Squillace, faccia riferimento alla nascita dell’Italia proprio nell’istmo Squillace-Lamezia ad opera di re Italo (la cui esistenza è databile verso la metà del 2° millennio a. C. ovvero 16 generazioni prima della guerra di Troia (che pare sia avvenuta attorno al 1250 a.C.).</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/calabria-la-prima-italia-EDITALIA-1999.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-71566" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/calabria-la-prima-italia-EDITALIA-1999.jpg" alt="" width="200" height="297" /></a>Data la particolare importanza di tale deliberazione, è utile trascriverne le premesse che hanno portato alla creazione di tale Centro studi e ricerche sulla Prima Italia: &lt;&lt; La città di Squillace affonda le sue origini nel periodo storico in cui nell’istmo di Squillace-Lamezia re Italo contribuì a migliorare la qualità della vita delle popolazioni enotrie, allora residenti, che da lui presero il nome di Itali. Nacque così quella che alcuni storici greci chiamarono PRIMA ITAIA, per indicare il nucleo originario dell’Italia, nome che in seguito si estese all’intera penisola. Gli studiosi di professione hanno lasciato un vuoto di conoscenza su un periodo e su un lembo d terra che, nonostante le ridotte dimensioni, ha avuto un impatto decisivo nella creazione di un’etica italica riconosciuta come superiore da personaggi quali Pitagora e Aristotele, i quali hanno messo in luce le forme di vita sociale ed economica all’avanguardia in quel periodo&gt;&gt;.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/CALABRIA-THE-FIRST-ITALY-USA-1939.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-71563" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/CALABRIA-THE-FIRST-ITALY-USA-1939-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/CALABRIA-THE-FIRST-ITALY-USA-1939-191x300.jpg 191w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/CALABRIA-THE-FIRST-ITALY-USA-1939.jpg 653w" sizes="(max-width: 191px) 100vw, 191px" /></a>Così, il documento precisa che &lt;&lt; la riscoperta e la valorizzazione dell’identità come anche le antiche radici rappresentano i pilastri dell’azione di promozione culturale e turistica di Squillace, portata avanti dall’Amministrazione comunale. La quale intende favorire la creazione delle migliori condizioni per avviare un nuovo e coinvolgente lavoro di ricerca e di studio sulla storia antica di Squillace e del suo comprensorio, attraverso l’istituzione di un “Centro studi e ricerche sulla Prima Italia” &gt;&gt;.</p>
<p>La stessa delibera individua nel prof. Armin Wolf (storico e docente all’Università di Heilderberg con al suo attivo vari studi e libri sulla Calabria) il presidente onorario del Centro, mentre ne designa il dott. Salvatore Mongiardo (filosofo e scolarca della nuova Scuola Pitagorica di Crotone) come direttore scientifico. L’avv. Giovanni Balletta di Catanzaro, storico e presidente dal 2004 dell’associazione culturale “Calabria Prima Italia” si è detto lieto di tale istituzione cui augura il migliore successo. Il dott. Domenico Lanciano, precursore ed apostolo della diffusione della Prima Italia fin dal 1983, si è dichiarato disponibile a collaborare al massimo possibile e, intanto, si augura che, come inizio, tale Centro possa portare alle stampe lo strategico libro di Gertrude Slaughter “Calabria the first Italy” (edito negli USA nel 1939) già pronto nella traduzione in italiano della professoressa Sara Cervadoro, sicuro che tale lavoro possa dare un forte impulso alla maggiore e migliore conoscenza della Prima Italia.</p>
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		<title>Pitagora e la crisi politica del 2021</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2021 11:26:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Domenico Lanciano, responsabile dell’Università delle Generazioni di Agnone del Molise, è lieto di presentare la seguente riflessione del filosofo Salvatore Mongiardo, scolarca della Nuova Scuola Pitagorica di Crotone. «Diverse persone mi hanno sollecitato a esprimere un giudizio su quanto sta succedendo nella politica mondiale, e perciò scrivo quest&#8217;analisi per cercare di capire le cause del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Domenico Lanciano, responsabile dell’Università delle Generazioni di Agnone del Molise, è lieto di presentare la seguente riflessione del filosofo <strong>Salvatore Mongiardo</strong>, scolarca della Nuova Scuola Pitagorica di Crotone.</em></p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/1-Salvatore-Mongiardo.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-66867" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/1-Salvatore-Mongiardo-279x300.jpg" alt="" width="279" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/1-Salvatore-Mongiardo-279x300.jpg 279w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/1-Salvatore-Mongiardo-750x806.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/1-Salvatore-Mongiardo.jpg 789w" sizes="(max-width: 279px) 100vw, 279px" /></a>«Diverse persone mi hanno sollecitato a esprimere un giudizio su quanto sta succedendo nella politica mondiale, e perciò scrivo quest&#8217;analisi per cercare di capire le cause del disordine nel quale il mondo sembra scivolare.</p>
<p>Il termine di <em>politica </em>e quello di <em>polizia </em>derivano da <em>polis</em>, la città stato dell&#8217;antica Grecia e delle sue colonie. Per un&#8217;analisi approfondita, però, dobbiamo andare molto più indietro nella storia, fino al 10000 (diecimila) a. C., quando nella <em>Mezzaluna Fertile</em>, che comprendeva Egitto, Israele, Fenicia, Anatolia, Siria e Iraq fino al Golfo Persico, nacque l&#8217;agricoltura che, alla velocità di un chilometro l&#8217;anno, si diffuse in una vasta area del mondo occidentale. L&#8217;agricoltura arrivò così nell&#8217;<em>Antica Europa</em>, che comprendeva Moldavia, Romania, Ungheria, Balcani, Italia meridionale, Sicilia, Grecia e le isole inclusa Creta. Era un mondo che viveva essenzialmente di agricoltura, dove non c&#8217;erano armi né guerre, si conduceva una vita comunitaria guidata dalle donne, e la Grande Madre era la divinità fonte di ogni rigenerazione. Gli scavi archeologici mostrano che la vita scorreva serena con danze e acconciature raffinate delle donne. Era l&#8217;Età dell&#8217;Oro, descritto da autori importanti come Esiodo, Virgilio, Seneca, Tibullo e Ovidio.</p>
<p>Le testimonianze di quegli autori erano ritenute delle leggende fin quando le scoperte dell&#8217;archeologa e linguista Maria Gimbutas (1921-1994) ci hanno fornito le prove che quel mondo è realmente esistito per circa quattro millenni a partire dal 7000 a. C. circa. Quelle scoperte, inizialmente poco accolte dal mondo accademico, furono poi puntualmente confermate dalle indagini genetiche condotte da Cavalli Sforza e dagli studi della lingua indoeuropea, dalla quale derivano quasi tutte le lingue europee, greco e latino inclusi.</p>
<p>La civiltà descritta dalla Gimbutas fu chiamata <em>gilanica, </em>unendo le due parole greche di <em>donna+uomo. </em>Quelle popolazioni <em>gilaniche, </em>furono assoggettate poi da nomadi <em>indoeuropei, i kurgan</em>, che vivevano nelle steppe attorno al Caucaso, al Volga o in Siberia. I Kurgan erano militarmente forti grazie all&#8217;addomesticazione del cavallo, ed erano comandati da un capo guerriero che aveva donne e schiavi. Il termine <em>kurgan </em>deriva dai grandi tumuli di sepoltura nei quali venivano sepolti i prìncipi morti e il loro seguito di mogli e schiavi vivi, secondo un&#8217;usanza diffusa in diverse popolazioni antiche, perfino tra i Maya del lontano Messico.</p>
<p>La Gimbutas ha affermato che l&#8217;invasione-migrazione dei Kurgan avvenne in varie ondate. Tutti i Greci che parteciparono alla guerra di Troia erano in realtà discendenti di indoeuropei che avevano invaso il Peloponneso e le isole. La loro origine caucasica, oggi confermata dall&#8217;esame del DNA, è testimoniata dall&#8217;Iliade che descrive come biondi Achille, Elena e Menelao. La stessa Creta fu invasa dagli Achei di Atene intorno al 1500 a. C. sotto il re Minosse. La civiltà gilanica scomparve quasi dappertutto, ma sopravvisse nella Prima Italia, oggi Calabria, dove Pitagora la scoprì e la elaborò in dottrina etica universale.</p>
<p>Nel 1991 Marija Gimbutas affermava: “<em>Rifiuto l’assunto secondo il quale con il termine civiltà ci si riferisce necessariamente a società guerriere maschili. La base di ogni civiltà risiede nel suo livello di creazioni artistiche, di conquiste estetiche, di valori non materiali e di libertà, che danno significato, valore e gioia alla vita per tutti i suoi cittadini, così come un equilibrio di potere tra i due sessi”. </em></p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/2-Pitagora.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-66868" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/2-Pitagora-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/2-Pitagora-300x300.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/2-Pitagora-150x150.jpg 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/2-Pitagora-75x75.jpg 75w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/2-Pitagora.jpg 402w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Pitagora vedeva la competizione come un gran male e cercava di eliminarla nella vita privata, nella pubblica e soprattutto nella politica. Competere per vincere <em>sporcava </em>la persona, che così rompeva la comunità per emergere sugli altri, rompendo l&#8217;equilibrio di libertà, amicizia, comunità di vita e di beni. Non c&#8217;era quindi spazio per la competizione politica né per i partiti che agitavano la polis di Crotone, portandola a guerre sanguinose contro le altre poleis come Locri o Sibari. Il filosofo non voleva la competizione politica perché essa sprecava le energie per far prevalere un partito sugli altri, attitudine predominante allora come ora. Il ragionamento limpido e matematico di Pitagora si scontrava però con la voglia irrefrenabile dei maschi di battersi, scaricando così le pulsioni aggressive generate dal testosterone.</p>
<p>Da allora fino ai nostri giorni la storia è stata un susseguirsi di guerre, eccidi e stragi di ogni genere, di per sé contrarie a ogni logica. Prendiamo ad esempio la Germania e l&#8217;Inghilterra, acerrimi nemici nella seconda guerra mondiale, ma ambedue anglosassoni, come prova il loro regime feudale nel passato. L&#8217;entusiasmo inglese nel battersi contro l&#8217;aggressione di Hitler derivava anche da quella brama antica di scontro. Ciò mi sembra provato dal fatto che Churchill affermò ripetutamente che lui era nato per quella lotta e, vinta la guerra, non fu rieletto perché era venuto a mancare l&#8217;entusiasmo di partecipare alla battaglia.</p>
<p>La stessa osservazione vale per gli Stati Uniti, dove la recente lotta senza quartiere di Trump per rimanere al potere è spiegabile solo con l&#8217;esasperazione competitiva nella quale gli americani vivono quotidianamente. In Usa è inconcepibile una vita senza competizione: bisogna essere e avere sempre più degli altri.</p>
<p>L&#8217;Italia è un esempio evidente di come la competizione politica miri nei fatti al predominio di un partito e di un capo politico sull&#8217;altro. I Padri Costituenti vollero come stemma della Repubblica Italiana la stella a cinque punte, <em>lo stellone d&#8217;Italia</em>, con esplicito richiamo alla Magna Grecia: quella stella era difatti il simbolo dei pitagorici. La Costituzione italiana riconosce però i partiti politici sui quali si basano i governi. Ed è sotto gli occhi di tutti come i partiti italiani abbiano generato una lotta incessante per arrivare al potere: l’Italia ha avuto ben 66 governi in 70 anni.</p>
<p>L&#8217;Italia è ostaggio di due forme competitive: la destra e la sinistra, ideologie aggressive di origine indoeuropea. Ciò è confermato dal fatto che la popolazione del Sud Italia è stata obbligata a combattere nella seconda guerra mondiale contro la Grecia, da dove provenivano i nostri progenitori, e contro gli Stati Uniti, dove c&#8217;erano mio nonno e i miei zii tra milioni di emigrati italiani. Io non credo che sia possibile un ordine stabile del mondo senza una forma di vita comunitaria non competitiva. Del resto le molte rivoluzioni, incluse quella francese e le varie forme di comunismo, sono sorte per abbattere il feudalesimo e le divisioni tra ricchi e poveri.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/3-Confucio.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-66869" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/3-Confucio-300x268.jpg" alt="" width="300" height="268" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/3-Confucio-300x268.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/3-Confucio-750x670.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/02/3-Confucio.jpg 792w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il principio di non competizione politica è stato adottato dalla Cina, dove tutto il potere è in mano al partito unico comunista. Questo ha permesso a quel paese di realizzare in pochi decenni dei progressi impensabili, tanto da diventare una superpotenza mondiale. Ed ha anche consentito alla Cina, unica al mondo, di risolvere il problema della sovrappopolazione, sancito nella sua Costituzione del 1982 al punto venticinque dei Principi Generali: <em>“Lo stato sollecita la pianificazione familiare, in modo che la crescita demografica si adegui allo sviluppo economico e sociale”.</em></p>
<p>La Cina ha cinque stelle pitagoriche nella sua bandiera. A me sembra di vedere Pitagora che da Crotone tende idealmente la mano al suo contemporaneo Confucio in Cina. Quei due grandi insegnavano la stessa dottrina, secondo la quale l&#8217;umanità poteva vivere felice solo nell&#8217;osservanza dei principi etici. Confucio affermava: “<em>Chi desidera procurare il bene altrui ha già assicurato il proprio. La virtù si può diffondere per cerchi concentrici, prima nella cerchia ristretta dei propri familiari più intimi, e poi a distanza crescente, fino a includere l&#8217;intera comunità umana”. </em></p>
<p>Comunque stiano le cose, è innegabile l&#8217;entusiasmo che in questo periodo regna tra i Cinesi, mentre negli altri popoli, specie in Europa e America, sono diffusi depressione, frustrazione e pessimismo: non è un bel vivere. Il ponte etico, progettato millenni addietro dalle due grandi anime di Pitagora e Confucio, si sta realizzando sotto i nostri occhi: la Cina è vicina».</p>
<p><em><strong>di Salvatore Mongiardo</strong></em></p>
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		<title>Il filosofo Salvatore Mongiardo dedica una Poesia a tutti i Lombardi in lotta contro il coronavirus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 17:26:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_52753" aria-describedby="caption-attachment-52753" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/03/Salvatore-Mongiardo-filosofo-di-Soverato-CZ.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-52753" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/03/Salvatore-Mongiardo-filosofo-di-Soverato-CZ-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/03/Salvatore-Mongiardo-filosofo-di-Soverato-CZ-300x228.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/03/Salvatore-Mongiardo-filosofo-di-Soverato-CZ.jpg 664w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-52753" class="wp-caption-text"><span style="color: #808080;"><em>Il filosofo Salvatore Mongiardo</em></span></figcaption></figure>
<p>Salvatore Mongiardo è il filosofo calabrese di Soverato (sulla costa jonica della provincia di Catanzaro) che recentemente ha rifondato la Scuola Pitagorica divenendone primo Scolarca.</p>
<p>Autore di numerosi libri di socio-filosofia, poeta e conferenziere in Italia e all’estero, Mongiardo è stato manager industriale e, per molti anni, stretto collaboratore dell’Aga Khan in Costa Smeralda. Poi si è trasferito a Milano dove ha lavorato per decenni nel settore immobiliare. Pure per questa intensa esperienza lombarda, oggi si sente molto vicino ai suoi ex-concittadini in questa strenua lotta contro il “Covid-19”. Perciò, a tutti i Lombardi egli dedica la seguente accorata Poesia.</p>
<p>Alla affettuosa solidarietà di Salvatore Mongiardo si associa l’Università delle Generazioni che sta diffondendo il più possibile questa Poesia come testimonianza di fratellanza umana, sociale, civile ed etica.</p>
<p><strong><em>Primavera in Lombardia </em></strong></p>
<p><strong>Dedicata a tutti i Lombardi in lotta contro il coronavirus. </strong></p>
<p>Timidetta oggi avanza primavera</p>
<p>E colora di gigli, rose e viole</p>
<p>Le tue belle pianure, o Lombardia.</p>
<p>Quanto coraggio hai, tu fiume Adda,</p>
<p>Paura tu non hai, fiume Ticino,</p>
<p>Di scorrere silente mentre intorno</p>
<p>La morte avanza con la falce in mano!</p>
<p>Non bagnate di pianto ora le tombe</p>
<p>Tenere come in un materno abbraccio</p>
<p>Accolgono i falciati innanzi tempo.</p>
<p>Amara primavera di quest&#8217;anno:</p>
<p>Ahi passione di Cristo e di Milano!</p>
<p>Fatti coraggio, amata terra mia,</p>
<p>Fatti coraggio, grande Lombardia.</p>
<p>Tra nuvole d&#8217;incenso e suoni d&#8217;organo</p>
<p>Riaprirà Sant&#8217;Alessandro a Bergamo!</p>
<p>Riaprirà anche il Duomo di Milano!</p>
<p>E noi verremo a festeggiare insieme</p>
<p>Provati, ma decisi a vita nuova,</p>
<p>Come fecero già Renzo e Lucia.</p>
<p><strong>Salvatore Mongiardo &#8211; </strong>Soverato (CZ), 20 marzo 2020</p>
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