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	<title>Rai Uno Archivi - ilReventino.it</title>
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	<description>vi raccontiamo la Calabria centrale</description>
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	<title>Rai Uno Archivi - ilReventino.it</title>
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		<title>Domani su Rai Uno a Linea Verde Estate, il &#8220;Lanificio Leo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Cosentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jul 2023 12:44:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[23 luglio]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Rafanelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Calabria, come spesso è accaduto nell&#8217;ultimo periodo e non è certamente una cattiva notizia per tutti coloro che amano la nostra terra, è stata protagonista in più di una trasmissione della Rai. Ancora una volta, domani, nel programma storico della rete amiraglia Rai Uno, Linea Verde, si parlerà della Calabria, in particolare di quella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">La Calabria, come spesso è accaduto nell&#8217;ultimo periodo e non è certamente una cattiva notizia per tutti coloro che amano la nostra terra, è stata protagonista in più di una trasmissione della Rai.</div>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Ancora una volta, domani, nel programma storico della rete amiraglia <strong>Rai Uno, Linea Verde</strong>, si parlerà della Calabria, in particolare di quella Centrale e di un&#8217;azienda che, non solo di quest&#8217;area, ma di tutta la regione, rappresenta uno dei fiori all&#8217;occhiello: il<strong> Lanificio Leo</strong> di Soveria Mannelli.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">La conduttrice, Angela Rafanelli e tutta la troupe incontrerà il titolare Emilio Leo, che farà gli onori di casa e spiegherà con la professionalità e competenza che lo contraddistinguono da sempre, l&#8217;importanza strategica di un&#8217;azienda come la sua, nel tessuto economico calabrese.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Appuntamento, quindi, alle 12:20 domani, domenica 23 luglio su Rai Uno, con Linea Verde Estate, il <a class="x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv x1qq9wsj xo1l8bm" tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/lanificioleo?__cft__[0]=AZW0K4gad3oEGpdFMTgnVIF3sV3XryKrcZWQEV5PTRcoVpgWe1ZgPLHLm--En6pVaAWlKopO5ymL490NBAFkEzGOtDi4QghBNInyP431ztVSkMWeLUkMdcxndJJUZtjwYYsS96KcLn6CD42aZAJFrytStyfk4G9PYof2Zl2aEVwj8kmvtZXkOo1m6sRMckt8l6c&amp;__tn__=-]K-R"><span class="xt0psk2">Lanificio Leo</span></a> e le bellezze del Reventino.</div>
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		<title>Simeri Crichi, oggi don Francesco Cristofaro su Rai Uno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enzo Bubbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Apr 2023 08:30:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PERSONAGGI]]></category>
		<category><![CDATA[comunicatore]]></category>
		<category><![CDATA[don francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Eleonora Daniele]]></category>
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		<category><![CDATA[Rai Uno]]></category>
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		<category><![CDATA[Simeri Crichi]]></category>
		<category><![CDATA[Storie Italiane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il prete di Simeri Crichi don Francesco Cristofaro si conferma un provetto comunicatore anche sulle TV di Stato. Oggi, alle ore 11,30, RAI Uno, il sacerdote del paese in provincia di Catanzaro  sarà ospite di Eleonora Daniele nel programma &#8221; Storie italiane&#8221;. Il giovane religioso, in qualità di opinionista di fatti spirituali, parlerà della Madonna [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prete di Simeri Crichi don Francesco Cristofaro si conferma un provetto comunicatore anche sulle TV di Stato.<br />
Oggi, alle ore 11,30, RAI Uno, il sacerdote del paese in provincia di Catanzaro  sarà ospite di Eleonora Daniele nel programma &#8221; Storie italiane&#8221;.</p>
<p>Il giovane religioso, in qualità di opinionista di fatti spirituali, parlerà della Madonna di Trevigiano e della storia di un disabile sottratto alla famiglia e portato in clinica.</p>
<p>Don Francesco parlerà anche di se e della sua nobile missione di portare la parola di Dio anche tra i giovani sfruttando i social. C&#8217;è da scommettere: oggi tanti televisori in quel di Simeri e nei paesi vicini saranno sintonizzati su RAI uno.</p>
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		<title>Badolato Paradiso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2022 21:45:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[4 dimensioni]]></category>
		<category><![CDATA[badolato]]></category>
		<category><![CDATA[camper]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Lanciano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerino Nisticò]]></category>
		<category><![CDATA[paese in vendita]]></category>
		<category><![CDATA[Rai Uno]]></category>
		<category><![CDATA[riviera degli angeli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Tito, di tanto in tanto, qualcuno da Badolato e dintorni, mi gratifica telefonicamente in vario modo. Alcuni mi dicono che manco a loro personalmente e al territorio, altri mi invitano a tornare dal mio esilio molisano. Qualcuno mi riconosce il grande lavoro fatto per Badolato (specialmente con il “paese in vendita”), la Riviera degli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/badolato-paradiso/">Badolato Paradiso</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tito, di tanto in tanto, qualcuno da Badolato e dintorni, mi gratifica telefonicamente in vario modo. Alcuni mi dicono che manco a loro personalmente e al territorio, altri mi invitano a tornare dal mio esilio molisano. Qualcuno mi riconosce il grande lavoro fatto per Badolato (specialmente con il “paese in vendita”), la Riviera degli Angeli, le “4 dimensioni”, la stessa Calabria, i borghi spopolati pure euro-mediterranei e così via. Certo, mi fa molto piacere che, a distanza di tanti anni (34 per l’esattezza, quasi una mezza vita per me che ne ho 72), qualcuno ancora si ricordi di me con affetto e (a volte) con riconoscenza e stima.</p>
<p>A Badolato e dintorni ho di fatto dedicato tutta la mia vita … già precocemente, fin da ragazzo con studi dedicati, con il quotidiano impegno sociale e civile sul campo e senza limiti di tempo e di energie. In particolare con un paradigma che altri stanno usando e seguendo (pure qui in Agnone del Molise). Mi ripaga di quanto fatto, con grande slancio ed amore, quando qualcuno entra nel merito. Ad esempio, un ultra trentenne, mesi fa, mi ha mandato un messaggio whatsapp: “Adesso stiamo raccogliendo i frutti del tuo lavoro”. Una frase semplice detta da uno che, grazie alla sua anagrafe, non ha sofferto delle deleterie passioni politiche degli anni ottanta, che mi hanno discriminato, dileggiato e persino costretto all’esilio. Vede onestamente i fatti. E i fatti dicono che adesso Badolato è così oggi, pure per il mio impegno. La Storia, alla fine, è difficile da negare del tutto, nonostante i maldestri tentativi ideologici ed egoistici.</p>
<p>1 – BADOLATO SU RAI UNO “CAMPER”</p>
<p>Chi ha lavorato avrà prima o poi le proprie soddisfazioni dirette o indirette … nonostante le ingiustizie patite e nonostante taluni cerchino ancora pervicacemente di minimizzare, di distorcere e addirittura di cancellare la memoria e i meriti. Così, ogni trasmissione televisiva che viene realizzata su Badolato e dintorni è per me la conferma che, direttamente o indirettamente, il mio lavoro ha dato effettivamente buoni frutti e che la tanto bistrattata e vituperata mia lungimiranza di ieri è il pane quotidiano di oggi per le nuove generazioni. Ne sono assai lieto. In fondo si lavora, paternamente, proprio per le presenti e le future generazioni. E’ una missione innata. La paternità si esprime pure così. Specialmente quella sociale!…</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-417-badolato-paradiso/2-camper/" rel="attachment wp-att-200694"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-200694" src="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/2-camper-300x169.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/2-camper-300x169.jpg 300w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/2-camper-150x84.jpg 150w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/2-camper.jpg 640w" alt="" width="300" height="169" /></a></p>
<p>Tale conferma si è evidenziata ancora di più durante lo spazio dedicato a Badolato, mercoledì 03 agosto 2022 nei minuti di maggiore ascolto (prima del Telegiornale delle 13.30) su Rai Uno nella nuova e seguitissima trasmissione turistica “Camper”. Intervistato, il dottore Guerino Nisticò, principale animatore culturale di Badolato, ha infatti detto dell’accoglienza ai migranti, della promozione in atto affinché il borgo sia abitato, pure in permanenza, da famiglie italiane ed estere. Ha fatto riferimento pure alla nota vicenda del “paese in vendita” (1986-88), alla insistenza fin dal 1971 di denominare “Riviera degli Angeli” la nostra costa jonica da Riace a Squillace.</p>
<p>E, in particolare, ha evidenziato le paradisiache “4 dimensioni: mare, collina, montana e lago” che caratterizzano Badolato e i comuni vicini (unico originale status e preziosità nel Mediterraneo). Infatti, grazie a quel mio slogan di “Riviera degli Angeli” e a quella lungimiranza di 50 anni fa, oggi Badolato è considerato “il borgo degli angeli”. Da qui a considerare Badolato “un paradiso” il passo è breve. Se vuoi vedere gli oltre 3 minuti dedicati a Badolato da Rai Uno – Camper puoi digitare il seguente link: &lt;&lt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://m.youtube.com/watch?v=xlgwT_8_XVY&amp;feature=share" target="_blank" rel="noopener">https://m.youtube.com/watch?v=xlgwT_8_XVY&amp;feature=share</a></span> &gt;&gt;.</p>
<p>2 – BADOLATO PARADISO</p>
<p>Che il territorio di Badolato fosse un autentico Paradiso terrestre l’avevo già evidenziato fin dal luglio 1967 quando ho scritto il testo della canzone “Badolato” oggi messa in onda in internet da Andrea Naimo, con qualche aggiornamento sia letterario che musicale ( https://www.youtube.com/watch?v=DScoZjv0M6g ) …. E, in verità, lo affermano, ammirati del tutto, i visitatori e coloro che lo hanno scelto per viverci tutto l’anno. Sì, Badolato è uno di quei luoghi che danno l’idea e la sensazione di stare in un Paradiso terrestre.</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-417-badolato-paradiso/3-badolato-4-dimensioni-2/" rel="attachment wp-att-200698"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-200698" src="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/3-badolato-4-dimensioni-221x300.jpg" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" srcset="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/3-badolato-4-dimensioni-221x300.jpg 221w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/3-badolato-4-dimensioni-441x600.jpg 441w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/3-badolato-4-dimensioni-110x150.jpg 110w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/3-badolato-4-dimensioni.jpg 753w" alt="" width="221" height="300" /></a>La zona tra Riace e Squillace, con al centro Badolato, gode di un microclima annuale e di un sistema ambientale naturale (mare, collina, montagna e lago Lacina) davvero unico ed originale in tutta l’area del Mediterraneo. Ad esempio, per conoscere ed ammirare il bel lago Lacina guarda il brevissimo filmato (un minuto e 51 secondi)  &lt;&lt; https://www.youtube.com/watch?v=zKChsiji88Y &gt;&gt; edito dalla Sorical.</p>
<p>A ciò si aggiunge l’ambiente umano che si basa sulle più antiche culture della Prima Italia e di quella civiltà contadina che ancora oggi dimostra come e quanta valga pure eticamente; per cui si viene conquistati, ad esempio, dall’accoglienza che trova specialmente nel “catojo” una delle sue massime espressioni di amicizia e di prelibatezze eno-gastronomiche con gli antichi sapori del territorio.</p>
<p>3 – GUERINO NISTICO’ MIO EREDE NELLE PROMOZIONE DI BADOLATO?</p>
<p>Il dottore Guerino Nisticò ha la metà dei miei anni. Da parecchio tempo è il punto di riferimento socio-culturale e turistico di Badolato e dintorni. Si dà molto da fare per promuovere ed illustrare questo nostro territorio, mantenendo vivi interesse, attenzione e curiosità sotto tutti i punti di vista. E’ uno dei pochi badolatesi con cui sono spesso in contatto, soprattutto per alimentare sempre di più i valori e gli aspetti positivi della nostra gente, che tanto ha sofferto ingiustamente nel corso dei secoli ma che, nonostante tutto, ha saputo mantenere forte e alta la dignità di una delle più antiche culture etiche del Mediterraneo.</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-417-badolato-paradiso/4-guerino-nistico-badolato/" rel="attachment wp-att-200695"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-200695" src="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/4-Guerino-Nistico-Badolato-300x170.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/4-Guerino-Nistico-Badolato-300x170.jpg 300w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/4-Guerino-Nistico-Badolato-150x85.jpg 150w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/4-Guerino-Nistico-Badolato.jpg 750w" alt="" width="300" height="170" /></a>Guerino è altresì erede dei valori e delle lotte del padre Franco (1951-2009), noto e compianto in tutta la Calabria e oltre per le tante battaglie popolari, non ultima quella per la messa in sicurezza della strada statale nazionale jonica 106 che ancora non vede adeguata soluzione, specialmente nella nostra zona tra Davoli e Monasterace, mantenendosi “antistorica” e assai pericolosa ed inadeguata per il traffico attuale.</p>
<p>Stima, onore e incoraggiamento a quanti, assieme a Guerino Nisticò (specialmente con l’AOPT – Associazione operatori turistici della Riviera e Borghi degli Angeli”), lavorano per il buon nome e la promozione socio-culturale, turistica ed economica dell’interzona di Badolato da Riace a Squillace.</p>
<p>4 – IL METRO DEL MIO DESERTO</p>
<p>Per merito del sacerdote francescano Padre Nicola Criniti di Santa Caterina Jonio, 55 anni fa, nel settembre 1967, assieme agli amici del gruppo musicale Euro Universal ho trascorso un giorno ed una notte nella Certosa di Serra San Bruno, vivendo i ritmi della clausura. In quelle ore di silenzio e di meditazione, ho scritto varie poesie direttamente nel librone di quella Biblioteca (alcune delle quali ho poi pubblicate a stampa nella raccolta “Gemme di Giovinezza” il 13 dicembre dello stesso anno). Lì ho capito quale fosse il senso e la missione della mia vita: “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto”.</p>
<figure id="attachment_200697" class="wp-caption alignleft" aria-describedby="caption-attachment-200697"><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-417-badolato-paradiso/smart-66/" rel="attachment wp-att-200697"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-200697" src="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5-M-metro-300x225.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5-M-metro-300x225.jpg 300w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5-M-metro-800x600.jpg 800w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5-M-metro-150x113.jpg 150w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5-M-metro-768x576.jpg 768w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5-M-metro-1536x1152.jpg 1536w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/5-M-metro-2048x1536.jpg 2048w" alt="" width="300" height="225" /></a><figcaption id="caption-attachment-200697" class="wp-caption-text"></figcaption></figure>
<p>Giorni fa, rovistando in soffitta, ho trovato un metro giallo (rigido, pieghevole e di legno) in uso molti decenni fa specialmente dai muratori. E’ stato facile formare una “M” che per me vale sia come iniziale di Mimmo e sia come “M di metro”. Posso quindi considerare la “M” formata da questo tipo di metro come il logo e la raffigurazione di quella frase rivelatrice della mia vocazione umana, sociale ed etica … “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto”.</p>
<p>5 – SALUTISSIMI</p>
<p>Caro Tito, è fortemente frustrante, per noi che ci danniamo la vita per tenere alto l’onore etico del nostro popolo calabrese e delle meraviglie del nostro territorio, constatare che poi alcuni “incoscienti” (quando non veri e propri “malavitosi”) oltraggiano con tristi fatti di cronaca il buon nome della Calabria. Infatti, ieri 03 agosto, tutti i mezzi di comunicazione nazionale hanno riportato i maltrattamenti subìti a Soverato (CZ) da una giovane donna nigeriana che chiedeva la remunerazione al suo datore di lavoro per quanto fatto nell’ultimo periodo. Sono misfatti che si potrebbero evitare con un po’ di buon senso, pure considerando le conseguenze che ricadono su tutto il popolo calabrese (già oltraggiato da antichi quanto ingiusti pregiudizi esterni). Quanto è, adesso, il danno individuale e sociale per quelle misere 200 euro negate a quella donna tra sicuramente tra l’altro aveva lavorato in nero, senza le garanzie di legge?!?!…</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-417-badolato-paradiso/6-badolato-infinito/" rel="attachment wp-att-200696"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-200696" src="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/6-Badolato-infinito-300x168.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/6-Badolato-infinito-300x168.jpg 300w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/6-Badolato-infinito-150x84.jpg 150w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/6-Badolato-infinito-768x431.jpg 768w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/6-Badolato-infinito.jpg 800w" alt="" width="300" height="168" /></a>Comunque sia, noi non cesseremo mai di continuare ad impegnarci (fino all’ultimo nostro respiro) per la civiltà etica del nostro territorio e della nostra gente, per mantenere l’onore di una tradizione lunga oltre 3500 anni, fin da quando Re Italo ha dato nome all’Italia e ha inventato la “democrazia etica” poi però trasformata in “democrazia mercantile” dagli antichi e furbi Greci, modello politico che ancora ci caratterizza, più nel male che nel bene. Noi siamo il promemoria che è urgente tornare alla democrazia etica!</p>
<p>Grazie, caro Tito, per questa “Lettera n. 417” mentre ti saluto sempre molto cordialmente, aspettando la n. 418 avvolta dal caldo torrido africano di questa rovente estate 2022. A presto,</p>
<p><strong><em>Domenico Lanciano</em></strong></p>
<p>ITER-City, giovedì 04 agosto 2022 ore 08.53 – Dal settembre 1967 il mio motto di Wita è “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto”.  Le foto e i video sono stati presi dal web.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/badolato-paradiso/">Badolato Paradiso</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Cosa ci può insegnare il film-evento “La Sposa” di Rai Uno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 10:09:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tito, adesso che piano piano si spegneranno (quasi) tutti i riflettori sul film-evento “La Sposa” (andato in onda per tre puntate su Rai Uno, nelle prime serate delle domeniche 16, 23 e 30 gennaio), possiamo cominciare a riflettere meglio sui suoi più veri risvolti antropologici e storici, oltre che emotivi. Come hai potuto notare, da parte mia ho cercato di offrire a noi stessi e ai nostri lettori alcuni “input” conoscitivi delle situazioni che hanno dato origine alla massiccia emigrazione meridionale verso il centro-nord Italia (e l’estero), dentro il cui esodo bisogna inserire pure il grande e significativo fenomeno dell’emigrazione matrimoniale di centinaia di migliaia di ragazze. Costoro hanno avuto un eminente ruolo sociale non soltanto per la demografia specialmente di talune zone (come, ad esempio, le Langhe piemontesi) ma anche per il sostegno alla continuità o alla rinascita socio-economica di intere aree rurali abbandonate dalla manodopera indigena in corsa verso i miraggi delle città.</p>
<p>Ma troppo alto è stato il prezzo personale, familiare e sociale pagato da chi emigrava (per lavoro o matrimonio). Un costo che, poi, si è riversato su tutto il sud Italia che si è letteralmente svuotato di abitanti dando origine a quello spopolamento che continua ancora sotto altre forme come, ad esempio, la fuga dei cervelli. E’ un “Sud in fuga” o forse meglio un “sud-serbatoio” di questa società industriale che, nata già ingiusta quanto a premesse, si sta rivelando sempre più atroce nella continuità presente e nelle prospettive future, per tutti i popoli del mondo e per il nostro unico pianeta. Un ripensamento su società industriale e globalizzazione è assolutamente urgente da fare pure per evitare l’aumento dei disastri ambientali e umani che sono sotto gli occhi di tutti noi e che, purtroppo, sono destinati a peggiorare in modo irreversibile se non si attuano immediatamente almeno i rimedi più necessari e non più rinviabili.</p>
<p>1 – IL SUCCESSO DI UN FILM-EVENTO</p>
<p>“La Sposa” di Rai Uno è da considerarsi un “film-evento” almeno per due motivi. Il primo è prettamente tecnico e riguarda i notevoli dati dell’ascolto, mentre il secondo è soprattutto culturale ed emotivo, pure per le reazioni ed i dibattiti che ne sono scaturiti, specialmente dopo la prima puntata di domenica 16 gennaio … segno che i principali temi trattati (umani, sociali, storici e identitari) erano e sono profondamente sentiti dall’anima popolare dei telespettatori. In pratica, tale fiction ha fatto centro.Comunque. E ci dobbiamo attendere una prosecuzione per la prossima stagione televisiva invernale … se è vero come dovrebbe essere vero che le leggi dell’Auditel portano quasi sempre almeno ad una estensione di un prodotto che è stato particolarmente gradito dall’opinione pubblica, la quale se l’aspetta.</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-384-cosa-ci-puo-insegnare-il-film-evento-la-sposa-di-rai-uno/2-la-sposa-rai1/" rel="attachment wp-att-195827"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-195827" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_300+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/2-la-sposa-rai1.jpg" alt="" width="300" height="150" data-spai="1" data-spai-upd="300" /></a>Guardiamo, quindi, i dati d’ascolto della terza ed ultima puntata, rapportandoli a quelli delle due precedenti. Domenica 30 gennaio coloro che hanno seguìto in TV la terza puntata de “La Sposa” sono stati quasi 7 milioni, cioè ben 6.925.000 con uno share del 31.8% in aumento del 3,1% rispetto al 26,8% della prima puntata e del 1,9% rispetto alla seconda (28.7%). I telespettatori sono aumentati di 948.000 unità rispetto alla prima puntata (5.983.000) e di 357.000 rispetto alla seconda puntata (6.568.000).</p>
<p>E’ stato un film-evento pure per me che solitamente non seguo più da tempo i programmi televisivi al di fuori dei telegiornali e degli approfondimenti tematici. Ho seguito tale serie TV unicamente perché il tema trattava la Calabria, mia amatissima regione di nascita, e l’emigrazione matrimoniale di quelle “donne del Sud” che sono andate in moglie a uomini del centro-nord Italia, dove la corsa alle città aveva svuotato le campagne. Un argomento a me assai caro per averlo vissuto in prima persona e studiato parecchio.</p>
<p>Ricordi, Tito?… Ne avevamo già ampiamente trattato pure con la “Lettera n. 320 del 24 febbraio 2021” ( https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-320-la-difficile-emigrazione-femminile-matrimoniale-e-contadina-in-italia-da-sud-a-nord-1945-1985/) proseguendo il discorso nella “Lettera n. 322 del 19 marzo 2021 – Miscellanea 1 con i paragrafi 5-6-7). Addirittura 5 anni prima, nell’aprile 2016 avevamo dato uno sguardo all’emigrazione matrimoniale descritta nel libro “Ti ho visto che ridevi” edito da Rubbettino nel 2015 con un articolo-recensione ripreso pure da altri siti web come  &lt;&lt;https://www.restoalsud.it/in-evidenza/le-langhe-salvate-dalle-calabresi-leuropa-dalle-attuali-migrazioni/&gt;&gt;del 16 aprile 2016 ore 13.09, inserito da Monica Suràce giornalista campobassana di origine reggine.</p>
<p>2 – DUE SETTIMANE D’INTENSO LAVORO</p>
<p>Caro Tito, da lunedì 17 gennaio a tutt’oggi(martedì 01 febbraio 2022) per me sono state due settimane di intenso lavoro, nel redigere comunicati-stampa a ripetizione non soltanto per “www.costajonicaweb.it” ma anche per altri siti che mi chiedevano un commento su questo film “La Sposa” che ha colpito la sensibilità dei telespettatori, specialmente della Calabria e del Veneto, le due regioni più direttamente coinvolte dalla narrazione. Ma si sono risentiti, in vario modo, pure molti telespettatori della Puglia e del Piemonte dove sono state girate le principali scene in sostituzione dei luoghi originali di Calabria e Veneto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-384-cosa-ci-puo-insegnare-il-film-evento-la-sposa-di-rai-uno/3-sposa-sud-a-verona/" rel="attachment wp-att-195828"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-195828" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_300+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/3-Sposa-sud-a-Verona.jpg" alt="" width="300" height="219" data-spai="1" data-spai-upd="300" /></a>Per me si è trattato di sostenere con più chiarezza, antropologicamente e sociologicamente, i fatti storici narrati, a volte e purtroppo con qualche sbavatura e disattenzione che ha amareggiato moltissimi telespettatori (vedi martedì 18 gennaio 2020 – https://www.lanuovacalabria.it/nel-film-la-sposa-di-rai-uno-sulla-calabria-ce-il-mercato-delle-vacche).E poi avevo il compito di avanzare proposte come, ad esempio, quella di realizzare un monumento alle “Spose del Sud” là dove sono state almeno più numerose, ma anche nelle stesse regioni di loro provenienza (mercoledì 26 gennaio 2022 -https://www.vipiu.it/leggi/veneto-padania-monumento-spose-sud-universita-generazioni-la-sposa-rai-1/) … e, in particolare, nelle Langhe piemontesi(mercoledì 26 gennaio 2020 – https://www.lavocedialba.it/2022/01/26/leggi-notizia/argomenti/attualita-14/articolo/dalla-calabria-arriva-la-richiesta-di-un-monumento-nelle-langhe-per-le-calabrotte.html).Tutto ciò pure affinché la memoria ed il valore non scompaiano più nel tempo!</p>
<p>Abbiamo ricordato il fatto che avevamo già segnalato il piccolo monumento realizzato dallo scultore Gianni Verdiglione nel gennaio 2021 a Badolato borgo (mercoledì 19 gennaio 2022 -https://www.costajonicaweb.it/la-sposa-a-badolato-il-paese-in-vendita-in-provincia-di-cz-ce-gia-un-piccolo-monumento-alle-spose-del-sud-richieste-dal-nord/).</p>
<p>Poiché il film “La Sposa” è stato un vero successo ed ha colpito l’anima popolare, è stato facile farmi accogliere dall’antica Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone la proposta di dedicare una vera e propria campana alle “Spose del Sud” (20 gennaio 2022 – https://www.informamolise.com/prima-pagina/campana-donne-del-sud-campana-monumento-in-realizzazione-alla-pontificia-fonderia-marinelli).</p>
<p>3 –  TANTI I RISCONTRI MULTIMEDIALI</p>
<p>Giornalisticamente sono state davvero impegnative per me queste due settimane de “La Sposa” … però davvero piene di soddisfazioni. Ti confido che sono state tra le più felici della mia vita, non soltanto per i tanti riscontri multimediali ed interpersonali, ma anche e soprattutto perché sento che ho reso anche io un po’ di giustizia umana e sociale, di memoria e di visibilità a tutte quelle persone, in particolare a quelle donne, la cui partenza mi faceva soffrire così tanto che ha lasciato un grande ed incolmabile vuoto nella mia anima. Come un lutto. Ti ho spesso scritto delle partenze dolorose e traumatiche cui ho assistito alla stazione ferroviaria di Badolato fin dalla mia più tenera età. Sono state proprio tali partenze a cambiare la mia esistenza, che ho dedicato quasi completamente alla mia gente di Badolato, al mio popolo calabrese e meridionale, pur nella visione universalista, etica ed umanitaria che da sempre caratterizza la mia Wita!…</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-384-cosa-ci-puo-insegnare-il-film-evento-la-sposa-di-rai-uno/4-sposi-a-cortale-1966/" rel="attachment wp-att-195829"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-195829" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_300+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/4-Sposi-a-Cortale-1966.jpg" alt="" width="300" height="274" data-spai="1" data-spai-upd="300" /></a>In particolare, se sono giunto a scegliere un argomento badolatese come tesi di laurea nel 1973; se sono giunto alla vicenda di “Badolato paese in vendita in Calabria” nel 1986 e a tante altre iniziative … è stato proprio a sèguito di tutte quelle strazianti partenze, che hanno svuotato il borgo e la mia vita. Se da sempre mi interesso allo spopolamento di Badolato e di oltre 20mila borghi d’Europa (pensando pure a quelli svuotati in tutto il mondo dalla inciviltà industriale e dalla cattiva globalizzazione) è proprio per l’emigrazione definitiva o stagionale, lavorativa o matrimoniale (di cui le “Spose del Sud” sono un chiaro esempio) per come sofferte dal mio popolo e dalla mia gente, pure dalla mia stessa famiglia.</p>
<p>4 – GRAZIE AI COLLEGHI GIORNALISTI</p>
<p>Sento il bisogno di ringraziare oltre a te, che sei sempre molto generoso e puntuale, altri colleghi giornalisti che hanno rilanciato o evidenziato i miei comunicati-stampa su “La Sposa” in queste due settimane. Come, ad esempio, i sempre gentili colleghi:  Simone Musmeci (direttore diwww.soveratoweb.com), Raffaele Cardamone (www.ilreventino.it di Soveria Mannelli), Franco Polìto (www.preserreedintorni.it di Squillace), Vincenzo De Virgilio (www.agenziacalabrianotizie.com di Catanzaro), Maria Rosaria Carosella (www.altomolise.net), Maurizio d’Ottavio (www.ecoaltomolise.net e Primo Piano Molise), Franco Laganà (corrispondente da Badolato del Quotidiano del Sud), ma anche Letizia Varano (Gazzetta del Sud – Catanzaro), Santo Strati e la sua redazione (https://calabria.live/), il direttore di www.vipiu.it (Vicenza più), Pino Nano e la sua redazione (www.primapaginanews.it), la redazione di Soverato diwww.telemia.it, la giovanissima Giusi Grilletta (https://ecodellojonio.it) vera promessa del giornalismo calabrese.</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-384-cosa-ci-puo-insegnare-il-film-evento-la-sposa-di-rai-uno/5-logo-gazzetta-dellemilia/" rel="attachment wp-att-195830"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-195830" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_300+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/5-logo-gazzetta-dellemilia.png" alt="" width="300" height="54" data-spai="1" data-spai-upd="300" /></a>Ringrazio davvero tanto e di cuore le redazioni dei seguenti siti web: www.ecodellalocride.it; www.informamolise.com; www.molisenews24.it; www.isnews.it;calabriadirettanews.com; www.lavocedialba.it;www.targatocn.it;  www.lanuovacalabria.it che mi sono stati assai utili per diffondere talune importanti note-stampa. Un particolare ringraziamento va a Lamberto Colla di provincia di Parma, direttore di  “www.gazzettadellemilia.it” che da molto tempo ormai mi pubblica puntualmente e con generosità non soltanto le “Lettere a Tito” ma anche tante altre note-stampa.</p>
<p>5 – DUE RISCONTRI INTERPERSONALI</p>
<p>Tra l’altro sono stato assai lieto di avere avuto due riscontri diretti: il primo(con email di sabato 22 gennaio 2022 ore 10.55) mi è pervenuto da Maria Rosaria DE RITO di Diamante (CS) di cui ti ho dato conto venerdì 28 gennaio 2022 ai paragrafi 1 e 2 della  &lt;&lt;https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-383-la-rivoluzione-femminile-delle-spose-del-sud-con-ultima-puntata-su-rai-uno-domenica-sera-30-gennaio/&gt;&gt;.</p>
<p>Il secondo riscontro mi è giunto per telefono alle ore 13.37 di sabato 29 gennaio 2022 dal Piemonte, precisamente dal borgo di Roccaciglié (130 abitanti circa in provincia di Cuneo, nelle Langhe). Mi ha cercato la signora Anna Baricalla per dirmi che è figlia di Maria Cefalì di Cortale (CZ) andata in sposa nel 1966 a Giovanni Baricallaun giovane muratore delle Langhe di Roccaciglié. Probabilmente ti racconterò presto la storia di Maria, che ho già intervistato per telefono nel pomeriggio di oggi, martedì primo febbraio dalle ore 14.21 per 66 minuti e 36 secondi.</p>
<p>6 – DUEINTERESSANTI ALLEGATI</p>
<p>Intanto ti unisco, come primo allegato, l’interessante e toccante pagina 71 (Mondovì – Ceva) pubblicata da LA STAMPA venerdì 09 dicembre 2011 a firma di Piero Dadone con il titolo &lt;&lt; Con la “500” dall’Alta Langa a cercar moglie in Calabria &gt;&gt; dove si racconta di quattro giovani poi sposatisi con ragazze di Cortale, paese interno nell’istmo di Catanzaro, tra i golfi di Squillace e di Lamezia, proprio nella zona dove 3500 anni fa è nato il nome Italia. Tale pagina mi è stata donata gentilmente dalla signora Anna Baricalla di Roccacigliè (CN), la cui mamma Maria Cefalì era una delle quattro ragazze che, dopo sposate, sono andate a vivere nelle Langhe cuneesi.</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-384-cosa-ci-puo-insegnare-il-film-evento-la-sposa-di-rai-uno/6-michele-minieri/" rel="attachment wp-att-195831"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-195831" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_300+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/6-Michele-Minieri.jpg" alt="" width="300" height="300" data-spai="1" data-spai-upd="300" /></a>L’altro allegato si riferisce ad un toccante articolo-documento del collega Michele Minieri di San Martino in Pensilis (Campobasso) pubblicato da “Il Giornale d’Italia” (pagina 7 del 13/14 giugno 1959 edizione serale) che riporta il titolo &lt;&lt;Col “treno della speranza” le molisane lasciano la casa in cerca di fortuna &gt;&gt;. Trattasi delle donne che si recavano negli orti del milanese (come ho descritto per le donne calabresi nella “Lettera a Tito n. 320” del 24 febbraio 2021) così come facevano le donne di quasi tutto il sud Italia, in modo stagionale (durata media 9 mesi). Alcune di queste donne trovava, poi, marito in Lombardia. Pure costoro dovrebbero essere considerate “Spose del Sud”.</p>
<p>Sensibile alle tematiche dell’emigrazione Sud verso Nord, l’amico Michele Minieriè salito appositamente su uno di questo “treni della speranza” (da Termoli a Bologna) per intervistare numerose donne molisane che, appunto, si recavano a lavorare sui campi della Lombardia per racimolare il denaro necessario per la sopravvivenza della propria famiglia o per farsi una dote matrimoniale.</p>
<p>7 – LE FOTO DELLA LETTERA A TITO N. 320</p>
<p>A tale proposito, sfogliando il web nella ricerca di notizie sull’emigrazione femminile meridionale verso il nord Italia, ho trovato l’articolo &lt;&lt;https://www.rivieraweb.it/la-sposa-e-la-calabria-quando-una-fiction-indignaoppure-no/&gt;&gt; (sito di Siderno – RC). Con mia piacevole sorpresa ho notato che appartengono alla nostra “Lettera n. 320 del 24 febbraio 2021” tre delle quattro foto presenti in tale articolo scritto da Giuseppe Romeo a commento della miniserie tv “La Sposa”.Purtroppo non è citata la fonte delle foto.</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-384-cosa-ci-puo-insegnare-il-film-evento-la-sposa-di-rai-uno/7-gruppo-foto/" rel="attachment wp-att-195832"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-195832" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_300+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/7-Gruppo-foto.jpeg" alt="" width="300" height="300" data-spai="1" data-spai-upd="300" /></a>Spero che tutto ciò che è stato scritto su “La Sposa” venga raccolto ed analizzato da qualche Università italiana (in particolare meridionale) o altro istituto legato agli studi delle fiction televisive o cinematografiche. Infatti è interessante conoscere meglio i sentimenti e le considerazioni non soltanto dei giornalisti ma anche della gente comune la quale, tramite i “social”, si è espressa a favore o contro questa miniserie televisiva assai seguita e “polemizzata”. Ma, proprio grazie a questo enorme successo (pur con commenti molto contrastanti tra di loro), probabilmente la RAI sarà indotta a decidere per una seconda serie del film “La Sposa”.</p>
<p>8 – GIOVANNINO A PESCA CON NONNO ANTONIO</p>
<p>“La Sposa” è anche un film impostato su tre generazioni: la mamma della sposa (che resta al paese, vedova e povera), la sposa Maria che emigra al nord per matrimonioe Vittoria la figlia di Maria nata da questo incrocio Sud-Nord. Milioni sono le situazioni simili in Italia. La generazione dei nonni che restano nel Sud, quella che lascia il borgo e parte per cercare fortuna nel centro-nord Italia dove forma famiglia e genera figli e nipoti (per i quali, alla lunga e forse, il sud non esisterà più).</p>
<p>Ecco, con questa bella foto (che ritrae di spalle nonno Antonio e il suo primo nipote Giovannino davanti al mare del Golfo dei Poeti nella baia di La Spezia), oltre ad omaggiare la simpatia e i simboli di questi miei amici, intendo proporre la considerazione delle radici che parecchia Italia del centro-nord ha ancora nel nostro Sud con una tendenza alla globalizzazione … tanto che le radici tendono piano piano a dissolversi con la speranza che nasca l’identità fondata su un’unica Umanità. Il che dovrebbe portare con più facilità agli ideali di pacifica convivenza tra le persone provenienti da ogni angolo del mondo.</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-384-cosa-ci-puo-insegnare-il-film-evento-la-sposa-di-rai-uno/8-nonno-e-nipote/" rel="attachment wp-att-195833"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-195833" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_225+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/8-Nonno-e-nipote.jpg" alt="" width="225" height="300" data-spai="1" data-spai-upd="225" /></a>Infatti, questo nonno Antonio è nato in Abruzzo. Poco più che ventenne, nei primi anni settanta, è emigrato a Milano dove ha lavorato (fino alla pensione) come tecnico altamente specializzato in una ditta multinazionale molto importante. In un viaggio turistico in Grecia ha incontrato l’amore della sua vita, una donna dell’est europeo con cui ha formato una bella famiglia. Dalla primogenita nata in Lombardia (sposata con un emiliano) è nato il loro primo nipote, Giovannino. Sentirà Giovannino qualche fremito di sud, a parte le piacevoli vacanze che trascorre in centro-Adriatico? Chi vivrà vedrà. Sicuramente l’affettuosa impronta dell’amore del nonno perpetuerà luoghi e sentimenti di un Sud destinato a diventare sempre più lontano.</p>
<p>9 – SALUTISSIMI</p>
<p>Caro Tito, spero di poterti far conoscere nella prossima “Lettera n. 385” gli interessanti esiti dell’intervista telefonica fatta ore fa alla gentile e saggia signora Maria Cefalì di Cortale, “Sposa del Sud” nelle Langhe negli anni sessanta. Rappresenta un delicato esempio ed una toccante pagina di storia non soltanto della Calabria o del Piemonte ma di tutta l’Italia che, uscita molto malconcia dal dopoguerra 1940-45, stenta ancora tantissimo ad essere veramente “unita” dopo i pur tanto decantati 162 anni dalla conquista del Sud da parte dei Savoia. Dei 162 anni ben 76 sono ormai repubblicani (quasi la metà) senza esiti positivi nel rapporto Nord Sud, la cui forbice delle differenze socio-economiche si sta allargando, negativizzandosi sempre di più!… Il problema, quindi, è strutturale, di mentalità o di egoismi, non di tipo di governo.</p>
<p>Alla prossima, Direttore, e sempre grazie per il prezioso spazio che mi dedichi. Con tanta cordialità, pensando alle tue generazioni, in particolare al tuo primo nipote Leonardo che ha, più o meno, gli anni di Giovanninoe che pure tu fai gioire e bei con il mare, quello jonico della Calabria però!</p>
<p><em><strong>Domenico Lanciano</strong></em></p>
<p>ITER-City, martedì 01 febbraio 2022 ore 23.53 – Dal settembre 1967 il mio motto di Wita è “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto”. Le foto: la n. 1 è mia; le numero 2-3-5-7 sono state prese dal web; la n. 4 è della famiglia Cefalì-Baricalla; la n. 6 è di Michele Minieri e la n. 8 è della famiglia Rapa.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-384-cosa-ci-puo-insegnare-il-film-evento-la-sposa-di-rai-uno/allegato1-la-stampa-09-12-2011-pagina-71-mondov_-ceva/" target="_blank" rel="attachment noopener wp-att-195835">allegato1 – LA STAMPA 09-12-2011 pagina 71 Mondov_-Ceva</a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-384-cosa-ci-puo-insegnare-il-film-evento-la-sposa-di-rai-uno/allegato-2-giornale-ditalia-14-giugno-1959-m-minieri/" target="_blank" rel="attachment noopener wp-att-195834">allegato 2 – Giornale d’Italia 14 giugno 1959 – M. Minieri</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/cosa-ci-puo-insegnare-il-film-evento-la-sposa-di-rai-uno/">Cosa ci può insegnare il film-evento “La Sposa” di Rai Uno</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>La rivoluzione femminile delle “Spose del Sud” con l&#8217;ultima puntata de &#8220;La sposa&#8221; su Rai Uno</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/la-rivoluzione-femminile-delle-spose-del-sud-con-ultima-puntata-de-la-sposa-su-rai-uno-domenica-sera-30-gennaio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2022 09:20:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Tito, prima di scriverti questa lettera n. 383, ho voluto attendere i dati di ascolto della seconda puntata dello sceneggiato televisivo di Rai Uno “La Sposa” che tratta dell’ampio fenomeno delle donne del sud Italia richieste in moglie da uomini del centro-nord i quali (nel dopoguerra e fino agli anni ottanta, in pieno boom [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tito, prima di scriverti questa lettera n. 383, ho voluto attendere i dati di ascolto della seconda puntata dello sceneggiato televisivo di Rai Uno “La Sposa” che tratta dell’ampio fenomeno delle donne del sud Italia richieste in moglie da uomini del centro-nord i quali (nel dopoguerra e fino agli anni ottanta, in pieno boom economico-industriale) non riuscivano a trovare ragazze disposte a sposarli poiché erano quasi tutte scappate in città per un lavoro meno faticoso rispetto a quello fatto nelle stalle e sui campi. Ebbene, pare che le polemiche avutesi a livello nazionale, specie sui social, abbia giovato a tale “fiction” poiché i telespettatori, in una settimana, sono aumentati considerevolmente di numero … ben 585.000 conun più 1,9% di share sulle altre prime serate tv. E non mi sembra affatto cosa da poco.</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-383-la-rivoluzione-femminile-delle-spose-del-sud-con-ultima-puntata-su-rai-uno-domenica-sera-30-gennaio/1-signora-de-rito/" rel="attachment wp-att-195716"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-195716 size-medium" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_290+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/1-signora-De-Rito.jpg" alt="" width="290" height="300" data-spai="1" data-spai-upd="290" /></a>Intatti, la prima puntata di domenica 16 gennaio sarebbe stata vista da 5.983.000 spettatori (con uno share del 26,8%) mentre la seconda (domenica 23 gennaio) pare abbia raggiunto un nuovo record assoluto su tutte le altre trasmissioni tv: ben 6.568.000 unità (pari al 28.7%). Personalmente sono assai lieto che il tema delle “spose del sud” abbia suscitato molto interesse ma anche forti discussioni e persino aspre polemiche, non soltanto sulla stampa e sui social, ma persino a livelli istituzionali, se è vero, come pare sia vero, che si sono esposti a commentare duramente tale “fiction” esponenti politici di calibro regionale come l’ex Presidente f.f. della Calabria, Nino Spirlì, e il presidente del consiglio del Veneto, Roberto Ciambetti. Non a caso entrambi politici appartenenti al partito della Lega (forse ex Nord)di Matteo Salvini.</p>
<p>1 – MARIA ROSARIA DE RITO di DIAMANTE (CS)</p>
<p>Sabato 22 gennaio 2022 alle ore 10.55 ho ricevuto la seguente inattesa e gradita email dalla signora Maria Rosaria DE RITO di Diamante, bellissima e da me tanto amata cittadina sul mare Tirreno della provincia di Cosenza. &lt;&lt;Buongiorno, ho letto con attenzione e rispetto ciò che lei ha scritto a proposito del film “La sposa”. Anche io sono stata sollecitata e mi sono sentita in dovere di difendere la mia amatissima terra … con un post. Ho cercato di contattarla attraverso i social, ma non l’ho trovata.E così le scrivo queste poche righe per salutarla, tra calabresi…e rivolgerle i miei complimenti. Ho letto di lei abbastanza per esprimerle stima e considerazione&gt;&gt;.La signora De Rito (nella foto) ha 58 anni, una bella famiglia con marito e tre figli, una bene avviata attività sul lungomare di Diamante, denominata proprio “Gioie di Diamante” (bigiotteria, souvenir e oggettistica d’artee di stile).E’ originaria di Cosenza città, ma così tanto attratta dal mare da volerci vivere. Afferma che “il mare crea dipendenza”. A chi lo dice. Sapesse a me!!! …</p>
<p>Caro Tito, fa sempre piacere ricevere un qualsiasi riscontro da qualcuno dei nostri lettori, pure perché abbiamo così la percezione o la certezza che c’è almeno chi legge ciò che scriviamo e che le nostre parole non si disperdono completamente nel vento. E fa ancora più piacere quando poi al riscontro sono abbinati i complimenti per il nostro lavoro giornalistico. Quindi ringrazio doppiamente e di vero cuore la gentilissima signora Maria Rosaria che ha sentito il desiderio di cercare i miei contatti per scrivermi e solidarizzare.</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-383-la-rivoluzione-femminile-delle-spose-del-sud-con-ultima-puntata-su-rai-uno-domenica-sera-30-gennaio/2-la-sposa-tv/" rel="attachment wp-att-195717"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-195717 size-medium" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_300+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/2-La-Sposa-tv.jpg" alt="" width="300" height="180" data-spai="1" data-spai-upd="300" /></a>Ci dovrebbero essere più lettori come la signora De Rito, poiché così si creerebbero utili occasioni di dialogo e di crescita interpersonale e collettiva, specialmente riguardo valori sociali molto importanti (come, ad esempio, l’identità regionale, di popolo e di cultura condivisa), il rispetto reciproco e la voglia di costruire insieme una migliore e comune realtà, pur in un contesto nazionale o di globalizzazione. Come dimostra il pur breve messaggio della originale e partecipativa “cittadina” e orgogliosamente “calabrese” De Rito. Della quale, qui di sèguito, trascrivo il post evidenziato su facebook (diffusissimo spazio social che però non posso seguire, perché non ho proprio il tempo materiale, impegnato come sono … “in tutt’altre faccende affaccendato”). Più in là nel tempo, dirò alla signora De Rito della mia “calabresìte acuta” da cui non guarirò mai. Ritengo che pure Lei abbia la “calabresìte acuta” come tanti di noi alla luce di quanto qui evidenziato.</p>
<p>2 – IL POST DELLA SIGNORA DE RITO SU FACEBOOK</p>
<p>Martedì 18 gennaio 2022 ore 16.02 – Titolo: NON GUARDIAMO QUESTO FILM.</p>
<p>Eccola … la mia delicata discreta silenziosa CALABRIA oltraggiata come da copione ormai … da sempre. Eccola … la tipica verginella del Sud, dolce paziente sottomessa laboriosa … pronta al sacrificio. Record di ascolti, per una banale scontata vista e rivista OFFENSIVA storia NON calabrese, ma di pregiudizio. LA CALABRIA è sempre umile, ignorante, povera, remissiva. LA CALABRIA non protesta, non lotta, non urla e non si incazza mai. E’ misera. E la miseria non ha voce. Solo luoghi comuni. E’ un cliché oramai consolidato e robusto. Ne ho le prove. Dieci anni fa contattai un agente immobiliare di Firenze per trovare casa ai miei figli. Ebbene … percepii la sua esitazione durante la conversazione telefonica. Che SVANI’ quando ci trovammo di fronte. Si chiama pregiudizio. E il film dell’altra sera lo alimenta. Quando nel mio negozio entrano clienti del Nord … le loro parole sono sempre le stesse: Non pensavamo … Non immaginavamo … Non avremmo mai supposto … Cosa? Che fosse così bella, civile, dignitosa, ospitale … la mia docile CALABRIA.</p>
<p>Il giudice Gratteri arresta delinquenti della ndrangheta in tutta Italia. Ma la ndrangheta è calabrese. Il pregiudizio è confezionato.  Leggendo l’amara verità di “Il massacro dei Savoia” di Antonio Ciano … ho pensato bene di contattare l’autore. La sua disponibilità e gentilezza è andata oltre ogni limite e nel preciso intento di darmi coraggio mi inonda, letteralmente, di notizie relative ad una CALABRIA INDUSTRIALIZZATA. Sfido chiunque a trovare una traccia fra film filmetti fiction o trailer di ciò che la CALABRIA è stata prima del 1860. Vi sfido e attendo con pazienza. Ma non c’è traccia. Ve lo assicuro. E non solo. Siamo stati anche un popolo coraggioso, temerario, leale. Non come ora. Che siamo MUTI e CENSURATI.</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-383-la-rivoluzione-femminile-delle-spose-del-sud-con-ultima-puntata-su-rai-uno-domenica-sera-30-gennaio/3-massacro-del-sud/" rel="attachment wp-att-195718"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-195718 size-medium" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_212+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/3-massacro-del-sud.jpg" alt="" width="212" height="300" data-spai="1" data-spai-upd="212" /></a>Hanno speso e impiegato 160 anni per costruire questa immagine perdente. Il pregiudizio è una montagna di marmo. Non ce la fai a buttarlo giù. Puoi solo sostenerlo. E niente … la CALABRIA non deve disturbare. Non deve pretendere. Forse non deve esistere più. Il film dell’altra sera favorisce lo stupro e lo legittima. Invece noi siamo, rispetto a ciò, anche ALTRO e già l’ho detto. Ma è meglio che non si sappia. La tivù del Regìme sponsorizza un cliché. Fa comodo. I soldi dell’Europa stanno già andando altrove? Altro che al Sud. Tanto a noi non servono. Tanto poi vengono, ci comprano e ci pisciano addosso e noi esultiamo … la mia CALABRIA presto insorgerà. Si ribellerà. Si opporrà. E si prenderà il posto che le spetta … la mia fiera orgogliosa CALABRIA sta aspettando il momento giusto. Insieme a tutto il SUD …. (19 condivisioni)</p>
<p>( vedi &lt;&lt;https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=996792727575991&amp;id=100017358186238&amp;sfnsn=scwspmo&gt;&gt; ).</p>
<p>3 – LA RIVOLUZIONE FEMMINIE E “LE SPOSE” DEL SUD.</p>
<p>Caro Tito, in questi ultimi undici giorni (dal 17 ad oggi 27 gennaio) sono stato molto impegnato a sensibilizzare, descrivere e testimoniare, attraverso alcuni miei articoli giornalistici, quella che io ritengo sia una importante tappa della più generale “rivoluzione femminile” che ancora si sta realizzando in Italia e nel mondo, specialmente dal 1945, dopo l’immane seconda guerra mondiale. E “le spose del sud” fanno parte a pieno titolo di questa rivoluzione femminile. Tra i tanti commenti e le troppe polemiche, vorrei invitare a intravedere (nella pur criticabile mini-serie televisiva “La Sposa” in onda in tre puntate su Rai Uno) quello spiraglio di luce che fa riferimento ad una vera e propria (pur faticosa ma necessaria) “rivoluzione culturale” non solo delle donne ma di tutta la società italiana, appunto, dal 1945 in poi.</p>
<p>Tu mi hai pubblicato alcuni di questi articoli; mentre altri sono stati pubblicati da siti web dell’Emilia, del Veneto, del Molise ed anche della Calabria. Spero di potertene dare conto quando sarà concluso l’effetto di tale mini-serie televisiva “La Sposa” di Rai Uno. Comunque sia, continuo con il fare qualche altra considerazione, visto che ormai sono sul tema.</p>
<p>4 – TUTTO IL BENE TUTTO IL MALE DEL MONDO</p>
<p>Caro Tito, è risaputo che non tutto è male al 100% e non tutto è bene al 100%. A questa legge naturale risponde pure la miniserie TV “La Sposa” di cui abbiamo vistosu Rai Uno (con molto interesse ed attenzione) la prima puntata, domenica sera 16 gennaio, e la seconda domenica 23; mentre siamo in attesa di seguire la conclusione di tale “fiction” con la terza, domenica 30. Ognuno può vederci tutto il bene o tutto il male del mondo; però a Mamma Rai e a chi ha realizzato tale film interessa, alla fin fine, il record di ascolti. Anzi la discussione e persino le polemiche sono sempre benvenute non soltanto alla produzione e alla stessa Rai (perché sono utili ad aumentare gli ìndici Auditel ed i conseguenti vantaggi per tutti) ma anche alla vivacità critica popolare che così si esercita a fare emergere problematiche ed argomenti legati al prodotto socio-culturale proposto in modo semplice o complesso. Perciò, non tutto è male o buono al 100%. C’è del positivo e del negativo in tutte le cose, pure in percentuale alla propria sensibilità umana e sociale, alla percezione soggettiva, alla suscettibilità e all’opinione di ognuno di noi. Poi, alla fin fine, qualcosa di utile emerge sempre, nonostante le tendenziosità colpose o colpevoli, dirette o indirette.</p>
<p>5 – IL FENOMENO DEI MATRIMONI MISTI</p>
<p>Tra i tanti commenti che si possono fare a proposito del tema principale del film “La Sposa”, quello sui “matrimoni misti” mi sembra sempre attuale e presente, specialmente dopo che i nostri paesi, le nostre regioni, le nostre nazioni, gli stessi continenti si sono aperti sempre di più dopo secoli di chiusura e di incomunicabilità, la quale favorisce incomprensioni e pregiudizi (come acutamente ha osservato la stessa signora Maria Rosaria De Rito). Se prima si soleva dire “Donne e buoi dei paesi tuoi” … adesso la maggior parte dei matrimoni avvengono con persone che non appartengono alla propria comunità. E ciò implica mentalità, abitudini e costumi diversi che non sempre l’Amore e l’intelligenza, la buona volontà e lo spirito di sacrificio riescono a fare accettare o conciliare. Né le persone che contraggono matrimoni misti sembrano essere sufficientemente preparati a tale passo, convinti come sono che i sentimenti possano appianare tutte le difficoltà. Ma, purtroppo e alla lunga, non è così.</p>
<p>Oggi addirittura sono numerosi i matrimoni che non avvengono con connazionali ma tra persone di lingue e culture diverse, a volte pure troppo lontane e differenti per poter reggere l’impatto di una unione stabile,  continua e duratura. Tra tanto altro, abbiamo appreso, con grande orrore da giornali e TV, che talune culture non ammettono assolutamente un matrimonio con persone diverse dal proprio status mentale e religioso. Infatti, quante ragazze sono state uccise (pure in Italia) dai loro stessi genitori e parenti perché amavano giovani di altra cultura, nazionalità, ceto o religione oppure addirittura avevano presosemplici e formali atteggiamenti di altre civiltà (come ad esempio quella nostra, tanto vituperata “occidentale”)!…</p>
<p>Di fronte a tale disumanità ci fanno sorridere le pur importanti difficoltà presentateci dal film “La Sposa”. Perciò,  essendo quello proposto da Rai Unoun tema di vissuto e di storia nazionale, a tutti gli italiani (e a noi calabresi in particolare) spetta trarre i migliori spunti per conoscere meglio il fenomeno di tali “matrimoni misti” tra ragazze del sud Italia e uomini del centro-nord, i quali (per merito o per colpa della veloce industrializzazione dal 1945 alla fine degli anni ottanta) non riuscivano più a trovare nei loro paesi donne da sposare, perché erano scappate in città per realizzare quella “emancipazione” che piano piano ha portato ad una vera e propria RIVOLUZIONE FEMMINILE poi pure nel Sud Italia e in altri contesti.</p>
<p>Alle pagine123 – 125 del sesto volume del “Libro-Monumento per i miei Genitori” (2007) ho trattato pure io dei “matrimoni misti” poiché anche il mio può essere considerato un “matrimonio misto” essendo stato contratto tra un calabrese ed una molisana. E, pur essendo tale unione dentro un contesto culturale quasi simile geograficamente del Sud Italia (Calabria e Molise) nel medesimo territorio dell’ex Regno di Napoli o Regno delle Due Sicilie, posso testimoniare che come “esterno” a tale ambiente ho incontrato notevoli difficoltà di accettazione, di inserimento edi integrazione. Integrazione che, ritengo per esperienza diretta, non sarà mai completa, almeno mentalmente, poiché si è spesso visti sempre come ospite e addirittura come forestiero … “extra-comunitario” cioè nato e cresciuto fuori da quella comunità cui non basta un matrimonio per essere accettato o farne parte (ciò succede però pure in Calabria e tra persone di paesi persino vicini). Infatti, per distinguere una persona proveniente (per matrimonio o lavoro) da altri paesi, immediatamente gli si affibbia il soprannome di provenienza: il monasteracioto (se proviene da Monasterace), bufungisi (da Bivongi), serrisi (da Serra San Bruno), ischioto o ischitano (da Isca sullo Ionio) e così via.</p>
<p>Qui in Molise ho avutopure  parecchie prove di venature razzistiche. Ad esempio, ho trovato qui persone che affermavano (negli anni 80) che i “calabresi sono tutti cattivi” e persino (negli anni 90 e 2000) la frase “Chi è morto? … Nessuno, un calabrese”. Per il resto, lasciamo stare, copriamo con un velo pietoso. Quindi, per trovare discrepanze, pregiudizi e “razzismi domestici” non bisogna andare nel Nord Italia per noi calabresi!… Ognuno ha il suo nord. E, per la Calabria in particolare, possiamo persino parlare di particolare “apartheid” … addirittura all’interno dello stesso Sud.</p>
<p>6 – CALABRESI ED EBREI</p>
<p>Caro Tito, sarà soltanto una mia impressione, però personalmente (da tutto ciò che ho visto e percepito in questi miei 72 anni di vita) si rafforza la convinzione che Calabresi ed Ebrei sono discriminati più di altri popoli. Ovviamente non si possono paragonare tra loro gli eventi sofferti da entrambi, però siamo più o meno sulla stessa scia, anche se per motivi differenti, forse persino opposti. Sarebbe da approfondire, anche storicamente.</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-383-la-rivoluzione-femminile-delle-spose-del-sud-con-ultima-puntata-su-rai-uno-domenica-sera-30-gennaio/5-giornata-della-memoria-2022/" rel="attachment wp-att-195720"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-195720" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_300+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5-GIORNATA-DELLA-MEMORIA-2022-2048x1720.jpg" alt="" width="300" height="252" data-spai="1" data-spai-upd="300" /></a>Oggi, 27 gennaio 2022, è IL GIORNO DELLA MEMORIA, per ricordare l’Olocausto degli Ebrei per mano nazi-fascista, avvenuto tra gli anni trenta e quaranta dello scorso 20° secolo. Purtroppo la lezione dell’Olocausto vale a poco, se è vero, come è vero, che un po’ ovunque nel mondo avvengono (in modo evidente o camuffato) atroci genocidi, specialmente verso le minoranze. A volte, persino genocidi camuffati o silenti.</p>
<p>7 – DA DORA AD AMINA</p>
<p>Altri Sud si affacciano alla ribalta internazionale, altri popoli. Sono coloro che bussano alle nostre porte “occidentali” attraverso le rotte del mare e dei deserti. Seppure pagando un prezzo enorme di vite e di sacrifici, questi popoli piano piano prendono il posto lasciato vuoto dagli ex meridionali nei lavori e nei ruoli più umili.  Così, ad esempio, una simbolica Amina, musulmana, ha preso il posto di Dora nelle Langhe … la sposa del sud calabrese degli anni sessanta, descritta nel libro “Ti ho vista che ridevi”  ( leggi in https://www.slowfood.it/slowine/ti-ho-vista-che-ridevi-un-romanzo-che-parla-al-mondo-slow-e-che-ti-fa-vincere-una-selezione-di-vini-unica/ ). Il ciclo ed il riciclo dei poveri riprende e si ripete.</p>
<p>8 – LETTERATURA E MUSICA DELLE MIGRAZIONI</p>
<p>Come è sempre accaduto, più o meno, ogni grande evento migratorio ha i suoi racconti (Letteratura orale o scritta, oggi anche filmica) e le sue canzoni. In uno dei miei articoli (https://www.lanuovacalabria.it/la-sposa-di-rai-uno-lanciano-a-badolato-ce-gia-un-piccolo-monumento-alle-spose-del-sud-richieste-dal-nord) pubblicato alle ore 16.48  mercoledì 19 gennaio 2022, ricordavo che il cantautore Bruno Lauzi aveva scritto e cantato nel 1966 la canzone “La donna del sud”( https://www.youtube.com/watch?v=ds8jNb1JuD0 ) cui nel 1967 faceva eco un altro bravo cantautore, Sergio Endrigo, con “Il treno che viene dal sud” (https://www.youtube.com/watch?v=1JgS9PnZXok ). Entrambi cantavano le grandi migrazioni tra sud e nord Italia, pur con visioni un po’ differenti l’uno dall’altro. Ne rasta ancora una memoria emotiva.</p>
<p>Vorrei qui ricordare, tra i tanti, altri due esempi di musica delle migrazioni o dell’esodo italiano non solo meridionale: il gruppo musical-canoro de “I ricchi e poveri” e il celebre Domenico Modugno. Il quartetto dei “Ricchi e Poveri” con il notissimo artista portoricano José Feliciano ha cantato la canzone “Che sarà” ( https://www.youtube.com/watch?v=uttf8JSOtKw ) al festival di Sanremo del febbraio 1971, riuscendo a classificarsi secondi ed ottenendo un successo strepitoso di vendite e di consensi. Una canzone attualissima ancora adesso. Domenico Modugno, di origini pugliesi, ha adattato e cantato poi nel 1973 uno struggente brano contadino abruzzese dei primi del 1900 “Amara terra mia”( https://www.youtube.com/watch?v=AuObk4VAgFI ) che ancora adesso prende e commuove noi tutti.</p>
<p>9 – DEDICATO AI MIGRANTI</p>
<p>Caro Tito, voglio dedicare la foto qui a fianco a tutti i migranti, specialmente a coloro che sono morti nelle traversate (nei deserti, nei campi di detenzione degli schiavisti, in mare) nel tentativo di trovare altrove una vita migliore. Questa terribile immagine fa riferimento al recente naufragio di una imbarcazione stracolma di migranti, nel mare tra le Bahamas e la Florida.</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-383-la-rivoluzione-femminile-delle-spose-del-sud-con-ultima-puntata-su-rai-uno-domenica-sera-30-gennaio/6-naufrago/" rel="attachment wp-att-195721"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-195721" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_169+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6-Naufrago.jpg" alt="" width="169" height="300" data-spai="1" data-spai-upd="169" /></a>Infatti, le migrazioni non interessano soltanto noi e il Mediterraneo, ma interessano varie parti del mondo … là dove ci sono Paesi più ricchi che attraggono manodopera “clandestina” … come ad esempio, nel sud-est asiatico verso l’Australia o nel centro America verso gli Stati Uniti.</p>
<p>10 – IN ALLEGATO LA CALABRIA DI MONGIARDO</p>
<p>Caro Tito, poiché siamo in tema di Calabria, pure per il film “La Sposa” magistralmente interpretato da una splendida “calabresella” Serena Rossi “Made in Napoli”, allego (a beneficio dei nostri gentili lettori) le sei suggestivepagine, recentemente scritte (gennaio 2022) dal filosofo Salvatore Mongiardo di Soverato e intitolate “Calabria e mondo tra passato e futuro”. Piaceranno sicuramente alla signora De Rito.</p>
<p>11 – COSIMO ERMOCIDA E’ INGEGNERE GESTIONALE</p>
<p>Caro Tito, diamo adesso uno sguardo alle nuove generazioni che si fanno e ci fanno onore. Come il giovane neo-dottore Cosimo Ermocida (nato il 05 novembre 1997) il quale si è laureato con il massimo dei voti in “ingegneria gestionale” discutendo la tesi giovedì 20 gennaio 2022, due giorni prima che ricorresse il 71mo compleanno di nascita del compianto papà Enzo (1951-2017). Una semplice coincidenza?… Penso di no!</p>
<p>Il titolo della tesi sembra essere molto interessante &lt;&lt;Analisi dei costi per l’elettrificazione di flotte di servizi TPL in ambiente urbano&gt;&gt;. In una delle prime pagine di tale volume c’è scritta una commovente dedica al tanto amato genitore: &lt;&lt;A te, papà! Raggiungere questo traguardo vuol dire mantenere quella promessa che ti ho fatto stringendoti la mano; da quel giorno purtroppo l’unica cosa che non ho più potuto stringere sei stato tu, ma è proprio a te che dedico qualsiasi passo in avanti della mia vita. Mi manchi!&gt;&gt;.</p>
<p><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-383-la-rivoluzione-femminile-delle-spose-del-sud-con-ultima-puntata-su-rai-uno-domenica-sera-30-gennaio/7-laurea-cosimo-ermicida/" rel="attachment wp-att-195722"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-195722" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_223+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7-laurea-Cosimo-Ermicida.jpg" alt="" width="223" height="300" data-spai="1" data-spai-upd="223" /></a>Nella foto, ecco, sùbito l’avvenuta brillante laurea, il neo-dottore Cosimo con il volume della tesi e in testa la corona di alloro che nasconde alcuni peperoncini rossi che sono per tutti noi amici il simbolo di papà Enzo. Al neo-ingegnere Cosimo Ermocida, che ama tantissimo pure Badolato, vanno i nostri migliori auguri per una splendida carriera lavorativa nel contesto di una vita il più possibile serena e felice, ricca di soddisfazioni. Complimenti pure a mamma Maria e al fratello Antonio, nonché alla nonna e agli zii materni di Montesarchio (Benevento). Caro Cosimo, fatti e facci onore al massimo possibile! Augurissimi e “ad majorasemper”. Excelsior!… NOI TIFIAMO SEMPRE PER TE !!!!</p>
<p>12– SALUTISSIMI</p>
<p>Caro Tito, come ti ho già accennato, mi riprometto di darti conto (un po’ più in là) sugli effetti ed affetti che hanno suscitato, pure in me, le tre puntate dello sceneggiato televisivo “La Sposa” che tanto ha toccato la sensibilità nazionale e regionale(specialmente per i veneti e per noi calabresi). Intanto, ti ringrazio per la pubblicazione pure di questa “Lettera n. 383” e in attesa della n. 384, ti saluto sempre con tanta cordialità e stima.</p>
<p><strong><em>Domenico Lanciano</em></strong></p>
<p>ITER-City, giovedì 27 gennaio 2022 ore 18.44 – Dal settembre 1967 il mio motto di Wita è “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto”. Le foto sono state prese dal web, meno quella fornitami da Maria Rosaria De Rito e quella della laurea di Cosimo inviatami da Maria Caturano Ermocida.</p>
<p><b>ALLEGATO: </b><span style="text-decoration: underline;"><b><a href="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/S.-MONGIARDO_-CALABRIA-E-MONDO-TRA-PASSATO-E-FUTURO" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/S.-MONGIARDO_-CALABRIA-E-MONDO-TRA-PASSATO-E-FUTURO&amp;source=gmail&amp;ust=1643734125893000&amp;usg=AOvVaw27xm8IFAblDqgwNIfwnVta">https://www.costajonicaweb.it/<wbr />wp-content/uploads/2022/01/S.-<wbr />MONGIARDO_-CALABRIA-E-MONDO-<wbr />TRA-PASSATO-E-FUTURO</a></b>.</span>pdf</p>
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		<title>Lettera aperta per un monumento alle “calabrotte”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 10:36:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le associazioni culturali “Università delle Generazioni” e “Amici della Calabria” hanno inviato una “Lettera aperta” ai Sindaci dei Comuni delle Langhe (vasto territorio piemontese tra le province di Cuneo e di Asti), al fondatore di Slow Food Carlo Petrini, alla presidenza della Fondazione Nuto Revelli, a parecchie altre associazioni culturali locali, ad eminenti personaggi, nonché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le associazioni culturali “Università delle Generazioni” e “Amici della Calabria” hanno inviato una “Lettera aperta” ai Sindaci dei Comuni delle Langhe (vasto territorio piemontese tra le province di Cuneo e di Asti), al fondatore di Slow Food Carlo Petrini, alla presidenza della Fondazione Nuto Revelli, a parecchie altre associazioni culturali locali, ad eminenti personaggi, nonché a numerose testate giornalistiche regionali, nazionali ed estere.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Borghi-delle-Langhe.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-79459" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Borghi-delle-Langhe-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Borghi-delle-Langhe-300x169.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Borghi-delle-Langhe-750x422.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Borghi-delle-Langhe.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Così scrive Domenico Lanciano, giornalista calabrese impegnato a contrastare lo spopolamento dei borghi e noto per la vicenda del 1986-88 di “Badolato paese in vendita in Calabria”:  <strong>&lt;&lt; E’ ben chiaro a tutti Voi il fenomeno delle donne che, dalla Calabria soprattutto e dal Sud Italia in genere, sono emigrate (per matrimonio e per lavoro) in Piemonte e, in particolare, nelle Langhe, contribuendo in modo alquanto determinante alla demografia e all’economia di questo importante Comprensorio, poi divenuto prestigioso marchio internazionale &gt;&gt;.</strong></p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/LA-SPOSA-Rai-Uno-Serena-Rossi.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-79300" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/LA-SPOSA-Rai-Uno-Serena-Rossi-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/LA-SPOSA-Rai-Uno-Serena-Rossi-300x180.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/LA-SPOSA-Rai-Uno-Serena-Rossi-750x450.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/LA-SPOSA-Rai-Uno-Serena-Rossi.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Quindi, conclude formulando la seguente proposta:<strong> &lt;&lt; Le associazioni culturali informali “Università delle Generazioni” e “Amici della Calabria” ritengono che sia giunto il momento (anche a livello di opinione pubblica, dopo tanti studi e libri pubblicati a riguardo e specialmente dopo il grande successo dello sceneggiato televisivo LA SPOSA che sta andando in onda in tre puntate su Rai Uno) di <u>ERIGERE UN MONUMENTO ALLA COSIDDETTE &lt;&lt; CALABROTTE &gt;&gt;</u> in un luogo che sarete Voi a decidere nei tempi e nei modi più opportuni &gt;&gt;.</strong></p>
<p>In realtà, il promotore intende avanzare la stessa proposta ad altre realtà simili alle Langhe, nel centro-nord Italia dove nel dopoguerra (specialmente dal 1945 al 1990) centinaia di migliaia di donne meridionali di tutte le età hanno contribuito alla ricchezza di interi territori, nell’agricoltura (come ad esempio nelle ortaie della pianura padana), negli allevamenti, nelle industrie e nei servizi. Un monumento alla loro memoria e alla loro presenza storica è quanto mai dovuto, anche come riconoscenza e gratitudine per l’immensa missione svolta anche come prolifiche nutrici.</p>
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		<title>Badolato, monumento alle spose del Sud richieste dal Nord</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2022 12:01:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1966, quando in pieno boom economico e emigratorio dal nostro meridione milioni di persone si sono trasferite al centro-nord Italia, il bravo cantautore genovese Bruno Lauzi (1937-2006) ha pubblicato la bella canzone “La donna del sud” &#60;&#60; https://www.youtube.com/watch?v=ds8jNb1JuD0 &#62;&#62; . Dice proprio di una emblematica “Maria” … più o meno come la Maria dello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1966, quando in pieno boom economico e emigratorio dal nostro meridione milioni di persone si sono trasferite al centro-nord Italia, il bravo cantautore genovese Bruno Lauzi (1937-2006) ha pubblicato la bella canzone “La donna del sud” &lt;&lt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ds8jNb1JuD0" target="_blank" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=ds8jNb1JuD0</a></span> &gt;&gt; .</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/LA-SPOSA-Rai-Uno-Serena-Rossi.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-79300" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/LA-SPOSA-Rai-Uno-Serena-Rossi-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/LA-SPOSA-Rai-Uno-Serena-Rossi-300x180.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/LA-SPOSA-Rai-Uno-Serena-Rossi-750x450.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/LA-SPOSA-Rai-Uno-Serena-Rossi.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Dice proprio di una emblematica “Maria” … più o meno come la Maria dello sceneggiato di RAI UNO in tre puntate “La Sposa” di cui è andata in onda la prima, domenica sera 16 gennaio, suscitando, com’era prevedibile, una marea di polemiche ma anche di apprezzamenti (con ben 6 milioni di spettatori e uno share assoluto del 26,8%). Poi, un anno dopo, nel 1967 l’indimenticabile cantautore istriano, Sergio Endrigo (1933-2005), ha fatto eco a Lauzi con un’altra memorabile canzone intitolata “Il treno che viene dal sud” con un testo meno idilliaco e più attinente al dramma dell’emigrazione &lt;&lt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=1JgS9PnZXok" target="_blank" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=1JgS9PnZXok</a></span> &gt;&gt;.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/libro-TI-HO-VISTA-CHE-RIDEVI-da-Calabria-a-Langhe-1960.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-79298" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/libro-TI-HO-VISTA-CHE-RIDEVI-da-Calabria-a-Langhe-1960-176x300.jpg" alt="" width="176" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/libro-TI-HO-VISTA-CHE-RIDEVI-da-Calabria-a-Langhe-1960-176x300.jpg 176w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/libro-TI-HO-VISTA-CHE-RIDEVI-da-Calabria-a-Langhe-1960.jpg 602w" sizes="(max-width: 176px) 100vw, 176px" /></a>Dal 2015 Rubbettino editore diffonde “Ti ho visto che ridevi” un accorato e drammatico romanzo tratto dal vero, cui probabilmente si potrebbero essere ispirati gli autori della fiction di Rai Uno. Tale libro, firmato da Lou Palanca narra appunto di una donna che, proveniente da Riace di Calabria, è richiesta in sposa da un allevatore e agricoltore delle Langhe (vasto territorio nelle province di Asti e Cuneo). Nella prefazione di tale opera, Carlo Petrini (famoso promotore di “Slow Food”) afferma che le Langhe sono state addirittura “salvate” proprio dalle “calabrotte” cioè dalle ragazze calabresi che, andate in sposa ai giovanotti della ruralità piemontese, hanno contribuito in modo determinante al progresso demografico ed economico di quella parte del nord padano divenuto marchio internazionale. Come intende dimostrare lo sceneggiato televisivo della Rai, che proseguirà con la seconda puntata domenica 23 e con la terza il 30 gennaio.</p>
<p>Ma è anche probabile che l’idea per una fiction sia venuta alla Rai da un’intera campagna di informazione fatta pure a livello nazionale dall’Università delle Generazioni che, nel febbraio 2021, ha fatto circolare, su innumerevoli siti e giornali web e cartacei, una propria documentata dissertazione proprio sulle ragazze (vergini e forti, mansuete e grandi lavoratrici), non solo calabresi ma meridionali in genere (portando delle storie raccontate dalle protagoniste), allegandovi seri studi sociologici universitari di notevole importanza.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Gianni-Verdiglione-scultore-Badolato.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-79297" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Gianni-Verdiglione-scultore-Badolato.jpg" alt="" width="214" height="235" /></a>Però è altresì probabile che lo spunto sia scaturito dal piccolo monumento alla sposa del sud, realizzato nel gennaio 2021 dallo scultore Gianni Verdiglione proprio alla parete esterna della casa di una di queste ragazze, sita alla Via Regina Margherita di Badolato Superiore.</p>
<p>Tale monumento è una delle tante “pietre parlanti” che Verdiglione ha fabbricato in numerose via e piazze di quel borgo antico, divenuto molto ricercato e trandy per via della notorietà datagli dalle vicende internazionali del “paese in vendita” nel 1986-88 e per l’accoglienza ai quasi novecento profughi curdi della nave Ararat nel dicembre 1997.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Gianni-Verdiglione-Pietra-parlante-per-le-spose-del-sud-Badolato-CZ.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-79296" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Gianni-Verdiglione-Pietra-parlante-per-le-spose-del-sud-Badolato-CZ-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Gianni-Verdiglione-Pietra-parlante-per-le-spose-del-sud-Badolato-CZ-300x221.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Gianni-Verdiglione-Pietra-parlante-per-le-spose-del-sud-Badolato-CZ.jpg 523w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In tale pietra parlante viene ricordato il matrimonio avvenuto il 25 agosto 1979 tra Luciano Gambaretti, agricoltore veronese, e la badolatese Giuseppina Carnuccio come esempio di quando gli uomini padani cercavano moglie nel sud Italia: &lt;&lt; Vinna nu bellu giuvanottu da campagna ‘e Verona e sa levàu &gt;&gt; ovvero &lt;&lt; E’ venuto un bel giovanotto della campagna di Verona, l’ha sposata e se l’è portata via &gt;&gt;.</p>
<p>Qualsiasi sia l’ispirazione di partenza del racconto televisivo in corso, sta di fatto che le centinaia di migliaia di donne del Sud (che hanno “fecondato” il centro-nord Italia) meritano una memoria evidente e seria, come possono essere i monumenti e gli studi universitari.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Pontificia-Fonderia-di-Campane-Marinelli-Agnone-del-Molise.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-79301" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Pontificia-Fonderia-di-Campane-Marinelli-Agnone-del-Molise-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Pontificia-Fonderia-di-Campane-Marinelli-Agnone-del-Molise-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Pontificia-Fonderia-di-Campane-Marinelli-Agnone-del-Molise-750x563.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/01/Pontificia-Fonderia-di-Campane-Marinelli-Agnone-del-Molise.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ma anche campane. Infatti è giunta notizia che la Pontificia Fonderia di Campane Marinelli di Agnone del Molise sta per realizzare proprio la “Campana Spose del Sud” a ricordo di quante hanno lasciato le loro calde e soleggiate case per riempire quelle degli altri, nel lontano, nebbioso e freddo nord padano, affrontando innumerevoli sacrifici e privazioni, spesso pure razzismo e violenze di ogni genere. Come Rai racconta in questa “fiction-monumento” alle donne del Sud.</p>
<p><em>Domenico Lanciano</em></p>
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		<title>Giornata nazionale della legalità, la RAI parla della &#8216;ndrangheta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enzo Bubbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 May 2021 08:44:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della giornata nazionale della legalità (oggi, 23 maggio 2021), RAI Uno si occupa della &#8216;ndrangheta e di chi ha il coraggio di denunciarla. Intorno alle ore 23,45, è in programma in esclusiva, nell&#8217;ambito dello Speciale Tg1: &#8220;Se dicessimo la verità&#8221;, un documentario di Giulia Minoli ed Emanuela Giordano come testimonianza su quanti, attori, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/giornata-nazionale-della-legalita-la-rai-parla-della-ndrangheta/">Giornata nazionale della legalità, la RAI parla della &#8216;ndrangheta</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">In occasione della giornata nazionale della legalità (oggi, 23 maggio 2021), RAI Uno si occupa della &#8216;ndrangheta e di chi ha il coraggio di denunciarla.</p>
<p dir="ltr">Intorno alle ore 23,45, è in programma in esclusiva, nell&#8217;ambito dello Speciale Tg1: &#8220;Se dicessimo la verità&#8221;, un documentario di Giulia Minoli ed Emanuela Giordano come testimonianza su quanti, attori, giudici, giornalisti e imprenditori, non si piegano dinnanzi alla violenza mafiosa.</p>
<p dir="ltr">In agenda anche un&#8217;intervista al procuratore Nicola Gratteri.</p>
<p dir="ltr"><em>di Enzo Bubbo</em></p>
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		<title>TV7 il settimanale di Rai Uno si rioccupa della “strada che non c’è”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Santino Pascuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 19:41:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le telecamere della Rai ritornano nell&#8217;area del Reventino. Sono state effettuate delle riprese per realizzare il servizio televisivo nell’unico tratto realizzato di carreggiata di 4 km aperta al traffico e percorribile tra Soveria Mannelli e Decollatura, rispetto all’intero percorso rimasto per il momento solo disegnato sulla carta, della strada di collegamento Catanzaro-Cosenza detta anche del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/tv7-il-settimanale-di-rai-uno-si-rioccupa-della-strada-che-non-ce/">TV7 il settimanale di Rai Uno si rioccupa della “strada che non c’è”</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-gruppo.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-72446 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-gruppo.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-gruppo.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-gruppo-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-gruppo-750x563.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>Le telecamere della Rai</strong> <strong>ritornano nell&#8217;area del Reventino</strong>. Sono state effettuate delle riprese per realizzare il servizio televisivo nell’unico tratto realizzato di carreggiata di 4 km aperta al traffico e percorribile tra <strong>Soveria Mannelli</strong> e <strong>Decollatura, </strong>rispetto all’intero percorso rimasto per il momento solo disegnato sulla carta, della <strong>strada di collegamento Catanzaro-Cosenza</strong> detta anche del <strong>Medio Savuto</strong> o come di piacerebbe a noi portasse il nome di <strong>strada del Reventino</strong>.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-72445 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto.jpg" alt="" width="768" height="1024" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-225x300.jpg 225w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-750x1000.jpg 750w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a>Ci sarà un altro passaggio sulla prima rete della <strong>Rai </strong>nell’ambito della trasmissione televisiva dell’importante programma di approfondimento informativo <strong>TV7</strong>, l’appuntamento è previsto per la messa in onda, venerdì 28 maggio 2021, in seconda serata giusto per mantenere sempre alta l&#8217;attenzione su questa ormai famosa incompiuta di collegamento tra <strong>Catanzaro </strong>e<strong> Cosenza</strong>, passando <strong>nell’entroterra del Reventino e del Savuto</strong>, che nonostante non sia ancora operativa ha già una lunga storia alle spalle da poter essere raccontata.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-in-foto.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-72440 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-in-foto.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-in-foto.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-in-foto-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-in-foto-750x563.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>Al presidente Domenico Mazza, presente insieme ad alcuni attivisti e componenti il comitato “la strada che non c’è” che ha sede a <strong>San Pietro Apostolo</strong>, abbiamo chiesto di fornire a <strong><em>ilReventino.it</em></strong> qualche anticipazione.</p>
<p><strong><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-72441 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-2.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-2.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-2-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-2-750x563.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>Presidente, TV7 si occupa nuovamente della &#8220;strada che non c’è&#8221; possiamo dire che la notizia rimane sempre di attualità dato che l&#8217;opera è ancora in costruzione. Il giornalista Riccardo Giacoia ha curato un nuovo servizio, questa volta cosa è stato messo in evidenza?<br />
«</strong><em>Sì <strong>Tv7</strong> si occupa ancora una volta della problematica della strada che non c&#8217;è. Infatti abbiamo avuto il piacere e l&#8217;onore di avere con noi uno dei uno dei giornalisti di spicco della nostra regione, Riccardo Giacoia, presso il tratto di strada realizzato di 4 km ed il restante tratto in parte in corso d&#8217;opera e l&#8217;altro ancora da tracciare.<br />
</em></p>
<p><em><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-tre.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-72444 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-tre.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-tre.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-tre-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-tre-750x563.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>L&#8217;occasione è quella del <strong>Recovery Plan</strong>, infatti mentre si parla di <strong>Ponte sullo Stretto</strong> di Messina, struttura importante è utile ma sicuramente, ci sono altre opere prioritarie come la strada che non c&#8217;è, di cui ci occupiamo da più di 10 anni, in pratica è un&#8217;opera assolutamente prioritaria per tutta la zona centrale della Calabria, per i numerosi centri della provincia di <strong>Catanzaro</strong> e della provincia di <strong>Cosenza</strong>».</em></p>
<p><strong><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-gruppo.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-72443 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-gruppo.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-gruppo.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-gruppo-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-gruppo-750x563.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>Sono prevedibili evoluzioni per definire il completamento del tracciato? Quali sono le prospettive? </strong><br />
<em>«Come già comunicato in precedenza, noi del comitato avevamo già scritto una lettera direttamente il <strong>premier Draghi</strong>, che ha subito interpellato il Ministero delle Infrastrutture per occuparsi della cosa ed in più abbiamo chiesto ai vari comuni della provincia di Catanzaro e di Cosenza di portare l’argomento all’attenzione dei consigli comunali, per avere una posizione unanime e condivisa». </em></p>
<p><strong><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-4.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-72442 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-4.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-4.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-4-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-4-750x563.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>Quali sono le novità presidente?<br />
</strong><em>«Si chiede quindi, appunto, alla nostra governante, al Governo, ai Ministeri, alla Regione Calabria che anche la <strong>&#8220;strada che non c’è&#8221; sia inserita tra le opera da realizzare </strong> in considerazione del fatto che le comunità dell’intero territorio interessato attendono ormai da diversi decenni la possibilità di un miglioramento dei collegamenti e di poter usufruire di vie di comunicazione moderne e funzionali».</em></p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-5-e1621625912485.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-72439 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-5-e1621625912485.jpg" alt="" width="1024" height="599" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-5-e1621625912485.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-5-e1621625912485-300x175.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/05/TV7-Rai-Uno-Giacoia-la-strada-che-non-ce-foto-5-e1621625912485-750x439.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
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		<title>Il caso di Dodò Gabriele, vittima della &#8216;ndrangheta, nel programma &#8220;A sua immagine&#8221; su Rai 1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enzo Bubbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 10:20:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[‘ndrangheta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il programma &#8220;A sua immagine&#8221; (su Rai 1) manderà in onda un servizio su Dodò Gabriele, giovanissima vittima della &#8216;ndrangheta, nella puntata di domani, sabato 20 marzo, alle ore 15,45. Nel programma ci sarà un&#8217;intervista registrata ai genitori Francesca e Giovanni Gabriele,  molto impegnati con l&#8217;associazione &#8220;Libera&#8221; nel fare prevenzione contro crimine organizzato. Mesto l&#8217;antefatto:  [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/il-caso-di-dodo-gabriele-vittima-della-ndrangheta-nel-programma-a-sua-immagine-su-rai-1/">Il caso di Dodò Gabriele, vittima della &#8216;ndrangheta, nel programma &#8220;A sua immagine&#8221; su Rai 1</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il programma &#8220;A sua immagine&#8221; (su Rai 1) manderà in onda un servizio su Dodò Gabriele, giovanissima vittima della &#8216;ndrangheta, nella puntata di domani, sabato 20 marzo, alle ore 15,45.</p>
<p>Nel programma ci sarà un&#8217;intervista registrata ai genitori Francesca e Giovanni Gabriele,  molto impegnati con l&#8217;associazione &#8220;Libera&#8221; nel fare prevenzione contro crimine organizzato.</p>
<p>Mesto l&#8217;antefatto:  Dodò Gabriele è stato ferito gravemente su un campo di calcio a Crotone da una pallottola assassina ed è morto dopo mesi di sofferenze all&#8217;ospedale Pugliese di Catanzaro.</p>
<p>In diretta ci sarà  Don Luigi Ciotti e Margherita Asta. L&#8217;iniziativa è promossa  in occasione della giornata delle vittime innocenti di mafia.  Il tema scelto: &#8220;Bambini vittime innocenti, ricordare per non dimenticare mai&#8221;.</p>
<p><em>di Enzo Bubbo</em></p>
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