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	<title>Matteo Salvini Archivi - ilReventino.it</title>
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	<title>Matteo Salvini Archivi - ilReventino.it</title>
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		<title>Suicidio del Sud e Suicidio del Pianeta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2021 07:44:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tito, mai come in questi giorni è fin troppo evidente la differenza tra la più anziana democrazia degli Stati Uniti d’America (anno 1776, nonostante tutte le sue pur terribili contraddizioni) con la più giovane democrazia italiana (che, pur nata ufficialmente nel 1946 dalla cosiddetta Resistenza, nega ancora tanta giustizia nazionale e troppe verità tra cui quelle sul nostro Sud e sulla sua proditoria conquista nel 1860).</p>
<p>In questi ultimi giorni è su tutti i giornali, in tutte le TV e in altri mezzi comunicazione sociale, il fatto (pur discutibile) che il neo-presidente USA, Joe Biden, abbia  &lt;&lt;  proclamato l’11 ottobre come Columbus Day, in base ad una legge del Congresso, ma ha auspicato che sia “un giorno di riflessione” non solo sullo “spirito di esplorazione dell’America, il coraggio e i contributi degli italo-americani nel corso di generazioni”, ma anche “sulla dignità e resilienza delle nazioni tribali e delle comunità indigene” e sul “lavoro che resta da fare per realizzare la promessa di una nazione per tutti”.  Da diversi anni il giorno dedicato a Cristoforo Colombo è diventato una festività controversa e le sue statue sono state vandalizzate, dopo una rivisitazione storica degli effetti devastanti e brutali della colonizzazione europea sulle comunità native &gt;&gt;. (dispaccio ANSA da Washington, 08 ottobre 2021).</p>
<p><strong>1 – IL SONNO DEL SUD E SUL SUD</strong></p>
<p>In Italia, invece, tutto resta dormiente al suo posto: le statue di Garibaldi e di Vittorio Emanuele II (persino di massacratori razzisti come Enrico Cialdini e altri), le intitolazioni di vie e piazze a loro dedicate, senza aver riflettuto ancora adeguatamente (dopo ben 161 anni) sui crimini della cosiddetta e proditoria “conquista del Sud” del 1860. D’altra parte, come meravigliarsi?… L’Italia nasconde ancora fin troppe verità pure sulle più importanti stragi subìte dal popolo negli ultimi 75 anni, come vuoi che non nasconda le vergognose e tragiche imprese contro le genti del Sud?…</p>
<p>Ma una nazione che non sa o non vuole riflettere sulla sua Storia più dolorosa (e riparare agli errori e agli orrori) non sarà mai una vera Nazione, sarà un’accozzaglia di soli interessi economici-speculativi che esulano dalla democrazia e dall’Unità Istituzionale! I nativi americani hanno avuto (almeno in parte, ed è un buon inizio) la loro verità storica dal Governo degli USA (erede dei conquistatori e dei massacratori) ed anche riconoscimenti ufficiali e risarcimenti istituzionali e socio-economici. Il nostro Sud Italia continua ad avere vessazioni e ruberie di ogni tipo, più evidenti o più nascoste, dopo essere già stato depredato totalmente… tanto da non avere più le forze per risollevarsi (essendo stato spopolato, desertificato e privato dei suoi giovani e degli elementi più attivi, quasi tutti costretti ad andare a lavorare e vivere al nord o all’estero, un inaudito e feroce salasso, quasi una pulizia etnica).</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large"><img decoding="async" class="wp-image-191841" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_142+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/2-Le-parole-sono-pietre.png" alt="" width="142" height="220" data-spai="1" data-spai-upd="142" /></figure>
</div>
<p>Ma c’è anche un problema ancora più grave che si aggiunge a tutto ciò, che (già di per sé stesso) è un annientamento totale. Le genti meridionali (forse troppo stanche di tante dominazioni subìte nel corso degli ultimi 24 secoli, forse oltre 22 predatori, quasi tutti provenienti da nord) non riescono ancora a rivendicare nulla, né verità, né riconoscimenti, né risarcimenti. Né onore!… Si lasciano ancora soggiogare, senza nemmeno tentare di difendere la propria dignità. Cosa che fa comodo a chi avrebbe il compito di attuare una giustizia storica. Ma a costoro bastano i profitti economici ed elettorali. Buon sonno, Sud!</p>
<p><strong>2 – ABOLIRE L’INNO NAZIONALE FRATELLI D’ITALIA</strong></p>
<p>Caro Tito, quando parlo di “sonno del Sud” mi riferisco pure a tante, troppe connivenze con gli usurpatori i quali si sono fatti belli e ricchi sfruttando gli ideali risorgimentali per schiavizzare o colonizzare un terzo dell’Italia, il Sud. Ritengo che dopo 161 anni di ingiustizie dalla vile impresa del poi amaramente pentito Garibaldi, si possa persino cambiare l’inno nazionale, conosciuto come FRATELLI D’ITALIA. In questo territorio disomogeneo convivono popoli ed interessi contrastanti, per cui tutti possono essere questi popoli fuorché fratelli … a meno che non si sia ragione al detto “fratelli coltelli”. Quindi si trovi un altro inno questa Repubblica a trazione padronale e coloniale, non certo democratica nella sostanza ma soltanto nell’apparenza (elettorale). Bisogna cambiare inno, poiché questo di adesso può essere percepito come un insulto per i … fratelli minori e vessati. Se l’Italia è una famiglia composta da fratelli con eguali diritti lo dimostri, altrimenti non agiti vessilli che non corrispondono né alla realtà né alla voglia di essere famiglia!</p>
<p><strong>3 – IL SUICIDIO DEL SUD</strong></p>
<p>Caro Tito, continuo a pensarla egualmente, anzi ancora in modo peggiorativo e più drammatico di come ho scritto a conclusione della tesi di laurea, nella primavera del lontano 1977 quando il Sud si stava già, in pratica, sempre più suicidando con le proprie mani. Tale dimostrazione pratica (storia mista ad economia, statistiche e demografia), realizzata nel corso della mia trattazione sociologica, fu assai apprezzata dal mio relatore prof. Gianni Statèra (intellettuale socialista di punta a quel tempo), tanto che mi voleva come suo assistente pure per lavorare su tale filone o ipotesi storico-sociologica dell’evidente “suicidio del Sud”.</p>
<p>Perché sì, è pur vero che i Piemontesi hanno ordito la proditoria conquista armata delle regioni meridionali (che allora – ricordiamolo bene – erano Stato sovrano denominato Regno delle Due Sicilie), ma è pur vero che (a parte la resistenza avutasi poi con il cosiddetto “Brigantaggio” o altro) nulla è stato fatto in concreto per chiedere ed ottenere un minimo di giustizia ideale, storica e concreta. Questo si chiama “suicidio”. O, se si vuole ammorbidire il linguaggio senza cambiare la sostanza, “omicidio o popolicidio passivo”. Oggi la situazione è oltremodo peggiorata con i cosiddetti “P.P. – Predatori Padani” (come ha cercato di dimostrare Antonello Caporale con la nota del 14 febbraio 2019 che riporto per intero, poco sotto, al paragrafo 4, con il l’appropriato titolo IL SUICIDIO ASSISTITO DEL SUD.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large"><img decoding="async" class="wp-image-191842" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_153+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/3-Atterrite-queste-popolazioni.jpg" alt="" width="153" height="220" data-spai="1" data-spai-upd="153" /></figure>
</div>
<p>Spero di poter tornare sull’argomento in modo un po’ più articolato ed approfondito. Sta, comunque, di fatto che hanno ottenuto un minimo di verità e di giustizia altri popoli sottomessi e decimati da conquiste coloniali o predatorie. Mentre l’Italia del Sud continua a non avere né l’una né l’altra. Ed il massacro continua sotto forma di maggiori povertà e spoliazioni (emigrazione, spopolamento, desertificazione e quanto altro). Ed è un massacro prima di tutto “culturale” di cui buona parte di responsabilità spetta a noi intellettuali del Sud che non sappiamo reagire a tutte le falsità e ai più tremendi ed indegni insulti che vengono scagliati fin dalla preparazione alla Predazione del 1860. Nel mio piccolo, però, sono “sempre” in controtendenza, poiché ho “sempre” cercato di prendere posizione, pure culturale, per difendere il Sud, la mia gente, me stesso. Ma sono stato tradito anche io, persino dalla mia stessa gente e adesso vivo in esilio!</p>
<p><strong>4 – IL SUICIDIO ASSISTITO DEL SUD</strong></p>
<p>Caro Tito, eccoti per intero la utile riflessione (non solo politica, ma anche antropologica, sociologica e lungimirante) scritta, due anni e mezzo fa (il 14 febbraio 2019) dal collega giornalista Antonello Caporale (Palomonte – SA 11 settembre 1961), nero su bianco, a voce alta ed anche alquanto indignata, nella rubrica “L’istantanea” &lt;&lt;https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/02/14/il-suicidio-assistito-del-sud/4973038/ &gt;&gt; .</p>
<p>&lt;&lt; <em>Esiste il suicidio assistito. E’ una scelta legittima, a patto che se ne sia consapevoli. Il <strong>Sud</strong> dell’Italia sta affidando le sue speranze a <strong>Matteo Salvini</strong> e alla Lega. Le scelte di ciascuno non si giudicano e ci saranno ottime ragioni. Perché altrimenti scegliere massicciamente, come il meridione si prepara a fare, un movimento che negli anni scorsi ha detto del Sud, vado a memoria: “terun de merda” con il capostipite Bossi, “topi da derattizzare” (Calderoli), “colerosi che puzzano più dei calzini” (Salvini) sarebbe da pazzi. Mettiamo dunque che la <strong>Lega</strong>, cambiando vocabolario, abbia convinto tanti meridionali che non solo non è più certo ciò che cantava <strong>Pino Daniele</strong> (“La Lega è una vergogna”) ma anzi che la proposta politica di Salvini restituisca a tutti, quindi anche ai meridionali, l’orgoglio di essere italiani (“Prima gli italiani!”).</em></p>
<p><em>Ma un meridionale come può anche solo ipotizzare che la Lega del “prima gli italiani!” teorizzi, attraverso la cosiddetta autonomia differenziata delle regioni, “prima i veneti!”.</em></p>
<p><em>Il Veneto, la punta di lancia leghista, ha infatti chiesto e ottenuto dal governo, nel silenzio imbarazzato e anche un po’ inconcludente dei b, un pre-accordo, fino a ieri secretato, nel quale le risorse pubbliche future verranno trasferite a quella regione per un numero assai ampio di materie (<strong>23 in più</strong>) non solo in ragione degli abitanti ma in parte dal gettito fiscale pro capite.</em></p>
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<figure class="alignleft size-large"><img decoding="async" class="wp-image-191843" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_350+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/4-Corteo-x-rinascita-del-sud.jpg" alt="" width="350" height="108" data-spai="1" data-spai-upd="350" /></figure>
</div>
<p><em>E’ chiaro che le regioni più ricche godranno di maggiori trasferimenti e quelle più povere di minori risorse. Ed è chiaro che domani tutte le regioni più ricche, iniziando dalla Lombardia e dall’Emilia, chiederanno il medesimo trattamento.</em></p>
<p><em>Ora è vero che il <strong>Sud</strong> ha le sue responsabilità. E’ vero che ha sprecato, è vero che la sua classe dirigente si è piegata a un clientelismo senza pari ed è maggiormente permeabile alla corruzione.</em></p>
<p><em>Ma se un papà, in questo caso lo Stato, ha due figli e premia sempre di più colui che più ha e toglie a chi ha meno, commette l’ingiustizia finale. E invece di unire, sfascia la famiglia.  Salvini a parole vuole tenere unita l’Italia, nei fatti la disunisce.</em></p>
<p><em>Il Sud già è mezzo morto. Demografia a picco, economia a picco. Il Mezzogiorno è la regione d’Europa più grande e più povera. Con questa riforma, la secessione dei ricchi, si avvia al suicidio assistito. Il Sud lo sa?</em></p>
<p><strong>5 – IL SUICIDIO DEL PIANETA</strong></p>
<p>Per la logica anche fisico-biologica delle cose (un corpo che ha una cancrena non dovrebbe avere lunga vita) a me pare che la morte o la cancrena del Sud rischia di diventare il suicidio dell’intera Italia, alla lunga. “Il Nord lo sa?” direi, parafrasando l’ultimo interrogativo di Antonello Caporale. Noi ci illudiamo ancora che la morte degli altri significhi davvero la sopravvivenza nostra?!… Non è più tempo di “Mors tua vita mea” (morte tua, vita mia) come dicevano i Romani che, poi, in conclusione, non hanno fatto una bella fine.</p>
<p>Nel 1986 ho lanciato l’allarme “Badolato paese in vendita in Calabria” per evidenziare che stavano morendo non soltanto antichi borghi spopolati come il mio ma tutto il Sud e persino le zone montane e periferiche del Centro-Nord più ricco. Ma anche la stessa opulenta Europa, dal momento che nel 1986 risultavano spopolati circa 12mila borghi mentre adesso sono quasi 20mila. Situazione che è, quindi, peggiorata a vista d’occhio. Le metropoli e le città scoppiano mentre i paesi muoiono e urge un “riequilibrio” generale.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large"><img decoding="async" class="wp-image-191844" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_172+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/5-marcia-pace.png" alt="" width="172" height="220" data-spai="1" data-spai-upd="172" /></figure>
</div>
<p>“L’Europa lo sa?” sempre parafrasando Antonello Caporale, così come potremmo chiedere “Ma il Mondo lo sa?” che è a rischio l’intero pianeta per una serie di esagerazioni e di egoismi estremi che abbiamo fatto in questi ultimi due secoli di società industriale, e ancora molto di più pazzamente da 70 anni a questa parte?</p>
<p><strong>6 – ATTENZIONE ALLA CRONACA RECENTE</strong></p>
<p>Caro Tito, nonostante come testata “CostaJonicaWeb.it” siamo una realtà locale, anche se interregionale, penso che sia consentito guardarci attorno, non soltanto perché ormai siamo tutti interconnessi, ma anche perché l’effetto farfalla ci dimostra che ciò che accade in Cina o in Patagonia o al Polo è di nostro interesse. Ma senza andare molto lontano, ho l’impressione che si stia mettendo male per l’Italia se una apparentemente semplice manifestazione di protesta dei cosiddetti “NO VAX” (no vaccini) come quella di ieri sera, sabato 9 ottobre a Roma, abbia poi degenerato con estrema violenza (con o senza infiltrati) devastando persino la sede del maggiore sindacato nazionale, la CGIL – Confederazione Generale Italiana del Lavoro. Tale proditorio assalto ad un organo democratico (che per quanti difetti possa avere è ancora un organo democratico ed istituzionale degno di rispetto) ci ricorda altri tristi assalti squadristi di un ben determinato periodo storico che poi, piano piano, hanno portato l’Italia al più tragico epilogo bellico del 1940-45.  Chissà se c’è una connessione tra “Predatori Padani” di tutte le epoche e tutto ciò?</p>
<p>Ma nel mondo accanto al male c’è anche il bene. Per fortuna. E se ancora il pianeta esiste e resiste è merito delle persone di buona volontà. In tale contesto, è certamente un bene che ci sia ancora LA MARCIA PER LA PACE PERUGIA – ASSISI (24 km) che, in questo 2021, compie 60 anni di speranza (essendo iniziata nel 1961).</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large"><img decoding="async" class="wp-image-191845" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_308+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/6-EU-PACE-CGIL.jpg" alt="" width="308" height="101" data-spai="1" data-spai-upd="308" /></figure>
</div>
<p>Abbassare la guardia sui temi della pace e della nonviolenza, oggi potrebbe significare lo scivolamento della società e del mondo verso derive autodistruttive da cui poi non è garantito che si possa tornare indietro, sani e salvi o semplicemente acciaccati. Significherebbe il SUICIDIO DEL PIANETA E DELL’UMANITA’. Pure per tale motivo la mobilitazione delle coscienze e delle persone dovrebbe esprimersi al massimo possibile.</p>
<p><strong>7 – SALUTISSIMI</strong></p>
<p>Caro Tito, a chi è più sensibile alla vera Storia, all’etica socio-politica ed economica, appare insostenibile che il nostro Sud, dopo ben 161 dalla sua spoliazione, non intravede ancora un minimo di verità storica e di giustizia sociale. Ma anzi peggiora sempre di più, persino statisticamente! “Divide et ìmpera” (dividi i popoli e comanda su di loro) sostenevano gli antichi Romani. Così, su un Sud diviso sotto tutti i punti di vista, l’ennesimo invasore e conquistatore (il 22° pare) manterrà il suo tallone su di noi chissà per quanto altro tempo ancora!… Magari fino al prossimo arrivo, probabilmente Russi, Arabi o Cinesi!…</p>
<p>Fatto sta che non possiamo nemmeno più consolarci con le bellezze della nostra Natura ed in particolare dei boschi e dei nostri mari, dal momento che questa tristissima e dolorosa colonizzazione ha devastato anche il nostro ineguagliabile ambiente oltre che le nostre stesse vite! Quando nascerà la GENERAZIONE DECISIVA che invoco ormai da quasi mezzo secolo e che ci liberi da cotante schiavitù?!…</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large"><img decoding="async" class="wp-image-191846" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_220+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/7-rinascita-del-sud.png" alt="" width="220" height="220" data-spai="1" data-spai-upd="220" /></figure>
</div>
<p>Sicuramente la mia generazione non vedrà un Sud degno delle sue più antiche civiltà e della sua dignità. Possiamo sperare che sorgano nuove generazioni (in particolare quella “decisiva”) capaci di riprendersi tale dignità. Ma chi forma queste nuove generazioni, chi quella decisiva?… Inoltre c’è da ricostruire un territorio ed un popolo fin troppo vessati e distrutti. Chi si proporrà a tale ciclopica impresa?… Noi abbiamo fatto del nostro meglio, ma siamo sempre più soli ed isolati nella nostra stessa Terra, tanto che mi resta difficile (quasi impossibile da qui alla prossima generazione) il solo intravedere un pur timido spiraglio o tentativo d’inizio di una minima rinascita del Sud. Intanto, resta significativo ed importante tenere accesa la speranza e la volontà. Chissà che prima o poi … non sia la volta giusta!… Teniamo accesi la mente e il cuore, sempre!</p>
<p>Sempre ringraziandoti per lo spazio riservatomi, ci diamo appuntamento alla prossima “Lettera n. 355”. Con tanti buoni auguri per tutto e per tutti. Ancora e sempre con tanta cordialità,</p>
<p><em><strong>di Domenico Lanciano</strong></em></p>
<p>Iter City, domenica 10 ottobre 2021 ore 11.18 – Dal settembre 1967 il mio motto di Wita è <em>“<strong>Fecondare in</strong></em> <strong><em>questo infinito il metro del nostro deserto”</em></strong> – Le foto sono state prese dal web.</p>
<p><strong>P. S. – ADDIO A TOTO’ GARRETTA (Pirri)</strong></p>
<p>Caro Tito, proprio mentre ti sto per inviare questa “Lettera n. 354”, ricevo da Roma alle 11.19 la telefonata del fraterno amico Vincenzo Serrao fu Elia che mi informa della morte, avvenuta la scorsa notte (forse nel sonno) nella sua casa di Badolato Marina, del nostro comune e vecchio amico Antonio GARRETTA (detto Totò u Pirri) classe 1952. Un altro amico, carissimo fin dalla nostra infanzia, che se ne va anzitempo, a 69 anni. Un altro amico che ci indica la via della nostra destinazione finale. Un altro dolore che si aggiunge e che grava nell’anima e nel cuore, nella mente e nel nostro vissuto.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large"><img decoding="async" class="wp-image-191847" src="https://cdn.shortpixel.ai/spai/w_151+q_lossy+ret_img+to_webp/https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/8-Antonio-Garretta-Pirri.jpg" alt="" width="151" height="220" data-spai="1" data-spai-upd="151" /></figure>
</div>
<p>Totò faceva parte della nostra compagnia ed è venuto pure in Agnone del Molise (proprio assieme a Vincenzo Serrao e ad altri) per partecipare al mio matrimonio religioso, domenica 12 agosto 1984. Quanti ricordi, adesso, caro Tito, affollano e ci accavallano nella mia mente! Voglia Dio riservargli un posto d’onore accanto a Sé, pure perché Totò è stato sempre una persona quieta e taciturna, pacifica e ricca di umanità, anche perché è appartenuto ad una famiglia numerosa e affiatata. A questa sua estesa famiglia, ai parenti e a tutti gli amici un forte abbraccio di cordoglio. Riposi in pace! Non un addio ma un arrivederci!</p>
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		<title>Davide Zicchinella: qualcuno avvisi il soldatino Spirlì che la guerra è finita!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2021 20:16:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zicchinella]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Nino Spirlì]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre Matteo Salvini a Roma ha sposato la causa del nascente governo Draghi, abiurando e rigettando (calorosamente) tutti i precedenti dogmi sulla lotta all&#8217;Europa e all&#8217;Euro, il suo uomo in Calabria, Spirlì, continua a credere che la guerra continui. Come un novello Hiroo Onda, il soldato Giapponese che, a distanza di trent&#8217;anni non credeva alla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Mentre Matteo Salvini a Roma ha sposato la causa del nascente governo Draghi, abiurando e rigettando (calorosamente) tutti i precedenti dogmi sulla lotta all&#8217;Europa e all&#8217;Euro, il suo uomo in Calabria, Spirlì, continua a credere che la guerra continui.</div>
<div>Come un novello Hiroo Onda, il soldato Giapponese che, a distanza di trent&#8217;anni non credeva alla fine della seconda guerra mondiale, così il nostro Presidente F.F., forse distratto dalle sue interminabili dirette Facebook, continua a fare propaganda per la &#8220;nobil causa&#8221; Padana.</div>
<div>E così, convinto di essere ancora in guerra, continua a fare propaganda con la scuola. Ultima trovata: chiedere le scuole per due settimane per fare vaccinare il personale scolastico.</div>
<div>Qualcuno dica al F.F.:</div>
<div>&#8211; di informarsi  se abbiamo a disposizione tutte le dosi vaccinali necessare;</div>
<div>&#8211; di informarsi se si è pronti con gli elenchi ed i calendari;</div>
<div>&#8211; se è a conoscenza del fatto che il presidente incaricato del governo di cui il suo partito farà parte vorrebbe recuperare i giorni persi e fare andare bambini e ragazzi a scuola fino a giugno (in Calabria rischieremmo di mandarli fino ad agosto inoltrato);</div>
<div>&#8211; se è a conoscenza che il vaccino che sarà somministrato agli operatori della scuola è  quello della AstraZeneca che prevede un richiamo dopo duenmesine mezzo&#8230; che facciamo poi, richiudiamo?</div>
<div>Prima di parlare, specie per chi occupa posizioni importati, sarebbe opportuno documentarsi.</div>
<div>#LaCalabriameritadipiù &#8211; <strong><em>Davide Zicchinella</em></strong></div>
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		<title>L’estate più pazza della storia repubblicana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2019 08:38:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Matteo Cosco &#8211; Nella post-modernità fluida ed incerta descritta da Bauman, l’Italia affronta l’ennesima crisi di governo estiva della sua storia repubblicana, tornando follemente a navigare nel mare in tempesta della Prima Repubblica. Mentre sullo sfondo potrebbe nascere il governo giallo-rosso. La fluidità e l’incertezza sono le cifre del nostro tempo, ecco allora che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Matteo Cosco &#8211;</strong></p>
<p><em>Nella post-modernità fluida ed incerta descritta da Bauman, l’Italia affronta l’ennesima crisi di governo estiva della sua storia repubblicana, tornando follemente a navigare nel mare in tempesta della Prima Repubblica. Mentre sullo sfondo potrebbe nascere il governo giallo-rosso.</em></p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/camera.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-44957" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/camera.jpg" alt="" width="389" height="267" data-wp-editing="1" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/camera.jpg 271w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/09/camera-110x75.jpg 110w" sizes="(max-width: 389px) 100vw, 389px" /></a>La fluidità e l’incertezza sono le cifre del nostro tempo, ecco allora che in <em>tempo di passaggi </em>c’è un gran bisogno di <em><u>Politica</u></em>. Nella modernità della così detta Terza Repubblica in cui i sondaggi e la comunicazione hanno occupato il posto della sostanza politica, ecco riapparire i peggiori fantasmi della Prima Repubblica. L’incertezza diviene l’unica certezza, agitando il mare di possibilità in cui faticosamente navigano i commentatori politici che quindi scrivono e dicono qualsiasi cosa, l’instabilità della <em>pars costruens</em> e il cambiamento (idolatrato a nume tutelare da Giuseppe Conte all’inizio della sua prima esperienza governativa) dell’esecutivo tornano ad essere l’unico elemento permanente di questo nuovo e vecchio allo stesso tempo corso politico.</p>
<p><em>E’ probabilmente l’estate più pazza della storia repubblicana!</em>  La crisi agostana sembra fare invidia ai passati governi balneari di Leone e Rumor, insegnandoci che il nostro arco costituzionale è ben diverso rispetto a quello tedesco, capace di stringersi attorno ad un vero contratto per garantire la stabilità dell’esecutivo a noi italiani sconosciuta. Anche grazie ad un’indegna legge elettorale- mentre c’è chi vede nel sempre più probabile governo giallo-rosso la nascita del bipolarismo- ci siamo impantanati nel proporzionale della Prima Repubblica, ma con il protagonismo dei leaders di partito e non dei partiti sui leaders; l’individualismo sfrenato di Salvini, specchio dello Zeitgeist della post-modernità liquida, lo ha indotto erroneamente a presentare la mozione di sfiducia che probabilmente porterà la sua Lega dal governo all’opposizione, rompendo il fragile equilibrio che aveva  faticosamente partorito il governo giallo-verde.</p>
<p>Ma attenzione a sottovalutare l’incauta spregiudicatezza di Matteo Salvini, perché in politica nulla succede per caso e per citare le parole della nonna della senatrice Paola Taverna “<em>Ad Agosto i politici fanno le peggiori porcate</em>”. Sia chiaro, tra un cocktail al Papeete, un giro sulla moto d’acqua della Polizia di Stato ed un bacio al rosario, l’errore di valutazione politico Salvini probabilmente lo ha commesso, non aspettandosi che il Movimento 5 Stelle negoziasse la formazione di un governo con il PD.</p>
<p>Tuttavia, nella improbabile eventualità in cui non vi fossero i numeri in Parlamento per sostenere un nuovo esecutivo e si tornasse ad elezioni, Salvini potrebbe capitalizzare il consenso che secondo i sondaggi ha strutturato in questi mesi di governo; mentre la nascita dell’esecutivo giallo-rosso potrebbe permettergli nel medio periodo di prendere due piccioni con una fava.</p>
<p>Profetiche infatti sono state, almeno fino a questo punto, le parole che Vittorio Sgarbi ha rivolto ai pentastellati e che ora potrebbero valere anche per il PD citando Yung: “<em>Il limite della trinità è di non inglobare il Diavolo facendo la Quaternità</em>”, questa innaturale ed opportunista alleanza, che ingloba chi nella scorsa legislatura non se l’è certo mandate a dire- per usare un eufemismo- potrebbe infastidire e disorientare gli elettori di entrambe le forze politiche, oltre a frastagliarle più di quanto già non lo siano al loro interno, come dimostrano i mal di pancia di Paragone da una parte e Calenda dall’altra.</p>
<p>Tuttavia l’occasione di un governo giallo-rosso è troppo ghiotta: secondo alcuni malpensanti, oltre alle numerose posizioni governative da spartire, PD e 5Stelle potrebbero, riducendo il numero dei parlamentari, ridisegnare a loro favore i collegi elettorali sottraendo a Salvini i seggi uninominali in cui potrebbe primeggiare, oltre che -se il tempo lo permetterà- trovare un nome d’area condiviso per l’elezione del Presidente della Repubblica.</p>
<p>In questa crisi estiva che sta mostrando tutta la follia nel trovare maggioranze in Parlamento soltanto attorno ai numeri e non attorno a progetti politici di più lungo respiro, si palesa quello che per alcuni è il cuore della democrazia rappresentativa senza vincolo di mandato, cioè la centralità del Parlamento come cerniera tra lo Stato e la società nella ricerca delle maggioranze; mentre per altri è semplicemente il <em>trasformismo</em>, vizio tutto italiano inaugurato da De Pretis con l’avvento della Sinistra al potere che l’innaturale governo di sinistra giallo-rosso potrebbe schizofrenicamente riproporre. Ma infondo, la ragione che guida il timone dell’esecutivo in un mare sempre più in tempesta, a causa dell’instabilità politica interna ed economica esterna, sembra essersi smarrita seguendo lo specchio dei tempi, o per dirla con Goethe: “<em>La pazzia, a volte, non è altro che la ragione presentata sotto diversa forma</em>”.</p>
<p><em>di Matteo Cosco</em></p>
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		<title>La figura del magistrato onorario, appello al ministro Salvini di Barbara Cerminara (Federmot)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Falvo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2018 16:11:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/07/Barbara-Cerminara-Federmot.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-31594" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/07/Barbara-Cerminara-Federmot.jpg" alt="" width="150" height="200" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/07/Barbara-Cerminara-Federmot.jpg 1050w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/07/Barbara-Cerminara-Federmot-225x300.jpg 225w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/07/Barbara-Cerminara-Federmot-768x1024.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/07/Barbara-Cerminara-Federmot-600x800.jpg 600w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><em>“Intervenendo ancora una volta da rappresentante regionale di categoria in una terrà già abbastanza martoriata da criminalità organizzata, disoccupazione, sfruttamento delle persone e lavoro nero, auspico che tutte le nostre associazioni richiedano, alla luce della <strong>Riforma Orlando</strong> sulla magistratura onoraria, o l’abolizione della figura del <strong>magistrato onorario</strong>, in particolare del <strong>giudice onorario</strong>, o che il legislatore italiano chiarisca che cosa esso sia realmente, se un <strong>giudice</strong> o un <strong>assistente di cancelleria</strong> o un <strong>tirocinante</strong> o uno <strong>stagista</strong>, pagandolo però dignitosamente come lavoratore”</em>, con queste parole forti e concise ritorna nuovamente in prima linea dalla Calabria,&nbsp;<strong>Barbara Cerminara</strong>, coordinatrice regionale&nbsp;<strong>Federmot</strong> (<em>Federazione Nazionale Magistrati Onorari di Tribunale</em>).</p>
<p>Una vera e propria battaglia per i diritti di tutta la categoria quella portata avanti con determinazione dalla Cerminara, con un nuovo comunicato stampa che vuole accendere i riflettori sulla magistratura onoraria. Un precedente intervento dal titolo &#8220;<em>Barbara Cerminara, coordinatrice regionale Federmot, in prima linea per i magistrati onorari. Riflettori accesi sulla categoria&#8221; </em>può essere riletto cliccando <a href="http://Barbara Cerminara, coordinatrice regionale Federmot, in prima linea per i magistrati onorari. Riflettori accesi sulla categoria" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #0000ff;"><strong>QUI</strong></span></a><em>.</em></p>
<p>“Con la nuova figura del magistrato onorario delineata dalla <em>Riforma Orlando</em> è stata introdotta una nuova categoria di giudice onorario, completamente diversa da quella della nostra Costituzione, all’art. 106, secondo comma, senza indipendenza e autonomia , e pagato a basso costo, senza tutele”, ha affermato con fermezza la <strong>coordinatrice Federmot</strong>.</p>
<p>“Chiedo inoltre l’intervento del ministro dell’Interno <strong>Matteo Salvini</strong>, perché anche per i magistrati onorari si predispongano efficaci ed adeguate forme di tutela per i rischi che corrono tutti i giorni nello svolgimento delle loro funzioni”, ha continuato <strong>Barbara Cerminara</strong>. Nella parte conclusiva della nota la coordinatrice regionale<strong> Federmot</strong>, dopo gli auguri al calabrese <strong>Giuseppe Corasaniti</strong>, nuovo capo dipartimento per gli Affari Giustizia, auspica l’intervento urgente da parte del <strong>Presidente della Repubblica</strong>, del <strong>ministro della Giustizia</strong> e del <strong>ministro del Lavoro</strong>.</p>
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