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	<title>dizionario Archivi - ilReventino.it</title>
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	<title>dizionario Archivi - ilReventino.it</title>
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		<title>Quando il dialetto diventa progetto: il dizionario di Mandatoriccio tra storia e futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Emilio Carlino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 10:00:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi a Cosenza si è tenuta la programmata presentazione del Dizionario Etimologico del Dialetto Mandatoriccese. Raccolta di Parole Perse, con Proverbi, Modi di dire, Soprannomi e Note storiche di Mandatoriccio, compilato da Franco Emilio Carlino, Socio Corrispondente dell’Accademia Cosentina, Socio della Deputazione di Storia Patria Per la Calabria e Componente del Comitato Scientifico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi a Cosenza si è tenuta la programmata presentazione del <em>Dizionario Etimologico del Dialetto Mandatoriccese. Raccolta di Parole Perse, con Proverbi, Modi di dire, Soprannomi e Note storiche di Mandatoriccio</em>, compilato da Franco Emilio Carlino, Socio Corrispondente dell’Accademia Cosentina, Socio della Deputazione di Storia Patria Per la Calabria e Componente del Comitato Scientifico dell’Università Popolare di Rossano. L’incontro, ha avuto luogo nel Terrazzo della Casa Editrice L. Pellegrini alla presenza di un qualificato pubblico interessato al dialetto e al vernacolo. I lavori sono stati magistralmente coordinati dal giornalista Francesco Kostner che dopo aver tracciato uno breve profilo dell’autore ha affidato la relazione della serata al prefatore del Dizionario prof. Pierpaolo Cetera. I lavori si sono poi sviluppati con il dialogo tra il giornalista e l’Autore, il quale ha avuto così modo di trattenersi sulle motivazioni che lo hanno portato a compilare il Dizionario. L’autore ha poi dissertato sulle finalità e sulla struttura del testo.</p>
<p>È intervenuto nel dibattito Francesco Talarico responsabile dell’Associazione ‘U hoculàru. Nell’insieme ne è scaturito un proficuo scambio di opinioni che hanno portato  a sostenere come in tempi di comunicazione globale e linguaggi uniformati, tornare a un dialetto può sembrare un gesto nostalgico. Il lavoro di Franco Emilio Carlino, dedicato alla parlata di Mandatoriccio, dimostra invece il contrario: il dialetto non è una reliquia, ma un progetto culturale consapevole.</p>
<p>Il suo dizionario nasce da un’idea chiara: restituire dignità scientifica e valore civile a un patrimonio linguistico locale attraverso l’etimologia, la ricerca storica e la sistemazione lessicografica. Non un’operazione sentimentale, ma una rigorosa ricognizione culturale che assume anche una funzione etica: conservare, trasmettere e rendere nuovamente abitabile una lingua.</p>
<p>Il dizionario come strumento attivo. In quest’opera il dizionario non è pensato come semplice archivio, ma come strumento dinamico, destinato all’uso e alla continuità. Carlino costruisce un repertorio agile nella consultazione ma completo nei contenuti, affidandogli implicitamente un compito: evitare che la lingua dialettale venga dispersa e, al contrario, proiettare questo patrimonio in una prospettiva futura.</p>
<p>Una prospettiva tutt’altro che astratta. Se da un lato la globalizzazione tende a ridurre la varietà linguistica, dall’altro si assiste a una rinnovata attenzione verso le parlate locali. Giovani poeti e sporadici narratori tornano a “reinventare” la lingua madre, segno che il dialetto non è confinato al passato, ma può ancora generare espressioni nuove.</p>
<p>Linguistica, storia e filologia. Il volume si distingue anche per la sua solidità scientifica. L’ampia introduzione storico-locale ricostruisce la vicenda del borgo di Mandatoriccio dalla fondazione seicentesca fino alla seconda metà del Novecento, fornendo il contesto necessario alla comprensione della lingua.</p>
<p>Seguono approfondite analisi linguistiche che collocano la parlata mandatoriccese nell’area dei dialetti della Calabria Ultra, a partire dall’isoglossa catanzarese. Le osservazioni fonologiche – come la presenza del suono <strong>hf</strong> distinto dalla <strong>f</strong> intervocalica – e le riflessioni glottologiche, sviluppate su circa sessanta pagine, si inseriscono nel solco della grande tradizione di studi, con espliciti richiami a Gerhard Rohlfs.</p>
<p>Il glossario, cuore dell’opera, è arricchito da appendici che aprono a interessanti considerazioni di carattere demologico e antropologico.</p>
<p>Un dialetto nato dal movimento. Tra gli elementi più originali della ricerca emergono due questioni centrali. La prima riguarda l’origine geo-linguistica della parlata. Carlino collega la formazione del dialetto mandatoriccese agli eventi sismici del 1636-38, che portarono allo spostamento di una parte della popolazione di Scigliano nel nuovo casale voluto dal feudatario Teodoro Mandatoriccio.<br />
In questo processo – segnato da esigenze economiche, politiche e solidaristiche – si sviluppò un modello urbanistico lineare, con il castello e la chiesa matrice come fulcri simbolici e sociali. Una comunità composta da contadini e artigiani diede vita a un’esperienza di convivenza tra gruppi di diversa provenienza: un raro esempio di dialetto trapiantato, nato dal movimento e non dalla stasi.<br />
Una tradizione ancora da scoprire.</p>
<p>La seconda pista di ricerca riguarda la dimensione letteraria. La menzione dell’autore Pasquale Spataro apre uno scenario ancora poco esplorato: quello della produzione in vernacolo calabrese nei contesti dell’emigrazione mandatoriccese, dalla Germania alle Americhe. Un patrimonio culturale largamente ignorato, che meriterebbe studi sistematici.</p>
<p>Il dizionario di Franco Emilio Carlino si colloca così ben oltre i confini della lessicografia locale. È un’opera che interroga il rapporto tra lingua e identità, tra storia e territorio, tra memoria e futuro, dimostrando che il dialetto può essere ancora oggi una forma alta di conoscenza e di impegno civile.</p>
<p><em>Franco Emilio Carlino</em></p>
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		<title>Edito il Dizionario Etimologico del Dialetto Mandatoriccese di Franco Emilio Carlino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 09:19:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo volentieri un comunicato stampa della casa editrice Luigi Pellegrini dai cui tipi è in pubblicazione il Dizionario Etimologico del Dialetto Mandatoriccese di Franco Emilio Carlino. A maggior ragione, in quanto pur essendo Mandatoriccio posta sul Mar Ionio, ha radici comuni con la lingua di molti paesi dell&#8217;area del Reventino-Savuto considerata la presenza di molti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/edito-il-dizionario-etimologico-del-dialetto-mandatoriccese-di-franco-emilio-carlino/">Edito il Dizionario Etimologico del Dialetto Mandatoriccese di Franco Emilio Carlino</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo volentieri un comunicato stampa della casa editrice Luigi Pellegrini dai cui tipi è in pubblicazione il</em> Dizionario Etimologico del Dialetto Mandatoriccese <em>di Franco Emilio Carlino. A maggior ragione, in quanto pur essendo Mandatoriccio posta sul Mar Ionio, ha radici comuni con la lingua di molti paesi dell&#8217;area del Reventino-Savuto considerata la presenza di molti sciglianesi che si trasferirono a Mandatoriccio nel 1636-1638 a seguito dei forti terremoti che sconvolsero quella zona del Savuto. </em></p>
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<p>In un dizionario etimologico ricco di parole perse, proverbi e modi di dire, Franco Emilio Carlino offre un notevole contributo alla valorizzazione dell’identità culturale, sociale e civile di Mandatoriccio</p>
<p><strong>Questi siamo e dobbiamo rimanere</strong></p>
<p><strong> </strong>Un patrimonio di lemmi, termini, modi di parlare e di esprimersi, molti dei quali andati perduti, che affondano le radici nella più antica storia popolare del luogo. Una ricchezza di suoni, intercalari, vocaboli, che hanno attraversato i secoli e che oggi, grazie ad una certosina e capillare ricognizione sul territorio, lo storico Franco Emilio Carlino affida ad uno studio poderoso, frutto di decenni di impegno e duro lavoro interpretativo: il <em>Dizionario etimologico del dialetto mandatoriccese </em>edito da Luigi Pellegrini.</p>
<p>Un’opera encomiabile, come viene sottolineato nella prefazione al volume, firmata dal professor Pierpaolo Cetera, “uno di quei lasciti – motivati da una passione intensa e da un’attitudine intangibile – che fa dello studioso un agente di preservazione di un mondo, dei suoi affetti e dell’identità di una comunità”.</p>
<p>“Il luogo dell’anima”, potrebbe aggiungersi, a proposito di Mandatoriccio e del profondo legame che Franco Emilio Carlino mostra di avere nei confronti del paese natìo, al quale dedica quest’ultima fatica che lo conferma tra i maggiori studiosi di storia locale della Calabria. Un omaggio al comune, ma anche alle sue nuove generazioni, alle quali Carlino si rivolge in una toccante dedica “perché non si disperda il Nostro idioma dialettale e vadano fieri della propria lingua e delle proprie origini”.</p>
<figure id="attachment_118967" aria-describedby="caption-attachment-118967" style="width: 252px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/10/copertina-dizionario-carlino.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-118967" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/10/copertina-dizionario-carlino-252x350.png" alt="" width="252" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/10/copertina-dizionario-carlino-252x350.png 252w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/10/copertina-dizionario-carlino.png 557w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" /></a><figcaption id="caption-attachment-118967" class="wp-caption-text"><em>La copertina del Dizionario</em></figcaption></figure>
<p>Il <em>Dizionario etimologico del dialetto mandatoriccese</em>, dunque, rappresenta un altro significativo passo in avanti nella costante ricerca storico-culturale che vede Carlino impegnato a dare voce, peso e valore alle comunità dell’Alto Jonio Cosentino, a partire, appunto, da Mandatoriccio, cui ha dedicato già altre opere che ne indagano anche le peculiarità dialettali.  Il risultato è, in effetti, di notevole portata, viste le ben 10.551 voci che compongono il nuovo <em>Dizionario etimologico</em>, forse il punto più alto (anche se con Franco Emilio Carlino bisogna essere cauti, perché si rischia di essere sconfessati il giorno dopo) della universale perlustrazione del mondo in cui l’autore dell’opera mostra di trovarsi a suo agio, offrendo esemplari contributi di conoscenza e di approfondimento. “Questo ulteriore volume dedicato a Mandatoriccio”, afferma Carlino, “che raccoglie l’elenco alfabetico delle parole perdute, alcune locuzioni ed altri elementi linguistici fornendone il significato etimologico e la traduzione in italiano, mi offre, quindi, ancora una volta l’opportunità di fare comunione ed entrare in sintonia con la mia terra, interpretando il sentimento della mia gente ed interagendo con essa per affrontare insieme una sfida importante, che è quella della riscoperta e dalla valorizzazione della nostra cultura attraverso le nostre tradizioni, la nostra storia, la nostra lingua, da implementare, rendere fruibile e tramandare a quanti verranno dopo di noi, convinto che solo attraverso l’uso quotidiano del nostro dialetto riusciremo a rimanere decisamente più autentici”. Difficile trovare parole migliori per cogliere appieno lo “spirito” di quest’ultima fatica letteraria di Franco Emilio Carlino, destinata per tante ragioni a lasciare il segno.</p>
<p><em>Ufficio stampa Luigi Pellegrini</em></div>
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		<title>Una splendida pagina del prof. Michele De Luca sui dizionari dialettali di Enrico Armogida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jul 2023 07:56:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Tito, più vado avanti nella conoscenza della nostra Calabria e più mi accorgo come e quanto ci sia una CALABRIA MIGLIORE che fa onore non soltanto a tutti noi calabresi (all’Italia e all’Europa) ma anche al genere umano (caratteristica che è impressa nel suo atto di nascita etica). Nonostante troppe infiltrazioni esterne, c’è infatti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tito, più vado avanti nella conoscenza della nostra Calabria e più mi accorgo come e quanto ci sia una CALABRIA MIGLIORE che fa onore non soltanto a tutti noi calabresi (all’Italia e all’Europa) ma anche al genere umano (caratteristica che è impressa nel suo atto di nascita etica). Nonostante troppe infiltrazioni esterne, c’è infatti da sempre una stragrande CALABRIA POSITIVA (come ama definirla  Saverio Ciccarelli &lt;&lt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-210-saverio-ciccarelli-e-tropea-vv-leader-e-capitale-della-calabria-positiva/" target="_blank" rel="noopener">https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-210-saverio-ciccarelli-e-tropea-vv-leader-e-capitale-della-calabria-positiva/</a></span> &gt;&gt;) che mi lascia meravigliosamente sbalordito ma purtroppo pure amareggiato per come non venga utilizzata e rispettata ma addirittura ignorata o emarginata dalle Istituzioni, mentre invece se ne potrebbero avvantaggiare persino politicamente e addirittura economicamente.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/la-ciminiera.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-94346" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/la-ciminiera-300x232.jpeg" alt="" width="300" height="232" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/la-ciminiera-300x232.jpeg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/la-ciminiera.jpeg 632w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Tutte le Regioni italiane fanno a gara per vantare le proprie “eccellenze” … mentre la “Calabria ufficiale” che ne ha davvero tante (dentro e fuori i confini) le snobba o le tiene ben nascoste senza valorizzarle almeno il minimo necessario per farle esistere. Rivedi &lt;&lt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-449-laltra-calabria-quella-positiva-di-giuseppe-romeo-toscano-da-taurianova-rc/" target="_blank" rel="noopener">https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-449-laltra-calabria-quella-positiva-di-giuseppe-romeo-toscano-da-taurianova-rc/</a></span> &gt;&gt;.  Nel mio piccolo ho sempre cercato di evidenziare tante persone le quali, assai umili e appartate (come è caratteristica del vero calabrese lavoratore super-stakanovista), riescono a significare davvero tanto per l’identità del nostro popolo. Così (come associazione Amici della Calabria, Calabria Prima Italia, Università delle Generazioni, ecc.) ho assegnato premi (celebrativi, compensativi o riparatori) come I GIGANTI DELLA CALABRIA.</p>
<p>1 – MICHELE DE LUCA – VERO GIGANTE DELLA CALABRIA</p>
<p>Ed un premio “Gigante della Calabria” andrebbe assegnato al prof. Michele De Luca (nato nel 1946 a Roma da padre di Parghelia – VV). Innamorato della nostra Terra fin da ragazzo (quando da Roma scendeva a trascorrere le vacanze estive nel paese di origine della famiglia) ha cercato di documentarne le bellezze attraverso servizi fotografici e videografici per poi dedicarsi alla cultura e alla lingua delle varie comunità (dialetti). Numerosi finora i libri pubblicati a riguardo (vedi in  &lt;&lt; https://www.unilibro.it/libri/f/autore/de_luca_michele &gt;&gt;). Gira la Calabria in lungo e in largo per conoscerla ed amarla sempre più … per trasmetterla alle presenti e alle future generazioni. Un esempio di come (quasi) ogni calabrese dovrebbe essere e fare … conoscere innanzitutto la propria Calabria per poi conoscere, misurare ed amare il resto del mondo!</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-210411" src="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/2-prof.-Michele-De-Luca-243x300.jpg" sizes="(max-width: 243px) 100vw, 243px" srcset="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/2-prof.-Michele-De-Luca-243x300.jpg 243w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/2-prof.-Michele-De-Luca-121x150.jpg 121w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/2-prof.-Michele-De-Luca.jpg 287w" alt="" width="243" height="300" />Recentemente ho ricevuto via email e in omaggio il n. 54 della rivista “La Ciminiera” di Catanzaro, tutta dedicata a “Conoscere il calabrese” un libro scritto dal prof. Michele De Luca. Immediatamente ho inviato tale Opera a tutti i miei contatti whatsapp ed email. C’è stato un gradimento generale. Lo ripropongo pure adesso con tale link &lt;&lt; https://www.bagnaracalabra.biz/wp-content/uploads/2023/iQuaderni%2054%20DeLuca%202023.pdf &gt;&gt; sperando possa trovare il medesimo gradimento pure presso i nostri gentili lettori.</p>
<p>2 –  LA SPLENDIDA PAGINA SUI DIZIONARI DI ARMOGIDA</p>
<p>Giovedì 20 luglio 2023 dalle ore 08.51 (per 21 minuti e 9 secondi) sono stato al telefono con il prof. De Luca, che era nella sua abitazione laziale. Lo avevo chiamato per avere da Lui il permesso di poter pubblicare la splendida pagina di recensione scritta giusto un mese fa sui tre volumi dei dizionari del prof. Enrico Armogida di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio (CZ) una titanica Opera di oltre tremila pagine ed un lavoro intellettuale (accurato e paziente) di quasi quaranta anni. Avutone l’assenso, ci siamo soffermati su vari temi del dialetto e della cultura della nostra Calabria. Tra l’altro, sono stato assai lieto nell’apprendere che il nostro Autore sta per dare alle stampe un Dizionario dialettale “pan-calabrese” in più volumi per un totale di ben 9700 (novemilasettecento) pagine. Un’Opera monumentale che arricchirà enormemente il nostro popolo di uno strumento conoscitivo ed identitario d’impareggiabile preziosità. Ci sono ancora autentici eroi che ancora si cimentano in Opere così ciclopiche!… Ed ecco, qui di sèguito, riportata integralmente la splendida e ispirata recensione (“scritta di getto” ha tenuto a precisare De Luca, perciò dico “ispirata”). Buona lettùra.</p>
<p>3  – UN’ECCELLENZA CALABRA IL DIZIONARIO DI ENRICO ARMOGIDA</p>
<p>Un’eccellenza calabra, il Dizionario italiano-andreolese di Enrico Armogida!</p>
<p>L’area geo-linguistica costiera del Catanzarese ionico ha avuto sempre una certa rilevanza, per la presenza assidua di numerosi vocabolari areali pubblicati, sia pure in periodi differenti, a partire dalla fine dell’Ottocento. Capostipite è il Vocabolario catanzarese (della sola città e non del circondario) di RAFFAELE COTRONEI, edito nel 1895. I coetanei non mostrarono particolare attenzione a questo studio lessicale, forse a causa nei numerosi refusi tipografici, ma esso si può considerare un’opera di grande pregio, per la perfetta “simbiosi” tra le trascrizioni fonematiche, date correttamente, e i corrispettivi significati delle forme dell’italiano. Per far ciò Cotronei si avvalse della consultazione di numerosi vocabolari, sia quelli pubblicati dall’Accademia della Crusca, che quelli di Tommaseo-Bellini. E per le espressioni idiomatiche si servì, essenzialmente, del repertorio da lui stesso realizzato ascoltando, con attenzione, la parlata della gente del popolo! E riteniamo che raccogliere dalla viva voce delle persone le informazioni linguistiche desiderate sia stato, nel passato, cosa non troppo facile. Si legga quanto scrive, nel 1924, LORENZO GALASSO, uno dei lessicografi calabresi più accreditati: «Una non lieve difficoltà s’incontra poi nell’indurre i popolani a darvi delle dilucidazioni, tanto necessarie, perché si credono sono oggetto di scherno da parte degli studiosi».</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-210412" src="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/3-Copertine-Dizionario-I-A-1-300x218.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/3-Copertine-Dizionario-I-A-1-300x218.jpg 300w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/3-Copertine-Dizionario-I-A-1-150x109.jpg 150w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/3-Copertine-Dizionario-I-A-1.jpg 634w" alt="" width="300" height="218" />Si consideri pure, per avere una visione generale della situazione, che poco prima, nel 1891, fu pubblicato dall’abruzzese FEDELE ROMANI, Calabresismi, sorta di trattato sul dialetto di Catanzaro! Intanto, parlando dei vocabolari e dizionari areali, va fatta una prima considerazione, perché due dizionari riportano le voci di Sant’Andrea, assieme ad altre del resto della Calabria. E sono: i dizionari pancalabresi di GERHARD ROHLFS (1932-38, 1977) e il dizionario della Calabria media e meridionale di GIUSEPPE ANTONIO MARTINO-ETTORE ALVARO (2010). Dell’area catanzarese costiera fanno parte, invece, vocabolari areali diversi per metodologia, materiale raccolto, interesse scientifico ed altro, per cui solo pochi possono considerarsi di un certo interesse: VITTORIO SORRENTI, Catanzaro (1997, 2005); NICOLA ANTONIO CASADONTE, Montepaone (2000); GORI CELÌA, Gasperina (2001); DOMENICO FOLINO, Simeri-Crichi (2005); GREGORINO CAPANO, San Sòstene-Dàvoli (2007, 2010); CARMINE LUPIA, MARIA TERESA LUPIA, RAFFAELLA LUPIA, Sersale (2018), Anonimo, per Badolato (2023). A questi vanno aggiunti due testi editi, in pochissimi esemplari fotocopiati, dagli stessi autori: il monumentale vocabolario catanzarese di UMBERTO CONFORTO (2006-18) e quello, non ancora ultimato, di GIUSEPPE ROMANÒ (2023), su Girifalco. Ed ancora, parlando delle opere a stampa, quelli relativi al solo dialetto di Sant’Andrea Apostolo dello Iònio. E segnaliamo un primo vocabolario, piuttosto spartano, ma di buona fattura, scritto da BRUNO VOCI e pubblicato nel lontano 1994. E, a seguire, ma diversi anni dopo, il corposo Dizionario andreolese di ENRICO ARMOGIDA, pubblicato nel 2008.</p>
<p>Si consideri, pure, che non sono pochi i dialettologi calabresi che hanno ripubblicato i loro testi con nuove edizioni: Antonio D’Andrea (1886, 1890); Giuseppe Adamo (1925, 1926); Giuseppe Forestiero (1985, 1989, 2005, 2014); Luigi Paternostro (1986, 1995, 2009, 2012, 2014, 2018); Rodolfo Prince (1987, 1995, 2010); Vittorio Sorrenti (1997, 2005, 2017, 2023); Santo Sesto (1997, 2010); Francesco Grillo (2002, 2011); Mario Longobucco (2003, 2005, 2010, 2023); Gino e Francesco Gallo (2004, 2004?, 2005); Giuseppe La Face (2006, 2009); Filippo Violi (2007, id.); Antonio Araco-Leopardi Greco (2008, 2011, 2016); Nicola Chiarelli (2014, 2021); Franco Carè (2016, 2017); Ferruccio Filippo-Giuseppe Minniti (2019, 2020). Vanno ricordate, infine, le numerose ristampe facsimilari dei vocabolari “storici” del passato! In tutto, alla data odierna, si possono contare, per la Calabria, ben 199 opere, alle quali vanno aggiunti i vocabolari pubblicati sulla rete e – se vogliamo – i sommari, in appendice, presenti nei libri a stampa di poeti e scrittori dialettali! Ma è bene precisare che il Dizionario andreolese di ARMOGIDA, in questa sua prima versione, è già di per sé completo in tutte le sue parti; basta prendere a caso una voce: Jhíadulu (ajjìru) (allotr.: Cìadulu) (agg.) = grosso ghiro di montagna, che vive rintanato in buche scavate fra le radici degli alberi – Fr.: Ajjìru jhíadulu = criceto che vive rintanato. Etim.: &lt; sintag. gr. χει [ς] δο λο[ς] = schiavo del covo, amante del nascondiglio. Si noti la trascrizione fonematica del lemma, realizzata, probabilmente, con un font idoneo, non d’uso comune; l’allòtropo, la qualifica grammaticale, il significato, la fraseologia e, infine, l’etimologia, ricercata, in questo caso, come in altri, dallo stesso Autore, e che mostra una certa analogia tra la voce dialettale (“che vive rintanato”) e il significato dell’etimo greco (“amante del nascondiglio”)!</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-208078" src="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2-Enrico-Armogida-185x300.jpg" sizes="(max-width: 185px) 100vw, 185px" srcset="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2-Enrico-Armogida-185x300.jpg 185w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2-Enrico-Armogida-370x600.jpg 370w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2-Enrico-Armogida-93x150.jpg 93w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2-Enrico-Armogida.jpg 722w" alt="" width="185" height="300" />Vi è poi, in quest’opera, una scelta metodologica originale, quella d’introdurre espressioni idiomatiche, proverbi, modi di dire, ecc. ricavati dalle ricerche fatte, negli anni Ottanta (si badi bene!) del secolo passato, dalle sue alunne nei paesi vicini (Badolato, Santa Caterina, Guardavalle), poiché il raffronto lessicale – è ben noto – qualifica maggiormente quello che si è stato scritto. Oppure di allegare elementi come i “saggi e ricerche” e i “profili biografici”, che, generalmente, non s’inseriscono nei vocabolari! Rinasce dunque, con il Vocabolario di ARMOGIDA, quell’ideale scuola di pensiero che ha dato vita alle opere dei maggiori vocabolaristi e lessicografi calabresi del passato: Teodoro Cedraro, Lorenzo Galasso, Giovan Battista Marzano e tanti altri; opere “imbevute” del meglio della cultura greca e latina! E dispiace aver constatato che i media abbiano dedicato un breve spazio a quest’opera, esaltando, invece, con recensioni accattivanti, vocabolari di scarso o nessun valore scientifico e documentario! Ora, a distanza di 15 anni, ENRICO ARMOGIDA ci dona un nuovo e originale testo, il Dizionario italiano-andreolese, in due tomi, e 2031 pagine, come naturale complemento dell’opera precedente.</p>
<p>Per comprendere appieno le fatiche cui si è sottoposto, chi si accinge a redigere un dizionario o vocabolario – e ancor più di una versione dalla lingua nazionale al dialetto – basta leggere questa considerazione del dialettologo TRISTANO BOLELLI, che nell’introduzione al suo Dizionario etimologico sosteneva che «mettersi a lavorare ad un dizionario è come entrare in galèra (quella di un tempo). Bisogna essere ben persuasi che non ci saranno più domeniche, ferie estive, passatempi. Se non si lavora a tempo pieno, non si finirà mai”…». Redigere una versione dall’italiano al dialetto costituisce una fatica ancora maggiore, alla quale difficilmente ci si può sottrarre, perché un vocabolario è un libro aperto, che ravviva la memoria e i ricordi, sia a chi lo scrive, che a chi lo legge. Lo stesso ARMOGIDA fornisce una valida motivazione delle sue scelte: il Dizionario andreolese-italiano era destinato ai suoi concittadini, mentre il Dizionario italiano-andreolese «è diretto a tutti gli Andreolesi, residenti o emigrati, e, soprattutto, alle “nuove” generazioni…». Ma anche – aggiungiamo noi – ai dialettofoni dell’area geo-linguistica costiera del Catanzarese ionico, per le analogie del lessico parlato in questi paesi con quello di Sant’Andrea! E, più in generale, a quanti amanti del dialetto e del folklore, sfoglieranno con piacere questo dizionario enciclopedico, ravvisandovi elementi comuni in tutto il mondo agro-pastorale.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-207091" src="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/COPERTINA-dizionario-dialettale-ARMOGIDA-2008.jpg" sizes="(max-width: 215px) 100vw, 215px" srcset="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/COPERTINA-dizionario-dialettale-ARMOGIDA-2008.jpg 215w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/COPERTINA-dizionario-dialettale-ARMOGIDA-2008-108x150.jpg 108w" alt="" width="215" height="300" /> In sostanza questo Dizionario, come scrive l’Autore, «mira a restituire in un certo senso il valore identitario delle due lingue (nazionale e dialettale), le quali sincronicamente erano cresciute – prima e dopo l’Unità d’Italia – come recinti chiuse e impenetrabili (data la mancanza di adeguate forme e mezzi di comunicazione), seppur conservavano, ciascuna, la stessa dignità linguistica e sostanza umana». Altri, a cominciare da GERHARD ROHLFS, hanno tentato, ma con esiti poco felici, la compilazione di un testo dall’italiano al dialetto, per la difficoltà di scegliere, innanzitutto, termini della lingua nazionale che corrispondessero esattamente, nei significati, a quelli dialettali. RAFFAELE COTRONEI nel suo Vocabolario catanzarese, si prodigò di ricercare nei dizionari letterari (a partire da quelli della Crusca) le parole letterarie più appropriate per definire quelle in vernacolo. E quando ciò era impossibile ricorse all’uso di vocaboli “dotti” dei dialetti, soprattutto toscani e napoletani. Si pensi alla parola lombarda beruzzo, berùzzolo per indicare ‘colazione mattutina fatta da contadini ed operai’, da utilizzare per indicare il morsello catanzarese, che la maggior parte dei lessicografi ha chiamato semplicemente ‘merenda’, deformandone il significato! ENRICO ARMOGIDA non avrebbe usato, in questo caso, né una forma letteraria, approssimativa dell’italiano, né una perifrasi, ma avrebbe operato una scelta che egli stesso descrive: «Quanto ai testi proposti in ciascun lemma del Dizionario, essi vogliono essere una traslazione nella lingua madre del testo dialettale che segue – andreolese o non – ma sono sempre opera di un’interpretazione “personale”, che non è né “letterale” (che sarebbe “fredda” e non sempre possibile) né “libera” (che sarebbe ingiustificata, quanto non avulsa dal testo in esame)».</p>
<p>L’eccellenza dei Dizionari di ARMOGIDA è l’avere, nelle sue ricerche messo al centro dell’interesse le persone, il lavoro dei campi, gli attrezzi dei mestieri, il sapere che si impara guardando e imitando, prima ancora che 4 attraverso i libri. E tutte quelle cose che fanno parte del vasto patrimonio culturale del mondo agro-pastorale, come i giochi di strada, i canti popolari, gli aneddoti, le filastrocche, le favole, le tiritere. Un mondo materiale ricco di sentimenti, di valori inestimabili. Un modello di vita ormai scomparso! E il nostro, come si addice ai grandi d’ogni epoca, pur dedicando una vita allo studio del dialetto, mantiene una certa riservatezza, una modestia d’altri tempi! [19-20 giugno 2023]</p>
<p>4 – SALUTISSIMI</p>
<p>Caro Tito, resto ancora e sempre ammirato e stupìto davanti a tali Opere monumentali e a tali Personaggi inarrivabili ed irripetibili che noi (umili giornalisti) sentiamo il dovere di evidenziare e segnalare alle presenti e alle future generazioni, ma anche a quelle Istituzioni che dovrebbero aiutare questi Giganti a completare e valorizzare Lavori di cui tutti possiamo andare fieri ed orgogliosi e che innalzano il nostro Popolo e la nostra Terra. Speriamo che ci sia almeno uno studioso calabrese che, tra l’altro, possa e voglia continuare (sempre speriamo con l’aiuto delle Istituzioni) il lavoro di Giuseppe Romeo Toscano sull’ALTRA CALABRIA, per evidenziare ed integrare (dove necessario) l’elenco dei calabresi eccellenti. Forse lo potrebbe fare l’ex giornalista-dirigente RAI e scrittore Pino NANO, il quale si occupa e si preoccupa (tramite i suoi libri e, adesso, con il quotidiano e il domenicale “Calabria.Live” di Santo Strati) di presentare i calabresi “eccellenti” che oggi sono importanti o sulla cresta dell’onda in varie parti d’Italia e del mondo.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-161948" src="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2019/09/9-il-giornalista-PINO-NANO-nel-suo-uffico-RAI-300x211.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2019/09/9-il-giornalista-PINO-NANO-nel-suo-uffico-RAI-300x211.jpg 300w, https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2019/09/9-il-giornalista-PINO-NANO-nel-suo-uffico-RAI.jpg 479w" alt="" width="300" height="211" />Nell’attendere la pubblicazione di questa “Lettera n. 476” ti ringrazio tanto pure perché sarà veramente e proprio a beneficio di tutti, specialmente di coloro i quali sono appassionati o semplicemente interessati alla cultura calabrese, in particolare alla lingua o al dialetto della propria o delle varie comunità. Sto già attendendo affettuosamente alla stesura della “Lettera n. 477”. Intanto, a te, che vivi sull’impareggiabile nostro mare Jonio, chiedo di fare un bagno pure per me che sono sull’Adriatico. Un bacione anche a tutti i tuoi cari, specialmente al nipotino Leonardo che porterai, come al solito spiaggia spiaggia per bearsi dell’estate jonica. Grazie ancora e a presto! Tutto ciò, ricordando che, proprio un mese fa (mercoledì 21 giugno 2023 a Davoli Marina, solstizio d’estate), si è svolta con lusinghiero successo la prima FESTA DEL NOME ITALIA con il conseguente PREMIO PRIMA ITALIA 2023. ULTIMA ORA. Ho appena notato che tre dei nostri premiati (il generale Emilio Errigo, il direttore di Rai Calabria Massimo Fedele e il direttore di “Calabria.Live” Santo Strati) verranno presto premiati nell’àmbito del prestigioso BERGAFEST (festival del bergamotto) a Reggio Calabria. Complimenti, auguri e congratulazioni! Buona giornata,</p>
<p><em><strong>di Domenico Lanciano</strong></em></p>
<p>ITER-City, venerdì 21 luglio 2023 ore 09.55 – Da oltre 55 anni (dal settembre 1967) il mio motto di Wita è “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto”. Le foto sono state prese dal web.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/una-splendida-pagina-del-prof-michele-de-luca-sui-dizionari-dialettali-di-enrico-armogida/">Una splendida pagina del prof. Michele De Luca sui dizionari dialettali di Enrico Armogida</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Freschi di stampa i due attesissimi tomi del dizionario Italiano-Andreolese, gigantesca opera di Enrico Armogida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2022 10:49:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Enrico Armogida, nato nel 1939 in Sant’Andrea Apostolo dello Jonio (CZ), ha dedicato la sua vita alla Cultura non soltanto come amatissimo docente nei Licei ma anche come ricerca e studio di temi e personaggi della società del proprio paese, racchiusi in numerose e pregiate pubblicazioni a stampa. Tuttavia il suo maggior merito, perché più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Enrico Armogida, nato nel 1939 in Sant’Andrea Apostolo dello Jonio (CZ), ha dedicato la sua vita alla Cultura non soltanto come amatissimo docente nei Licei ma anche come ricerca e studio di temi e personaggi della società del proprio paese, racchiusi in numerose e pregiate pubblicazioni a stampa. Tuttavia il suo maggior merito, perché più gigantesca fatica, è quello di aver prodotto tre grossi volumi come dizionario enciclopedico dedicato al dialetto andreolese con il principale scopo di documentare minuziosamente e tramandare “il lessico, la lingua e il sostrato materiale e culturale della civiltà agricola-pastorale” che ha caratterizzato questa parte di Calabria, prototipo del nostro meridione, alla fine del secondo millennio. Una preziosissima ed irripetibile, imperdibile e affettuosa fotografia storico-sociologica, oltre che linguistica.</p>
<figure id="attachment_87278" aria-describedby="caption-attachment-87278" style="width: 209px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/E.-Armogida-primo-Dizionario-andreolese-italiano-2008.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-87278" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/E.-Armogida-primo-Dizionario-andreolese-italiano-2008-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/E.-Armogida-primo-Dizionario-andreolese-italiano-2008-209x300.jpg 209w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/E.-Armogida-primo-Dizionario-andreolese-italiano-2008-714x1024.jpg 714w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/E.-Armogida-primo-Dizionario-andreolese-italiano-2008.jpg 720w" sizes="(max-width: 209px) 100vw, 209px" /></a><figcaption id="caption-attachment-87278" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Il primo volume (Dizionario Andreolese-Italiano) è stato pubblicato nel 2008 in ben 1302 pagine (cm 17 x 24,5) da Calabria Letteraria (gruppo Rubbettino di Soveria Mannelli). Freschi di stampa sono adesso i due Tomi del Dizionario Italiano – Andreolese appena usciti dalla SudGrafica di Davoli Marina. Il primo Tomo (A – L) conta 976 pagine mentre il secondo (M &#8211; Z) ne conta 1056 per un totale di 3.334 pagine. Una edizione, questa del 2022, arricchita di molto rispetto a quella del 2008 e migliorata nella ortofonetica curata dal prof. Giuseppe Falcone di Roccella Jonica, già docente di Dialettologia italiana all’Università di Messina. Un’assoluta garanzia. C’è, inoltre, una interessante novità: sono ben 53 le voci che, nella descrizione, si sono trasformate in veri e propri saggi, profili biografici o approfondimenti tali da occupare parecchie pagine del Dizionario. Ma ciò che desta meraviglia e interesse sono i riferimenti in uso pure nei paesi vicini come Badolato, di cui Sant’Andrea era casale, già prima dell’arrivo dei Normanni nel 1053.</p>
<figure id="attachment_87279" aria-describedby="caption-attachment-87279" style="width: 185px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/Enrico-Armogida-autore-Dizionario-Italiano-Andreolese-2022.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-87279" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/Enrico-Armogida-autore-Dizionario-Italiano-Andreolese-2022-185x300.jpg" alt="" width="185" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/Enrico-Armogida-autore-Dizionario-Italiano-Andreolese-2022-185x300.jpg 185w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/Enrico-Armogida-autore-Dizionario-Italiano-Andreolese-2022.jpg 632w" sizes="(max-width: 185px) 100vw, 185px" /></a><figcaption id="caption-attachment-87279" class="wp-caption-text"><em>Enrico Armogida</em></figcaption></figure>
<p>L’Autore aveva dedicato il primo grosso volume del “Dizionario Andreolese – Italiano” al padre Luigi, alla madre Marietta, alla moglie Anna in segno di amore e di gratitudine. Commovente risulta essere la dedica del “Dizionario Italiano – Andreolese”: &lt;&lt; L’interminabile fatica che mi è costata quest’opera, con gioia piena e sincera la dedico a mia moglie Anna Maria e ai miei figli Luigi, Mariella e Giuseppe, ai quali tutti con affetto indelebile e gratitudine impagabile penso ognora. E ai tanti Andreolesi emigrati (in Italia e nel mondo), del tutto privi di un valido strumento linguistico di comunicazione con la gente inurbata e coi paesani lasciati &gt;&gt;.</p>
<p>Mentre del primo “Dizionario Andreolese – Italiano” furono stampate settecento copie (delle quali ben trecento per l’editore Rubbettino) e ne restano ancora alcune decine, del secondo “Dizionario Italiano – Andreolese” sono state stampate appena trecento copie, per cui si affretti a prenotare chi è interessato ad avere questa opera o a completare la collana. Basta contattare direttamente l’Autore prof. Enrico Armogida ai telefoni 0967-45060 oppure 320-9569964 o tramite email all’indirizzo &lt;&lt;<span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:enricoarmogida@gmail.com" target="_blank" rel="noopener">enricoarmogida@gmail.com</a></span>&gt;&gt;. Ancora meglio sarebbe recarsi al suo domicilio di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio Marina, Via papa Giovanni Paolo I n. 4.</p>
<figure id="attachment_87280" aria-describedby="caption-attachment-87280" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/Enrico-ARMOGIDA-secondo-Dizionario-italiano-andreolese-ed.-28-ottobre-2022-due-volumi.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-87280" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/Enrico-ARMOGIDA-secondo-Dizionario-italiano-andreolese-ed.-28-ottobre-2022-due-volumi-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/Enrico-ARMOGIDA-secondo-Dizionario-italiano-andreolese-ed.-28-ottobre-2022-due-volumi-300x197.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/Enrico-ARMOGIDA-secondo-Dizionario-italiano-andreolese-ed.-28-ottobre-2022-due-volumi-750x492.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/12/Enrico-ARMOGIDA-secondo-Dizionario-italiano-andreolese-ed.-28-ottobre-2022-due-volumi.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-87280" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>L’Opera potrebbe essere assai utile per le Biblioteche del territorio. Intanto, l’Università delle Generazioni di Badolato (CZ) ha donato una copia dei due Tomi del “Dizionario italiano-andreolese” alla Biblioteca Calabrese di Soriano Calabro (VV) la quale, fondata oltre quaranta anni fa dal preside Nicola Provenzano, è attualmente diretta dall’arch. Francesco Bartone (ex sindaco del Comune ospitante) e sempre più punto di riferimento per ricercatori e studiosi, pure con la rivista bibliografica semestrale “Rogerius”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/freschi-di-stampa-i-due-attesissimi-tomi-del-dizionario-italiano-andreolese-gigantesca-opera-di-enrico-armogida/">Freschi di stampa i due attesissimi tomi del dizionario Italiano-Andreolese, gigantesca opera di Enrico Armogida</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Appello per la stampa del “Dizionario Italiano-Andreolese” titanica impresa di Enrico Armogida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2020 12:29:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Domenico Lanciano, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 287 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria) Caro Tito, l’aggettivo “titanico” sta ad indicare una impresa o un qualcosa che sembra essere o verificarsi al di là delle possibilità umane, quasi una sfida lanciata dall’uomo ai limiti impostogli dalla sua stessa natura. E davvero “titanica” è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Domenico Lanciano</strong>, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 287 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria)</p>
<figure id="attachment_55624" aria-describedby="caption-attachment-55624" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/armogida.jpeg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-55624" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/armogida-300x224.jpeg" alt="" width="300" height="224" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/armogida-300x224.jpeg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/armogida.jpeg 442w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-55624" class="wp-caption-text"><span style="color: #808080;"><em>Enrico Armogida</em></span></figcaption></figure>
<p><strong>Caro Tito</strong>, l’aggettivo “titanico” sta ad indicare una impresa o un qualcosa che sembra essere o verificarsi al di là delle possibilità umane, quasi una sfida lanciata dall’uomo ai limiti impostogli dalla sua stessa natura. E davvero “titanica” è da considerare la seconda impresa portata a termine (proprio in questi ultimi giorni) dal professore Enrico Armogida di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio Marina (in provincia di Catanzaro).</p>
<p><strong>1 – LA DOPPIA TITANICA IMPRESA</strong></p>
<p>La prima impresa del prof. Armogida è stata quella di portare a termine e dare alle stampe in 700 copie (da Rubbettino nel settembre 2008) il “Dizionario Andreolese-Italiano” un volumaccio di 1300 pagine, frutto di 30 anni di lavoro incessante e altamente qualificato.</p>
<p>La seconda è quella di avere appena concluso i lavori del “Dizionario Italiano-Andreolese” aumentato (rispetto alla prima Opera) di quasi 500 pagine. Cosicché la nuova realizzazione, a stampa ultimata, dovrebbe donarci un volume di circa 1800 pagine, se non di più. Un’impresa riuscita (forse) davvero a pochissimi in Italia per una sola piccola comunità come Sant’Andrea dello Jonio.</p>
<p><strong><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/dizionario.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-55625" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/dizionario-215x300.jpeg" alt="" width="300" height="418" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/dizionario-215x300.jpeg 215w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/dizionario.jpeg 303w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>2 – APPELLO PER LA STAMPA DELL’OPERA</strong></p>
<p>Adesso si tratterà di portare alle stampe un simile “monumento” calabrese per come trova espressione nella fortunata, anzi privilegiata, comunità andreolese. Lievissime le differenze con i dialetti dei paesi che, come Badolato, fanno da corona a Sant’Andrea Jonio. I due Vocabolari di Armogida possono essere validi comunque per tutto il sud Italia e, in particolare, per l’area linguistica jonica che va dalla Puglia Salentina fino alle “Terre del Commissario Montalbano” (le province di Siracusa e Ragusa e persino di Agrigento) e, in pratica, tutta la Sicilia.</p>
<p>Uno strumento assai utile, quindi, per una popolazione di decine di milioni di persone. Non dovrebbe essere difficile per il nostro professore reperire i fondi con le prevendite, con i patrocini anche economici da parte di enti pubblici e privati, ma anche di associazioni e aziende che credono nel territorio.</p>
<p>L’appello, accorato e veemente, è quello che i compaesani dell’Autore, noi corregionali e quanti credono nel valore del Lavoro e della Cultura, possiamo e dobbiamo mobilitarci per far venire alla luce e rendere fruibile prima possibile questo “Dizionario Italiano – Andreolese” per completare il nobile significato di impresa che soltanto un uomo metodico e tenace, serio e profondo come il professore Enrico Armogida, poteva portare a compimento con lucida volontà e scientificità rigorosa e affidabile. Un evento più unico che raro!</p>
<p><strong>3 – UN EVENTO UNICO</strong></p>
<p>Caro Tito, vista la rarità dell’impresa, ritengo che una simile Opera sia riuscita a pochissimi studiosi in Italia. E proprio nel contesto nazionale, ma anche estero, l’Opera di Armogida fa onore a lui stesso, alla propria famiglia e all’intera comunità andreolese (residente dentro e fuori i confini comunali). Pure per questo, faccio un appello alle associazioni degli andreolesi esistenti in Italia e all’estero, in particolare all’ARA (Associazione Romana degli Andreolesi) e all’AMA (Associazione Milanese degli Andreolesi) che hanno curato la presentazione del primo Vocabolario.</p>
<p>“Spero che qualcuno capisca l’importanza culturale dell’evento e mi dia una mano d’aiuto … altrimenti l’opera rimarrà nel cassetto in attesa di tempi migliori”. Così mi ha scritto Enrico Armogida nell’email di venerdì 05 giugno 2020 nell’annunciarmi il completamento dell’Opera.</p>
<p>Lo dovrebbero capire, innanzi tutto, le Istituzioni territoriali (dal Comune all’Unione dei Comuni, dalla Provincia alla Regione, dalle Università alle Scuole di ogni ordine e grado), ma anche le Aziende, le Associazioni culturali locali, le Biblioteche, le famiglie. Uno speciale appello va agli studiosi, agli intellettuali, ai professionisti e a tutti coloro che amano la propria Terra e, in particolare, il nostro dialetto (come i gruppi folk, i cantautori, gli aspiranti artisti e scrittori, ecc.), poiché un vocabolario così è un mezzo indispensabile per operare, ma anche per prendere coscienza del valore e della consistenza della Storia e della Cultura delle nostre Genti. Di noi stessi.</p>
<p><strong>4 – COME CONTATTARE L’AUTORE</strong></p>
<p>Il prof. Armogida sarà lieto di essere contattato per quella “mano di aiuto” che potrà significare pure riconoscenza e gratitudine per questo suo lavoro altamente sociale, che va ad onore e beneficio di tutti noi come sostegno alla Cultura del territorio e delle comunità di appartenenza.</p>
<p>Quindi, per chi volesse, il nostro Autore risponde ai seguenti recapiti: cellulare 320-9569964, telefono 0967-45060, mentre il suo indirizzo mail è: enricoarmogida@gmail.com ma sarebbe pure utile conoscerlo di persona.</p>
<p><strong>5 – LO SPOT E LA RICONOSCENZA</strong></p>
<p>Per la pubblicità ad un qualsiasi “prodotto” … chi può farla meglio di chi lo usa in continuazione e grandemente lo gradisce? … Così, caro Tito, penso sia giusto ed utile aggiungere qui il mio “spot” e la mia “riconoscenza” già per il primo vocabolario di Enrico Armogida. Infatti, dal 25 novembre 2008, cioè dal giorno in cui mi è giunto per Poste Italiane, il volumone di 1300 pagine mi fa compagnia sul tavolo di lavoro, sempre a vista e pronto ad essere molto utilmente consultato. Ti assicuro, caro Tito, che il “Dizionario Andreolese-Italiano” è una delle mie più esaltanti beatitudini! E non vedo l’ora di poter avere il “Dizionario Italiano-Andreolese” di prossima e meritoria stampa!!!…</p>
<p>Credimi, se già ero innamorato del dialetto, ti assicuro che adesso non ne posso fare a meno ed è come se consultassi e leggessi le pagine della mia stessa anima e dell’anima del mio popolo, specialmente della mia gente, dei miei Genitori e di familiari che mi educavano con i proverbi e i “cunticehy” (racconti). Questi (nella prima Opera così come nella seconda) abbondano e sono la linea-guida non soltanto del lessico, della lingua e del sostrato culturale della nostra vita ma anche di una visione del mondo più sana ed autentica al riparo da tutte le ideologie fuorvianti e nocive. Una lingua ed una vita secondo Natura!</p>
<p>Pure per questo “pane quotidiano” per la mia mente ed il mio cuore, devo riconoscenza al lavoro e al sudore del prof. Enrico Armogida e, ovviamente, consiglio a tutti (specialmente a coloro i quali tengono alla propria vita interiore e alla propria salute personale e sociale) di avere sempre a portata di mano il “Dizionario Andreolese-Italiano” già pubblicato nel 2008 e, fra non molto, anche il “Dizionario Italiano-Andreolese” che, maggiormente arricchito di termini e di significati, gioverà a chiunque sia rimasto ancora attaccato alle origini avìte o che, costretto ad emigrare altrove in cerca di lavoro, torna spesso con la mente e con il cuore alla terra dei suoi “padri”. Parola di Mimmo Lanciano esule!</p>
<p><strong>6 – SALVIAMO IL NOSTRO DIALETTO</strong></p>
<p>Caro Tito, contribuendo al nuovo “Dizionario Italiano – Andreolese” di Enrico Armogida, non soltanto faremo un bene a noi stessi e alla nostra comunità territoriale e regionale, ma contribuiremo a salvare i dialetti, italiani ed esteri, ovvero uno dei più grandi ed essenziali patrimoni dell’Umanità.</p>
<p>Il mio paese natìo, Badolato, non ha ancora un vero e proprio Dizionario o Vocabolario (nonostante ci abbiano tentato in precedenza lo scrittore Nicola Caporale e nonostante l’impegno assiduo dell’associazione culturale La Radice). Perciò l’Opera di Armogida è indispensabile per noi badolatesi così come per tutte quelle comunità meridionali che non hanno ancora un sistematico Vocabolario del proprio dialetto. Quindi, è molto utile appoggiarci all’Opera completa del prof. Armogida (Andreolese – Italiano del 2008 e Italiano – Andreolese di prossima uscita) come assai utilmente sto facendo io, ricavandone non soltanto tanta istruzione, ma anche tanta autentica gioia e pace interiore. Provare per credere!</p>
<p><strong>7 – SALUTISSIMI</strong></p>
<p>Caro Tito, questa volta non mi dilungo a descrivere l’Opera ed il Personaggio, che ha già ricevuto il “Premio Gigante della Calabria” nell’anno 2018. Te ne ho già scritto in altre “Lettere”. Ma avremo, comunque e sicuramente, modo e tempo di illustrare il “Dizionario Italiano – Andreolese” quando sarà fresco ed odoroso di stampa.</p>
<p>Adesso, è necessario che tutti contribuiscano a far nascere questa stupenda “creatura” del genio e del lavoro umano. Sollecito perciò tutti i nostri Lettori a fare un velocissimo “passa-parola” per onorare il passato, il presente e il futuro del nostro popolo e, quindi, della nostra “parlàta” … della nostra lingua-madre.</p>
<p><em>di Domenico Lanciano</em></p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50165" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30-300x125.png" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30-300x125.png 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30-310x130.png 310w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30.png 313w" alt="" width="150" height="62" data-pin-no-hover="true" /></a>[Pubblicato su autorizzazione dell’autore e tratto da <strong>CostaJonicaWeb.it</strong>, Quotidiano on line per Calabria e Sicilia – Editrice “Associazione MaryWebEventy” – Messina] – Le foto sono state tratte dal web.</p>
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