Site icon ilReventino.it

Sersale, le telecamere di Kilimangiaro nei canyon delle Valli Cupe

foto: Michela Valentino

Il Golfo di Squillace, dove il vento mai tace. Da questo adagio popolare dei marinai che, da secoli, solcano queste acque cristalline e da questo stupendo luogo <<sulle rive dello Ionio>>, parafrasando il diario di viaggio dello scrittore inglese George Gissing, è partito l’affascinante percorso di Fabio Toncelli, cacciatore di paesaggi della trasmissione televisiva di RaiTre “Kilimangiaro” condotta da Camila Raznovich, alla scoperta del fiume Crocchio e delle meraviglie custodite tra i profondi e spettacolari Canyon delle Valli Cupe a Sersale nella Sila Piccola.

Toncelli, nella puntata del 28 aprile scorso, sul suo percorso, ha incrociato le rovine dell’imponente “Torrazzo”, ovvero una torre d’avvistamento con funzione di controllo del territorio risalente alla fine del 1500 e i due castagni secolari “Malandrino” e il “Gigante Buono”. Lungo gli scenari selvaggi disegnati dal fiume, si scopre una antica “pastillara”, costruzione in pietra dove si lavoravano le castagne e i resti di un’antica conceria e tintoria di pelli e tessuti che utilizzava la isatis tinctoria (guado) per colorare di blu le stoffe come i celebri jeans.

Risalendo per gli stretti sentieri lungo le sponde del Crocchio, Toncelli si è imbattuto nelle piscine del fiume – in dialetto “vulli” –, arrivando alla “Cascata dell’Inferno” un salto di ben 27 metri davvero impressionante.

ADVERTISEMENT
foto: Michela Valentino

Ma i paesaggi più affascinanti, il viaggio di Kilimangiaro li ha incontrati entrando nella “Porta della Palombara” che introduce in uno scenario meraviglioso e un mondo separato che fino a una quarantina di anni fa, non era neanche conosciuto e segnato sulle mappe ed è stato portato alla luce da alcuni geologi che lo hanno percorso interamente documentandone estensione e morfologia. E ne valse davvero la pena perché il canyon delle Valli Cupe (nome probabilmente derivante dalla tradizione orale che significava pareti bucate, erose nel tempo) con i suoi 7 km di percorso e le pareti alte 130 mt, è unico in Europa poiché sorge in un territorio pre-desertico formato da rocce sedimentarie.

Le Valli Cupe, 650 ettari di riserva naturale regionale, contengono, inoltre, tesori straordinari come la Woodwardia radicans, una felce presente sulla terra da circa 70 milioni di anni; prima della comparsa dell’uomo.

La presenza delle telecamere di Rai Tre nei luoghi incantati delle Valli Cupe testimonia, ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, quali e quanti tesori custodisce il Reventino, di cui Sersale, fondata nel 1600 da un gruppo di tagliaboschi serrastrettesi, a pieno titolo fa parte.

Da segnalare la preziosa collaborazione con gli autori del programma della guida Aigae, nonché titolare dell’associazione Linea Selvatica che organizza escursioni negli splendidi luoghi della Presila catanzarese, Michela Valentino, che ha dato un grande contributo alla realizzazione del programma.

Exit mobile version