Il rapporto atavico tra uomo e cane scatena fiumi di parole. E Sersale custodisce con cura una storia da tramandare ai posteri.
È la storia di Ruanzu, un cane che aveva come famiglia l’intero paese, tutta la comunità.
Il randagio non mancava a nessun funerale, a nessuna partita, a nessun evento. Aveva uno sguardo e un gesto d’affetto per tutti. Ed era ricambiato da una valanga di affetto. Poche storie come questa. Tant’è che alla sua morte Ruanzu è stato seppellito nel cimitero cittadino a imperituro ricordo. Sersale è stato tra i primi paesi ad approvare una delibera del genere come omaggio ai cani come esseri senzienti. Primo cittadino era Salvatore Torchia.
Ruanzu è morto il 28 marzo del 2014 e oggi, undici anni dopo, i volontari dell’associazione animalista Balzoo amici di Ronzo, sodalizio attivissimo contro abbandoni e randagismo, si sono recati in cimitero per abbellire la lapide dell’amato cucciolo, un modo per rinnovare affetto e riconoscenza verso un cane che sapeva comunicare tanto anche senza se non dotato di parole. I fiori sono stati regalati dal vivaio Iapello di Borgia, sempre in prima linea quando si tratta di aiutare gli animali.
Ruanzu è molto conosciuto anche nelle scuole sersalesi e ha ispirato una canzone e anche diversi opuscoletti sull’amore per gli animali.

