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Scigliano, tra sogno e realtà. Il borgo diventa teatro con “Borgo in Luce”

Atmosfere oniriche, a tratti psichedeliche, a tratti quasi potteriane, tra le mura secolari di Scigliano. Si è concluso “Borgo in Luce – Scigliano Buskers Festival”, la due giorni nel borgo di Diano che ha portato in una dimensione provinciale, il mondo degli artisti di strada, lontano dai tempi e dai ritmi frenetici delle grandi città.

Borgo in Luce

Un viaggio guidato tra gli artisti di strada attraverso gli spazi delimitati dalle mura antiche, spigolose e cariche di una storia che il tempo ha lentamente sbiadito, ma non cancellato. Un contesto lontano dagli ampi spazi urbani e dai ritmi fugaci ai quali siamo ormai abituati incontrare gli artisti di strada. Qui, invece, il tempo sembrava avere un’altra velocità. Vicoli, slarghi, piazzette e angoli del borgo trasformati in piccole scene. Il pubblico costretto, piacevolmente, a muoversi, a cercare lo spettacolo e a lasciarsi sorprendere. Una sorta di visita guidata dai tempi dilatati, obbligati, nella quale gli artisti potevano esprimere il proprio repertorio davanti a un pubblico vero, presente dall’inizio alla fine. Non passanti ai quali rubare qualche minuto, ma spettatori disposti ad aspettare, osservare e lasciarsi coinvolgere.
Uno spettacolo nello spettacolo, dove gli occhi degli spettatori si incrociavano con quelli degli artisti e la distanza tra palcoscenico e platea finiva praticamente per scomparire. Un teatro itinerante, dunque, capace di immergere il pubblico in un’atmosfera felliniana, a tratti circense, a tratti onirica e surreale. A fare da filo conduttore, le installazioni luminose che accompagnavano il percorso e trasformavano le mura del borgo in quinte teatrali. Fantasia e realtà si sono ritrovate così unite in un’atmosfera nella quale il tempo sembrava non essere più rilevante. Persino il pubblico diventava parte dello spettacolo, volti illuminati dai colori, ombre proiettate sulle pareti.


Un spettacolo dove la gioia dei bambini si mescolava alla velata malinconia degli adulti, consapevoli, in fondo, di non essere più bambini. Non una semplice favola, ma un sogno lungo e mutevole, con un filo conduttore illuminato da mille lucine e introdotto dallo scontro psichedelico dei fari colorati contro le mura secolari del borgo. Questo era l’intento degli organizzatori, un gruppo di associazioni del luogo che, con risorse economiche contenute ma tanta creatività e volontà, ha trasformato il centro storico in un grande teatro itinerante.

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E proprio qui sta forse il valore più importante dell’iniziativa, la scenografia non è stata costruita, era già lì. Le mura, le pietre, i vicoli, le scale e gli scorci del paese sono diventati parte integrante dello spettacolo.

Gli organizzatori

Il gran finale è stato affidato alla “Compagnia Fuoco & Clownerie”, che ha chiuso la manifestazione con una vera e propria fiaba infuocata, tra virtuosismi con il fuoco, teatro e momenti di forte impatto visivo. Una conclusione quasi catartica, capace di catalizzare l’attenzione del pubblico e accompagnarlo verso un finale da favola.

Ha funzionato anche l’area food e ristoro, aperta dalle 19:30, con proposte capaci di richiamare antichi sapori e, attraverso il cibo, la memoria degli scambi e dei commerci di un tempo tra mare e montagna.

Due serate, dunque, nelle quali Scigliano ha provato a trasformare la propria storia in spettacolo, dimostrando come anche un piccolo borgo possa diventare un palcoscenico naturale. Non servono necessariamente grandi piazze o grandi strutture. A volte bastano un borgo, qualche luce, degli artisti e un pubblico disposto a camminare. Per qualche ora Scigliano non è stato semplicemente il luogo dove si svolgeva uno spettacolo. È stato lo spettacolo.

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