Site icon ilReventino.it

Sandro e Matteo Esposito e le figure sacre illuminate, ricavate sagomando il ferro

Alcune opere

Da alcuni anni a Decollatura, durante le festività natalizie soprattutto, ma anche in altri periodi particolari dell’anno, campeggiano alcune opere di carattere sacro e non solo, stilizzate, realizzate in ferro. A produrle è Sandro Esposito, operaio specializzato presso una importante azienda del territorio, che, con passione e grande tecnica, sagoma in modo davvero straordinario tondini di ferro da 8 mm circa e riproduce figure che poi vernicia e illumina.

Lo incontriamo in occasione del Natale 2025, non a caso, perché la sua immagine preferita è quella che riproduce la Natività.

“Sono molto legato – ci rivela – a questo periodo. Anche per motivi personali. Mi ha sempre affascinato la capanna di Betlemme con il Bambino che nasce in povertà e Maria e il suo sposo Giuseppe a dargli l’amore e la protezione come ad un qualsiasi pargolo, nonostante fosse il Figlio di Dio”.

Un’immagine di famiglia che forse si sta un po’ perdendo?

“La mia esperienza è quella di genitore e marito, quindi, inevitabilmente, legata alla tradizione cristiana. Certi valori, si, effettivamente, si stanno affievolendo travolti da un consumismo ormai estremo che produce una sorta di mordi e fuggi familiari destinati a sgretolarsi in fretta. Ecco perché, probabilmente, la spinta a riversare questa mia particolare propensione artistica verso la Sacra Famiglia”.

Approfondiamo un po’ il lato tecnico.

ADVERTISEMENT

“La lavorazione quotidiana del ferro mi ha consentito di acquisire competenze notevoli in questo campo e così le ho messe a frutto con una serie di opere che, durante le festività, vengono esposte. Soprattutto sulla facciata della chiesa dedicata a San Bernardo da Chiaravalle, nell’omonima frazione decollaturese e in Piazza della Vittoria”.

.

Ci spieghi meglio come realizzi i tuoi soggetti?

“Sagomare tondini non è facile, ma la manualità ultra ventennale, ormai, mi permette di creare contorni abbastanza morbidi che riproducono alquanto fedelmente i personaggi od oggetti che mi prefiggo di rappresentare. Poi c’è l’altrettanto delicata e impegnativa fase di saldatura che deve mettere insieme i pezzi e, infine, la verniciatura e l’elettrificazione, oggi più spettacolare e performante rispetto al passato con l’utilizzo delle luci a led”.

Hai mai pensato ad una esposizione o magari a portare i tuoi lavori anche fuori da Decollatura?

“Non sono molto propenso a farmi notare nelle cose che faccio, poiché le faccio per pura passione. Però non si sa mai. Il nostro territorio custodisce luoghi iconici e potrebbe essere un modo per valorizzarli ulteriormente”.

Ti aiuta qualcuno in questo tuo hobby?

“Si, c’è mio figlio Matteo innanzitutto con il quale progetto e realizzo materialmente tutte le mie opere, ma una grande spinta è venuta anche dal gruppo famiglie e da altre realtà che gravitano in ambito parrocchiale. In team si lavora meglio”.

Sandro e Matteo

So che, però, c’è un altro segreto dietro a quest’attività…

“Eh si, non posso concludere questa chiacchierata senza fare una citazione e un ringraziamento particolare perché, se riusciamo a cimentarci con buoni risultati (speriamo) nell’arte della lavorazione artistica del ferro, lo dobbiamo a una persona: mio papà Franco o com’era conosciuto da tutti, “mastru Francu”. Lui è stato per lunghi anni meccanico e manutentore all’interno della stessa azienda dove sono impiegato io, ma aveva una passione così grande per questo mondo e una tale inventiva e fantasia che era capace di riprodurre, in miniatura, tanti oggetti e mestieri artigianali della vita reale di tutti ii giorni”.

Exit mobile version