
Il direttore di Caritas Italiana si è inserito nel dibattito ricordando qual è la missione di Caritas. L’organismo pastorale della Chiesa, fondato da Giovanni Nervo nel ’71, ha il fine di dare testimonianza della carità nella comunità ecclesiale italiana. «Dalla fondazione di Caritas ad oggi cosa è cambiato? – si domanda Soddu e continua – all’interno dei contesti che sono mutati dobbiamo prendere consapevolezza di cosa è variato per capire in base a questo come agire». Ai mutati contesti il direttore nazionale suggerisce di far fronte con il metodo sinodale, il quale ha caratterizzato la stesura stessa della carta pastorale. Esercitare la sinodalità, però, non significa applicare procedure o principi standard nelle singole diocesi ma vuol dire assumere un approccio aperto e dinamico; significa vivere e operare insieme nello spirito di comunione, collaborazione e corresponsabilità; e implica il coinvolgimento diretto di tutta quella parte di Chiesa che si occupa di carità. «Stiamo percorrendo un tratto di storia della Chiesa in Italia, e il nostro stesso cammino ci dirà ciò che lo Spirito suggerisce oggi alla Chiesa di ascoltare, osservare e discernere» ovvero i tre “verbi concettuali” del metodo Caritas. Su questi argomenti, ha annunciato Soddu, si aprirà un ulteriore riflessione in un convegno nazionale il prossimo marzo a Milano.
Tutti i direttori, presentando le realtà diocesane hanno contribuito a rendere il dibattito più ricco e aperto a diversi spunti di riflessione in merito al mandato pedagogico delle caritas all’interno della chiesa e nei confronti delle città.
Ha concluso l’incontro don Marco Pagniello che chiarisce subito come le testimonianze di questa giornata verranno riportate al 50° di Caritas Italiana. Definisce poi come l’obiettivo comune deve essere sempre quello di trasformare il limite in possibilità. In conclusione sottolinea la principale vocazione di Caritas: che è quella di assumere un ruolo di accompagnamento per le comunità. «Non siamo noi quelli che possono cambiare tutto ma nella logica del segno possiamo fare molto, e intervenire su diversi aspetti; per logica del segno intendiamo i buoni esempi e gli anticorpi presenti sui territori».
Caritas Calabria
