Catanzaro – Anche oggi una folta delegazione missina, in rappresentanza della segreteria provinciale e regionale del MSI-Fiamma Tricolore, ha partecipato alla manifestazione “Boccia ti aspettiamo a braccia aperte!” davanti al palazzo della Cittadella Regionale.
Per come riporta una nota pervenuta in redazione diffusa dal portavoce, Natale Giaimo, per conto di Lorenzo Scarfone, segretario provinciale del Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore, viene rilevato quanto segue.

Certo il vaso di Pandora è stato scoperchiato attraverso il “triplete” negativo dei designati a coprire la carica di Commissario all’emergenza Sanità in Calabria, ma a ciò sono susseguiti una serie di avvenimenti e di comportamenti che squalificano una intera classe politica ed una burocrazia assolutamente colpevole di quanto stà accadendo di grave nelle corsie dei pochi ospedali rimasti attivi sul nostro territorio. Ed è di ieri sera la tragica scoperta che un direttore sanitario di un ospedale – tale Raffaele Cirone, che afferma testualmente, con un candore degno di miglior sorte, davanti alle telecamere: “Non sapevo che servissero ventilatori da altre parti, non siamo attaccati ai computer. Magari se li prenderanno nei prossimi giorni, a me non li ha chiesti nessuno” – disconosce quella che è la tragica realtà che lo, e ci, circonda da circa un anno. Ma non finisce qui!
Qualche minuto dopo, a tal proposito interviene telefonicamente Nicola Morra – si proprio lui il senatore del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione parlamentare Antimafia che se la prese con Salvini perché ostentava la corona del Santo Rosario e che qualche giorno fa si è scagliato contro i calabresi rei di essersi scelta una Governatrice ammalata oncologica apostrofandoli con un vile “Vi stà bene se adesso siete costretti a tornare alle urne!” – per spezzare, udite udite, una lancia a favore di Cirone spiegando dottamente che: “Il direttore sanitario ha il dovere della custodia delle macchine, nelle Asp deve esserci qualcuno che si impegna a dirottarle in altri centri Covid. Quello di Castrovillari è uno Spoke, dieci giorni fa invece al pronto soccorso di Cosenza giacevano 44 pazienti positivi”. Onestamente si resta allibiti, oltre che incazzati, di fronte ad un tale florilegio di citazioni che supera, e di tanto, e fa dimenticare persino il triplete di Speranza.
Ed allora, come ha detto un oratore tra quelli che si sono susseguiti davanti alla Cittadella per chiarire il senso della manifestazione, a noi calabresi non serve più la solidarietà e la vicinanza del governo bensì necessita che il governo si decida ad azzerare il debito in capo alla Sanità calabrese, che non è un debito dei calabresi bensì il debito dovuto a malamministrazione e ruberie da parte delle classi dirigenti tutte, nazionali e regionali, preposte nel tempo a governare questo delicato ed importantissimo settore a tutela, in particolare, delle classi più deboli e disagiate.
Ciò detto ed acclarato, i missini calabresi danno appuntamento a tutti i nostri conterranei alle prossime iniziative di lotta che, certamente e necessariamente, seguiranno nei prossimi giorni a quella odierna».
