
Le lezioni, che si sono svolte presso il “Grand Hotel Paradiso” del quartiere lido di Catanzaro, sono state tenute dal sociologo dell’Università di Roma Tor Vergata, Andrea Volterrani, e l’antropologa, Laura Di Pasquale, hanno proposto contesti in cui la didattica vecchio stampo ha lasciato prevalentemente spazio al coinvolgimento delle associazioni partecipanti, all’analisi dei comportamenti da modificare, da sviluppare, da migliorare: una “palestra” per imparare a collaborare sulle tematiche sociali.
Riguardo all’esito del corso, per come contenuto in una nota pervenuta in redazione, viene rilevato quanto di seguito riportato.
<<Parola d’ordine è la condivisione, delle informazioni, dei dati, dei problemi, evoluzione da singole associazioni a gruppi d’organizzazione per avviare soluzioni concertate. Essenziali, in questo contesto, competenza, conoscenza, discussione e comunicazione. Una comunicazione che si fa sempre più virtuale e che in quanto tale deve essere sfruttata, senza dimenticare che il contatto reale, soprattutto nelle fasi di approccio, è fondamentale. Una competenza che deve superare anche quella degli enti locali, spesso mancante o addirittura fuorviante.
Nel corso giornate formative sono state indagate le tecniche utili per stimolare il lavoro in sinergia ed è stata sottolineata l’importanza della creazione dei luoghi di partecipazione partendo dal presupposto che tutto è importante per il benessere della società e che non ci sono argomenti che hanno la precedenza. Occorre lavorare tutti insieme per discutere i problemi di tutti, creare luoghi di partecipazione in cui tutti possono intervenire e confrontarsi. Costruire relazioni: il capitale sociale.
Nei laboratori didattici, mettendo in pratica le euristiche, attraverso il “gioco” e le simulazioni guidate da Volterrani e Di Pasquale, i corsisti hanno affrontato diverse tematiche, tra cui quelle legate all’analisi dei vuoti e delle carenze del nostro territorio tentando di elaborare, attraverso il lavoro condiviso, possibili soluzioni. È stato un allenamento interessante soprattutto per i giovani partecipanti, tra cui i lametini Roberta Gigliotti e Pasquale Guadagnuolo – in formazione per il Piano Locale Lavoro del Lametino e del Reventino all’interno del Progetto Gedeone – che hanno così avuto modo d’incontrare e approfondire alcuni aspetti di diverse realtà calabresi e nel contempo iniziando ad acquisire dei rapporti per lo scambio di informazioni e di esperienze.
Investire il tempo nell’approfondimento della conoscenza dell’altro ancor prima di progettare, è fondamentale in ambito sociale e consente automaticamente di generare partecipazione. È un percorso faticoso che richiede molta disciplina e che mette in discussione le metodologie di progettazione e d’intervento tipiche del nostro territorio in cui spesso la progettazione è finalizzata al mero accesso alle risorse anziché come strumento per cambiare la società. Per il bene di quest’ultima, come hanno spiegato i docenti, a volte se non si è adeguatamente organizzati e cooperanti, è più conveniente rinunciare ad alcune opportunità. Prepararsi, co-programmare, co-progettare, per un reale benessere comunitario>>.
