Una serata intensa e coinvolgente con il Reventino che si sposta nella Capitale e lascia un pezzo di Calabria centrale fatta di uomini e storie vere. In particolare – come ben descritto dall’autore del volume La Rumanza di Aivanò, Francesco Talarico, originario di Petronà nella Pre Sila catanzarese “Tutto nasce dal ritrovamento di alcuni quaderni scritti da un autore sconosciuto, rimasti per quasi cinquant’anni in una soffitta, riporta alla luce il mondo narrativo che ruota attorno alla vita di Aivanò”.
E ancora: “È la storia di un ragazzo nato da una madre poverissima e cresciuto nella Presila, tra pastori, briganti, maestri di scuola e di vita e figure mitiche. La narrazione prende avvio nel dopoguerra, in un periodo di estrema povertà, e segue il protagonista dall’infanzia fino alla partenza per il Nord, lungo un arco attraversato da miseria, sogni, emigrazione e un’inesausta curiosità.
La lingua cerca di restituire l’oralità del mondo contadino senza cadere nel folclore: si alternano registri, cadenze, proverbi, lampi lirici e invenzioni. Il racconto affonda le radici nei luoghi e nei corpi, nel lessico dei campi, nelle case di pietra, nei riti quotidiani e nei silenzi carichi di significato. La “rumanza” – conclude Talarico – è insieme racconto, cammino, memoria di un mondo che sfida l’oblio”.
Cosa c’entra Roma in tutto questo, quindi. Ecco che la suspense si scioglie e viene svelato il mistero: il 27 maggio 2026, nella sala della libreria Eli in viale Somalia, alla presenza di un folto e partecipe pubblico, Talarico ha presentato il suo bel libro, arricchito dalla postfazione dell’avvocato Felice Foresta di Catanzaro.
Relatore dell’incontro è stato l’artista Ivan Talarico, che ha curato la revisione del testo, il progetto grafico dell’opera e l’accompagnamento musicale al pianoforte durante la lettura di alcuni brani del libro.
La parte conclusiva dell’evento è stata dedicata a un dialogo aperto con il pubblico, seguito dal firmacopie, svoltosi in una sala attigua, dove i presenti hanno brindato insieme in occasione del settantesimo compleanno dello scrittore.

