
L’intervista al direttore dell’Osservatore Romano Andrea Monda
Quest’anno, dopo i parroci di Cutro e Steccato premiati per la grande opera prestata in occasione del naufragio sulle coste ioniche del crotonese, è toccato ad un vero e proprio big della comunicazione: quell’Andrea Monda, da noi intervistato con il collega Santino Pascuzzi nel video inserito in questo articolo, che, nel 2018, Papa Francesco ha nominato alla direzione dell’organo di comunicazione ufficiale del Vaticano, l’Osservatore Romano.
Dopo la preghiera dei Vespri, la cerimonia di premiazione, sabato 22 giugno, in occasione dei festeggiamenti del santo patrono di Soveria Mannelli.
La cerimonia è stata animata da Antonio Cavallaro, che si occupa di comunicazione ed editoria religiosa per Rubbettino editore col quale Monda ha pubblicato uno dei suoi bei libri. Dopo il saluto del sindaco di Soveria Mannelli, Michele Chiodo, che ha ricordato, tra le altre cose, il legame anche parentale di Monda con la Calabria, attraverso Riccardo Misasi, zio di Monda, Cavallaro ha riassunto in breve la storia del premio e le motivazioni che hanno portato alla scelta dei premiati.
Il parroco don Roberto Tomaino ha salutato Monda, affermando: “ho voluto fortemente oggi qui con noi perché stiamo parlando di una persona di spicco del mondo mediatico e il suo sapiente esercizio della professione, infarcito di ironia e riflessioni profonde sul mondo della comunicazione e della letteratura che ogni giorno viviamo e che se non gestito con profonda saggezza, può diventare estremamente pericoloso”. Il parroco ha effettuato la consegna del piatto d’argento griffato Gerardo Sacco, prima di dare la parola ad un Andrea Monda visibilmente emozionato.
“Spesso si punta il dito sugli altri senza avere l’umiltà di guardare dentro noi stessi e capire le nostre fragilità e che ci può essere qualcuno più grande di noi. San Giovanni (facendo riferimento al premio) ha avuto questa umiltà affermando “io non sono chi voi credete che io sia. Adesso viene uno più grande di me…”. “Oggi, fra l’altro – ha aggiunto Monda – 22 giugno è la festa di San Tommaso Moro, santo dal grande umorismo che compose anche una preghiera su questo aspetto che è fondamentale per vivere una vita di verità e di giustizia. Oggi il giornalismo è condizionato dalla mancanza di umorismo, parola che deriva dal latino Humus, ovvero l’umanità che è in noi ed è pervaso, al contrario, di ego, cioè “Io” con la I maiuscola come si usa dire in inglese, lingua ormai universale. Questo non va bene. L’io dominante è un ostacolo alla verità, alla ricerca della notizia reale, impedisce di mettersi in contatto col prossimo e con coloro i quali si interfacciano con noi”.
Poi alcuni aneddoti sul Papa di cui ha detto “Ha una memoria straordinaria. Lui ti guarda negli occhi e si apre al tuo cuore ed è per questo che, mi ha detto una volta che ci siamo trovati a discutere di fake news e veridicità delle notizie, basta guardare negli occhi una persona per sapere se sta mentendo oppure no. Ed è vero. La prossimità, la vicinanza sono le cose che contano davvero nei rapporti umani”. “Comunque faccio un piccolo spot personale, se volete sapere davvero tutto quello che dice il Santo Padre nei suoi discorsi, leggete l’Osservatore Romano che è l’unico quotidiano, non perché lo dirigo io, ma è realmente l’unico giornale che riporta fedelmente le parole del Papa, senza filtri o tagli”.
Monda ha concluso il suo intervento, prima delle foto e dei saluti di rito, ringraziando la città. “Davvero sono felice di essere qui oggi a ricevere questo prestigioso premio, di fronte ad un pubblico così attento e partecipe in una terra che, parentele personali a parte, davvero mi ha accolto a braccia spalancate e col sorriso. Sono emozionato, credetemi e vi porterò sempre nel mio cuore. Grazie!”.

