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Petronà, paese in lacrime per le esequie di Filippo Bubbo

Non c’è morte che non lasci un vuoto, se poi a salutare per ultima volta è un ragazzo solare come Filippo Bubbo, il dolore si trasforma in abisso e la vita perde di senso. Oggi, 25 Gennaio 2021, è stato un giorno contrassegnato da profonda tristezza per tutta la comunità di Petronà.

In modo inusuale e commovente, si sono tenute le esequie del giovane camionista di Petronà, deceduto, quasi una settimana fa, in un terribile incidente stradale sulla autostrada A4, a pochi chilometri da Venezia. Filippo, appena venticinquenne, amava lavorare con i suoi amati camion e su un mezzo pesante, martedì scorso, ha chiuso gli occhi al mondo: l’incredulità è ancora tanta, il fardello troppo pesante, le lacrime inarrestabili, le parole esaurite da un bel po’. Anche se Filippo era emigrato da qualche anno in Toscana per lavoro, in paese se lo ricordano molto bene, tant’ è che tutti i negozi e gli uffici hanno deciso di chiudere battenti per il suo straziante commiato. E anche chi non lo ha mai incontrato, l’ha conosciuto ora attraverso la narrazione di amici e parenti: ragazzo altruista, umile, educato, ottimista, impegnato, acculturato, sincero. Meritava attenzioni e sguardi: in tanti l’hanno voluto testimoniare.

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Filippo come figlio, come fratello, come parente, come alunno, come amico, come lavoratore: di impronte Filippo ne ha lasciate tante e Petronà le custodirà per sempre, lo si è capito dal funerale, annunciato dai roboanti clacson dei camion, dai necrologi, dagli striscioni, dalle dediche sui social, dai fuochi pirotecnici e chiuso dal pianto inconsolabile di quanti, senza Filippo, hanno smarrito una stella capace di illuminare con i valori il cammino della giusta via. Una sensazione aleggia nell’aria: nulla sarà più come prima nella piccola comunità ai piedi dei monti della Sila.

di Enzo Bubbo

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