11 Gennaio 1920-11 Gennaio 2020: c’era una volta una farmacia in un piccolo paese della provincia di Catanzaro e c’è ancora oggi. Le favole esistono, quella della famiglia Capocasale dura in quel di Petronà da un secolo: un bel traguardo nel campo della sanità. Alle spalle una lunga storia, intessuta da erudizione, idee, etica, passione e impegno.
Altri tempi, altri luoghi, altri costumi: stessa però l’empatia, stessa l’abnegazione, stesso il cognome. È la somma che fa il totale: sono tante le virtù trasmesse di generazione in generazione nella famiglia Capocasale. Dopo il dottore Luciano, è la volta del nipote Alfonso Capocasale (1929-2018). È uno dei primi laureati del paese, arriva dalla prestigiosa Università Alma Mater di Bologna e conquista subito la cittadinanza petronese e dei paesi limitrofi per motivazione mista a solida preparazione.
Di padre in figlia: se oggi vai in farmacia, trovi la dottoressa Rosa Anna Capocasale. Non è una novizia nel campo farmaceutico, possiede studi, volontà, coraggio, serietà di carattere e spirito di intraprendenza. Ama, sin dal 1993, il lavoro che fa e si vede. Non sei solo una farmacia quando l’ospedale più vicino si trova a 60 chilometri, non sei solo una farmacia quando vai oltre l’indicazione del farmaco adatto alla cura. In altre parole: una farmacia di servizio.
Se una farmacia si giudica dallo sguardo delle persone che vi entrano, qui, tra farmaci di tutte le fogge, cimeli e il mobilio di una volta, un continuo andirivieni di cittadini, provenienti da Petronà e non solo, racconta di risposte mai banali alla domanda di salute: così è sempre stato nella sede di via Vittorio Emanuele II, così è ancora oggi in via Nazionale, così forse sarà per sempre.
La farmacia Capocasale spegne 100 candeline nel 2020: fuori un paese che non vede l’ora di festeggiare per un luogo che sente proprio, che profuma di identità, che sa di storia e che fa comunità. Farmacia Capocasale: festa al singolare, risvolti plurali. Post scriptum: la farmacia è vitale come l’aria, quando c’è quasi non ci fai caso, quando manca in una comunità se ne avverte l’assenza.
di Enzo Bubbo
