Preparato docente, competente preside e prolifico scrittore.
Fiore Scalzi era fatto così: tutto ciò a cui si dedicava lo doveva fare bene e ha lasciato tracce indelebili nel suo paese natio per intelligenza e dedizione.

A quasi un anno dalla dolorosa dipartita, Petronà non s’è scordata di Fiore Scalzi e vuole serbarne memoria anche in futuro.
Nei giorni scorsi, l’associazione U hocularu, rappresentata dallo scrittore ed esperto di dialetto Franco Talarico, ha proposto all’Amministrazione comunale petronese l’intitolazione di una strada al professore Fiore Scalzi anche per aver promosso “un’idea di scuola come presidio culturale e civile della comunità”.
E’ stata consegnata l’edificante biografia del professor Fiore Scalzi, quattro pagine corredate da diciassette allegati che ne sintetizzano il percorso umano e professionale. Tra i promotori della proposta c’è il professore di lettere Enzo Bubbo, anche saggista.
Fiore Scalzi, tra i primi laureati del paese e preside anche della scuola media Ugo Foscolo di Soverato per dieci anni, ha fatto parlare bene di sé non solo come docente e dirigente scolastico, ma anche per la sua produzione editoriale: dotato di una cultura sterminata, di una raffinata sensibilità nell’uso delle parole e di un talento per la narrazione quasi ineguagliabile.
Ha scritto: Petronà tra cronaca e storia; Grammatica del dialetto petronese e dei paesi del Reventino e, come ultimo lascito letterario al suo paese, “E parole su cumu e cerasa”, con il commento di 365 proverbi petronesi, come gesto d’amore per la sua terra, le sue tradizioni e la sua cultura.
Libri che continuano a parlare al cuore dei petronesi e non solo.
Se più indizi fanno una prova, Fiore Scalzi è stato una sorte di Mecenate per Petronà e per i paesi vicini, lasciando dietro di sé non solo cultura, ma anche relazioni autentiche.
























