Sono i dati del coinvolgimento per la difesa dell’ospedale di Soveria Mannelli e delle altre strutture sanitarie. Un risultato – di seguito pubblichiamo rielaborando quanto diffuso sulla pagina sociale – secondo il Comitato Pro Ospedale del Reventino con sede a Soveria Mannelli promotore a livello locale dell’iniziativa – che “non può essere ignorato dalla politica”.
“La raccolta firme non è stata una passeggiata – si legge nella nota del Comitato – abbiamo sfidato il freddo, sacrificato il nostro tempo, sostenuto spese senza chiedere nulla in cambio. Eppure nessuno ci ha fermati”. Ad animare la protesta è stata, spiegano, “la passione di una comunità che ha scelto di difendere il proprio ospedale, perché la montagna non resti indietro e non venga privata di un servizio essenziale”.
Una risposta corale: dai sindaci ai cittadini
Di fronte alla difesa dell’ospedale “non ci sono state divisioni, ed è giusto che sia stato così. È stata una risposta civile, corale e concreta”. L’intero comprensorio ha risposto presente, “fino ai comuni più lontani come Parenti e Tiriolo. Ognuno, secondo le proprie possibilità, ha dato un contributo”.
Il comitato ringrazia in particolare: Daniele che ha messo a disposizione il punto raccolta, i fratelli Rubbettino che hanno curato la stampa delle schede e Luna Funghi che ha ospitato le riunioni. “A tutti va il nostro più sincero grazie”.
Ora la palla passa alla Regione Calabria
“Da quel momento, gli sviluppi dipenderanno anche dai percorsi previsti dalla normativa: potrebbero aprirsi opportunità importanti oppure attenderci un cammino più complesso, fatto di salite e tornanti“.
Questa battaglia non appartiene a pochi. Appartiene a un intero territorio che ha deciso di farsi sentire”.


