La squadra “Rastrello” di Motta Santa Lucia, squadra locale che raggruppa appassionati cacciatori, fa segnare un carniere da record con 18 esemplari di cinghiali che sono stati abbatuti. In effetti, l’ultima uscita è stata una battuta di caccia collettiva al cinghiale dalle forti emozioni.
Una battuta da record
Non è una semplice cronaca di caccia. Piuttosto il racconto di una tradizione e di un’amicizia che lega tre rinomate squadre, quella di Motta Santa Lucia di Campora San Giovanni e di Soveria Mannelli. Quando tre squadre che hanno fatto la storia della caccia calabrese decidono di unire le forze, il risultato non può che essere leggendario.
L’alba del Reventino e l’adrenalina pura
Alle prime luci dell’alba, le colline tra Motta ed il Reventino ancora avvolte in un silenzio irreale, il gruppo si ritrovava, cioè la squadra (nel gergo tra gli appassionati viene usato anche informalmente il termine compagnia, mentre i componenti vengono spesso chiamati cinghialai) tra l’altro nella caccia collettiva al cinghiale (come la braccata o la battuta), la squadra è il gruppo locale ufficialmente costituito e registrato presso l’Ambito Territoriale di Caccia (ATC) di riferimento.
Per come ci viene raccontato, gli appassionati cacciatori, incosapevolemente, si preparavano ad assistere a quella che sarebbe diventata una giornata venatoria da ricordare con le poste, disposte con precisione militare dal capocaccia Bevacqua che presidiavano i varchi più impervi. Al centro, il cuore pulsante della battuta: una muta di segugi eccezionale, frutto di anni di selezione.
Poi, il momento eterno, dalla macchia fitta si leva il latrare dei cani che spinge gli animali verso i cacciatori alle poste col fiato sospeso.
Un urlo, per sottolineare la perfetta sincronia e l’azione coodinata, ha squarciato il bosco è stato quello di tre squadre diventate una sola, per avere raggiunto questo ragguardevole risultato di 18 cinghiali abbattuti.
Oltre la caccia: fratellanza e gestione
“Quella di oggi non è stata la vittoria di una squadra, ma la vittoria di un modo di intendere la caccia” ha commentato con emozione a fine giornata il capocaccia Giorgio Bevacqua. “Ringrazio gli amici di Campora San Giovanni e della Garibaldina di Soveria Mannelli. Quando c’è rispetto, collaborazione e amore per il territorio, nascono giornate come questa. La “Rastrello” ha una storia importante alle spalle, e oggi ne abbiamo scritto un’altra pagina bellissima.”
La giornata si è conclusa come vuole la più nobile tradizione dei cinghialai: tutti insieme, intorno allo stesso tavolo, a rendere onore alla preda e a celebrare un’amicizia che va oltre il bosco.
