Site icon ilReventino.it

“Manipoliamo la Materia”, a Feroleto Antico un laboratorio dell’artista Marika Mazzeo

I “Mascaruni” creazioni apotropaiche tipiche

Si è svolto  presso l’ex scuola elementare di Feroleto Antico (CZ), domenica scorsa, l’evento Manipoliamo la materia, un’iniziativa capace di intrecciare arte, memoria e territorio. Il progetto, promosso dal Festival del Solstizio d’Estate e dal suo comitato composto da membri di Feroleto Antico e di Pianopoli, in collaborazione con il Comune di Feroleto Antico, è stato curato dall’artista Marika Mazzeo, che lavora con l’argilla da moltissimi anni e che recentemente ha avviato una personale ricerca sull’uso del colore blu, insieme a Giuseppe Samuele Vasile, maestro d’arte specializzato nella tradizione ceramica di Squillace (CZ).

Un momento del laboratorio

Il laboratorio ha guidato i partecipanti nella creazione di manufatti in argilla ispirati alla natura: foglie, rami e forme organiche sono stati impressi sulla materia viva, dando origine a figure che oscillano tra il vegetale e l’umano, tra il reale e l’ancestrale.

Queste forme, talvolta mostruose, richiamano simbolismi profondi e si collegano alle complesse radici culturali e antropologiche del Reventino e più in generale della Calabria, evocando il mondo delle maschere apotropaiche: presenze arcaiche poste a guardia del confine tra visibile e invisibile, tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Questa visione affonda le sue radici anche nella riflessione contenuta nel libro I Solchi del Tempo di Giuseppe Antonio Bagnato e Pina Cerchiaro, opera che ispira l’intero Festival nel suo recupero della memoria storica e simbolica del territorio.

La giornata si è svolta all’insegna della manualità e della riconnessione interiore. Le mani, i sensi e il respiro si sono fusi con l’argilla, intesa – come più volte sottolineato da Mazzeo – come una vera e propria alchimia dei quattro elementi: terra, acqua, aria e fuoco. Un’esperienza immersiva e quasi rituale, capace di riportare il gesto artistico a una dimensione primordiale. A concludere l’evento, una degustazione di prodotti enogastronomici locali ha ampliato l’esperienza sul piano sensoriale, coinvolgendo anche il gusto in questo percorso simbolico. Il vino e l’argilla hanno rievocato gli antichi fasti della Calabria magnogreca, terra sospesa tra Ionio e Tirreno, evocata nel mito di Ulisse e nei profumi intensi di ginestra, di ulivo e di bergamotto.

ADVERTISEMENT

Manipoliamo la materia si inserisce in una più fitta rete di programmazione di eventi che accompagneranno il pubblico fino al 21 giugno 2026, data in cui verrà celebrato il Festival del Solstizio d’Estate. Un percorso pensato per destagionalizzare l’offerta culturale e turistica, costruendo un cammino di avvicinamento al solstizio. In questo senso, l’evento rappresenta un simbolico preludio all’intensificarsi della luce solare: la ceramica diventa metafora del riscaldamento del creato, un inno alla fertilità e al risveglio della natura, che dalla brina argentea dell’inverno si apre al tepore della primavera.

Exit mobile version