La questione Ponte sullo Stretto è un’atavica questione che interessa da anni Calabria e Sicilia da sempre. Ad oggi ancora si discute di costruirne uno.
Un dibattito sempre aperto.
Quello sul ponte di Messina è un dibattito sempre acceso ed aperto che però ha smesso di riguardare solo il ponte tout court. Quello di realizzare il ponte è un progetto piuttosto ambizioso che da un bel po’ di tempo si accompagna anche all’idea di realizzare un casinò sullo Stretto. L’obiettivo principale del progetto è quello di provare ad arginare il fenomeno dilagante della criminalità organizzata correlata alla gestione illegale dei casinò. Questo è un modo assolutamente vincente di rilanciare anche l’economia calabrese ed il suo turismo.
Un ponte che unisca Sicilia e Calabria, due fra le regioni più belle d’Italia (ma anche tra le più povere) è la promessa che da anni i cittadini attendono di veder realizzata. A cornice di questo progetto di cui ormai si parla da moltissimo tempo, c’è anche l’idea di realizzare un casinò. L’idea potrebbe sembrare bizzarra, soprattutto perché notoriamente queste sono due regioni in cui la criminalità è così ben organizzata da riuscire ad infiltrarsi anche nel tessuto più genuino non solo dell’economia ma anche della politica ed in generale della società. Un peccato per queste due terre lambite dal mare e dalla storia dello splendore magnogreco che le ha penetrate nel profondo e le ha rese ricche di meraviglie dal fascino intramontabile. Quello del Ponte sullo Stretto non è un sogno che svanisce al risveglio ma un progetto ambizioso, una infrastruttura strategica di cui tutta l’Europa non dovrebbe privarsi. Sono state moltissime le proposte anche politiche avanzate negli ultimi anni ed hanno quasi scaldato gli animi di moltissimi calabresi e siciliani che sognano ancora quei 3300 metri di attraversamento stradale che diventerebbe un punto cruciale anche sulla ripresa economica delle due regioni meridionali.
Nel prezioso e futuribile progetto rientra anche, con una richiesta quasi comune, l’idea di realizzare un casinò che sia un punto di forza per il turismo e l’economia calabrese e siciliana. Sembra essere una contraddizione pensare di poter realizzare un casinò in un luogo dove attecchisce la criminalità organizzata. Invece per molti questa potrebbe essere l’opportunità di riscatto di una terra che non è solo mafia e crimine. Realizzare un casinò significherebbe creare un punto aggregativo anche nel sud d’Italia (i casinò sono tutti al nord) che significa implementare la richiesta di turismo e favorire un’economia pulita. Questo anche in virtù del fatto che il gioco d’azzardo è ormai considerato il terzo settore economico più importante d’Italia e che tantissimi territori stanno puntando proprio a questo per assicurarsi il rilancio economico.
Ovviamente se gestito seguendo tutte le direttive e norme di legge, potrebbe essere veramente la vera opportunità di riscatto. Inoltre va da sé che l’apertura di centri di gioco legali e controllati, permetterebbe di arginare una prassi piuttosto diffusa che è quella del gioco illegale e favorire anche il contenimento delle dipendenze. Infatti si pensa di prevedere delle soglie massime di tempo da spendere alle slot oltre che la scelta di posti strategici per far nascere il casinò e lontani da luoghi sensibili come chiese o scuole. Inoltre potrebbe essere un luogo che attragga anche da un punto di vista prettamente ricreativo. Sono tantissimi i casinò in Europa che non ospitano solo slot machine ma anche eventi di portata internazionale, concerti e spettacoli teatrali. Il Casinò di Taormina ad esempio, incastonato nella meravigliosa cornice della villa Mon Repos era considerato una perla mondiale del turismo internazionale. Restò attivo solo pochi anni ma lo resero leggendario. Il suo gestore, dal 1963, Domenico Guarnaschelli, riuscì a portare proprio qui il Principe Umberto ed i più grandi divi dell’epoca. Marlene Dietrich ad esempio fu ospite del casinò arrivando al centro del palcoscenico su uno scivolo. Per questo non è più sufficiente stigmatizzare i casinò come soli centri da gioco d’azzardo, visto anche la supremazia dei sale da gioco online italiane sui casinò fisici, ma dei veri e propri luoghi polivalenti in grado di coniugare un turismo genuino al divertimento più classico di sempre.
Conclusioni
Una bella doppia occasione sarebbe per Calabria e Sicilia ma, in generale per l’Europa tutta, quella di creare finalmente il Ponte sullo Stretto che dopo anni ed anni di progettazioni, appalti e promesse, potrebbe rappresentare la svolta economica, turistica e sociale di due terre dalla bellezza eterna. Siciliani e Calabresi ci sperano ancora, per migliorare anche il tenore di vita di chi, ogni giorno, è costretto per lavoro a prendere un traghetto per raggiungere la sponda opposta con tutto lo stress che un viaggio del genere comporta in termini di dispendio di tempo ed organizzazione. Un’occasione che fa gola anche a tutti quei comitati impegnati nella riqualificazione economica e turistica dei luoghi che vedono nella costruzione del ponte un’opportunità di rilancio a 360°. Non si sa ancora cosa riservi il futuro, se questo progetto millantato vedrà mai la luce o se si continuerà con promesse mai realizzate. Ma il sogno di Calabria e Sicilia è ambizioso e, forse, queste terre meriterebbero dei giusti riconoscimenti da tutta l’Europa ed anche la possibilità di levare dalla propria immagina quella “lettera scarlatta” che ormai, da troppi anni, macchia la reputazione di popoli operosi, passionali ed estremamente ospitali. Si spera che in un futuro non proprio lontano Sicilia e Calabria riescano a portare a casa l’all-in della loro unione.






























