
La pressione generata dall’invecchiamento della popolazione, dal numero di non autosufficienti e le sue ricadute socio-economiche fanno della non autosufficienza uno dei temi “caldi” del dibattito sulla riorganizzazione dei sistemi di welfare, soprattutto territoriale.
Cardine della riflessione è stata la necessità di un approccio multidimensionale integrato, fondato su un sistema articolato, che presupponga sinergie fra servizi sanitari e sociali, fra professionalità diverse, fra i diversi attori pubblici e privati, ets, coinvolti nella pianificazione ed erogazione dell’assistenza. Dato che ci si muove su un terreno friabile, è fondamentale il confronto plurale tra gli attori coinvolti. Infine, è necessaria una elaborazione graduale. Dunque, il modo più auspicabile di procedere è quello in cui «si indicano delle strade, ci si confronta sui dati e tra gli attori».
“Per questo – conclude la Portavoce Graziella Catozza – punto sul marketing relazionale, che si fonda su un processo di tipo circolare, che prende avvio dallo studio dell’utente, ha il suo culmine con il soddisfacimento dei bisogni dello stesso con un insieme di attività volte a facilitare e a realizzare gli scambi tra Comuni. Ciò, richiede un approccio gestionale integrato per coordinare gli sforzi di diversi settori verso l’obiettivo comune: migliorare i servizi e tutelare le persone fragili per creare valore sociale. Questo territorio necessita di un radicale cambiamento delle politiche sociali.
