Anche quest’anno la comunità di Bianchi e Colosimi, animate del loro giovane e dinamico parroco don Giuseppe Trotta, hanno vissuto nella preghiera e nella meditazione la giornata del Corpus Domini (Corpo del Signore), una delle solennità più sentite a livello popolare.
Don Giuseppe, parroco dei due paesi dell’Alto Savuto nel corso della sua omelia, ha richiamato l’attenzione di una chiesa gremita sul significato religioso, ricorrenza proposta per la prima volta a Liegi, in Belgio e successivamente istituita nel 1264 da Papa Urbano IV con la bolla “Transiturus de hoc mundo”.
Ha esortato la comunità ad essere “buoni cristiani“ <<non è sufficiente – ha detto – venire a pregare in chiesa, ma soprattutto quando si è fuori di essa bisogna vivere e amare il prossimo come Cristo ci ha insegnato>>.
Poi ha aggiunto che oggi viviamo in un “mondo fluido”, che non lascia quasi traccia di se, incoerente un “fai da te – all fast” (tutto veloce) e così anche il tempo che si dedica alla preghiera. <<Frutto di scelte arbitrarie e di comodo – ha concluso – non ha senso vivere cosi, perché noi cristiani dobbiamo “prendere e dare” altrimenti non ha senso di essere cattolici>>.
Al termine della Messa dove il coro parrocchiale ancora una volta ha dato il meglio di se, ha avuto inizio la processione del Corpus Domini lungo un percorso ben delineato con una rappresentazione visiva di Gesù che percorre le strade dell’uomo, creatura con un anima razionale, che ha pure bisogno di nutrimento sia intellettivo, che spirituale (fede, speranza, amore) attraverso il” cibo” dell’eucaristica.
Tanta la gioia e la commozione nel vedere tantissimi chierichetti, bambini che hanno fatto quest’anno la prima comunione, bambini e giovani formare due ali con a capo la Croce e al centro l’ostensario portato da don Giuseppe, il baldacchino e con a seguito il sindaco Tommaso Paola, il maresciallo dei Carabinieri Matteo di Pierro e una comunità intera.
