Dopo le rimostranze presentate delle singole amministrazioni comunali di Soveria Mannelli e Decollatura, si è andata ancora di più istituzionalizzando la protesta del territorio del Reventino nei confronti di Poste Italiane, attraverso un incontro pubblico tra i consiglieri, i membri delle giunte e i sindaci dei due comuni, per discutere proprio dei disagi che i cittadini stanno affrontando, soprattutto in questo periodo, a causa dei disservizi che Poste Italiane non starebbero al momento neppure riuscendo ad attenuare.
I presidenti dei rispettivi Consigli comunali, Guido Arcuri e Vincenzo Marchio, hanno introdotto l’incontro spiegandone ai cittadini, intervenuti in gran numero, i motivi che lo hanno reso necessario e il significato di unire le due comunità nel reclamare i propri diritti con più forza.
Poi i sindaci, Michele Chiodo e Raffaella Perri, hanno ricostruito meticolosamente quanto sta avvenendo in questo periodo e che sta determinando i disservizi di Poste Italiane, non dimenticando però di ricordare che tali disservizi hanno una storia più lunga e risalgono, in quanto alle difficoltà nella distribuzione della posta, già a qualche anno fa, per via di portalettere precari che vengono sostituiti dopo pochi mesi di ambientamento, proprio quando hanno imparato a conoscere vie e località dei paesi.
L’Ufficio postale di Soveria Mannelli è stato chiuso venti giorni fa per lavori infrastrutturali finanziati dal Pnrr (Progetto Polis), ma ancora i lavori, che dovrebbero durare cinque mesi, non sono neppure iniziati. L’Ufficio di Decollatura, che avrebbe dovuto sostituire quello di Soveria per tutto il periodo con uno “sportello dedicato”, è sottorganico e in continuo affanno. Per di più con uno sportello automatico (Postamat) fuori uso da fine agosto e mai riparato o sostituito.
Insomma, una situazione che aggiunge problemi a problemi in un’area montana e disagiata che fa fatica a mantenere almeno i servizi di cui disponeva qualche decennio fa. I tempi cambiano, ma in quest’area sembra che si torni indietro invece di andare avanti.
Pertanto, i due consigli comunali, che si sono incontrati in modo informale e alla presenza dei cittadini, approveranno un documento comune sulle proposte emerse dal dibattito, che sarà recapitato all’Agcom, al Corecom, al Prefetto di Catanzaro e soprattutto alla Direzione generale di Poste Italiane a Roma.
Per quanto riguarda Soveria Mannelli, dove l’ufficio dovrà restare chiuso per alcuni mesi, il sindaco ha prospettato sempre la soluzione dell’ufficio mobile, che sia un container o un camper, offrendo tutto il supporto che l’amministrazione comunale potrà fornire.
Al contrario per Decollatura si rende necessario un adeguamento dell’organico e, nel caso dovesse continuare a sopperire alla chiusura dell’Ufficio di Soveria, anche un’apertura pomeridiana che eviterebbe il problema delle file chilometriche agli sportelli e perfino fuori dai locali.
Su queste richieste di massima, c’è stato accordo sostanziale tra i due consigli, giunte e sindaci, ma anche tra i cittadini che hanno, nel corso dell’incontro, manifestato tutto il loro disappunto nei confronti di Poste Italiane, consci anche del fatto che, trattandosi ormai di una società per azioni, ha perso la sua connotazione di servizio sociale e ne ha assunto una maggiormente portata a pensare prioritariamente ai profitti.

