di Domenico Lanciano, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 317 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria) –
Quello adottato dall’artista Mario Colonna è un genere musicale soffice e carezzevole, tipico dei piano-bar o dei “night club”. I testi tendono al sogno, alla nostalgia e allo struggimento. Non a caso il titolo del CD è proprio “Ricordi”. In una brevissima nota identificativa inviatami proprio per questa “Lettera a Tito n. 317” Mario Colonna così puntualizza i contenuti di questo suo lavoro musicale: << Le canzoni del CD esprimono il rimpianto del cantautore per gli anni della sua gioventù, la nostalgia degli amori vissuti, perduti, mai iniziati. I ricordi gli accarezzano continuamente i pensieri e, senza rumore, lo riportano indietro nel tempo e il presente diventa ieri >>. Molto suggestivo, no?…
1 – Prima canzone: RICORDI.
Tutto il CD prende nome da questo brano di esordio, dove si dichiara che “le parole si possono dimenticare, i ricordi no”. E i ricordi emergono, prepotenti, in tutte le 5 canzoni del CD. Così come riemerge impetuosa l’onda lunga della “nostalgia canaglia”. Nostalgia (o piuttosto struggimento) per gli amori giovanili persi e, in particolare, per il primo indimenticabile amore. Quello nato tra i banchi di scuola e che ha ancora il potere di emozionare, di significare e di avere ancora valore nonostante la distanza di parecchi decenni di silenzio. Quello del primo bacio, primo fiore colto nel giardino dell’amore. Quello che è stato portato via dal treno dell’emigrazione. Lei 13 anni appena ma con tutto il potenziale vibrante della passione innocente e comunque capace di incidere profondamente ed indelebilmente nella vita e per tutta la vita. Strade divise dal destino. Perché non ritornare, adesso, da anziani? … E’ sempre tempo dell’amore! …
2 – Seconda canzone: L’AMORE IN UN RESPIRO.
“Ti ho nascosta nei pensieri miei” … ecco la chiave di tutto il discorso. “Ho seguito la mia strada dove tu non c’eri” … altro tormento. “Ferite mai guarite” … lo stato attuale. “Occhi incontrati, tanti” …. “Favole, troppe” e poi c’è… “l’amore che ti scompiglia il cuore” … un panorama umano e sentimentale da brividi. Ma non basta … “ti cerco ancòra”… Così abbiamo ragione di credere che in questo innamorato (ormai ultra-sessantenne) più che “l’amore in un respiro” ci sia ancora “l’amore in un sospiro” … della serie … “chi prima non ama poi sospira”. E a volte si sospira e ci si strugge per tutto il resto della vita!
3 – Terza canzone: INNAMORATA.
“Gli anni verdi ormai volati via” … fanno da sfondo ad una storia d’amore tra il ragazzo e la ragazza più belli della compagnia, in una rovente estate per clima, passioni e sentimenti. Una estate jonica, trascorsa sulla spiaggia, al mare. Lei bella e innocente, il suo piccolo seno ancora acerbo …
4 – Quarta canzone: SOGNO DENTRO UNA CANZONE.
“Sete d’amore che scoppia nel cuore e che mi ha insegnato a volare con la pioggia e con il sole” … e ancora “La mia voglia di musica è cresciuta con me … “ … Alla ricerca di un amore vero” … In tutto questo struggimento tardivo, l’autore passeggia ancora una volta con i ricordi e si fa consolare dalla compagnia di una chitarra, ancora più struggente di lui. Infatti, egli dice: “Faccio a pugni con la nostalgia” ed avrebbe tanto desiderio di “sciogliersi davanti ad un sorriso” … magari facendo tacere i suoi tanti “perché?” che non cessano di arrovellare la sua esistenza, alla ricerca ancora della semplicità di un amore o di un amore semplice.
5 – Quinta canzone: DISPERATO AMORE.
Il potere evocativo dei ricordi questa volta ci porta a rivedere romanticamente una ragazzina che aspetta l’innamorato su uno scoglio battuto dalle onde del mare. Lei è vestita di cielo con i colori dell’amore. “Se il mare fosse inchiostro e il cielo foglio bianco non basterebbero per scriverti quanto ancora ti voglio”. Ed è tutta una rincorsa nel cercare di far tornare … “gli anni più belli della nostra gioventù”. Pensa … “Ancora oggi nel tuo paese si ricordano di noi … di quanto eravamo innamorati”. Dai … “Come ogni rondine torna al suo nido, tu torna da me!” …
6 – CONSIDERAZIONI GENERALI
Dal punto di vista stilistico, il genere musicale di Mario Colonna è chiaramente quello soffice e suadente dei piano-bar e dei night club con cui intrattenere dolcemente e piacevolmente il proprio pubblico, specialmente gli affezionati al suo “sound”. Una musica seducente e carezzevole che favorisce il riemergere nella memoria ciò che di più bello ci ha resi felici nei tempi andati, specialmente in amore, anche se adesso viviamo nuove storie ma (chissà perché?) sono i primi amori o addirittura il solo primo amore che ha lasciato le emozioni migliori però non più replicabili, quantunque ne andiamo alla costante e forsennata ricerca … anche se sappiamo che le stagioni dell’innocenza sono irripetibili, come l’Eden, la nostra età dell’oro.
In alcuni passaggi canori, Mario ci ricorda vagamente Vasco Rossi, ma nella sostanza è abbastanza originale e non è facile non riuscire monotoni o monocorde se i temi musicali e letterari sono legati al ricordo, allo struggimento, alla vena romantica del desiderio e dei sogni amorosi che non possono avverarsi. Lo struggimento amoroso e canoro di Mario mi ricorda la storia d’amore di Pancrazio e Rosalia che ho descritto il 04 ottobre 2020 in (https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-300-la-struggente-storia-damore-di-pancrazio-e-rosalia-ritrovatisi-dopo-oltre-60-anni/).
E mi chiedo perché le storie d’amore più sono struggenti e più sono coltivate nell’anima delle persone, sicure o illuse che è il primo amore quello che vale ancora e sempre e lo si insegue … magari evitando di valorizzare l’amore che è presente, che ci è accanto e può essere ben vissuto nel concreto. Perché al grande pubblico sono proprio le storie d’amore impossibili, struggenti o evocative che piacciono e fanno “audience” in TV, al cinema, al teatro o nella letteratura in genere, così come nelle canzoni?…
7 – Altra canzone: PRIMAVERA 2020
Mario Colonna ha commentato con una video-canzone di oltre 6 minuti la prima fase del lockdown o clausura domestica e sociale imposti dal Covid-19. “Primavera 2020” prende nome tale canzone che il nostro cantautore ha postato su youtube il 19 maggio scorso, ottenendo finora quasi mille visualizzazioni e parecchie condivisioni (https://www.youtube.com/watch?v=oPbBD-DKl0M). Ricordo che altri due cantautori badolatesi hanno postato su youtube una propria canzone su questo periodo storico afflitto dal coronavirus.
8 – CHI E’ MARIO COLONNA
Mario Gallelli (detto Colonna) è geometra e lavora alle dipendenze del Comune di Badolato di Calabria, paese dove è nato 69 anni fa, il 27 febbraio 1952. Quando era adolescente, in qualità di chitarra basso, ha fatto parte della formazione degli “Euro Universal” che il 15 gennaio 1973 (38 anni fa) ha sostenuto (con successo ma senza esito pratico) un provino alla RCA Italiana di Roma per proporre il nuovo genere musicale del “pop-islam” (la musica del futuro, come viene espressamente dichiarato nell’opuscolo del 2016 “Il futuro è pop-islam” – https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/3-pagine-interne-1-36-POP-ISLAM.pdf).
9 – SALUTISSIMI
Caro Tito, lo scorso 23 dicembre 2020, il sociologo Franco Guerino Caccia mi ha inviato una copia del suo importante libro “Una buona pratica di cura della non autosufficienza” su cui ti vorrei riferire in una delle prossime lettere. Alla prima pagina interna così ha scritto di proprio pugno: “Al carissimo Mimmo Lanciano, fine intellettuale e prezioso artigiano dell’utopia”. Ringrazio l’amico Franco per la generosità usata nei miei confronti. Ma (tu ormai lo sai bene) mi considero soltanto un “eterno alunno” e un umile “coltivatore diretto” della parola, così come il sito www.ilreventino.it mi ha consentito di definirmi nella sua scheda degli autori: << D. L. è nato nel casello ferroviario di Cardàra, una contrada rurale di Badolato di Calabria, il 4 marzo 1950. Figlio di operai e di contadini, si ritiene contadino e coltivatore diretto del pensiero e della parola che prevalentemente esprime tramite “Lettere” alla maniera degli emigrati. E’ convinto che la “lettera” sia alla portata di tutti e che non comporti ambizioni o particolari stili letterari né giornalistici ma semplicemente l’umile atto del comunicare e di far circolare gli affetti e le idee.>>.
di Domenico Lanciano
Love City, domenica 17 gennaio 2021 ore 16,42 (sono state prese dal web le foto che non sono mie o di Mario Gallelli Colonna).
