La Garibaldina prova a dare una svolta a un campionato fin qui molto deludente. Ci prova, inevitabilmente, con un cambio di allenatore che era nell’aria, anche se mister Giuseppe Sestito ha dimostrato fin dallo scorso anno, da quando subentrò nel campionato di Promozione a mister Sandro Cipparrone, pur non riuscendo a salvare la squadra, una grande dedizione e un grande attaccamento all’ambiente.
Ecco il comunicato della società: «La Garibaldina ha ufficializzato l’esonero di mister Sestito al quale vanno i ringraziamenti per il lavoro svolto. La squadra è stata affidata a Tiziano Compiacente, un giovane allenatore di Lamezia Terme, ancora con poca esperienza ma con tanta motivazione. Sarà coadiuvato da Francesco Grande, ex calciatore della Garibaldina che ha lasciato un ottimo ricordo nell’ambiente. Ai due l’arduo compito di risollevare soprattutto il morale di una squadra sfiduciata a causa dei pessimi risultati degli ultimi periodi. La società crede fermamente nella possibilità di salvarsi e di poter continuare il progetto di comprensorio avviato lo scorso anno».
Si tratta indubbiamente dell’ultima possibilità che la società si è data per tentare di mantenere la categoria, evitando quella che sarebbe una punizione eccessiva: una seconda retrocessione in due stagioni.
Col senno di poi, forse questa decisione poteva arrivare un po’ prima, perché in effetti la squadra aveva avuto, qualche settimana fa, una possibilità di riscatto affrontando, da terzultima con 9 punti, l’ultima e la penultima in classifica. In un recupero, un Cerva ultimo con zero punti, cui ha regalato con una sconfitta per 2-0 gli unici tre punti del campionato, e poi, nel turno successivo, la penultima San Mauro Marchesato che era dietro con 8 punti e che l’ha poi scavalcata in classifica vincendo per 6-2 e portandosi a 11 punti.
Ma ora è tardi per i rimpianti e c’è ancora tempo per provare a salvare la stagione. La speranza della società, dei tifosi e di tutto l’ambiente è che il nuovo allenatore e il suo vice possano portare nuova linfa, rivitalizzando una rosa di calciatori che appariva ormai rassegnata al peggio.
Raffaele Cardamone

